1,721,041 research outputs found
Il fantasma è la finzione dell'Altro. Riflessioni sparse sulla spettralità del contemporaneo.
In questo intervento l'autore intende interrogare la questione dell’Altro secondo una linea metodologica che sappia mettere in tensione teoria e clinica a partire dalla condizione della soggettività contemporanea. L’ipotesi che si vuole tentare di sostenere è, in breve, che nel capitalismo contemporaneo ci troveremmo di fronte a un processo di radicalizzazione dei processi di immaginarizzazione delle relazioni sociali, per lo più riconducibile a un meccanismo di costruzione della soggettività che ha che fare con quella che Lacan ha denominato “l’en-forme de A”, vale a dire che “la struttura dell’Altro è la stessa cosa di a”
Nei paradossi incandescenti della contemporaneità
In the Incandescent Paradoxes of Contemporaneity
The article proposes the discussion of some of the main theses contained in the
volume Lavoro: La grande trasformazione. L’impatto sociale del cambiamento del
lavoro tra evoluzioni storiche e prospettive globali edited by E. Mingione. What
can be highlighted starting from the different and heterogeneous essays contained
herein is the presence of a series of profound processes of transformation of the
economy and work that are profoundly modifying the functioning of the latter in
contemporary society. The volume discussed by the author tries to indicate the
main critical elements of these processes but at the same time does not renounce
to present some opportunities that the digital revolution seems to bring with it.
The result is a paradoxical picture that intends to denounce the way in which
today work too often finds itself humiliated and shattered
Karl Marx. La soggettività come prassi
Il pensiero di Karl Marx ha cambiato il mondo. Negli ultimi due secoli la sua opera è stata letta dai più grandi interpreti e ancora oggi continua a parlarci. La soggettività moderna e la sua irrimediabile crisi attraversano tutti gli scritti di Marx, strumenti più che mai necessari per interrogarci sulla questione fondamentale del nostro tempo: come può un soggetto essere protagonista di un’azione politica? È questo il problema fondamentale dell’opera di Marx: definire il soggetto della prassi. Federico Chicchi ricostruisce il corpo a corpo di Marx con il materialismo storico-dialettico e l’idealismo hegeliano e attraversa l’evoluzione del pensiero del grande filosofo tedesco sviluppando gli snodi centrali della sua enciclopedia. Il sintomo del capitalismo, il valore, il lavoro astratto e il feticismo sono al centro del rapporto critico di Marx con l’economia politica classica. Il problema dell’accumulazione originaria rimane anche nel nostro presente il cuore del paradosso del capitalismo contemporaneo. Questi concetti disegnano la mappa della crisi della soggettività cominciata con l’età moderna. Con l’aiuto dei grandi pensatori del Novecento, primo fra tutti Lacan, che hanno discusso e anche criticato l’opera di Marx, Chicchi dimostra l’esistenza di un rapporto tra la teoria marxiana e l’insegnamento lacaniano e fa il punto con chiarezza e rigore sulla crisi contemporanea del soggetto
Il reddito di base tra crisi dell'istituzione salario ed emergenza del "digital labor"
The public discussion on the various devices of income redistribution has been certainly fruitful and articulated but largely spoiled by some interpretative limits. In this sense, in this article, we try to broaden the frame within which the discussion on basic income was mainly taken in the specialist literature and public debate. In fact, most of the reflections produced on the subject pick up an insufficient analysis of the transformations of capitalism, thus making it difficult to grasp fundamental innovations that have been determined within the current social relations of production. Furthermore, the opportunity to promote public policies focused on basic income, has been mostly discussed within a scenario concerned with making a neoliberal development model "sustainable", which on the contrary instead we believe would be appropriate to begin to criticize harshly and haste. What is proposed in this contribution is therefore the idea that the basic income have to be, first of all, considered as a means of raising and reorganizing the social conflict, and that only if observed in this light, in other words without reducing it to a tool to combat poverty, can became an interesting device for social research and political action
Il metodo di Marx e l'enigma della Storia
In questo contributo l’autore cerca di chiarire il rapporto conflittuale che Marx intrattiene con l’idealismo tedesco al fine di fondare la sua teoria materialistica della storia. Si sostiene inoltre che quest’ultima deve essere considerata una teoria dai pronunciati contorni sociologici che trova radici non riducibili alla fase giovanile di formazione dell’intellettuale tedesco. Il contributo tenta infine di mostrare come in Marx la prassi costituisca l’essenza stessa del metodo proposto da quest’autore. In altre parole teoria e prassi costituiscono in Marx un momento indivisibile dell’analisi critica della società esistente. Questo porta a sostenere la tesi che la concezione dei processi storici in Marx seppur fortemente determinati dalle condizioni di partenza è comunque sempre aperta alla contingenza e al finalismo dell’azione politica e sociale
L’infrastruttura della società automatica: governamentalità algoritmica e capitalismo digitale
Per indagare il tema infrastrutturale della società contemporanea è d’obbligo, prima di tutto, fare breve riferimento alla teoria marxista dove, come è noto, il concetto di infrastruttura occupa uno spazio di primissimo piano. Nella concezione materialistica della storia del filosofo tedesco, l’infrastruttura rappresenta infatti «il modo di produzione della vita materiale», il fattore di ultima istanza che determina la qualità dei fenomeni sociali. In fondo è per evitare tale problema che Marx ha inaugurato una nuova scienza, la critica dell’economia politica,
al fine, cioè di portare a galla, di rendere visibile ai più, e quindi criticabile, l’infrastruttura del sistema capitalistico. le infrastrutture della società contemporanea sono però qualitativamente differenti da quelle che avevano caratterizzato l’epoca industriale studiata da Marx. Per analizzare il cosiddetto capitalismo delle piattaforme, occorre allora tener presente alcune continuità e alcune discontinuità tra questi due tipi infrastrutturali.
