1,721,014 research outputs found
Production, risk assessment and genetic diversity of Manila clam in Italy and Portugal: challenges for a sustainable exploitation
Analisi morfometrica di tre specie di gamberi d’acqua dolce (Decapoda, Astacoidea) presenti nel Lazio (Italia centrale)
Il principale scopo di questa ricerca riguarda la caratterizzazione morfometrica di tre specie di gamberi d’acqua dolce appartenenti all’infraordine Astacoidea: Austropotamobius italicus (Astacidae, paleartico), Procambarus clarkii e Orconectes limosus (Cambaridae, neartici). Questo studio è stato sviluppato per descrivere l’accrescimento relativo e allometrico, allo scopo di verificare eventuali cambiamenti nelle dimensioni corporee dovute al dimorfismo. A tale scopo sono state monitorate tre popolazioni presenti in tre differenti ambienti nel Lazio: il Fosso Duranna (in Provincia di Roma) nel 2002 per A. italicus, il Canale di Fogliano (in Provincia di Latina) nel 2003 per P. clarkii ed il Lago del Salto (in Provincia di Rieti) nel 2004 per O. limosus. Una volta catturati i gamberi, è stato riconosciuto il sesso e misurate la lunghezza del carapace, del rostro, del cefalotorace, totale, della chela e la larghezza dell’addome e della chela. I risultati ottenuti sono stati elaborati statisticamente sottoponendo i valori numerici al t-test, all’analisi di regressione e all’analisi multivariata. Questo studio ha mostrato la presenza di alcune differenze dovute al dimorfismo sessuale, in particolar modo in A. italicus. I cambaridi, invece, sembrano mostrare una minore differenza fra i sessi. I principali caratteri che presentano un accrescimento di tipo allometrico sono quelli legati alla sfera riproduttiva, ed in particolare le dimensioni delle chele e dell’addome; questi risultano essere i due parametri discriminanti il sesso degli esemplari e l’inizio della maturità sessuale, secondo quanto osservato in seguito all’analisi multivariata. Lo studio morfometrico sviluppato su queste specie può avere risvolti applicativi in termini di ripopolamento per quanto riguarda A. italicus e in termini di eradicazione o contenimento relativamente alle due specie di gamberi nordamericani P. clarkii e O. limosus
What do we know about the ecotoxicological implications of the rare earth element Gadolinium in aquatic ecosystems?
Gadolinium (Gd) is one of the most commercially exploited rare earth elements, commonly employed in magnetic resonance imaging as a contrast agent. The present review was performed aiming to identify the Gd concentrations in marine and freshwater environments. In addition, information on Gd speciation in the environment is discussed, in order to understand how each chemical form affects its fate in the environment. Biological responses caused by Gd exposure and its bioaccumulation in different aquatic invertebrates are also discussed. This review was devoted to aquatic invertebrates, since this group of organisms includes species widely used as bioindicators of pollution and they represent important resources for human socio-economic development, as edible seafood, fishing baits and providing food resources for other species. From the literature, most of the published data are focused on freshwater environments, revealing concentrations from 0.347 to 80 μg/L, with the highest Gd anomalies found close to highly industrialized areas. In marine environments, the published studies identified a range of concentrations between 0.36 and 26.9 ng/L (2.3 and 171.4 pmol/kg), reaching 409.4 ng/L (2605 pmol/kg) at a submarine outfall. Concerning the bioaccumulation and effects of Gd in aquatic species, most of the literature regards to freshwater species, revealing concentration ranging from 0.006 to 0.223 μg/g, with high variability in the bioaccumulation extent according to Gd complexes chemical speciation. Conversely, no field data concerning Gd bioaccumulation in tissues of marine species have been published. Finally, impacts of Gd in invertebrate aquatic species were identified at different biological levels, including alterations on gene expression, cellular homeostasis, shell formation, metabolic capacity and antioxidant mechanisms. The information here presented highlights that Gd may represent an environmental threat and a risk to human health, demonstrating the need for further research on Gd toxicity towards aquatic wildlife and the necessity for new water remediation strategies
Effetti delle immissioni naturali di radon sul sistema tegumentario e sulle gonadi di una popolazione di Triturus carnifex della riserva Naturale Regionale Monterano
