156 research outputs found

    Creative tourism: a challenge for the Campania Region

    No full text
    In the current phase of recession, competition in a territorial context has induced institutional management of tourist resorts to revise their supply strategies in order to create distinctive places in terms of image and travel experience. This has originated in what is known as creative tourism, characterised by active participation of tourist and involving respect for local communities. In tune with the literature (e.g. Greg Richards’ strand of research) not to mention international initiatives (such as the setting up of the Creative Tourism Network, with the support of Unesco), our paper - in an attempt to stimulate debate (actually quite low-key) in Italy - evidences the fact that the consolidation of local economies based on creativity is the inevitable condition for the taking off of this new form of tourism. Consequently, our study which should be placed in a theoretical-empirical context, having illustrated the importance of creative territories in the virtuous process of tourism development, by means of an analysis of selected best practice, focuses on the case of the region of Campania. The study exalts the presence of endogenous resources (suffice it to mention the material cultural patrimony/heritage and above all, the artistic/artisan chain) for enhancement to disseminate the added value represented by creativity and in order to implement a model of creative tourism. Particular attention is addressed to the opportunity of overcoming specific socio-economic issues that currently hinder the establishing of territories capable of triggering systemic dynamics necessary for achieving two advantages: on the one hand, to consent local economies to meet the challenges of the global crisis scenario, on the other to guarantee balance in territory tourist flows between inland areas and coastal zones

    Il Turismo Accessibile: una possibile alternativa per la competitività territoriale.

    No full text
    The author offer a reflection on accessible tourism, defined as a way of allowing to fully enjoy their stay all those who for various reasons - economic, physical, cultural, political, but also religious- are not guaranteed the inalienable right to a holiday; thus, the wellbeing of the visitors is reconciled with the preservation of the cultural heritage. The starting point for the analysis is the concept of sustainable tourism; a concept which has been discussed for at least two decades and on which nearly everyone agrees, but which is of difficult practical application in the field of tourism; the difficulties are due to problems relating to measurability, definition and the existence of conflicting statistics. Accessibility is linked strongly to sustainability; accessible tourism does not only pay attention to the needs of the disabled but to everyone's; through a very high quality offer, accessible tourism is able to respond to the needs of children, the elderly, mothers pushing prams, people with limited physical ability or sensory impairments or who have food-related allergies or issues, so that they can make full use of the holiday or their free time without obstacles and difficulties. Accessible tourism can be an opportunity for all locations through an offer of more liveable and hospitable destinations that can meet the expectations of people with special needs. In fact it achieves an advantage for the local community, because improved accessibility favours the development of the most authentic social relations in a sustainable way

    THE ROLE OF PUBLIC-PRIVATE PARTNERSHIPS IN STRATEGIC TOWN PLANNING AND TERRITORY GOVERNANCE IN ITALY

    No full text
    The inadequacy of planning intervention on the part of Small Historic Centres (SHCs) can be traced to the absence of specific regulations and a scarce capacity for territory governance. On an institutional scale, the process of decentralisation in Italy, from the 1980s onwards, has changed the relationship between centre and periphery. This has contributed to rendering the elephantine bureacratic machine of the State more agile and has favoured greater administrative independence. At the same time, as concerns territory planning and intervention, normative institutes based on inter-institutional cooperation, negotiated planning and public-private partnerships have been consolidated. Public-Private Partnerships are an instrument to which SHCs, quite often incapable of attracting investments, have to resort, taking into account the financial difficulties being faced by local Authorities. This implies mechanisms of self-organization and experiences that envisage the active role of private sector stakeholders. Resorting to Public-Private Partnerships is furthermore, motivated by the fact that SHCs are from a geoeconomic perspective, mixed goods, in other words, a combination of purely private goods (residences, shops, workshops and so on) and purely public goods (streets, public squares ad so on). This implies necessarily, the involvement of the private sector in the devising and governance of planning initiatives

