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    Termine del procedimento e potere amministrativo

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    Questo saggio analizza la natura e la rilevanza giuridica del termine del procedimento amministrativo disciplinato dalla legge 7 agosto 1990 n. 241 visto soprattutto nei suoi rapporti con il poter amministrativo che incide nella sfera giuridica di soggetti esterni all'amministrazione. Partendo da alcuni concetti generali, tratti anche dal diritto civile e processuale civile, viene criticata la distinzione tradizionale nel diritto amministrativo tra termini ordinatori e termini perentori, ritenuta incompatibile con il nuovo principio generale della certezza del tempo dell'agire della pubblica amministrazione. Nei procedimenti a istanza di parte, viene proposta invece la nozione di termine di adempimento riferito all'obbligo formale di provvedere sull'istanza; nei procedimenti d'ufficio, quella di termine di decadenza. Sulla base di questa distinzione il saggio, dopo aver esaminato la giurisprudenza, la dottrina e le principali fattispecie legali di termine del provvedimento, si sofferma sui possibili profili di rilevanza giuridica del termine, compreso quello del risarcimento del danno nel caso di ritardo nell'emanazione del provvedimento richiesto e di nullità del provvedimento tardivo che incide negativamente nella sfera giuridica del destinatari

    Contratti pubblici e concorrenza

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    La concorrenza è ritenuta generalmente un elemento fondante la disciplina dei contratti pubblici, soprattutto quella di derivazione europe

    The rules on public contracts in Italy after the Code of Public Contracts

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    The approval of the Code of Public Contracts, in implementation of the European Directives, has changed the traditional approach of the Italian legislator to the regulation of public contracts. However the public contracts sector is still unstable from a legislative perspective and the application of the rules is characterised by uncertainty and variations. All this has negative repercussions on the activities of the contracting authorities, the undertakings and, more generally, legal operators. The author calls for a legislative moratorium in order to stabilise and complete the regulatory framework

    La tutela della concorrenza nei contratti pubblici

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    In questa sede, mi è stato chiesto di sviluppare temi di carattere generale anche perchè oggi siamo in una situazione un po' ambigua nel senso che abbiamo uno schema di decreto legislativo di recepimento, ma sappiamo che ci sono ancora spazi per modifiche rilevanti dovendo appunto seguire ancora l'iter, peraltro molto accelerato nei tempi per rispettare la scadenza

    Istituzioni, nuove tecnologie e sviluppo economico

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    Quale ruolo hanno i pubblici poteri e, in particolare, la pubblica amministrazione nel promuovere l'innovazione tecnologica ai fini dello sviluppo economico? Per cercare di rispondere alla domanda, la prima parte di questo intervento individua le connessioni tra tecnologia e sviluppo economico, facendo riferimento all'amplissima letteratura che da tempo si interroga su questi tem

    Manuale di diritto amministrativo

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    IL volume offre un quadro organico e aggiornato del diritto amministrativo italiano alla luce dell'evoluzione che ha investito negli anni più recenti sia l'attività sia l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni. I temi vengono svolti tenendo conto della cornice costituzionale ed europea, indicando i riferimenti normativi essenziali e fornendo esempi tratti dalla giurisprudenza o dalla legislazione. La seconda edizione tiene conto della recente normativa in tema di anticorruzione e della legge 7 agosto 2015 n. 124 di riforma della pubblica amministrazione (Legge Madia

    La riflessione scientifica attuale sulla regolazione dei mercati e la prospettiva delle «spinte gentili»

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    Il saggio ripercorre per tratti essenziali l'evoluzione della regolazione economica dallo Stato interventista allo Stato regolatore, con particolare attenzione alla elaborazione scientifica. Nella parte finale il saggio fa riferimento alle prospettive più recenti del cosiddetto paternalismo libertario che prende le mosse dalle acquisizioni dell'economia comportamentale volte a superare il modello tradizionale dell'homo economicus in grado scegliere i fini e i mezzi più razionali per conseguirl

    Le fondazioni di origine bancaria: dai principi delle leggi Amato e Ciampi al protocollo Mef/Acri

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    Il protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’ACRI, approvato all’unanimità dal Consiglio di quest’ultima l’11 marzo 2015 e sottoscritto dalle parti il 22 aprile 2015, costituisce uno strumento originale e moderno di disciplina dei rapporti tra vigilante e soggetti vigilati che si ispira ai modelli anglosassoni di “soft law” e di regolazione negoziata. Il protocollo costituisce uno sviluppo ulteriore, giuridicamente più pregnante, rispetto alla prima esperienza di autoregolamentazione costituito dalla Carta delle Fondazioni approvata dall’ACRI nel 2012. Il protocollo d’intesa promuove una sorta di autoriforma delle Fondazioni di origine bancaria a legislazione invariata. Il documento ha lo scopo di prevenire e di rendere superflui interventi legislativi che già sembravano all’orizzonte. Infatti nel corso di questa legislatura sono stati presentati due proposte di legge: la prima che introduce alcune disposizioni volte a ridurre le spese di funzionamento delle Fondazioni e a rendere obbligatoria la pubblicazione dei loro bilanci sul sito istituzionale; la seconda che obbliga a dismettere le partecipazioni di controllo detenute nelle società bancarie. Tutti questi aspetti sono ora disciplinati dal protocollo d’intesa, che, rispetto alla Carta delle Fondazioni, non si limita a enunciare principi generali sull’organizzazione e sull’attività, ma impone alle Fondazioni molti obblighi e divieti puntuali

    I nuovi poteri affidati all'antitrust

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    Da quando fu istituita nel 1990 (cfr. legge 10 ottobre 1990, n. 287) l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha assunto nel panorama istituzionale del nostro Paese un peso via via crescente

    La "mano visibile" dello Stato nella crisi economica e finanziaria: editoriale

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    In una recensione a un volume sui cambiamenti costituzionali dell’ultimo ventennio nell’ordinamento italiano, Sabino Cassese osserva come il testo, per quanto ricco di considerazioni e spunti di riflessione, presenta una lacuna. Infatti non tratta “un tema che ha acquisito straordinaria importanza alla fine del ventennio, quello del governo dell’economia e del governo della costituzione economica”. Proprio questi due aspetti meritano invece un approfondimento per cercare di cogliere come siano mutate e quali siano oggi le caratteristiche della regolazione dei mercati e degli interventi dello Stato nella sfera economica. Si tratta di capire cioè come le vicende più recenti legate alla crisi finanziaria ed economica scoppiata nel 2008, che soltanto ora sembra essere in via di superamento, abbiano inciso sul modello di regolazione dei mercati dominante nell’ultimo ventennio e cioè sul cosiddetto Stato regolatore. Vanno dunque analizzati i mutamenti della Costituzione economica, da intendersi quest’ultima in senso ampio, cioè non soltanto come Costituzione formale, ma come includente anche le leggi, l’opinione pubblica, le prassi applicative, il ruolo delle amministrazioni e tutto ciò che, in definitiva, costituisce il diritto vivent
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