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    MATERIALE BIOCOMPATIBILE ADESIVO, PROTESI CHIRURGICA ADESIVA E RELATIVO KIT resoconto sull'attivita' di brevettazione e trasferimento tecnologico condotta dall'universita' degli studi di roma "La Sapienza", PORTAFOGLIO BREVETTUALE DE lA SAPIENZA al numero 157 TABELLA A PAGINA 16 brevetto RM2009A000685 DEL 28/12/2009PROPRIETA' SAPIENZA 100%, INVENTORI CHIARETTI M, CARRU GIOVANNA ANGELA E CUCINA ALESSANDRA

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    MATERIALE BIOCOMPATIBILE ADESIVO, PROTESI CHIRURGICA ADESIVA E RELATIVO KIT resoconto sull'attivita' di brevettazione e trasferimento tecnologico condotta dall'universita' degli studi di roma "La Sapienza", PORTAFOGLIO BREVETTUALE DE lA SAPIENZA al numero 157 TABELLA A PAGINA 16 brevetto RM2009A000685 DEL 28/12/2009PROPRIETA' SAPIENZA 100%, INVENTORI CHIARETTI M, CARRU GIOVANNA ANGELA E CUCINA ALESSANDR

    PROTESI CHIRURGICA ADESIVA E RELATIVO PROCEDIMENTO DI FABBRICAZIONE RM2015A000179 Domanda di Brevetto Verbale di Deposito ROMA, 27/04/2015 brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE ASSUT EUROPE S.P.A. Codice fiscale: 01262470667 Indirizzo: (RM) VIA G. GREGORACI, 12 cap 00173 Natura Giuridica: Persona Giuridica, D. INVENTORE : CHIARETTI MASSIMO, MARTINELLI ANDREA, CARRU GIOVANNA, ANGELA, Classe A61L - Mandatario Numero iscrizione albo: 963 Indirizzo: ROMA (RM) VIA ANTONIO SALANDRA 18 cap 00187

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    PROTESI CHIRURGICA ADESIVA E RELATIVO PROCEDIMENTO DI FABBRICAZIONE Protesi chirurgica adesiva (100; 200; 300), e relativo procedimento di fabbricazione, comprendente un componente planare (110; 210; 310) di protesi chirurgica ed almeno un componente planare (120) di fissaggio in buckypaper avente una superficie esposta configurata per fissarsi a tessuti biologici, la protesi chirurgica adesiva (100; 200; 300) essendo caratterizzata dal fatto che detto almeno un componente planare (120) di fissaggio in buckypaper è ancorato al componente planare (110; 210; 310) di protesi chirurgica mediante uno o più componenti (130; 330, 335) di ancoraggio.PROTESI CHIRURGICA ADESIVA E RELATIVO PROCEDIMENTO DI FABBRICAZIONE * * * La presente invenzione riguarda una protesi chirurgica adesiva, quale ad esempio una rete impiegabile come protesi laparotomica o protesi laparoscopica, una lamina, un tessuto, un tessuto non-tessuto, una pellicola, un film cellulare, ed una membrana, che risulta fissabile a tessuti biologici, sia animali che umani, in modo semplice, atraumatico, atossico, non mutagenico, versatile, efficace, affidabile, sicuro per i pazienti ed economico da fabbricare, permettendo di velocizzare la relativa procedura chirurgica, evitando di mettere sotto trazione i tessuti viventi. La presente invenzione riguarda altresì il procedimento di fabbricazione della protesi chirurgica adesiva. Nel seguito della descrizione si farà principalmente riferimento ad una rete protesica quale protesi chirurgica. Si deve tuttavia tenere presente che la protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione può essere una qualsiasi protesi chirurgica, non necessariamente parzialmente o totalmente riassorbibile, eventualmente funzionalizzata quale vettore topico di sostanze e/o composizioni (come ad esempio gruppi chimici e/o metalli e/o sostanze farmacologiche e/o antidolorifici e/o disinfettanti e/o antibiotici e/o molecole farmacologiche), in particolare una protesi chirurgica selezionata dal gruppo comprendente una rete impiegabile come protesi laparotomica o protesi laparoscopica, una lamina, un tessuto, un tessuto non-tessuto, una pellicola, un film cellulare, ed una membrana, senza con ciò uscire dall’ambito di protezione della presente invenzione. In molti interventi chirurgici, per esempio di ernioplastica, è necessario fissare protesi (usualmente realizzate in polipropilene e/o polietilene e/o politetrafluoroetilene o PTFE sia espanso che non espanso ), in particolare reti protesiche, su tessuti biologici viventi. A titolo esemplificativo, ma non limitativo, tali interventi comprendono la plastica di ernia inguinale, la plastica di laparocele, l’ancoraggio della vescica ptosica, il trattamento chirurgico del prolasso del pavimento pelvico, il trattamento chirurgico della rottura traumatica del diafram- 2 - ma, e la plastica di ernia ombelicale. Attualmente, il fissaggio delle reti protesiche su tessuti biologici avviene mediante l’impiego di colle biologiche e/o l’uso di fili di sutura. Tuttavia, entrambe tali tecniche soffrono di alcuni inconvenienti, anche piuttosto pericolosi per la salute del paziente. Infatti, nel caso dell’impiego di colle biologiche, esiste un rischio connesso alla possibilità che i materiali biologici utilizzati nei componenti delle colle trasmettano malattie infettive non ancora conosciute e quindi non diagnosticabili. Inoltre, tali colle biologiche hanno costi elevati. Nel caso dell’uso di fili di sutura, le suture possono provocare l’intrappolamento di terminazioni nervose che rimangono strangolate nel nodo di sutura, generando neuralgie croniche di difficile trattamento, causando dolore cronico-terebrante ed inabilitante e notevole disagio per i pazienti. Inoltre, l’esecuzione delle suture allunga significativamente i tempi degli interventi chirurgici. Nella tecnica anteriore sono state studiate alcune soluzioni alternative per il fissaggio di protesi chirurgiche quali reti protesiche che utilizzano fogli (talvolta indicati anche come membrane, felt o mat) di nanotubi di carbonio anche noti con il termine di “buckypaper”. Tali fogli vengono realizzati mediante deposizione in film sottile di nanotubi di carbonio, sia a parete singola (Single Wall Carbon Nano Tubes o SWCNT), che multiparete od a parete multipla (Multi Wall Carbon Nano Tubes o MWCNT). Il buckypaper si presenta come un materiale nerastro, della consistenza della carta di cellulosa, flessibile, leggerissimo, il cui spessore varia dall’ordine dei micrometri all’ordine delle centinaia di micrometri. Il buckypaper può comprendere una faccia ruvida ed opaca ed una faccia contrapposta liscia, lucida e lucente. In proposito, gli inventori hanno già descritto nel documento WO 2011/080785 A1 che l’adesività di tali buckypaper è presente anche in ambito biologico (proprietà di bioadesività). In particolare, i nanotubi di carbonio possiedono questa proprietà di bioadesività sia sulla faccia ruvida ed opaca che sulla - 3 - faccia liscia, lucida e lucente, seppure in maniera differente: la prima è intensamente bioadesiva, mentre la seconda ha il 20% della bioadesività misurata sulla prima. Inoltre, quando imbibito dai liquidi interstiziali, il buckypaper diventa molto morbido e flessibile e quindi si adatta alle superfici biologiche sulle quali viene applicato. Grazie a tale proprietà di bioadesività, il buckypaper può essere utilizzato quale componente di fissaggio di protesi chirurgiche, quali reti, lamine, tessuti, tessuti non-tessuti, pellicole, film cellulari e membrane, ai tessuti biologici viventi sia animali che umani. Altre soluzioni della tecnica anteriore impieganti buckypaper in ambito chirurgico sono descritte nei documenti US 2005/074479 A1, US 2005/260355 A1, US 2007/209093 A1 e US 7070923 A. Tuttavia, nessuna delle soluzioni della tecnica anteriore ha risolto il problema di ancorare in modo stabile ed affidabile i fogli di buckypaper alle protesi chirurgiche in modo che possano operare da componenti di fissaggio efficace, affidabile e sicuro di queste ai tessuti biologici viventi sia animali che umani. Lo scopo della presente invenzione è, pertanto, quello