    Valorizzazione turistica dei territori creativi protetti

    No full text
    Le aree naturali protette rappresentano, nell’attuale momento storico, uno degli strumenti irrinunciabili per la difesa e la tutela dell’ambiente. Anche se, per lungo tempo, in Italia ha prevalso una visione conservatrice secondo la quale l'obiettivo delle politiche locali di gestione doveva essere l'inalterato mantenimento del valore estetico, storico, artistico delle risorse naturali, gradualmente si è passati a considerare l'area protetta non più come un limite, quasi un vincolo allo sviluppo del territorio, ma come una fonte di vantaggio competitivo per il medesimo: la chiave di volta su cui costruire un nuovo modello di organizzazione territoriale, in grado di conciliare l'esigenza di tutela ambientale con quella di sviluppo socio-economico, fornendo alle comunità locali fonti di reddito alternative (Marangon, Tempesta e Visentin, 2004). In questo senso è possibile sostenere che il turismo occupa un ruolo di fondamentale importanza all'interno delle aree protette: questo significa investire maggiormente in forme di turismo che si potrebbero definire "alternative". In particolare, il turismo creativo si adatta facilmente alla struttura sociale e fisica del territorio, è in grado di integrarsi con la realtà culturale delle destinazioni, non altera gli ecosistemi naturali e le identità locali e può contribuire positivamente ad un sano recupero delle consuetudini, delle peculiarità e dei valori ambientali delle aree naturali protette. La diffusione di questa importante nicchia di mercato rappresenta, pertanto, una preziosa opportunità per evitare la globalizzazione e la standardizzazione dell’offerta, attraverso la costruzione delle capacità locali, nel quadro di un modello di sviluppo, in cui la compatibilità ambientale, sociale ed economica sia ritenuta l’elemento determinate per un rapporto equilibrato e produttivo con i luoghi. Su tali premesse si fonda il presente contributo, che si pone l’obiettivo di delineare le principali linee di azione per la promozione del turismo creativo nelle aree naturali protette, affinché queste ultime possano rappresentare importanti leve di cambiamento, fautrici di uno sviluppo locale in grado di assicurare le esigenze dei diversi stakeholder, attraverso il raggiungimento di scelte condivise e la realizzazione di modelli gestionali che si basino sui principi della sostenibilità

    Il processo partecipato del turismo di comunità di Oscata per la valorizzazione dell'Alta Irpinia

    No full text
    Il turismo, è uno dei fenomeni più dirompenti su scala mondiale, sia per l’intensità dei flussi di persone che muove sia per le trasformazioni economiche, sociali e ambientali che apporta. Esso impiega le risorse territoriali e produce effetti, talvolta irreversibili, sul sistema ambientale di riferimento. Ciò è stato spesso sottovalutato dall’industria turistica che non ha saputo impedire le conseguenze negative del turismo di massa che, da un lato danneggia le risorse e, dall’altro, logora il tessuto socio-territoriale. Ciò richiede un ripensamento delle modalità di sviluppo del comparto nella prospettiva della sostenibilità attraverso la partecipazione della comunità locale. Il presente contributo, sulla base dell’esperienza di Oscata, borgo rurale dell’Alta Irpinia, intende riflettere su una forma di turismo alternativa, quella di comunità, che offre al turista un’accoglienza ed un’ospitalità emotivamente coinvolgente e culturalmente formativa, integrandolo nei ritmi della quotidianità locale e dei principali momenti sociali, sino a farlo sentire un abitante temporaneo

    Teatro di suoni. Spazi acustici teatrali e territoriali

    No full text
    La comprensione del paesaggio si realizza quando lo percepiamo nella sua interezza, ovvero quando lo osserviamo, lo tocchiamo, lo respiriamo e lo ascoltiamo attraverso una continua osmosi tra soggetto e oggetto. Eppure, la minore attenzione alle informazioni fornite dalla percezione acustica ha generato una propensione a guardare piuttosto che ad ascoltare. Il presente contributo intende illustrare il paesaggio sonoro della Campania attraverso la tammurriata. Essa non è solo una delle tante forme di espressione musicale popolare, ma racchiude i punti focali di una complessa esperienza di partecipazione collettiva, divenendo un importante strumento per la conoscenza delle specificità territoriali capace di promuovere forme alternative di turismo come quello di comunità

    INTERDISCIPLINARIETA' DEI SAPERI, PIANIFICAZIONE INTEGRATA E GOVERNANCE NELLA PROGETTAZIONE E GESTIONE DEGLI INTERVENTI PER LA SICUREZZA URBANA E DEL TERRITORIO.

