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Manifesto: appunti per una lettura critica. Retoriche, politiche, parodia
By tracing the general structures of avant-garde manifestoes, this essay aims to point out how women apply specific rhetorical strategies when writing manifestoes. As a genre that derives from the historical functions of public speech (mostly shaped during the French Revolution), feminist or proto-feminist manifesto interacts with the notions of identity, citizenship, public space, imaginary and embodied autorship. The outcomes of an alternative genealogy, from Olympe de Gouges to Carla Lonzi and the most recent feminist manifestoes, challenge the universality of masculine literary canon by using parody as a subversive tool
Catastrofe e meraviglia. Storia, filosofia e etica animale in una novella di Anna Maria Ortese
Questa analisi nasce con la volontà di indagare alcuni nuclei filosofici espressi dalla poetica di Anna Maria Ortese. Nel caso della scrittura ortesiana, infatti, si dovrà parlare di un ragionamento di carattere etico, politico e teologico che in nessun caso prescinde dalla produzione letteraria, ma al contrario nasce e si sviluppa proprio in seno alla fiction. Dunque si è scelto di leggere Le Piccole Persone, raccolta di lettere, articoli e piccoli saggi, in stretta connessione con esempi di narrativa. A tale proposito, si è individuato ne L’Infanta Sepolta, opera meno conosciuta rispetto ai romanzi, un interessante case study capace di offrire un punto di vista privilegiato sulla poetica dell’autrice, di cui la novella rende manifesti alcuni tratti salienti; fra tutti, un ricorso al meraviglioso, che si fa portatore di contenuti simbolici e semantici poiché luogo di espressione di un’alterità che conserva la propria intraducibilità. Il lavoro vuole quindi dimostrare che la cifra irriducibile del meraviglioso ortesiano incarna un pensiero critico profondamente complesso, il quale mostra affinità con la riflessione delle filosofe e teologhe novecentesche (Simone Weil, Edith Stein), ma anche con la tradizione mistica (soprattutto Teresa d’Avila). Attraverso una poetica così organizzata, l’autrice riesce a sondare con potenza e originalità le principali questioni del Novecento: il male, la storia, la cosificazione, lo sfruttamento, i rapporti fra umano e non umano, la distruzione dell’altro.
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The article aims to investigate a few philosophical notions underling Anna Maria Ortese’s work. In the case of this writer, it is possible to speak of an ethical, political, and theological dimension that, rather than being unrelated to her literary production, takes shape through fiction. The article focuses in particular on Le piccole persone, a collection of letters, articles and short essays, reading it in close connection with narrative examples. In this regard, L’infanta sepolta, a lesser-known work than the novels, offers a privileged point of view on the author’s poetics, making manifest some of its salient traits. Among them, the recourse to the marvelous takes pride of place, for it becomes the bearer of symbolic and semantic contents, as the place of expression of an otherness that preserves its own untranslatability. The article thus aims to show that the irreducible figure of the marvelous in Ortese embodies a deeply complex philosophy, which shows affinities with the reflection of twentieth-century thinkers and theologians (Simone Weil, Edith Stein), but also with the mystical tradition (especially Teresa of Ávila). Through such a poetics, the author succeeds in probing with power and originality the major issues of the twentieth century: evil, history, cosification, exploitation, the relations between the human and the nonhuman, the destruction of the other
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
I discorsi di mistiche, malefiche e false sante tra eros e pornografia (secoli XVI-XVII)
This essay examines discourses on female sexuality between the 16th and 17th centuries. Approaching eros as a dimension of self-development, the analysis focuses on mysticism and witchcraft as sexual models. Mysticism and witchcraft, sometimes close, are complementary discourses: if witchcraft embodies abject sexuality, female mysticism may express eros as long as it is directed towards God. Thus the mystic can speak as a subject of desire, while the woman accused of witchcraft cannot: the authorities' discourse turns her into a pornographic object, incapable of using her own language to express (and recognise) desire. The strength of mysticism, then, lies in a language that resists the rhetoric of authorit
