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    Vescovi, re, imperatori: Anastasio Bibliotecario tra Occidente e Oriente

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    Obiettivo di questo studio è l’analisi delle strategie comunicative adottate da Anastasio Bibliotecario, uno degli uomini più eminenti nella Roma del terzo quarto del IX secolo: antipapa scomunicato due volte, nonché apprezzato traduttore dal greco al latino, egli fu bibliothecarius e dictator delle lettere di tre papi (Niccolò I, Adriano II, Giovanni VII) e dell’imperatore Ludovico II. La centralità del ruolo di Anastasio nella redazione delle comunicazioni epistolari contemporanee è quindi innegabile, sia per la quantità di lettere redatte su commissione sia per l’importanza socio-politica delle traduzioni e delle lettere prefatorie contestualmente inviate. Tale centralità, tendenzialmente trascurata dalla storiografia, merita una riconsiderazione generale: impostando l’analisi lungo tre assi interpretativi fondamentali (le comunicazioni tra Roma e i Franchi, tra l’imperatore franco e quello bizantino, tra Roma e Costantinopoli), la monografia proporrà l’analisi delle scelte retoriche e delle modalità informative anastasiane adottate di volta in volta in rapporto alle esigenze politiche e comunicative contingenti

    Nutrirsi nel convento: i consumi alimentari dei domenicani di Bologna secondo due registri di spese (1331-1357)

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    Il contributo analizza le spese annotate in due rgistri di entrate e uscite prodotti dal convento bolognese di San Domenico negli anni 1331-1337 e 1349-1357. Sono analizzate in particolar modo le spese alimentari, che testimoniano le esigenze quotidiane dei frati talcolta in modo così dettaglaito da permettere la ricostruzione di vere e proprie preparazioni culinarie, nonché gli acquisti eccezioni fatti in occasione di celebrazioni speciali

    Il De episcoporum transmigratione, le decretali pseudo-isidoriane e i dibattiti sul trasferimento e la deposizione dei vescovi tra la metà del IX e l’inizio del X secolo

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    Il De episcoporum transmigratione è una breve collezione canonica, composta da brani tratti dalle decretali pseudo-isidoriane, da testi cronachistici ed epistolari: prodotto probabilmente in occasione di un non meglio specificato conflitto riguardante i vescovi, questa collezione canonica fornisce una propria risposta e una formulazione sistematica della legittimità canonica del trasferimento di un vescovo da una sede all’altra e descrive le modalità di convocazione in giudizio qualora un prelato sia accusato di qualche reato. In questo contributo, oltre a una breve descrizione delle argomentazioni ecclesiologiche contenute nel testo, si discuterà della precedente attribuzione e datazione e si presenteranno la struttura della collezione canonica, le fonti utilizzate dal compilatore, le modalità di selezione dei brani.The De episcoporum transmigratione is a short canonical collection, composed of excerpts from the Pseudo-Isidorian forgeries, chronicles and letters; probably compiled during a conflict between bishops, this canonical collection provides its own systematic response and interpretation of the canonical legitimacy about the translation of a bishop from one seat to another and describes the process against a prelate accused of some crime. In this paper, in addition to a brief description of the ecclesiological argumentations contained in the text, the previous attribution and dating will be discussed and the structure of the canonical collection, the sources used by the compiler and the methods for selecting the extracts will be presented

    Un registro dei domenicani. Spese e consumi della comunità (1349-1351)

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    Il contributo studia il registro di entrate e delle uscite del convento bolognese di San Domenico nel periodo compreso fra il 1349 e il 1357, prendendo in considerazione la normativa circa le spese ammesse dalle regole domenicane, la nomina e il ruolo del frate procuratore deputato all'annotazione dei movimenti economici, la struttura della fonte e le tipologia di entrate e uscite registrate. Completa il contributo l'edizione parziale della fonte

    Memorie di un ambasciatore a Costantinopoli: Anastasio Bibliotecario tra rappresentazione di sé e racconto storico

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    Anastasio bibliotecario fu una delle personalità più eminenti e più discusse nella Roma del terzo quarto del IX secolo, il cui nome è però strettamente legato alla missione a Costantinopoli compiuta tra la fine dell’869 e l’inizio dell’870, quando fu inviato dall’imperatore Ludovico II per trattare del matrimonio della figlia Ermengarda con Costantino, figlio dell’imperatore bizantino Basilio I. Giunto nella capitale imperiale, fu coinvolto nelle fasi finali dell’VIII concilio ecumenico, convocato per dirimere la questione di Fozio e, terminata la missione, Anastasio rientrò a Roma con una copia personale degli atti conciliari, che, a causa di eventi fortuiti, rimase l’unica copia pervenuta in Occidente e la base della successiva traduzione in latino compiuta dallo stesso Anastasio. Inviata a papa Adriano II nell’872, la traduzione fu accompagnata da una lunga lettera, un testo rigidamente strutturato secondo i canoni letterari delle epistole nuncupative, ma contenente al suo interno sia precise ricostruzioni storiche sia una potente volontà autorappresentativa e autocelebrativa. Obiettivo di questo contributo sarà quindi l’identificazione delle possibili fonti sfruttate da Anastasio nella redazione della lettera prefatoria, le modalità di autorappresentazione messe in atto dall’autore come mediatore di una precisa memoria storica degli eventi costantinopolitani e infine l’analisi delle diverse intenzioni comunicative anastasiane sottese alla redazione della lettera in rapporto anche a meccanismi di delegittimazione della dinastia amoriana

    Lettere durante lo scisma. Anastasio Bibliotecario e i bizantini falsificatori

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    Le lettere del pontefice Niccolò I riguardanti lo scisma di Fozio e redatte da Anastasio Bibliotecario in qualità di dictator sono caratterizzate da un ampio uso di epiteti denigratori nei confronti dei Graeci: tra le varie accuse quella di falsificazione ricorre con una certa frequenza, spesso enfatizzata dall’evocazione di specifici episodi di interpolazione di documenti latini e di traduzioni. Inoltre, in alcune epistole Niccolò I avanza l’ipotesi che le stesse missive bizantine siano state falsificate prima dell’invio a Roma. Questo contributo analizzerà i diversi contesti all’interno dei quali le accuse di falsificazione sono avanzate e dimostrerà come esse siano espressione di due diverse strategie comunicative: gli epiteti ingiuriosi appartengo a una tradizionale forma retorica di denigrazione epistolare, frutto di un peculiare momento conflittuale, mentre le ipotesi di falsificazione rispondono a una strategia diplomatica volta a dare avvio a un dialogo politico più pacifico

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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