di realizzare una protesi chirurgica adesiva che sia semplice, a basso costo, biocompatibile, rapida, atossica e confortevole per il paziente che sia in grado di fissarsi in modo semplice, versatile, efficace, affidabile, duraturo, sicuro per i pazienti ed economicamente sostenibile per le strutture sanitarie a tessuti biologici, sia animali che umani, permettendo di velocizzare la relativa procedura chirurgica. Forma oggetto specifico della presente invenzione una protesi chirurgica adesiva comprendente un componente planare di protesi chirurgica ed almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper avente una superficie esposta configurata per fissarsi a tessuti biologici, la protesi chirurgica adesiva essendo caratterizzata dal fatto che detto almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper è ancorato al componente planare di protesi chirurgica mediante uno o più componenti di ancoraggio. Secondo un altro aspetto dell’invenzione, detti uno o più componenti di ancoraggio possono essere realizzati in un materiale polimerico biocompatibile, - 4 - opzionalmente bioinerte, più opzionalmente almeno parzialmente bioassorbibile, selezionato dal gruppo comprendente: - polimeri in forma altamente cristallina aventi una temperatura di fusione inferiore ad una temperatura di soglia pari alla temperatura minima selezionata dal gruppo comprendente una o più di una temperatura di transizione vetrosa, una temperatura di rammollimento, ed una temperatura di fusione del materiale in cui è realizzato il componente planare di protesi chirurgica, - polimeri in forma semicristallina aventi una temperatura di transizione vetrosa, una temperatura di rammollimento ed una temperatura di fusione, almeno una delle quali è inferiore ad una temperatura di soglia pari alla temperatura minima selezionata dal gruppo comprendente una o più di una temperatura di transizione vetrosa, una temperatura di rammollimento, ed una temperatura di fusione del materiale in cui è realizzato il componente planare di protesi chirurgica, e - polimeri in forma amorfa aventi una temperatura di transizione vetrosa ed una temperatura di rammollimento, almeno una delle quali è inferiore ad una temperatura di soglia pari alla temperatura minima selezionata dal gruppo comprendente una o più di una temperatura di transizione vetrosa, una temperatura di rammollimento, ed una temperatura di fusione del materiale in cui è realizzato il componente planare di protesi chirurgica, detti uno o più componenti di ancoraggio essendo accoppiati a detto almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper per mezzo di interazioni superficiali coulombiane e/o dispersive e/o polari e/o a legame idrogeno, in cui opzionalmente detti uno o più componenti di ancoraggio ricoprono una porzione variabile dal 10% al 50%, più opzionalmente variabile dal 20% al 40%, ancora più opzionalmente pari a circa il 30%, di una superficie di detto almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper. Secondo un ulteriore aspetto dell’invenzione, il materiale polimerico bio- 5 - compatibile di detti uno o più componenti di ancoraggio può essere infiltrato nel buckypaper di detto almeno un componente planare di fissaggio, per cui quest’ultimo è impregnato con il materiale polimerico biocompatibile di detti uno o più componenti di ancoraggio. Secondo un aspetto aggiuntivo dell’invenzione, il materiale polimerico biocompatibile di detti uno o più componenti di ancoraggio può essere selezionato dal gruppo comprendente: - poliolefine, più opzionalmente polietilene ad alta densità o polietilene a bassa densità o polipropilene; - polimeri vinilici, più opzionalmente polivinil acetato o polivinil alcol parzialmente idrolizzato, o copolimero etilene-co-vinil alcol; - poliesteri, più opzionalmente polilattide o copolimero polilattide-coglicolide o poliidrossibutirrato o polietilensuccinato o policaprolattone o polidiossanone; - copolimeri a base di policarbonati; - poliuretani segmentati; ed - elastomeri. Secondo un altro aspetto dell’invenzione, detti uno o più componenti di ancoraggio possono essere accoppiati al componente planare di protesi chirurgica per mezzo di interazioni superficiali coulombiane e/o dispersive e/o polari e/o a legame idrogeno, e/o il materiale polimerico biocompatibile di detti uno o più componenti di ancoraggio è infiltrato e/o impregna il materiale in cui è realizzato il componente planare di protesi chirurgica. Secondo un ulteriore aspetto dell’invenzione, il componente planare di protesi chirurgica può essere interposto tra detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper e detti uno o più componenti di ancoraggio. Secondo un aspetto aggiuntivo dell’invenzione, detti uno o più componenti di ancoraggio possono essere interposti tra il componente planare di protesi chirurgica e detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper. Secondo un altro aspetto dell’invenzione, detti uno o più componenti di - 6 - ancoraggio possono comprendere almeno un componente di ancoraggio meccanico comprendente una base ed una chiusura accoppiate tra loro tramite mezzi meccanici di accoppiamento, in cui detto almeno il componente planare di protesi chirurgica è inserito e bloccato tra la base e la chiusura, la base e la chiusura essendo realizzate in un materiale biocompatibile flessibile, opzionalmente un materiale polimerico biocompatibile, più opzionalmente bioinerte, ancora più opzionalmente almeno parzialmente bioassorbibile. Secondo un ulteriore aspetto dell’invenzione: - detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper può essere posto a contatto con detto almeno il componente planare di protesi chirurgica, per cui detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper è inserito e bloccato tra la base e la chiusura, oppure - detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper può essere incollato, opzionalmente tramite colla cianoacrilica, o saldato, opzionalmente tramite polidiossanone fuso, su una superficie esterna della base opposta ad una superficie di accoppiamento rivolta verso la chiusura. Secondo un aspetto aggiuntivo dell’invenzione, la base e la chiusura possono essere realizzate in un materiale polimerico biocompatibile selezionato dal gruppo comprendente: - polimeri in forma altamente cristallina, - polimeri in forma semicristallina, e - polimeri in forma amorfa, in cui la base e la chiusura sono opzionalmente realizzate in un materiale polimerico biocompatibile selezionato dal gruppo comprendente: - poliolefine, più opzionalmente polietilene ad alta densità o polietilene a bassa densità o polipropilene; - polimeri vinilici, più opzionalmente polivinil acetato o polivinil alcol parzialmente idrolizzato, o copolimero etilene-co-vinil alcol; - poliesteri, più opzionalmente polilattide o copolimero polilattide-coglicolide o poliidrossibutirrato o polietilensuccinato o policaprolattone o - 7 - polidiossanone; - copolimeri a base di policarbonati; - poliuretani segmentati; ed - elastomeri. Secondo un altro aspetto dell’invenzione, detti mezzi meccanici di accoppiamento della base alla chiusura possono comprendere uno o più perni di cui è provvista la base inseriti in corrispondenti uno o più fori passanti della chiusura, in cui opzionalmente detti uno o più perni sono fissati nei corrispondenti uno o più fori passanti della chiusura tramite un accoppiamento ad incastro oppure tramite fusione di una porzione terminale di detti uno o più perni che si protende dalla chiusura. Secondo un ulteriore aspetto dell’invenzione, detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper può essere provvisto di uno