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Design e agricoltura. Strumenti e metodi per il trasferimento dell'innovazione in agricoltura
L'interesse sempre maggiore per il cibo sano e di qualità aumenta di pari passo con l'interesse per l'agricoltura e i suoi metodi di produzione. L'agricoltura, intesa qui nella sua accezione di pratica produttiva sostenibile e rigenerativa, è oggetto di crescenti incentivi allo sviluppo da parte delle politiche nazionali e europee. In rapporto a questi dati sono stati delineati degli scenari preliminari di indagine rivolti allo studio dell'agricoltura di piccola scala; in questo modo è stato eseguito il quadro di indagine definitivo per l'individuazione di nuovi campi di ricerca attraverso i quali le discipline afferenti al Design e all'Agricoltura possano interagire a generare valore. La risposta finale consiste nella definizione di un modello teorico, utile alla diffusione e al trasferimento dell'innovazione sull'agricoltura di piccola scala. Questo modello si compone di fasi di intervento attraverso le quali i designer esperti possono relazionarsi alla produttività agricola apportandovi vantaggio strategico per mezzo della diffusione e dell'impiego di sistemi tecnologici innovativi. Il percorso della ricerca ha mostrato che per diffondere l'innovazione in agricoltura, prima ancora di progettare un nuovo oggetto o sistema tecnologico, occorre creare le condizioni per cui questo stesso oggetto sia richiesto ed utilizzato. In questo momento, quindi, il compito del design è quello di attivare tutti i processi applicabili per la creazione della domanda di innovazione sulla piccola scala agricola. In questo modo, a maggiore richiesta di innovazione corrisponderà una riduzione dei costi di investimento e una maggiore accessibilità all'innovazione stessa. Scegliendo un tipo di approccio bottom-up proveniente dall'esigenza reale dell'utente di riferimento e dall'elaborazione di questi bisogni reali si definisce una metodologia di intervento che metta in atto tutto gli strumenti della disciplina del design per generare delle soluzioni su misura, replicabili e trasferibili. Il metodo elaborato nasce dalla domanda: che tipo di relazione è attualmente possibile tra agricoltura e design? Questa ricerca intende affermare che tale relazione è di natura inversa, non è l'agricoltura a scegliere il design per diffondere l'innovazione, ma al contrario come risposta diretta ad una domanda inespressa (per questi canali), è il design a offrire spontaneamente soluzioni all'agricoltura. In questo modo il design compie due atti costitutivi importanti: l'espansione della domanda di innovazione in agricoltura e la creazione di un nuovo e vasto settore di ricerca e sviluppo trans-disciplinare.The growing interest in healthy and quality food increases along with the interest in agriculture
and its production methods. Agriculture, meant here in the sense of regenerative and
sustainable productive practicing, is the object of increasing incentives for development by
national and european policies. In relation to these data preliminary investigative scenarios
were outlined aimed at the study of small-scale agriculture; in that way it was established the
final framework to identify new research fields through which disciplines related to design
and agriculture can interact and generate value. The final proposal is to define a replicable
operating model, helping to spread and transfer innovation on small-scale agriculture. This
model consists of phases of intervention through which expert designers can relate to agricultural
productivity by taking strategic advantage to it by means of management and the
use of innovative technological systems. The research path showed that in order to spread
innovation in agriculture, before designing a new object or technological system, it is necessary
to create the conditions for which this same object is requested and used. Nowadays,
therefore, the task of design is to activate all applicable processes for creating the demand
for innovation on small scale agriculture. In this way, a reduction of investmant costs and a
greater access to innovation will match a greater demand for innovation. Choosing a bottomup
approach coming from the real user needs and by processing these real data we define an
intervention that uses all the tools of the design discipline to generate customized, replicable
and transferable solutions. The method worked out arise from the question: what kind of
relationship is possible between agriculture and design? This research intends to assert that
this relationship goes the other way round, it is not agriculture to choose design to spread
innovation, on the contrary in direct response to an unspoken question (in these channels),
design spontaneously offers solutions for agriculture. In this way design accomplishes two
important constitutional documents, the first is the growing demand for innovation in agriculture,
the second is the creation of a new and vast field of transdisciplinary research and
development
Nobili(s)-tare: dalla Pinna Nobilis al Mitilus Edulis, verso una convergenza tra design, scienza e humanities
Linguaggi ibridi. I progettisti grafici italiani e il computer come nuovo strumento di progetto tra gli anni ottanta e novanta
Nella metà degli anni Ottanta l’avvento del computer nell’ambito della progettazione grafica ha trasformato non solo la professione dei graphic designer nei processi, ma anche nei linguaggi. La storiografia internazionale si è finora interessata in particolar modo delle realtà anglosassoni che sono entrate
in contatto con la nuova strumentazione digitale, tralasciando però gli episodi di molte altre nazioni considerate “periferiche”. La proposta di ricerca si propone di ricostruire le vicende inedite della grafica italiana tra gli anni Ottanta e Novanta, indagando sui cambiamenti in atto nel progetto grafico e individuando quali sono stati i protagonisti di queste nuove istanze visive, quali relazioni si sono instaurate tra di loro e come queste abbiano contribuito alla trasformazione dei linguaggi visivi confrontandosi con lo scenario internazionale. Lo scopo è dar voce a figure minori della storia della grafica italiana e ricostruire le geografie relazionali che