    No full text
    La sicurezza urbana è considerata, ormai, uno dei fattori competitivi delle realtà locali, da tenere in considerazione nella predisposizione di piani e programmi territoriali ed economici. Pertanto, una corretta valutazione del fenomeno deve tener conto della dotazione territoriale degli elementi che concorrono a determinarla (tra cui, ad esempio, la presenza dei servizi, la soddisfazione dei cittadini, il numero dei progetti di riqualificazione sociale e fisica, la qualità degli spazi pubblici ecc.) e ciò implica la necessità di analizzare, alla scala più piccola, i diversi contesti territoriali e di proporre politiche di sviluppo multisettoriali, specifiche per le singole realtà. La complessità del fenomeno impone modelli di intervento che non si limitano più alla repressione dei reati e al controllo del territorio, ma sono trasversali rispetto alle altre sfere di azione pubblica e privata, coinvolgendo ambiti disciplinari diversi, come la riqualificazione urbana, la lotta alla disoccupazione, il rilancio economico. Quanto detto è avvalorato dal fatto che negli strumenti programmatici i modelli di governance della sicurezza urbana sono fondati sulla collaborazione plurivello e sulla gestione di finanziamenti multifondo. Il successo di tali azioni è condizionato dalla reale comprensione delle dinamiche umane, e questo implica un necessario coinvolgimento di saperi e di intelligenze in grado di analizzare i nessi tra lo spazio fisico e gli atti criminosi che in questi luoghi si attuano o si subiscono. L’efficacia e la validità delle politiche di sicurezza urbana non possono prescindere dal diretto contatto con le singole realtà territoriali, in un’ottica di prossimità, soprattutto per quanto attiene alle forme di governo, che devono necessariamente partire “dal basso”, anche se questo non esclude la necessità di affrontare il problema a livello centrale

    LE PARTENARIAT PUBLIC - PRIVE DANS LES STRATEGIES DE DEVELOPPEMENT URBAIN ET D' AMENAGEMENT DU TERRITOIRE EN ITALIE

    No full text
    L’étude examine dans la première partie les aspects et les problèmes liés à la mise en oeuvre du processus partenarial et se concentre, dans la deuxième, sur les modèles de Partenariat Public-Privé institutionnalisé pour la requalification des Centres Historiques Mineurs. Un champ d’action dans lequel le Géographe peut réaffirmer sa professionnalité dans la vérification de la compatibilité du développement. Il émerge clairement que le développement urbain et l’aménagement du territoire, dans le cadre du processus d’intégration de l’Union Européenne, impose aux Gouvernements et aux Collectivités locales la nécessité d’adopter des interventions dans des secteurs stratégiques et ce livre constitue un support particulièrement utile à ceux qui ont des responsabilités dans la mise en oeuvre des orientations de programmation économique et de politique en matière d’habitat

    Napoli a piedi: a passeggio tra scale, rampe e gradonate.

    No full text
    Nell’odierna società - sempre più fluida, sfuggente e senza punti di riferimento - la riscoperta della propria città attraverso la mobilità dolce testimonia il bisogno della collettività di riallacciare il legame con i luoghi che gli eccessi della modernità hanno in qualche modo spezzato, rappresentando una risposta al senso di indeterminatezza e di incertezza che caratterizza il tempo attuale. In questa prospettiva, la pratica del trekking urbano, quale strumento di mediazione materiale e culturale della dialettica uomo-città, può svelare le centinaia di scalinate – spesso dimenticate o sottovalutate - che fanno da palcoscenico alla vita quotidiana. Le scalinate, intese come racconto identitario dei luoghi ma anche come narrazione del legame che l’individuo instaura con essi, proiettano non solo le specificità e le molteplici caratteristiche di ogni contesto urbano, ma anche l’insieme dei simboli e dei valori di cui ogni città si ammanta. In particolare, Napoli – città raccolta tra le colline ed il mare – con strade strette e pessima per le auto, è perfetta per chi ha voglia di muoversi a piedi. Su tali premesse, si fonda il presente lavoro che intende illustrare come questa particolare esperienza di trekking urbano contribuisca non solo alla conoscenza delle specificità paesaggistiche napoletane, ma sia anche uno strumento endogeno di autorappresentazione identitaria in grado di concorrere al processo di percezione collettiva della città partenopea

    IL TURISMO COME FATTORE DI SVILUPPO SOSTENIBILE NELLA POLITICA DI COESIONE DELL'UNIONE EUROPEA

    No full text
    La politica di coesione ha comportato un ripensamento del processo di convergenza e può essere considerata una strategia di lungo termine, fondata sul decentramento, sul partenariato, sulla sostenibilità, sulla promozione di uno scenario policentrico, armonioso ed equilibrato e che affronti le molteplici problematiche delle Regioni. Ma per conseguire la convergenza economica tra i diversi ambiti geografici necessita il sostegno di Istituzioni comunitarie che garantiscano la continuità delle scelte di intervento e la coerenza delle politiche, allargando la visione progettuale anche a comparti dell’economia, troppo spesso trascurati, che generano rilevanti effetti positivi sul territorio, come il turismo
    corecore