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Un tempo da lupi: analisi paleogenetica della popolazione italiana di lupo durante l’ultima glaciazione
Il lupo ha da sempre rappresentato una specie fiera, misteriosa ed elusiva, capace di colpire l’immaginazione dell’uomo fin dall’epoca più remota. Nelle
varie culture del mondo ha trovato posto come protagonista importante di fiabe, leggende e miti, suscitando visioni completamente opposte a seconda
del contesto, le quali spaziano dalla mistica venerazione fino all’atavica paura, ma sempre caratterizzate da un’interazione complessa con l’uomo. Pochi animali infatti esemplificano il rapporto contrastato tra la società e la natura come il lupo.
Dal punto di vista ecologico invece, questa specie riveste un importante ruolo come predatore all’apice della catena alimentare con effetto top-down sull’equilibrio degli ecosistemi. Nonostante questo ruolo fondamentale, in molte realtà sta ancora scontando i retaggi di antichi pregiudizi culturali, che lo figurano come una minaccia per l’uomo ed il resto della fauna, specialmente domestica
La storia dell'uomo scritta nel suo DNA
Dentro ognuno di noi è scritta una storia che aspetta solo di essere decifrata e raccontata. Il DNA, infatti, oltre a svolgere funzioni fondamentali per la sopravvivenza degli esseri viventi, può essere visto anche come un libro che racchiude la nostra storia, l’evoluzione della nostra specie e il cammino che essa ha percorso, partendo dall’Africa e colonizzando gli angoli più remoti del pianeta. Ma non solo. Camminando a ritroso nel passato, il DNA permette di ricavare informazioni che possono far luce su avvenimenti che hanno segnato la storia dell’uomo e documentare quindi chi erano e come vivevano i nostri antenati, le malattie di cui soffrivano, arrivando perfino a ricostruirne alcuni caratteri somatici.
Il DNA ha contribuito a chiarire aspetti chiave dell'evoluzione dell'uomo come ad esempio la disputa sulla posizione filetica dell'uomo di Neandertal nell’albero evolutivo umano.
Oppure ha consentito di indagare l'origine e la diffusione delle malattie e l'evoluzione dei patogeni nel tempo e nello spazio per poter capire meglio la loro attuale situazione quella futura.
Leggere dunque la storia dell’uomo scritta nel suo DNA guardando al presente e al futuro: questo l’obiettivo affascinante e la sfida che ha davanti la ricerca sull’evoluzione del genoma umano
Quale tutela per il lupo (Canis lupus)? La situazione attuale e le possibili prospettive
In last few years the wolf population has greatly increased in Italy. This study is aimed at analyzing the national and international regulatery framework of the wolves protection and the jurisprudence of the Court of Justice. In this regards, two of the latest laws of 2018 – issued by the Autonomous Provinces of Trento e Bolzano – which allowed, in particular situations, the killing of wolves, will be examined in the light of the sentence of Corte Costituzionale n. 215 of 2019. Finally, possible legal tools will be selected in order to foster wolf-human coexistenc
Variabilità del microbiota e dieta nelle mummie di Roccapelago
Le mummie di Roccapelago (MO) rappresentano un eccezionale ritrovamento archeologico, sia perché costituiscono un raro esempio di preservazione naturale dei membri di un'intera comunità montana di umile estrazione, vissuti in un arco temporale di circa due secoli, sia a motivo dell’eccezionale stato di conservazione degli inumati. Lo scavo archeologico nella cripta della Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo a Roccapelago ha infatti permesso di recuperare i resti di oltre 400 individui, di cui circa 60 almeno parzialmente mummificati. La datazione dei reperti, effettuata sulla base della cultura materiale e dei registri parrocchiali, è stata circoscritta ad un arco temporale compreso tra la fine del XVI e la fine del XVIII secolo. Il processo di mummificazione che ha interessato una parte degli inumati è da attribuire plausibilmente alle peculiari condizioni microclimatiche della cripta, caratterizzate dall’aria secca e dalla particolare ventilazione, assicurata da due piccole finestre aperte sulla vallata. Le analisi preliminari sullo stato di conservazione dei tessuti molli mummificati, condotte mediante Spettroscopia Infrarossa in Trasformata di Fourier (FTIR) e Microscopia Elettronica a Scansione (SEM), hanno evidenziato, in generale, una buona conservazione delle strutture anatomiche e parziali alterazioni dei tessuti, preservati dalle condizioni chimico-fisiche dell’ambiente di deposizione. Le analisi antropologiche e paleopatologiche eseguite sui medesimi reperti hanno rivelato aspetti interessanti relativi alle caratteristiche fisiche e alle condizioni di vita e di salute dell’antica popolazione di Roccapelago, tra cui la notevole longevità di numerosi suoi membri, nonché il parziale isolamento geografico che ha caratterizzato la storia di questa comunità.
Le peculiari condizioni di conservazione di una parte delle mummie di Roccapelago hanno infatti permesso di effettuare l’analisi molecolare del microbiota umano, cioè delle comunità di microrganismi presenti in diversi tessuti di individui vissuti tra il XVI e il XVIII secolo
PALEOCLIMATE AND PALEOENVIRONMENT IN NORTH-WESTERN ITALY (SOUTHERN ALPS) DURING THE LAST GLACIAL STAGE: THE SMALL-MAMMAL RECORD FROM THE BUCO DEL FRATE CAVE (PREVALLE – BRESCIA)
The palaeoclimatic and palaeoenvironmental data obtained by the study of the Buco del Frate cave small-mammals indicate that, around 40,000 years ago (MIS3), the eastern part of the province of Brescia, immediately to the west of Lake Garda, was characterised by the presence of open taiga environment and watercourses crossing the plain facing the cave.
