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    Imparare e insegnare tra lingue diverse (Cima R, Finco R.)

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    Considerare i bambini portatori di più lingue è accoglierli come portatori di nuove conoscenze e nuove esperienze. Tale posizionamento ci permette di trovare la misura per una pedagogia che sa interrogarsi e dialogare a più voci. A insegnanti educatori e famiglie oggi si pone il compito di costruire connessioni verso una cultura dell'incontro che permetta apprendimenti e sagge convivenze. Il libro traccia un percorso di riflessione tra teorie e pratiche, nomina esperienze concrete per insegnare e imparare tra lingue diverse dentro e fuori la scuola, riscoprendo la ricchezza delle lingue

    Attraverso lo sguardo. Per una pedagogia dell'incontro

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    Da dove viene il mio sguardo? Qual è la storia che lo compone? Attraversare lo sguardo è risalire la sua direzione lungo un itinerario segnato da spazi geografici e tempi differenti. Restituire allo sguardo una memoria implica imparare a dire quel che si vede da qui: un limite che tocchiamo quando ci situiamo nei contesti in cui ricerchiamo, lavoriamo, studiamo. Dal limite si tracciano spazi per l’incontro, con sé e con gli altri. Cosa vogliamo vedere? Da dove e con chi? Come accogliere e condividere più punti di vista? Il libro è rivolto a coloro che lavorano nei servizi educativi, nelle scuole, nei servizi sociali e sanitari, e si trovano quotidianamente a contatto con le differenze. La pedagogia dell’incontro tesse a più voci, e tra differenti approcci, una postura del pensare e fare che rende presente il corpo individuale e collettivo dello sguardo di cui ciascuna e ciascuno si fa responsabile

    La maternità è una prova. Come creare contesti per riconoscere e comprendere situazioni vulnerabili.

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    Il contributo esplora una esperienza di ricerca condotta tra il 2015 e il 2021 sulle pratiche di accompagnamento di madri e famiglie considerate vulnerabili e a rischio di esclusione sociale, specialmente nel periodo perinatale (gravidanza, nascita e primi sei anni di vita). Il gruppo interdisciplinare che ha condotto la ricerca, composto per lo più da donne, professioniste ed esperte del lavoro sociale e di cura, si è chiesto: che sguardo portare sulle “eroiche dis/ avventure” delle madri e dei bambini? Come raccontare le vulnerabilità che emergono nella riflessione delle madri, operatrici ed utenti? Come mantenere la complessità dei punti di vista mettendo a fuoco la consapevolezza dei rapporti di potere in gioco? Chi avrebbe scritto le storie e gli esiti della ricerca, con quali linguaggi? Quali pratiche di restituzione avremmo adottato? La ricerca ha preso avvio in occasione della partecipazione al progetto europeo Erasmus+ Taking care of vulnerable women during perinatality. Gli obiettivi generali del progetto erano: formulare una definizione comune della vulnerabilità; individuare gli strumenti per identificare, analizzare e monitorare i fattori di vulnerabilità; elaborare strumenti specifici di accompagnamento; definire le competenze professionali per gestire al meglio le situazioni a rischio, in particolare in caso di grave precarietà, dipendenze, gravidanza in adolescenza, prostituzione. L’output principale è stata la composizione di moduli di formazione iniziali e/o continua. Il filo rosso è stata la sperimentazione della narrazione orale e scritta come forma di ricerca azione e pratica del partire da sé nei luoghi del lavoro sociale, nei gruppi di donne e nei setting formativi. Durante la ricerca è stato evidente che per il gruppo di lavoro in Italia questa metodologia risultava essere la più fruttuosa per mettere a lavoro le asimmetrie che possono avere luogo nella relazione tra professioniste e utenti dei servizi: occupare una posizione nella quale si ha il mandato di definire i bisogni degli altri rappresenta una forma di potere. Pur mantenendo una chiarezza nelle funzioni, come possono le professioniste predisporsi ad aprire e condividere queste forme di potere nell’offerta dei servizi e nelle pratiche di accompagnamento e valutazione? Quali contesti di incontro consentono alle operatrici e alle donne utenti dei servizi di negoziare la propria presenza? Nella geometria relazionale tra la madre, i bambini e le operatrici, come si configurano regole d’interazione (distribuzione della possibilità di parola, di definizione ed uso delle categorie), pratiche educative e valutative messe in atto? Il saggio è un itinerario attraverso alcune figure mitologiche (Persefone, Demetra, La Llorona) per esplorare le contraddizioni vitali vissute dalle donne, nel tentativo di decolonizzare e depatriarcalizzare gli immaginari intorno alle maternità