Mistica eccentrica. La scrittura di Teresa d'Avila attraverso una prospettiva di genere
Teresa d’Avila ha attraversato la storia con un passo capace di gettare ombre lunghe: è stata teologa e mistica, talvolta eretica e infine, nel 1970, dottore della Chiesa. Personaggio fuori asse, magnetico e irriducibile, Teresa è stata anche – e soprattutto – una pioniera, fonte d’ispirazione per le molte autrici che si sono voltate a guardarla. Seguendo il movimento di progressiva costituzione della sua identità autoriale, questo volume accompagna lo sviluppo della scrittrice: dal Libro della mia vita, vasta opera autobiografica, a Le mansioni del Castello interiore, la scrittura di Teresa disegna un arco che la porta a svincolarsi dalle retoriche maschili, dal parlare fiorito dei dottori, dal canone misogino imposto da una lunga tradizione. Con intelligenza e originalità, Teresa d’Avila fonda una pratica del sé che germina nella scrittura, s’irrobustisce nella riscoperta del soggetto femminile e si proietta nel mondo
"L'anime nostre erano come tanti belli cerviolini": il mondo naturale nella mistica cattolica (secoli XVI-XVIII). Uno sguardo di genere
A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso la riflessione ecofemminista (Merchant 1980; Fox Keller 1985; Bordo 1987) ha sottolineato le intersezioni fra cultura patriarcale, Rivoluzione scientifica, modo di produzione capitalista e sfruttamento delle risorse ambientali, evidenziando così la radice storica e la natura epistemologica delle attuali criticità. Adottando tale prospettiva, le teologhe hanno messo al centro della propria riflessione il ruolo della religione nella definizione del rapporto fra essere umano, animali e natura (Radford Ruether 1992; Gebara 1999; Johnson 2014). Un momento cruciale nella storia di questo rapporto, per quanto riguarda l’Occidente europeo, è la crisi culturale del Seicento: con l’avvento della Rivoluzione scientifica, un nuovo paradigma di natura si scontra con la concezione preesistente di matrice aristotelico-
scolastica, segnando lo scarto fra una realtà naturale concepita come entità viva e organica a una intesa come meccanica, inerte e non senziente. Il Seicento europeo, però, è anche teatro di manifestazioni culturali di tutt’altro stampo: la mistica cattolica vive un momento di straordinario fermento, soprattutto nel suo versante femminile. Può essere interessante, allora, rileggere l’opera delle mistiche per cercare di isolare, al suo interno, la presenza di elementi naturali che informino sul rapporto tra essere umano, animali e natura. Attraverso l’adozione di una duplice prospettiva, ecologica e di genere, questo contributo evidenzia come i
riferimenti alla realtà naturale, in un corpus scelto di scritture mistiche (dall’opera di Teresa d’Avila a quella di Maria Maddalena de’ Pazzi, Brigida Morello, Veronica Giuliani), siano pregnanti sotto più punti di vista: simbolico (metafore, similitudini, analogie e/o allegorie stabiliscono corrispondenze fra la dimensione spirituale e il mondo naturale/animale); semantico (si riconosce alla natura e alle sue creature un valore intrinseco in quanto forme della Creazione); semiotico (la realtà naturale come macrotesto che rivela la presenza divina). Dopo una breve analisi delle scritture, si valuterà il peso che tali concezioni potrebbero avere nella
riflessione filosofica contemporanea: la possibilità di individuare in queste scritture un modello
epistemologico non‒antropocentrico significativo anche per la contemporaneità sarà discussa nell’ultima parte del contributo
Quando l'altrove parla. La lingua sradicata di bestie, mistiche e possedute
Accogliendo diverse suggestioni, l'articolo tematizza la parola come strumento politico. A partire dalla parola impossibile delle scrittrici mistiche, passando per la parola maledetta delle indemoniate, fino alla parola interdetta dell'altro non-umano, si prende in esame una serie di casi accomunati (aldilà delle evidenti differenze) dall'uso difforme e strategico dello strumento linguistico. Verità, aderenza, norma, identità, menzogna sono solo alcune delle nozioni che gestiscono, di volta in volta, l'enunciazione. I casi trattati vogliono essere esemplificativi di come, in contesti apparentemente lontani, la lingua contribuisca a definire gerarchie e confini, ma anche (sfruttando le zone grigie dell'enunciazione difforme) possibilità di resistenza
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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