o più fori passanti, opzionalmente arrangiati secondo un reticolo quadrato o triangolare su detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper, detti uno o più fori passanti di detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper avendo opzionalmente diametro variabile da 1 mm a 3 mm, e, nel caso in cui siano presenti due o più fori passanti, siano più opzionalmente distanziati tra loro per una distanza variabile da 0,5 mm a 5 mm, ancora più opzionalmente pari a circa 3 mm. Secondo un aspetto aggiuntivo dell’invenzione, detto almeno componente planare di fissaggio in buckypaper può ricoprire una frazione superficiale del componente planare di protesi chirurgica variabile dal 10% al 50%, opzionalmente variabile dal 20% al 40%, più opzionalmente pari al 30%. Forma ancora oggetto specifico della presente invenzione un procedimento di fabbricazione di una protesi chirurgica adesiva come precedentemente descritta, caratterizzato dal fatto di comprendere le seguenti fasi: - disporre detti uno o più componenti di ancoraggio: - a contatto con il componente planare di protesi chirurgica e disporre quest’ultimo a contatto con detto almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper, oppure - 8 - - a contatto sia con il componente planare di protesi chirurgica che con detto almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper, per cui detti uno o più componenti di ancoraggio sono interposti tra il componente planare di protesi chirurgica e detto almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper; - riscaldare detti uno o più componenti di ancoraggio fino ad una temperatura di accoppiamento che è inferiore ad una temperatura di soglia pari alla temperatura minima selezionata dal gruppo comprendente una o più di una temperatura di transizione vetrosa, una temperatura di rammollimento, ed una temperatura di fusione del materiale in cui è realizzato il componente planare di protesi chirurgica, e che è superiore: - nel caso in cui detti uno o più componenti di ancoraggio sono realizzati in polimeri in forma altamente cristallina, alla temperatura di fusione di questi, - nel caso in cui detti uno o più componenti di ancoraggio sono realizzati in polimeri in forma semicristallina, alla temperatura di transizione vetrosa di questi, e - nel caso in cui detti uno o più componenti di ancoraggio sono realizzati in polimeri in forma amorfa, alla temperatura di transizione vetrosa di questi, per cui il materiale polimerico biocompatibile di ognuno di detti uno o più componenti di ancoraggio si accoppia per mezzo di interazioni superficiali coulombiane e/o dispersive e/o polari e/o a legame idrogeno al buckypaper in cui è realizzato detto almeno un componente planare di fissaggio ed al componente planare di protesi chirurgica. Secondo un altro aspetto dell’invenzione, durante la fase di riscaldamento, detti uno o più componenti di ancoraggio, detto almeno un componente planare di fissaggio in buckypaper ed il componente planare di protesi chirurgica possono essere compressi uno verso l’altro, per cui il materiale polimerico biocompatibile di ognuno di detti uno o più componenti di ancoraggio si infiltra nel - 9 - buckypaper in cui è realizzato detto almeno un componente planare di fissaggio e nel componente planare di protesi chirurgica realizzando anche un accoppiamento meccanico tra di essi. I vantaggi offerti dalla protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione sono numerosi e significativi. Innanzitutto, essa è estremamente versatile, essendo facilmente sterilizzabile e lavorabile, biocompatibile, atossica e non mutagenica, per cui migliora enormemente la tollerabilità da parte del paziente agli interventi chirurgici. In proposito, le sperimentazioni effettuate dagli inventori hanno mostrato che la protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione non provoca alcuna modificazione nei sistemi metabolici e d’organo. Inoltre, poiché è in grado di aderire tenacemente ai tessuti biologici, la protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione non richiede l’uso di fili di sutura, per cui essa elimina il pericolo di intrappolamento delle terminazioni nervose che potrebbero provocare nel paziente neuralgie durevoli, di difficile trattamento. Ulteriormente, la protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione non richiede l'uso di colle biologiche, che potrebbero trasmettere malattie attualmente non conosciute. In proposito, il buckypaper di cui sono realizzati i componenti di fissaggio della protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione può essere, in alcuni casi, almeno parzialmente bioassorbibile, non provoca alcuna risposta infiammatoria dei tessuti ai quali è applicato, ed è molto più adesivo dei migliori tipi di tessuto protesico adesivo impiantabile attualmente in uso, quale il Parietene Progrip® prodotto dall’azienda francese Sofradim Production. Ancora, la protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione è applicabile in qualsiasi tipo di intervento in chirurgica generale e chirurgia specialistica, quale ad esempio nella chirurgia dell'ernia inguinale, del laparocele, per incontinenza urinaria, per le lesioni traumatiche del diaframma, sia con metodica laparoscopica che laparotomica, in cardiochirurgia, in oculistica, in otorinolaringoiatria, in ematologia, in neurochirurgia, in ortopedia, in ginecologia, in urologia, in chirurgia vascolare, in chirurgia toracica, ed anche nella chirurgia in ambito veterinario. - 10 - In proposito, il buckypaper di cui sono realizzati i componenti di fissaggio della protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione permette il corretto e duraturo posizionamento della protesi chirurgica, consentendo così di velocizzare la procedura chirurgica, accorciando i tempi di sala operatoria e quindi ottenendo un risparmio economico e gestionale, e consentendo, a parità di tempo, di inserire un maggior numero di interventi chirurgici per seduta operatoria. La significativa riduzione della durata dell’intervento chirurgico permette l’estensione di tali interventi anche a pazienti cardiologicamente e/o pneumologicamente compromessi, che altrimenti non potrebbero essere operati. Ulteriormente, la protesi chirurgica secondo l’invenzione offre numerosi vantaggi economici diretti ed indiretti. Innanzitutto, essa risulta meno costosa rispetto alle protesi della tecnica anteriore, non richiedendo l’impiego delle costose colle biologiche. Inoltre, abbreviando i tempi di sala operatoria e semplificando l’esecuzione degli interventi chirurgici, consente di abbattere i relativi costi gestionali: a parità di orario lavorativo, è possibile realizzare un maggior numero di interventi. Ancora, eliminando i rischi connessi all’impiego di colle biologiche e/o all’uso fili di sutura, essa consente di abbattere le spese dovute agli elevati costi di trattamento delle complicanze. La presente invenzione verrà ora descritta, a titolo illustrativo, ma non limitativo, secondo sue preferite forme di realizzazione, con particolare riferimento alle Figure dei disegni allegati, in cui: la Figura 1 mostra schematicamente viste prospettiche ed in sezione di una prima forma di realizzazione della protesi chirurgica adesiva secondo l’invenzione durante tre fasi di un primo procedimento di fabbricazione della stessa, precisamente una vista prospettica (Fig. 1a) ed una vista in sezione (Fig. 1b) dei componenti di partenza della protesi chirurgica adesiva, una vista prospettica (Fig. 1c) ed una vista in sezione (Fig. 1d) dei componenti della protesi chirurgica adesiva disposti a contatto tra loro, ed una vista prospettica (Fig. 1e) ed una vista in sezione (Fig. 1f) della protesi chirurgica adesiva ottenuta dal procedim