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Un dispositif d’accompagnement « multisitué » : repenser les parcours d’accompagnement des jeunes Nigérianes en Italie

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    This contribution focuses on the processes and results of a research-action carried out on the psychosocial care of young Nigerian migrant women in Verona, in the north-east of Italy, between 2011 and 2016. This research, which involved health professionals, social workers and cultural mediators, aimed to develop new practices and tools in the face of the constant failure of the institutions, especially in dealing with young Nigerian prostitutes, victims of trafficking. Indeed, the majority of these women who applied to social services suffered institutional ------ mapping tools, it has been possible to investigate the institutional geographies involved in the care of young Nigerian users. The emergence of the importance of informal care places has changed the networks of this care thanks to the figure of the expert user. A new device, called “multi-located”, was therefore experimented.Cette contribution porte sur les processus et les résultats d’une recherche-action menée sur les dispositifs de prise en charge psychosociale de jeunes femmes migrantes à Vérone, dans le nordest de l’Italie, entre 2011 et 2016. La recherche, qui a impliqué des professionnels de santé, des travailleurs sociaux et des médiatrices culturelles, visait à élaborer des pratiques et des outils nouveaux face à l’échec constant des institutions sociosanitaires, surtout dans la prise en charge des jeunes filles nigérianes, victimes de la traite des femmes. En effet la majorité de ces jeunes femmes qui s’adressaient aux services sociaux subissaient des violences institutionnelles ; une fois mères, elles étaient fréquemment hospitalisées en psychiatrie et, par conséquent, leurs enfants étaient éloignés et confiés à des foyers pour être ensuite adoptés. Afin de comprendre les raisons des évaluations négatives de la capacité maternelle et ensuite des éloignements, cette recherche a exploré les imaginaires des professionnels sociosanitaires sur la prostitution et les limites de l’utilisation des dispositifs de médiation culturelle. En outre par l’introduction d’outils de cartographie, il a été possible d’enquêter sur les géographies institutionnelles impliquées dans les prises en charge de ces usagères nigérianes. La valorisation des lieux informels d’accueil a modifié les réseaux de cette prise en charge grâce à la figure de l’usagère experte. Un dispositif nouveau, qu’on appellerait « multisitué », a donc été expérimenté grâce à l’implication de plusieurs terrains de recherche (institutionnels et informels) dans le dessin de l’accompagnement.Este trabajo se centra en los procesos y resultados de una acción-investigación llevada a cabo en los sistemas de atención psicosocial de jóvenes mujeres migrantes en Verona, al noreste de Italia, entre 2011 y 2016. El estudio, en el que participaron profesionales de la salud, trabajadores sociales y mediadores culturales, tenía por objeto desarrollar nuevas prácticas e instrumentos ante el constante fracaso de las instituciones socio-sanitarias, especialmente en la atención de las jóvenes nigerianas víctimas de la trata de mujeres. La mayoría de las jóvenes que acudieron a los servicios sociales habían sido objeto de violencia institucional; tras ser madres, muchas fueron ingresadas en centros psiquiátricos y separadas de sus hijos que fueron confiados a casas de acogida. Con el fin de comprender el motivo de la desconfianza sobre la capacidad maternal de estas mujeres y el posterior alejamiento de sus hijos, este estudio analizó las opiniones de los profesionales socio-sanitarios acerca de la prostitución y de los límites del uso de dispositivos de mediación cultural. Además, gracias a la introducción de herramientas cartográficas, fue posible analizar las áreas geográficas institucionales involucradas en la atención de estas usuarias nigerianas. El desarrollo de los lugares de acogida informales ha modificado las redes de atención gracias a la figura de la usuaria experta, lo que ha llevado a poner a prueba un nuevo dispositivo que podría llamarse "multi-situado"

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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