Innanzi tutto, è possibile costatare come le infrastrutture che hanno caratterizzato le forze di produzione del capitalismo fordista fossero per lo più “materiali” e riconducibili al capitale fisso (macchinari di produzione
e dispositivi di mobilizzazione delle materie prime e delle merci) e come quelle attuali, caratterizzate dall’imporsi del codice digitale, siano al contrario prevalentemente di tipo cognitivo e intangibili. Comprendere il modo di funzionamento di queste ultime è l'intento specifico di questo contributo
Neoliberalismo, crisi e centralità della riproduzione sociale. Desiderare nuovi assemblaggi e nuove alleanze
Questo contributo intende posizionarsi, in modo non solo sottrattivo, al centro dello spazio della riproduzione sociale e della cura (del corpo e del territorio e più in generale della vita) come un punto inaggirabile di osservazione e interrogazione del presente. Ad essere in crisi è prima di tutto la forma binaria che organizzava, distinguendole in un rapporto di stretta interdipendenza funzionale (e di subordinazione della seconda alla prima), la sfera della produzione e la sfera della riproduzione sociale. Al fine di posizionarci in modo utile in seno a questa
confusione, allora, non potevamo che decidere di situare il nostro sguardo nel cuore stesso della proposta teorico-pratica dei femminismi. Convintx che solo da quella straordinaria esperienza di riflessione,
ancora oggi in continua trasformazione, sia possibile estrarre degli strumenti concettuali utili per orientarci politicamente nel guado del presente. Anche il femminismo, come ogni altra pratica, è ovviamente investito dai continui processi di scomposizione di marca neoliberale e sconta, al suo interno, divisioni e differenze che nel testo sono tenuti ben presenti. Questo contributo prova così ad attraversare, a partire dalle variegate proposte del pensiero femminista il tema dell’estrazione del valore e della centralità dello sfruttamento dei corpi nel capitalismo neoliberale. L’idea di fondo è quella di individuare, a partire dall’elogio della loro marginalità (intesa, in primo luogo, come capacità di segnare i confini delle nuove gerarchizzazioni sociali che altrimenti si produrrebbero senza poter essere conosciute) quelle pratiche etiche e politiche emergenti che desiderano un farsi del comune e che possono seguendo tale prospettiva divenire così dei punti di riferimento per il rilancio di inedite e radicali pratiche istituenti
Ulrich Beck e la società globale
Ulrich Beck è stato certamente uno dei più autorevoli
intellettuali della sociologia contemporanea.
Le sue riflessioni sulla società del rischio e sulla
globalizzazione sono state indispensabili per favorire
l’elaborazione di quel pensiero critico che ha
fatto dell’analisi della crisi della società moderna
il suo centro nevralgico. La sua riflessione teorica, inoltre, è stata sempre caratterizzata
da un’esplicita presa di posizione rispetto alle scottanti questioni politiche
del suo tempo. In questo senso, in continuità con la Scuola di Francoforte, la sua
sociologia non si è mai nascosta dietro a una patina d’ipocrita imparzialità. Appassionato
e scaltro osservatore della crisi della modernità industriale ha prodotto
suggestioni interpretative così avanzate e originali che nessuno, a prescindere
dalle proprie posizioni a riguardo, ha potuto permettersi il lusso di ignorarne le
argomentazioni
Manifesto per il reddito di base
Manifesto per il reddito di base
Il manifesto per il reddito di base che viene proposto in questo volume si fonda sull’idea che tale strumento non possa e non debba essere inteso esclusivamente come misura di politica pubblica per il contrasto della povertà. In questo modo il RdB finirebbe per essere utilizzato come semplice strumento di governo e riequilibrio delle storture del’economia neoliberale. Per gli autori il RdB è invece anche un mezzo per rilanciare il conflitto sociale su di un piano nuovo e dilatare lo spazio politico di quegli attori sociali che, pur creando ricchezza, rimangono ai margini della società. Invisibili loro, invisibile la loro produzione. La posta in gioco della proposta degli autori riguarda allora la possibilità di intendere tale dispositivo come capace di incidere non solo quantitativamente ma soprattutto qualitativamente sulla produzione di ricchezza sociale, in altre parole di decidere direttamente sul come, cosa, quando, e dove la società produce e riproduce se stessa
Posture e imposture del lavoro cognitivo. Ripensare la pratica sindacale nel capitalismo delle reti e dei saperi
La centralità della componente cognitiva all’interno dei processi di produzione del valore contemporanei si accompagna a una progressiva frantumazione e umiliazione del lavoro. Appare inoltre piuttosto evidente come i caratteri oggettivi e soggettivi del lavoro cognitivo diano vita a fenomenologie culturali e sociali inedite, che le tradizionali coordinate teoriche interpretative della modernità industriale stentano a comprendere. Ad esempio, il rapporto tra lavoro e processi di soggettivazione tende oggi sempre di più a seguire percorsi “imprevisti” e non scontati, che da un lato re-inscrivono il lavorare all’interno d’inedite e singolari istanze di autonomia e cooperazione sociale, dall’altro lo “intrappolano” in nuove, diffuse e logoran-ti condizioni di sfruttamento. Il futuro del sindacato dipenderà, allora, anche dalla sua capaci-tà di interpretare e dare risposta alle nuove domande di tutela e progettualità sociale del lavo-ratore cognitivo
- …