    Biocompatible adhesive material, adhesive surgical prosthesis, and related kit

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    SULL’IMPEGO DEI NANOTUBI DI CARBONIO IN FORMATO GRANULARE E IN FORMATO BUCKYPAPER (BP) NELLE APPLICAZIONI DI USO BIOLOGICO: IN PARTICOLARE PER IL CONFERIMENTO DELLA BIOADESIVITÀ ALLE RETI (PROTESI-MESH) IN POLIPROPILENE, POLIESTERE, POLIETILENE e PTFE, DA ANCORARE AI TESSUTI VIVENTI, ANIMALI ED UMANI, A SCOPO PROTESICO E NELLA PESSI DI VISCERI PTOSICI, denominato “Buckypaper Care-tex” o “BP Care-tex”. GRIGLIA DI RIFERIMENTO DEL CORRELATORE 1) Struttura, caratteristiche e proprietà dell’invenzione proposta Descrivere brevemente il contesto in cui ha operato il soggetto proponente ed il settore di utilizzo del brevetto proposto (classificazione scientifica e/o merceologica) Lo “effetto Geco” dei nanotubi di carbonio era già noto così come le relative applicazioni in ambito aerospaziale. La ricerca effettuata dal Gruppo di Lavoro proponente il brevetto ha documentato che l’adesività dei nanotubi di carbonio è presente anche in ambito biologico: bioadesività dei nanotubi di carbonio sia in formato granulare che nel formato buckypaper (BP). Tale bioadesività è importante perché potrebbe essere utile nel fissaggio dei materiali protesici attualmente in uso, costruiti in polipropilene, poliestere, polietilene e PTFE (politetrafluoroetilene, nome commerciale: Teflon) nelle varie e possibili combinazioni, ai tessuti biologici viventi sia animali che umani. E’ stata dimostrata dalle ricerche dei proponenti un’innocuità sostanziale dei nanomateriali in particolare del BP che applicato sulle reti protesiche ne permette il tenace fissaggio ai tessuti, senza l’impiego di altri materiali, come ad esempio le colle biologiche oppure i fili di sutura ai quali si accompagnano alcuni possibili rischi. Nel primo caso l’impiego di materiali biologici non esclude la possibilità di trasmettere malattie infettive non ancora conosciute e i costi risultano elevati. Per i fili di sutura è noto il rischio di intrappolamento di terminazioni nervose, causa di neuralgie postoperatorie croniche di difficile trattamento. La classificazione scientifica e/o merceologica è compresa nella categoria merceologica A2, materiali protesici di interesse chirurgico, bioadesivo sintetico. ............................................................................................. 2) Descrizione specifica dell’invenzione e problematica sottesa al suo utilizzo Descrivere in dettaglio le caratteristiche del brevetto proposto, riportando e commentando a questo proposito quanto ritenuto significativo delle informazioni presentate dal soggetto proponente Il materiale bioadesivo (BP Care-tex ) applicato alla rete di polipropilene, poliestere, polietilene e PTFE nelle varie e possibili combinazioni, è utile perché potrebbe fornire un nuovo, semplice metodo di fissaggio dei tessuti protesici attualmente in uso. Infatti la rete resta ben adesa ai tessuti biologici viventi sia animali che umani e rimane in posizione senza necessità di ulteriori metodi di fissaggio, evitando quindi l’impiego di fili da sutura e collanti biologici. ............................................................................................. 3) Aspetti innovativi dell’invenzione o eventuali sue analogie con brevetti già esistenti A tale riguardo, l’Esperto deve esporre le motivazioni per cui ritiene, in base agli elementi di sua conoscenza, che il prodotto/processo oggetto del brevetto comporti/non comporti effettivi miglioramenti sostanziali (e non modifiche migliorative di routine) rispetto a quanto già esistente; l’Esperto deve inoltre indicare quali metodologie di analisi e/o soluzioni progettuali e/o scelte realizzative e/o approcci tecnologici utilizzati nel brevetto siano eventualmente da considerare non consolidati o per quali motivazioni lo siano La bioadesività è presente anche nel ParieteneTM ProGripTM che ha proprietà autoaggrappante ed è parzialmente riassorbibile nella sua componente in acido polilattico (polilactide-PLA). La bioadesività del BP Care-tex è confrontabile rispetto a quella del ParieteneTM ProGripTM ma i tessuti protesici con supporto bioadesivo BP Care-tex sono più maneggevoli, più leggeri e meno costosi. 4) Prospettive applicative dell’invenzione presentata e obiettivi prefissati Indicare quanto più dettagliatamente possibile il settore di interesse sulla base degli obiettivi prefissati, le possibili applicazioni pratiche a breve, medio e lungo termine, possibili e potenziali soggetti interessati, eventuali contatti preliminari mediante manifestazioni di interesse SETTORI DI APPLICAZIONE PRINCIPALI Tali nuovi materiali protesici potrebbero essere interessanti nell’impiego in Chirurgia Generale, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Colonproctologica, Chirurgia Ginecologica, Chirurgia Urologia Il BP Care-tex, permettendo un tenace ancoraggio consente l’alleggerimento strutturale delle protesi realizzate in polipropilene, poliestere, polietilene e PTFE nelle varie e possibili combinazioni. Con il nuovo sistema di ancoraggio proposto in brevettazione, si dovrebbe facilitare la realizzazione di nuovi tessuti protesici non riassorbibili leggeri che a parità di prestazioni tensili, rispetto a quelli attualmente in commercio, saranno dotati di migliore adesività e migliore incorporazione nei tessuti viventi. In tal modo si potrà ridurre la quantità di materiale estraneo impiantato nell’organismo assicurando maggior comfort ai pazienti affetti da ernie e laparoceli che saranno sottoposti ad intervento chirurgico di plastica protesica. L’impiego del BP Care-tex conferisce una eccellente bioadesività, analoga ad altri tessuti protesici (ParieteneTM ProGripTM), leggerezza, semplicità d’uso e rapida incorporazione. APPLICAZIONE A BREVE, MEDIO E LUNGO TERMINE 1. Con la modificazione delle reti attualmente esistenti, realizzabile A BREVE E MEDIO TERMINE e l’impiego su vasta scala (180.000 interventi di chirurgia erniaria protesica annui in Italia), si ottengono la riduzione dei tempi di sala operatoria e dei relativi costi gestionali e si annulla il rischio di complicanze chirurgiche dovute all’eventuale intrappolamento delle terminazioni nervose nella cicatrice chirurgica, possibile con le attuali metodiche. 2. A LUNGO TERMINE si può ipotizzare che, analogamente per quanto è avvenuto nella chirurgia dell’ernia inguinale, che in passato richiedeva 7 giorni di ricovero ordinario (mentre oggi si opera in Day Surgery con dimissione in giornata) disponendo di nuovi, efficaci ed economici materiali protesici bioadesivi, anche il trattamento del piccolo laparocele si potrà trasferire dall’attuale regime di ricovero ordinario, al ricovero in regime di Day Surgery con il conseguente risparmio economico ed abbattimento delle liste di attesa. I proponenti riferiscono CONTATTI PRELIMINARI con il Dott. Enrico Buemi 0118220298, 3358245872, e Dott.ssa Cristina Buemi, 3358245874, titolari della ditta DI.PRO MEDICAL DEVICES, Via Ciriè 22/A 10099 San Mauro Torinese, TORINO 5) Vantaggi e profitti previsti in relazione alla proposta di brevetto Illustrare se, sulla base della documentazione fornita dalla parte proponente, si ritenga che il brevetto in esame possa avere sviluppi economico-industriali, prospettive potenziali di mercato, un eventuale impatto economico-occupazionale, ed infine se possa accrescere la competitività a livello nazionale VANTAGGI TECNICI La bioadesività è importante perché è utile nel fissaggio dei tessuti protesici attualmente in uso (polipropilene, poliestere, polietilene e PTFE nelle varie e possibili combinazioni) ai tessuti biologici umani: 1. permette di rendere più semplice e rapida la procedura chirurgica (ad esempio di plastica di ernia inguinale, plastica di laparocele, ancoraggio della vescica ptosica, prolasso del pavimento pelvico, rottura traumatica del diaframma, ernia ombelicale). 