sottendono alcune particolari vicende
Knit4Care. Azioni progettuali partecipate al servizio delle comunità vulnerabili
La letteratura scientifica riporta l’attuale problema dei sistemi sanitari sovraccarichi ed economicamente insostenibili, proponendo come uno dei possibili interventi l’introduzione di un approccio olistico
alla salute del paziente che affianchi ai trattamenti clinici strategie collaterali che portino beneficio all’intera persona nel suo percorso di guarigione. Da queste premesse, unite all’esperienza delle attività del gruppo di ricerca in Design della maglieria del Politecnico di Milano, nasce l’idea di ricerca Knit4Care, che mette gli approfondimenti sul lavoro a maglia a scopo terapeutico e sociale in relazione all’approccio design-oriented, per integrare questo tipo di azioni lenitive
ad alto impatto sociale nel sistema sanitario
e creare un sistema di prodotto-servizio partecipato rivolto a comunità e gruppi di pazienti affetti da forti stress emotivi, alle loro famiglie e al personale sanitario
Biofabricated. Tre processi di biohacking orientati al design e alla moda sostenibile
Biofabricated mira all’indagine di tecnologie ibridanti al confine tra fashion, design products e microbiologia per la sperimentazione di nuovi processi manifatturieri. Muovendosi in una visione transdisciplinare che mette in relazione competenze scientifiche eterogenee, la proposta progettuale indaga la fattibilità di sistemi produttivi che combinano tecniche di biohacking e DIY materials, mediante una progettualità circolare e innovativa. Il progetto prevede la sperimentazione di tre processi di biofabbricazione - Microbial Skins, Plantae 3D Craft, BioDyeing Bacteria - attraverso l’utilizzo di organismi viventi, materiali organici, tecnologie e strumentazioni di laboratorio. L’obiettivo è quello di verificare e promuovere una nuova industria sostenibile, attivando pratiche transdisciplinari in grado di costruire processi volti a nuove sensorialità estetiche e materiche. Attraverso una piattaforma comunicativa in open access e diverse attività di disseminazione abilitanti, Biofabricated coinvolge designer e stakeholder, per rinsaldarne in maniera più consapevole pratiche virtuose
Il Sistema Moda in Campania: un progetto innovativo per la valorizzazione dell’identità e del patrimonio culturale della Moda regionale.
La ricerca “Analisi critica e linee strategiche per il potenziamento del sistema moda in Campania”, coordinata dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” in collaborazione con i cinque atenei regionali, ha avuto l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale campano della moda e del design, attraverso lo sviluppo di strategie innovative utili a guidare la Regione Campania alla comprensione e alla valorizzazione della filiera fashion-oriented.
Tra i diversi risultati della ricerca, il paper illustra la progettazione dell’organismo regionale e del brand MODEC - Moda e Design in Campania, il cui scopo è sostenere e promuovere le imprese, il tessuto produttivo e il capitale umano territoriale; e la sezione “Archivi Viventi”, un archivio digitale sul capitale umano d’eccellenza, della piattaforma digitale Fashion Open Book (in corso di pubblicazione) caratterizzata da una mappatura conoscitiva delle imprese e del patrimonio monumentale e produttivo di settore. La piattaforma, progettata secondo la logica “open access”, offre alla collettività la possibilità di osservare, implementare e scaricare materiali di ricerca inediti volti a valorizzare il comparto Campano della moda campana
Post Digital Design. Scenari e processi postdigitali per la moda e il design contemporaneo.
Post Digital Manufacturing Processes, finanziato nell’ambito del Programma Valere dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, si configura come un progetto dalla natura teorico-applicativa avente come fine la sperimentazione industriale di tecnologie digitali avanzate al confine tra design, tecnologia e corpo. La ricerca si divide in due macrofasi: Design and Prototyping e OpenWorkshops and Testing. Attraverso pratiche di biohacking, la prima fase sperimenta processi manifatturieri, ibridando tecnologie digitali come la stampa 3D, le Brain Computer Interfaces, il face tracking, i dati biometrici. La seconda fase coinvolge, invece, stakeholder e cittadini in un processo di sensibilizzazione scientifica, attraverso l'interazione diretta con gli artefatti realizzati e nella generazione di nuovi output, finalizzati all’innesco di ulteriori riflessioni. Attraverso la sperimentazione di processi postdigitali, la progettazione di una piattaforma web e la disseminazione dei risultati, il Progetto - non ancora concluso - si pone l’obiettivo di promuovere una cultura transdisciplinare del design, aperta alle nuove prospettive e pratiche dell’industria digitale contemporanea
Vestiti che connettono, processi che si legano.
Questo contributo esplora l’area della progettazione di dispositivi intelligenti come strumento per implementare e testare strategie di consumo consapevole e sostenibile
all’interno del sistema moda. L’obiettivo è quello di definire un progetto di ricerca capace di individuare possibili punti di applicazione e linee guida nello sviluppo di un sistema interconnesso di processi di produzione ed utilizzo. A partire da una mappatura
preliminare degli elementi che compongono l’esperienza di consumo, attualmente
insostenibile, emerge come la digitalizzazione di alcuni componenti permetterebbe di
generare un sistema di servizi e prodotti capaci di enfatizzare la consapevolezza
dell’utente finale circa alcune zone oscure del processo di produzione e consumo
dell’abbigliamento. Tali dispositivi, in grado di registrare e trasmettere dati, diventano così uno strumento attivo per il designer al fine di individuare pattern di comportamento e ridefinire strategie per la sostenibilità di prodotti e processi, talvolta collaterali a quello
dell’abbigliamento
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