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    Le segnature pedagogiche del visual design: una retrospettiva

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    Questo volume offre un inedito punto di vista per guardare retrospettivamente alla tradizione educativa del visual design attraverso la nozione di “segnatura pedagogica”, inerente alla ricognizione dei principali modelli didattici che le discipline mettono in atto per trasmettere agli allievi il proprio, specifico apparato di conoscenze. Nel proporre la rilettura critica di alcune esperienze paradigmatiche, i concetti di “studio”, “formulazione” e “materialità” sono intesi come tre possibili cornici di senso secondo cui inquadrare alcuni dei principi fondamentali attorno ai quali ha storicamente ruotato, e ruota a tutt’oggi, la formazione del visual designer. Seppur eterogenee, le esperienze presentate afferiscono alla dimensione della pedagogia propedeutica, ovvero a quella particolare tipologia di approcci all’insegnamento e all’apprendimento connotati dalla finalità di supportare gli studenti nell’acquisizione di un primo, basilare livello di alfabetizzazione progettuale

    Design By Numbers. John Maeda e la computazione applicata al graphic design

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    Design By Numbers (DBN) è stato un pionieristico esperimento pedagogico svolto daJohn Maeda nella seconda metà degli anni novanta presso il Media Lab delMassachusetts Institute of Technology. Partendo dal presupposto secondo cui ilcomputer, più che un semplice strumento, fosse da considerare come il principale mezzodi produzione ed elaborazione visuale dell’era contemporanea, il laboratorio ebbel’intento di familiarizzare i graphic designer con i linguaggi di programmazioneinformatica intrinsecamente sottostanti al funzionamento dei media digitali. Il contributoricostruisce l’esperienza dal punto di vista sia storiografico che pedagogico, dapprimacontestualizzandola nella vicenda evolutiva del Media Lab, in secondo luogoanalizzandone gli apparati didattici veri e propri, e infine esaminando l’impatto culturaledi un progetto educativo che, nella sua globalità, ha svolto un ruolo significativo nelfavorire l’accessibilità e l’assimilazione delle nuove tecnologie da parte della comunitàdel graphic desig

    Editoriale

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    Dopo un numero pilota dedicato al Veneto e alle molteplici azioni di riciclo attuabili in relazione al suo vasto patrimonio di risorse infrastrutturali dismesse, la rivista dà ufficialmente avvio alle proprie pubblicazioni presentandosi con una nuova selezione di articoli e un programma di intenti più preciso e ambizioso: quello di istituirsi come un osservatorio di ricerca sperimentale attorno alla tematica del riciclo, che sia il fulcro di una rete di persone, imprese e istituzioni propense a investire nel nostro progetto all’interno di una visione culturale ed economica di più ampia portata

    Ceramica Made in Umbria. Intervista a Elisabetta Furin

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    La storia del territorio umbro è strettamente legata a quella del suo rapporto con l’arte della lavorazione della ceramica. Il progetto Ceramica Made in Umbria, avviato nel 2013, interpreta il recupero di tale tradizione come opportunità per aggregare una rete di imprese del settore e rilanciare la produzione locale sui mercati nazionali e internazionali

    Situare il ruolo della visualizzazione dei dati nei processi di interazione fra design e piccole e medie imprese: una possibile classificazione

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    Il contributo propone una classificazione volta a facilitare alle aziende di piccola e media dimensione la comprensione dei processi di interazione attivabili fra design e imprese, e a supportarle nel situare consapevolmente la visualizzazione dei dati entro tali processi. Se appropriatamente integrata, infatti, la visualizzazione dei dati può configurarsi quale importante vettore d’innovazione manageriale, in grado di incoraggiare lo sviluppo di progettualità orientate alla produzione di nuovi significati e accrescere la competitività delle aziende in termini culturali prima ancora che economici. Strutturata su due livelli, la classificazione mette dapprima in luce alcune principali categorie a cui è possibile ricondurre le opportunità di interazione fra design e imprese, ponendole successivamente in correlazione con approcci alla visualizzazione dei dati strumentali ad attuarle, sostenerle e valorizzarle

    Italian citizenship by marriage: some remarks on the Constitutional Court’s Ruling no 195 of 2022

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    In July 2022, the Italian Constitutional Court handed down Judgment no 195 on the issue of citizenship by marriage. The Court held that foreign or stateless persons married to an Italian citizen cannot be denied Italian citizenship due to the death of their spouse pending the proceedings, provided that they fulfil the conditions to obtain Italian citizenship at the time of the application. Thus, the Court declared that Art 5 of the Italian Citizenship Act violated Art 3 of the Italian Constitution in so far as it included the death of the Italian spouse during the proceedings among the circumstances precluding the acquisition of citizenship. Against this backdrop, the present contribution investigates whether the pertinent rule violated international human rights law as well, an issue that the Constitutional Court left unaddressed. To this end, particular attention will be paid to the principle of non-discrimination under Protocol 12 to the European Convention on Human Rights

    Data visualization as a qualitative driver in knowledge communication: an interpretative framework

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    The growing cultural relevance of data literacy requires a deeper acknowledgement and assessment of the role that data visualization can play if interpreted as a mean to increase the quality of information besides reporting its quantitative features, being therefore actively integrated within the current ecosystem of knowledge communication. In fact, while data visualization is often considered as a merely quantitative tool for information analysis and reporting, the methodologies underpinning this particular branch of visual communication go far beyond the simple restitution of numbers and sizes, frequently approaching more qualitative stances. Highlighting an implicit correlation between data visualization and qualitative research, the present contribution proposes an interpretative framework based on a set of five comparative analogies, in relation to which a same number of emergent fields of application for data visualization are identified, described, and contextualized
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