2. Il tenace fissaggio da BP Care-tex ai tessuti, escludendo l’impiego di fili di sutura, previene il possibile intrappolamento di terminazioni nervose, causa neuralgie durevoli, di difficile trattamento; VANTAGGI ECONOMICI 1. abbreviando i tempi di sala operatoria si riducono i relativi costi gestionali ed a parità di orario lavorativo si possono realizzare un maggior numero di interventi; 2. il tenace fissaggio ai tessuti senza l’impiego di colle biologiche mette al riparo il paziente dai possibili rischi teorici connessi all’impiego di tutti i materiali biologici (che potrebbero trasmettere malattie infettive non ancora conosciute) e agevola il risparmio economico dato l’elevato costo delle colle biologiche impiegate; 3. l’elevato numero di ernioplastiche eseguite in Italia (180.000/anno), permette di prospettare un interessante ritorno economico. IMPATTO ECONOMICO OCCUPAZIONALE Gli studi e le ricerche di base sono stati svolti completamente in Italia, da Istituzioni Scientifiche di rilievo nazionale (Dipartimento di Chirurgia Generale, Specialità Chirurgiche e Trapianti d’Organo “Paride Stefanini”, Università degli Studi di Roma, Istituto Superiore di Sanità). La brevettazione e la valorizzazione del brevetto sono di indubbio interesse perché appetibili per le industrie italiane e prospettano interessanti possibilità occupazionali e ritorni economici. Tali realizzazioni, inoltre, materializzano la fattiva collaborazione tra ricercatori di Istituzioni scientifiche italiane valorizzando e promuovendo il “Made in Italy”. 6) Eventuali aspetti negativi e svantaggi della proposta Se del caso, mettere in luce eventuali ragioni che possano rendere improbabile il successo commerciale del ritrovato proposto E’ possibile che i chirurghi tradizionali, diffidenti rispetto ai nuovi ritrovati tecnologici abbiano perplessità nel modificare le proprie consolidate tecniche. E’ possibile che le altre Nazioni, da sempre leader nella ricerca scientifica e biomedica, abbiano diffidenza nei confronti di nuovi presidi chirurgici “Made in Italy”. 7) Giudizio complessivo sulla domanda di brevetto e sul progetto avanzato Vanno inserite in modo chiaro e dettagliato le motivazioni che hanno condotto alla formulazione del giudizio negativo o positivo. Tali motivazioni verranno portate a conoscenza della parte proponente che, a sua volta, potrà formulare le proprie osservazioni che saranno sottoposte alla valutazione dell’Esperto a conferma, o a modifica, del giudizio precedentemente espresso, in modo da rendere definitiva la fase istruttoria e procedere formalmente secondo l’iter previsto dal regolamento Innovativo Economicamente conveniente Di facile ed immediato impiego Anche la produzione di materiali biotecnologici può essere utile all’affermazione del “Made in Italy” nel settore biomedico. IMPEGNO ALLA RISERVATEZZA: Il sottoscritto Prof Paolo Negro si impegna a garantire l’assoluta riservatezza in merito all'oggetto dell'invenzione del Gruppo di Lavoro (composto dai Dott.ri Massimo Chiaretti, Stefano Bellucci, Alessandra Cucina, Giovanna Angela Carru), di cui si chiede la tutela brevettuale, fino alla data di deposito della domanda di brevetto"

    Malnutrition

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    L'uomo sopravvive agli attacchi ambientali se riesce ad adattarsi a ciò che lo circondano ed è in grado di reagire proteggendo la propria integrità. L'adattamento all'ambiente in sintesi consiste nella biosintesi delle proteine necessarie all'approvvigionamento di energia, ricostituzione della massa magra, cicatrizzazione, anticorpi e sistemi di difesa, aminoacidi per la sintesi proteica il tutto sintetizzato sulla base fornita dal codice genetico dello stesso individuo. Infatti enzimi, anticorpi, ormoni e tutti i mediatori chimici hanno una struttura fondamentalmente di natura proteica. Perciò la sintesi proteica è fondamentale nella difesa della integrità dell'organismo e nella sopravvivenza. Le proteine sono molecole complesse importantissime che vengono sintetizzate dall'organismo mediante l'assunzione giornaliera di nutrienti complessi con l'alimentazione, per sostituire e rinnovare quelle degradate e consumate dall'usura biomeccanica. I depositi di grasso e complessi meccanismi metabolici servono a supplire la carenza di molecole nei periodi di digiuno fisiologico. L'organismo consuma le riserve per sostenere continuativamente l'azione cardiaca e la respirazione, la filtrazione e riassorbimento renale, la biosintesi epatica e il funzionamento bioelettrico encefalico. Altre funzioni essenziali sono sostenute come l'ematopoiesi, la bisointesi muscolare, cutanea e della barriera mucosa intestinale. Il gruppo di lavoro del Prof Clowe ha isolatoun fattore polipeptidico nel siero di pazienti settici in grado di accelerare il catabolismo. Infatti con tale polipeptide in brodo di coltura, aumenta la degradazione del muscolo striato di ratto perché aumenta notevolmente il contenuto aminoacidico libero. Sembra infatti che tale polipeptide stimola la produzione di PGE2 che promuove rabdomiolisi, inibita dall'impiego di indometacinaEurosurgery 96. Rome, Italy, 15-18 October 1996. Abstracts. Disponibile solo dettagli Conferenza (English) , The British Journal Of Surgery [Br J Surg], ISSN: 0007-1323, 1996 Nov; Vol. 83 Suppl 2, pp. 1-164; Publisher: Wiley; PMID: 8909197, Database: MEDLINE Argomenti: General Surgery; Surgical Procedures, Operativ

    BIOCOMPATIBLE ADHESIVE MATERIAL, ADHESIVE SURGICAL PROSTHESIS, AND RELATIVE KIT

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    “L’effetto Geco” dei nanotubi di carbonio era già noto così come le applicazioni in ambito aerospaziale. La nostra ricerca ha documentato che l’adesività dei nanotubi di carbonio è presente anche in ambito biologico (bioadesività dei nanotubi di carbonio sia nel formato granulare che nel formato buckypaper). Tale bioadesività è importante perché potrebbe essere utile nel fissaggio dei tessuti protesici attualmente in uso (polipropilene, polietilene e PTFE nelle varie e possibili combinazioni) ai tessuti biologici viventi sia animali che umani. E’ stata dimostrata dalle nostre ricerche una innocuità sostanziale dei nanomateriali in particolare del buckypaper che applicato sulle reti protesiche, ne permette il tenace fissaggio ai tessuti senza l’impiego di altri materiali, come ad esempio le colle biologiche oppure i fili di sutura. Nel primo caso per i possibili teorici rischi connessi all’impiego di tutti i materiali biologici che potrebbero trasmettere malattie infettive non ancora conosciute e gli elevati costi delle colle biologiche. Per i fili, le suture possono determinare l’intrappolamento di terminazioni nervose che potrebbero rimanere strozzate dal nodo di sutura e provocare neuralgie durevoli di difficile trattamento e disconfort per i pazienti. VANTAGGI TECNICI: la bioadesività è importante perché è utile nel fissaggio dei tessuti protesici attualmente in uso (polipropilene, polietilene e PTFE nelle varie e possibili combinazioni) ai tessuti biologici umani perché: 1. permette di velocizzare la procedura chirurgica ad esempio di plastica di ernia inguinale, plastica di laparocele, ancoraggio della vescica ptosica, prolassi del pavimento pelvico, rotture