Il principale obiettivo di questa ricerca è stato quello di verificare se, ed in che misura, gli effetti di emissioni naturali di radon fossero in grado di avere un effetto sullo stato di salute dellambiente e degli animali ivi presenti. A tale scopo, è stata presa in considerazione la possibilità di esaminare le potenzialità di rischio che tale elemento può generare, prendendo come oggetto di studio la specie Triturus carnifex, ed in particolare una popolazione presente allinterno delle pozze della Riserva di Canale Monterano (sita a circa 30km a nord di Roma), formatesi in seguito allabbandono di una cava di tufo. Allinterno di questa zona è stata rilevata la presenza di radon, sia nel suolo sia disciolto in acqua. Lindagine è stata eseguita su alcuni tessuti ed organi che esibiscono una buona sensibilità sia ad agenti radianti che a fattori chimico-fisici ambientali, come il tessuto epidermico, lo strato delle cellule pigmentarie, le ghiandole mucose e granulose del tegumento, lo strato dermico e lapparato genitale (sia maschile che femminile).Sono stati allestiti 2 lotti di controllo (8 tritoni provenienti da Castel Porziano e 15 dal Parco Nazionale del Circeo) ed 1 sperimentale (41 tritoni provenienti dalla Riserva di Canale Monterano). Prima della biopsia, tutti gli animali sono stati sacrificati per anestesia in eccesso con metan sulfonato di tricaina (MS 222) disciolto in acqua. Successivamente, previa fissazione in soluzione di Bouin, gli organi e i tessuti prelevati sono stati processati secondo il seguente protocollo istologico: disidratazione mediante scala alcolica ascendente (da 70° a 100°), bagno dei tessuti in termostato a 37°C sia in paraffina mista a xilolo che in paraffina pura, inclusione dei tessuti in paraffina, taglio dei preparati al microtomo rotativo (per ottenere sezioni di 7micron di spessore) ed infine colorazione con emallume-eosina.I risultati preliminari di questa indagine stanno a dimostrare che la popolazione di controllo dei tritoni crestati prelevati a Castel Porziano, mostra che per quanto riguarda tutte le strutture esaminate (tegumento e gonadi) non si riscontra alcuna anomalia e nulla che si discosti dal quadro morfo istologico normale classicamente noto per questi tessuti.Per quanto riguarda la popolazione sperimentale dei tritoni prelevati alla Riserva di Canale Monteranno, per quanto attiene allosservazione morfologica delle gonadi, nei maschi sono stati riscontrati dei testicoli soprannumerari, in numero variabile, fino ad 8. La percentuale di tali maschi ha rappresentato il 37% della popolazione sperimentale esaminata. Lanalisi istologica dei tessuti esaminati, soprattutto a carico della pelle, ha manifestato una serie di modificazioni che possono essere così riassunte:a iperplasia a carico dello strato epidermico;b frammentazione o scomparsa dello strato dei cromatofori oppure addensamento delle cellule pigmentarie fino a costituire ammassi melanici anche di discrete dimensioni;c alterazione della morfologia e, in qualche caso, della struttura delle ghiandole mucose e granulose;d scomparsa di vaste zone dello strato ghiandolare, che risulta in questi casi sostituito o da epidermide iperplastica o da ammassi melanici;e presenti (anche se non frequenti) fenomeni di iperemia o vasodilatazione. Le modificazioni riscontrate e descritte, sono state osservane in misura allincirca equivalente sia nei maschi che nelle femmine della Riserva di Monterano, per cui, alm
Distribuzione dei decapodi dulcacquicoli nei sistemi idrici del Lazio (Italia centrale)
L’introduzione di specie animali, dopo la distruzione degli habitat, è una delle più gravi minacce per la biodiversità. Scopo della presente ricerca è stato indagare la distribuzione dei gamberi dulcacquicoli alloctoni nel territorio del Lazio, al fine di proporre attività di gestione volte alla risoluzione o al contenimento delle problematiche da essi causate. È stata osservata la presenza di tre specie di gamberi dulcacquicoli: Procambarus clarkii, Orconectes limosus (entrambi della famiglia Cambaridae, originari del Nord America) e Astacus leptodactylus (Astacidae, originario dell’Europa orientale). La loro presenza è stata riscontrata in quattro delle cinque Province laziali, complessivamente in 21 siti: P. clarkii nelle Province di Viterbo, Rieti, Roma e Latina (17 siti); O. limosus solo in quella di Rieti (2 siti), mentre A. leptodactylus in quella di Roma e di Rieti (3 siti). Ciò ha permesso di mettere in evidenza alcune differenze relative alla presenza delle tre specie in esame: O. limosus e A. leptodactylus si trovano solo in alcune aree circoscritte; P. clarkii, invece, ha una distribuzione molto più ampia sul territorio regionale. L’eradicazione delle specie appare un provvedimento impraticabile, soprattutto per quanto riguarda P. clarkii; è indispensabile però prevenire ulteriori introduzioni, sensibilizzando l’opinione pubblica ed i pescatori, controllando il territorio, incrementando la ricerca di base e supportando tali sforzi con una legislazione adeguata
"Clam harvesting methods in the Venice lagoon: changes in metal and metalloids partitioning after seabed disturbance by different fishing gears"
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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