Specifically, the palaeoclimatic conditions of this part of north-western Italy around 40,000 years ago – compared to climate data for the years 1960-90 measured at Ghedi, 20 km southwest of the Buco del Frate cave – involved average temperatures some 4° C cooler and rainfall some 30% lower.
Based on the collected data we show that the western part of the Po Valley, west of Lake Garda, was characterized by a steppe-like environment, not too different from the almost contemporaneous site of Settepolesini di Bondeno (Ferrara), defined as "mammoth steppe".
We also note that the western Po Valley, if compared with deposits from high- and medium-mountain contexts in the same area, was characterized by a more steppe-like environment. Indeed, the mountain settings, in perhaps more sheltered areas, indicate the presence of environments with more trees (or, at least, bushes)
MANUALE DEL WEBTecnologie, normative e management
La tutela dalle insidie dell'uso delle nuove tecnologie è da ricercare nella conoscenza del loro funzionamento, il quale può essere governato solo attraverso una rinascita culturale della società del Web.
Partendo da tali presupposti, l'opera descrive i diversi profili di Internet, illustrandone tutti gli aspetti tecnici, giuridici ed economico-culturali.
In particolare, nell'ottica del binomio diritto ed informatica, sono state curate diverse sezioni dedicate alle principali tematiche quali i reati informatici, la tutela della privacy, il diritto d'autore, il documento informatico, la crittografia, la firma digitale, i domini Internet, l'e-commerce, l'e-banking, l'e-procurement e l'e-government.
Infine, è stata sviluppata una originale trattazione sulle figure professionali caratterizzanti la "rete", le quali vengono considerate come i principali portavoci della nuova cultura tecnologica, auspicata da tutti gli autori del libro
Paleogenetica e paleodemografia degli antichi abitanti di Roccapelago
Il progetto di studio delle mummie di Roccapelago, nato in seguito al ritrovamento, nella cripta della locale chiesa della Conversione di San Paolo Apostolo, dei resti di oltre 400 individui, molti dei quali parzialmente mummificati, ha previsto, fin dall’inizio, un approccio multidisciplinare volto all'integrazione dei risultati scaturiti dalle indagini archeoantropologiche, paleodemografiche e paleopatologiche con quelli prodotti dalle analisi genetiche dei reperti. A questo scopo è stato programmato, tra l’altro, anche uno studio diacronico del DNA finalizzato a indagare la struttura e le dinamiche della popolazione di Roccapelago nell’arco di circa quattro secoli, cioè dalla fase più antica di uso sepolcrale della cripta fino alla comunità attualmente vivente. La selezione dei campioni oggetto dello studio ha perciò riguardato sia i reperti antichi, risalenti a un periodo compreso tra il XVI e il XVIII secolo, sia membri attuali della comunità locale
Le Mummie di Roccapelago. Un progetto pilota di ricerca interdisciplinare tra archeologia, antropologia, storia e scienze applicate
Un piccolo borgomontano arroccato su uno sperone di roccia nell’Alto Appenninomodenese e la scoperta, tanto fortuita quanto eccezionale, nella chiesa parrocchiale, di una cripta sepolcrale contenente i corpi, in partemummificati, degli antichi abitanti della località. Questo lo scenario entro il quale si è sviluppato il
progetto: Storia e vita di una piccola comunità dell’Alto Appennino modenese tra il XVI e il XVIII secolo. Archeologia e antropologia: una ricerca interdisciplinare, promosso dall’allora Soprintendenza peri i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (Campus di Ravenna), con la collaborazione di numerose altre istituzioni scientifiche italiane e straniere. L’eccezionale ritrovamento ha rappresentato un’occasione unica per
la realizzazione di un progetto che, per l’approcciomultidisciplinare adottato, i protocolli d’intervento elaborati e l’integrazione dei risultati perseguita, può costituire un vero e proprio progetto pilota, unmodello di riferimento da applicare nel caso di ritrovamenti archeologici simili a quello di Roccapelago. Nel presente volume vengono pubblicate le relazioni scientifiche degli ultimi due convegni sulle “Mummie di Roccapelago”: il primo, LeMummie di Roccapelago: archeologia, antropologia e scienze applicate a confronto (Modena, 15 febbraio 2014) e il secondo, LeMummie di Roccapelago 3.0: la rinascita degli antichi abitanti
attraverso cinque anni di studi (Ravenna, 24marzo 2017). I contributi scientifici che esso raccoglie spaziano dall’approfondimento degli aspetti storici della comunità di Roccapelago al vasto campo delle ricerche archeo-antropologiche, archeo-genetiche, paleopatologiche, paleonutrizionali e biodemografiche, dallo studio e ricostruzione dell’abbigliamento, agli aspetti conservativi e alla valorizzazione del sito. Questamolteplicità e varietà delle ricerche condotte dimostrano
l’enorme potenzialità scientificamulti e interdisciplinare che questo sito ha offerto e continua ad offrire insieme all’eccezionale interesse divulgativo che esso è stato in grado di suscitare nel pubblico
Nomi totemici del lupo in area indoeuropea e uralica
A partire dalle attestazioni etnolinguistiche lessicali di area indoeuropea e uralica, si ricostruisce un sistema di credenze totemiche relative al lupo, che proietta nella preistoria l'origine di alcune parole e denominazioni dialettal
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