traumatiche del diaframma, ernia ombelicale; 2. il tenace fissaggio da buckypaper ai tessuti escludendo l’impiego di fili di sutura previene il possibile intrappolamento di terminazioni nervose che potrebbero rimanere strozzate dallo stesso nodo di sutura e provocare nel paziente neuralgie durevoli, di difficile trattamento; 3. la riduzione della durata dell’intervento chirurgico permette l’estensione di tale chirurgia, anche a pazienti cardiologicamente e/o pneumologicamente compromessi che altrimenti non possono essere operati; VANTAGGI ECONOMICI: 1. abbreviando i tempi di sala operatoria si abbattono i relativi costi gestionali ed a parità di orario lavorativo si possono realizzare un maggior numero di interventi; 2. il tenace fissaggio ai tessuti senza l’impiego di colle biologiche mette al riparo il paziente, dai possibili rischi teorici connessi all’impiego di tutti i materiali biologici che potrebbero trasmettere malattie infettive non ancora conosciute e agevola il risparmio economico delle amministrazioni sanitarie abbattendo l’esborso dovuto agli elevati costi delle colle biologiche a volte impiegate; AREE DI APPLICAZIONE PRINCIPALI Chirurgia Generale, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Colonproctologica, Chirurgia Ginecologica, Chirurgia Urologica IMPEGNO ALLA RISERVATEZZA: "I sottoscritti si impegnano a garantire assoluta riservatezza in merito all'oggetto dell'invenzione per la quale chiede tutela brevettuale, fatta salva la possibilità di pubblicare/divulgare i relativi dati in un momento successivo alla data di deposito della domanda di brevetto". Roma, 07/05/2009 FIRMA DEI RICHIEDENTI/PROPONENTIrICHIESTA EL BREVETTO PTC sulla base delle evidenze scientifiche documentate con i lavori scientifici pubblicati e di seguito sotto elencati: 1: Carbon nanotubes toxicology and effects on metabolism and immunological modification in vitro and in vivo M Chiaretti1, G Mazzanti2, S Bosco3, S Bellucci4, A Cucina5, F Le Foche6, G A Carru7, S Mastrangelo2, A Di Sotto2, R Masciangelo8, A M Chiaretti9, C Balasubramanian4, G De Bellis4, F Micciulla4, N Porta3, G Deriu3 and A Tiberia4 1 General Surgery Department ‘Paride Stefanini’, Rome University ‘La Sapienza’, Italy 2 Human Physiology and Pharmacology Department ‘V. Ersparmer’, Rome University ‘La Sapienza’, Italy 3 Cattedra di Anatomia ed Istologia Patologica IV, Universit`a degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, Italy 4 INFN-Laboratori Nazionali di Frascati, Via E Fermi 40, 00044 Frascati, Italy 5 General Surgery Department ‘Pietro Valdoni’, Rome University ‘La Sapienza’, Italy 6 Divisione Malattie Infettive e Tropicali II, Universit`a degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, Italy 7 Policlinico ‘Umberto I’, Roma ‘La Sapienza’ University Hospital, Italy 8 Medical Statistic Service, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Rome University ‘La Sapienza’, Italy 9 Biology Sciences Faculty, Rome ‘La Sapienza’ University, Italy Journal of Physics Condensed Matter, 2008, vol. 20, 474203 (10pp) ISSN: 0953-8984, doi: 10.1088/0953-8984/20/47/474203 Abstract The aim of this research is focused on the biological effects of multi wall carbon nano tubes (MWCNTs) on three different human cell types, laboratory animals in vivo, and immunological effects. Large numbers of researchers are directly involved in the handling of nanostructured materials such as MWCNTs and nanoparticles. It is important to assess the potential health risks related to their daily exposure to carbon nanotubes. The administration of sterilized nanosamples has been performed on laboratory animals, in both acute and chronic administration, and the pathological effects on the parenchymal tissues have been investigated. We also studied the effects of MWCNTs on the proliferation of three different cell types. MCF-7 showed a significant inhibition of proliferation for all conditions studied, whereas hSMCs demonstrated a reduction of cell growth only for the highest MWCNTs concentrations after 72 h. Also, no growth modification was observed in the Caco-2 cell line. We observed that a low quantity of MWCNTs does not provoke any inflammatory reaction. However, for future medical applications, it is important to realize prosthesis based on MWCNTs, through studying the corresponding implantation effects. Moreover, it has to be emphasized that this investigation does not address, at the moment, the carcinogenicity of MWCNTs, which requires a detailed follow-up investigation on the specific topic. In view of the subsequent and more extensive use of MWCNTs, especially in applications where carbon nanotubes are injected into the human body for drug delivery, as a contrast agent carrying entities for MRI, or as the basic material of a new prosthesis generation, more extended tests and experiments are necessary. 2: Multi-Walled Carbon Nanotubes: lack of mutagenic activity in the bacterial reverse mutation assay Antonella Di Sotto§, Massimo Chiaretti†, Angela Carru†, Stefano Bellucci‡, Gabriela Mazzanti§* § Department of Human Physiology and Pharmacology, “Sapienza” University, P.le Aldo Moro 5, 00185 Rome, Italy † General Surgery Department “Paride Stefanini, “Sapienza” University, P.le Aldo Moro 5, 00185 Rome, Italy ‡ INFN Frascati National Laboratories, Via Enrico Fermi 40, 00044 Frascati (Rome), Italy Toxicology Letters, 2009, vol. 184; p. 192-197, ISSN: 0378-4274, doi:10.1016/j.toxlet.2008.11.007 Abstract The mutagenic effect of multi-walled carbon nanotubes(MWCNTs) characterised by small surface/volume ratio, high diameter and less than 0.1% of metal contaminants was evaluated by the bacterial reverse mutation assay (Ames test) on Salmonella typhimurium TA 98 and TA 100 strains, and on Escherichia coli WP2uvrA strain, in presence and in absence of the metabolic activation system S9. A preliminary cytotoxicity assay was carried out to ensure that cytotoxicity did not interfere with response. MWCNTs resulted devoid of mutagenic effect in the bacterial cellular systems tested in that they did not significantly increase the number of revertant colonies. The mutagenic activity did not even appear in presence of the metabolic activator, so we can exclude that MWCNTs metabolites, produced via cytochrome-based P450 metabolic oxidation system, may act as mutagens. Carbon nanomaterials seem to exhibit different biological activities and different toxicities in relation to their physico-chemical characteristics, size, shape, crystallinity and presence of metal traces, so it is difficult to establish their health risk. Due to the limited background of genotoxicity studies and the increased occupational and public exposure to nanomaterials, present results appear useful to extend the knowledge on the safety of carbon nanotubes in view of their possible applications. 3: Preliminary results on toxicology and mutagenic effects of buckypaper (BP) and multiwalled carbon nanotubes (MWCNTs) on metabolism and immunological modification in vitro and in vivo. M. Chiaretti1, A. Cucina2, S. Bellucci3, A. Di Sotto4, G. Mazzanti4 (1) General Surgery Department “Paride Stefanini”, Rome University “La Sapienza”, Italy (2) General Surgery Department “Pietro Valdoni”, Rome University “La Sapienza”, Italy (3) INFN-Laboratori Nazionali di Frascati, Via E. Fermi 40, 00044 Frascati, Italy (4) Human Physiology and Pharmacology Department "Vittorio Ersparmer", Rome University “La Sapienza”, Italy Abstract Book of the 20th International Congress on Anti-Cancer Treatment (ICACT), Paris 3-6 February 2009, p. 438-439 Abstract The aim of our research is focused on the biological effects of BP and functionalized MWCNTs in laboratory animals in vivo, on the immunological buckypaper effects on mice and the effects of functionalized MWCNTs on five different cell types and finally, lack of mutagenic activity in the bacterial reverse mutation assay of MWCNTs. Nanomaterials possible applications in surgery, cancer therapy and new imaging techniques involve large numbers of researchers and potential patients. It is important to assess the potential health risks related to their exposure to nanoparticles [1, 2, 3]. The implantation of sterilized BP followed the study of serum immunological modifications after MWCNTs intraperitoneal administration without antigenic humoral reactions and humoral immunity [5]. We also studied the effects of MWCNTs not functionalized on the proliferation of three different cell types. [5, 6, 7] and the effects of BP on the proliferation of five different cell types (CaCo-2 Colorectal Carcinoma cell line; MCF-7 human breast carcinoma cell line, HL-60 human promyelocytic leukaemia cell line; HASMC normal human artery smooth muscle cells and finally HF normal human fibroblasts). It seems, at a preliminary observation, that proliferation of the cancer cell lines CaCo-2, MCF-7 and HL-60 are inhibited by BP as compared to controls, whereas there is no significant modification in proliferation of the two normal primary culture cells HASMC and HF. Pathological effects on the parenchymal tissues of laboratory animals have been studied. We also studied the effects of functionalized MWCNTs on the proliferation of three different cell types: MCF-7, HASMCs, Caco-2 cell lines. We observed also that MWCNTs, evaluated in the Ames test on Salmonella typhimurium TA 98 and TA 100 and on Escherichia coli WP2uvrA, in presence and in absence of the metabolic activation system S9, resulted devoid of mutagenic effect and reduced significantly the number of spontaneous revertants in TA 98 (up to a 35.8% reduction) [4]. In view of their subsequent and more extensive use, as to say in applications where carbon nanotubes are injected into the human body for drug delivery [9] as contrast agent carrying entities for MRI [10], or as the material of a new prosthesis generation [5], further extended tests and experiments are necessary. [5] M Chiaretti, G Mazzanti, S Bosco, S Bellucci, et Al. Carbon nanotubes toxicology and effects on metabolism and immunological modification in vitro and in vivo J. Phys.: Condens. Matter 20 (2008) 10pp. 4: Buckypaper of Multi-Walled Carbon Nanotubes (MWCNTs) toxicology and effects on metabolism, in vitro and in vivo. Stefano Bellucci3, Massimo Chiaretti1, Alessandra Cucina2, Angela Carru1 1 General Surgery Department “Paride Stefanini” “La Sapienza” University, Viale del Policlinico, 155, 00161 Rome, Italy 2 General Surgery Department “Pietro Valdoni“ “La Sapienza” University, Viale del Policlinico, 155, 00161 Rome, Italy 3 INFN Frascati National Laboratories, Via Enrico Fermi 40, 00044 Frascati (Rome), Italy Massimo Chiaretti General Surgery Department “Paride Stefanini, “Sapienza” University, Viale del Policlinico, 155, 00161 Rome, Italy tel: +39 06 4997214; fax: +39 06 4441255; e-mail: [email protected] Submitted to Nanomedicine, Future Science Group, London Abstract The aim of this research is focused on the biological effects of buckypaper (BP) of MWCnts. These materials were tested on five different human cell types in vitro, and implanted in laboratory mice. We studied the biological effects and toxicology in vitro and in vivo. Large numbers of researchers are directly involved in the handling of nanostructured materials such as MWCnts and nanoparticles. It is important to assess the potential health risks related to their daily exposure to carbon nanotubes. The administration of sterilized nanosamples and BP were been prepared and performed on cells and mice. Pathological effects on mouse tissues cicatrisation have been investigated in optical microscopy. We studied tissues modifications after buckypaper implantation along five weeks after the operation. No mutagenic effects were observed. We studied BP effects on cell proliferation of five different types of human cell cultures: two solid cancer cell lines, Caco2 and MCF-7, a leukemic cell line HL-60 and two normal primary cells, HA-SMCs (human arterial smooth muscle cells) and HFs (human dermal fibroblasts). This study showed that BP induced a significant reduction of cell proliferation in Caco2 and MCF-7 cell lines, and a complete inhibition of cell growth in HL-60 cell line. This effect of BP seems to be specific in transformed cells, because BP did not produce any reduction of the proliferation and viability of two normal primary cell cultures. Present results are useful to extend the knowledge on safety of BP in view of its possible applications. However, for future medical applications, it could be useful to realize MWCnts based prosthesis to study the implantation effects. Moreover, it has to be emphasized that our research group it is going on investigation about apoptosis and carcinogenicity of MWCnts, which requires a detailed follow-up investigation on the specific topic. In view of the subsequent and more extensive use of MWCnts, especially in medical and biological applications where MWCnts are injected into the human body for drug delivery, as a contrast agent carrying entities for MRI, or as the basic material of a new prosthesis generation, more extended tests and experiments are necessary. 5: Carbon nanotubes buckypaper toxicity: in vitro and in vivo effects on the metabolism and immunological modifications Stefano Bellucci1, Massimo Chiaretti2 1 INFN Frascati National Laboratories, Via Enrico Fermi 40, 00044 Frascati (Rome), Italy 2 General Surgery Department “Paride Stefanini” “La Sapienza” University, Viale del Policlinico, 155, 00161 Rome, Italy Talk presented at the National Nanomedicine Conference NNC, 28, 29 november 2008, Centro Biotecnologie Avanzate (CBA), Genova Abstract We studied biological effects of Multi-Walled Carbon Nanotubes (shortly MWCnts) buckypaper on laboratory animals in vivo, as well as its immunological effects on mice. We also reported on the effects of functionalized Cnts on three different cell types and the lack of mutagenic activity in the bacterial reverse mutation assay of MWCnts. New uses of nanomaterials in surgery involve large numbers of researchers and potential patient. The implantation of sterilized buckypaper followed the study of serum immunological modifications after Cnts intraperitoneal administration without antigenic humoral reactions nor humoral immunity. We also studied the effects of functionalized Cnts on the proliferation of three different cell types: MCF-7, hSMCs, Caco-2 cell lines. We observed also that (MWCnts), evaluated in the Ames test on Salmonella typhimurium TA 98 and TA 100 and on Escherichia coli WP2uvrA, in presence and in absence of the metabolic activation system S9, resulted devoid of mutagenic effect and reduced significantly the number of spontaneous revertants in TA 98 (up to 35.8% of reduction). [1] M Chiaretti, G Mazzanti, S Bosco, S Bellucci, et Al. J. Phys.: Condens. Matter 20 (2008) (10pp) [2] S. Bellucci, M. Chiaretti, et al. (2008) Nanotoxicology,submitted, Preliminary study on IR active modes in sterilized carbon nanotubes: a sterilization procedure for in vivo nanotoxicity tests

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    PRP (Plasma Ricco di Piastrine): trattamento delle piaghe da piede diabetico, dell'osteomielite fistolizzata postraumatica, nostre esperianze in 63 casi clinici, revisione della letteratura.

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    PRP (PLASMA RICCO DI PIASTRINE): TRATTAMENTO DELLE PIAGHE DA PIEDE DIABETICO, DELL’OSTEOMIELITE FISTOLIZZATA POSTRAUMATICA, NOSTRE ESPERIENZE IN 63 CASI CLINICI, REVISIONE DELLA LETTERATURA. Massimo Chiaretti*, Giovanna Angela Carru^, Annalisa Italia Chiaretti°, Giancarlo Ceccarelli^, Eleonora Valente§, Alessandra Maria Chiaretti#, (*)Dipartimento di Chirurgia Generale, Specialità Chirurgiche e Trapianti d’Organo “Paride Stefanini” Azienda Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; (^)Azienda Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; (°)Azienda Ospedaliera S. Andrea, II Facoltà di Medicina e Psicologia, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; (#)Istituto Ricerche Genetiche G. Salvatore, Consorzio Interuniversitario di Scienze e Tecnologie Genetiche “Biogem”; (§)Policlinico Agostino Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma Introduzione: la nostra esperienza evidenzia l’utilità del PRP (Plasma Ricco di Piastrine) nel trattamento ambulatoriale delle piaghe torpide della pianta del piede, del malleolo e della gamba, in pazienti vasculopatici con ulcere torpide e/o diabetici. Tali lesioni richiedono, solitamente, periodi lunghissimi di medicazioni complesse, spesso senza raggiungere il risultato atteso. Materiali e Metodi: la metodica personale prevede il debridement dopo disinfezione della piaga, l’inoculazione di 1-4 UI di insulina pronta nel cratere ulcerativo, l’applicazione di circa 5 ml di PRP su spugna di acido ialuronico (Hyalofill-F Fidia® Italia che serve ad impedirne la dispersione della parte liquida o non completamente gelificata), attivata con Plateltex®. L’applicazione si esegue facendo gocciolare il PRP sulla spugna di acido ialuronico, sulla quale si fa poi gocciolare l’attivatore (bicomponente: calcio gluconato e batroxobina, 5 BU, Batroxobin Units). Gli ioni calcio (Ca++) del calcio gluconato saturano l’anticoagulante presente nel PRP, preparato dal nostro Centro Trasfusionale (CT) da sangue autologo, suddiviso in aliquote congelate. La batroxobina serve, invece, a trasformare il fibrinogeno in fibrina, in combinazione con gli ioni Ca++ del calcio gluconato, formando il reticolo gelificato. La gelatina neoformata si presenta come un panno morbido elastico-gelatinoso, applicabile nella piaga per riempire la cavità da trattare. Il PRP è ricco dei fattori di crescita (PDGF, TGF, EGF) che servono a stimolare la moltiplicazione dei fibroblasti che aumentando di numero, promuovono la fioritura dei bottoni di granulazione, depositano una quantità consistente di matrice connettivale, trasformando la piaga torpida in una ferita in cicatrizzazione per seconda intenzione. Nel caso di piaga infetta o paziente con fistola osteomielitica è indispensabile sterilizzare la lesione infetta, prima di procedere al trattamento con PRP. Tale procedura prevede esami colturali seriati con antibioticoterapia parenterale mirata. Discussione: Il metodo prevede l’esecuzione in camera operatoria sterile ambulatoriale. L’approccio multidisciplinare è indispensabile e prevede la costituzione di un PAC (Pacchetto Assistenziale Complesso) che coinvolga Chirurgo Generale e Vascolare, Diabetologo, Infettivologo, Immunotrasfusionista, Dermatologo, Ortopedico, Cardiologo e Specialista per l’esecuzione di Ecocolordoppler arterioso e venoso. Conclusioni: l’approccio multidisciplinare e lo stretto coordinamento tra ambulatorio chirurgico e CT evitano inutili attese al Paziente, accorciano i tempi di esecuzione della medicazione, abbattono i costi per l’impiego di materiali, rendendo il trattamento con PRP conveniente rispetto a quello tradizionale. Per aumentare la casistica ed ottenere i numeri necessari ad una validazione statistica è in corso la realizzazione di un protocollo multicentrico. Bibliografia-Sitografia 1) Butalia S, Palda VA, Sargeant RJ, Detsky AS, Mourad O. Does this patient with diabetes have osteomyelitis of the lower extremity? JAMA. 2008 Feb 20;299(7):806-13. Review. PubMed PMID: 18285592. 2) Dinh MT, Abad CL, Safdar N. Diagnostic accuracy of the physical examination and imaging tests for osteomyelitis underlying diabetic foot ulcers: meta-analysis. Clin Infect Dis. 2008 Aug 15;47(4):519-27. PubMed PMID: 18611152. 3) Joseph WS, Lipsky BA. Medical therapy of diabetic foot infections. J Vasc Surg. 2010 Sep;52(3 Suppl):67S-71S. Review. PubMed PMID: 20804935. 4) Powlson AS, Coll AP. The treatment of diabetic foot infections. J Antimicrob Chemother. 2010 Nov;65 Suppl 3:iii3-9. Review. PubMed PMID: 20876626. 5) Palombi M, Fratto D: Trattamento del piede diabet. con medicazioni avanzate: Atti SICG, Rome Sept.14-16/2006 6) Pastore P, Piermattei A: Trattamento delle ulcere croniche degli arti inferiori con V.A.C.® (vacum assisted closure) therapy e sostituto dermico a base di acido ialuronico (Hyalomatrix®); Atti SICG, Rome Sept.14-16/2006 7) Fattore di crescita piastrinico per le ulcere diabetiche. The Medical Letter, 1998; 27: 18; 8) Joshi N: Infections in Patients with Diabetes Mellitus. N Engl J Med 1999; 341: 1906-12; 9) Bauer E: Foot Ulcers. N. Engl J Med 2000; 343: 787-93; 10) Fattore di crescita piastrinico per le ulcere diabetiche. The Medical Letter, 1998; 27: 18; 11) Joshi N: Infections in Patients with Diabetes Mellitus. 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