1,720,981 research outputs found
La relazione sospesa. La voce degli insegnanti emiliano-romagnoli sull'esperienza della DAD nella scuola dell'infanzia
Nel sesto capitolo Chiara Dalledonne Vandini e Lucia Scipione, a partire dalla ricerca nazionale condotta dalla sird (Società italiana di ricerca didattica) sui vissuti e le percezioni dei docenti italiani rispetto all’esperienza di didattica a distanza, restituiscono l’analisi dei dati relativi agli insegnanti della scuola dell’infanzia con lo scopo di aprire possibili piste di riflessione capaci di leggere la complessità dell’esperienza vissuta degli insegnanti e di identificare quegli elementi che potranno sostenere la didattica e la progettualità futura
Accogliere oltre le distanze: ripensare le pratiche di ambientamento e e partecipazione delle famiglie nei servizi per l'infanzia ai tempi della pandemia
Nel primo capitolo, Arianna Lazzari e Chiara Dalledonne Vandini si interrogano sul come la pandemia abbia avuto importanti ripercussioni sul riconoscimento reale dei diritti dell’infanzia. Partendo dall’analisi del significato profondo del diritto di ogni bambino e bambina all’accesso a percorsi educativi che rispondano ai loro bisogni e che promuovano il pieno sviluppo delle loro potenzialità, le autrici rileggono il ripensamento consapevole delle pratiche legate l’accoglienza, all’ambientamento e alla partecipazione delle famiglie all’interno dei servizi in una prospettiva inclusiva, profondamente modificatesi a causa del Covid-19. I percorsi attivati per ri-significare e ri-configurare la fase di riapertura dei servizi vengono qui letti e riconcettualizzati come motori di innovazione a sostegno della possibilità, per i servizi 0-6, di affrontare le sfide legate all’accessibilità e all’inclusione partendo proprio dai punti di criticità divenuti evidenti durante il lockdown ed anche successivamente
Gestione della conoscenza e negoziazione dell’autorità epistemica nei colloqui tra genitori e insegnanti: Competenza interazionale ed efficacia epistemica
Questa tesi riguarda un particolare evento comunicativo (Hymes, 1974): i colloqui tra genitori e insegnanti.
Con questa ricerca ci siamo posti l’obiettivo di analizzare e descrivere le modalità comunicative di genitori e insegnanti durante i colloqui scuola famiglia. Lo scopo è quello di mettere in evidenza quelle dimensioni invisibili dei rapporti che intercorrono tra le due istituzioni protagoniste, costantemente riprodotti in e attraverso le pratiche discorsive e le interazioni situate. I colloqui tra genitori e insegnanti rappresentano la pietra miliare della più ampia e complessa questione della comunicazione scuola-famiglia e sono certamente uno dei “luoghi” e momenti più studiati a partire dagli anni ’70, anni in cui compaiono i primi decreti legislativi che sancivano ciò che la ricerca in ambito pedagogico aveva già ampiamente sottolineato: l’importanza di una relazione positiva tra scuola e famiglia.
A questo punto sembrerebbe opportuno chiedersi perché trattare ancora questo tema? Qual è la novità di questo lavoro? Questa tesi intende dimostrare che, malgrado l’indubbia mole di ricerche, tale fenomeno presenta degli aspetti ancora poco indagati la cui analisi può rivelarsi estremamente utile nell’ottica di poter realizzare occasioni di training e di formazione indirizzate al miglioramento delle relazioni scuola-famiglia, soprattutto in risposta alle difficoltà percepite dagli insegnanti nel gestire le relazioni con le famiglie (Walker, 1998; Amadini, Zini, 2010; Cesari Lusso, 2005; Addimando, 2013; Walker e Legg, 2018; deBruine et al., 2018) e alla percezione di scarsa preparazione e formazione rispetto alle dinamiche comunicative (Thompson et. al, 2018; Willemse et sl. 2018; deBruine et al, 2018; Epstein 2005, 2018).
In questo lavoro di tesi ci riferiremo in particolare allo studio delle “risorse comunicative” attraverso cui genitori e insegnanti perseguono le loro traiettorie discorsive, costruiscono (o meno) la loro autorevolezza e rendono (o meno) i rispettivi territori epistemici (Heritage, 2012) “ispezionabili” dall’interlocutore. A fronte di una mole considerevole di ricercatori che si sono interessati a cogliere i vissuti e le percezioni, poco si sa sui colloqui intesi come eventi comunicativi in cui genitori e insegnanti negoziano ruoli, funzioni, responsabilità e autorità in attraverso le pratiche comunicative dispiegate durante l’interazione. Questo lavoro intende colmare questo scarto e inserirsi nel solco di una linea di ricerca relativamente recente inaugurata negli Stati Uniti da Pillet-Shore (2012, 2015, 2016) e (a nostra conoscenza) ancora poco sviluppata in Italia.
Presentando un’analisi dei colloqui tra genitori e insegnanti estratti da un corpus di 47 videoregistrazioni svolte in due scuole primarie una nel nord Italia e una nel centro Italia, si mostrerà come genitori e insegnanti co-costruiscano la realtà comunicativa all’interno della quale si trovano ad interagire indagando sui modi attraverso cui genitori e insegnanti interpretano e costruiscono le loro identità, ruoli, posizioni sociali come continue ed emergenti realizzazioni pratiche (Saks, 1984) all’interno dei colloqui intesi come fenomeni radicalmente interattivi. In questo lavoro di ricerca crediamo che un'analisi dettagliata di come vengono gestite le conoscenze in possesso degli interagenti (knowledge management) e negoziata l'autorità epistemica possa essere un interessante spunto di riflessione volto a rivedere e a ripensare criticamente alcune "certezze pedagogiche" riguardanti la comunicazione scuola-famiglia. Crediamo, inoltre, che analizzare il linguaggio come veicolo di azione nei contesti educativi consenta di portare lo sguardo su una serie di pratiche che, pur essendo quotidianamente sotto lo sguardo di ognuno, solitamente non vengono fatte oggetto di disamina critica e consapevole
Gli spazi educativi in dialogo fra interno ed esterno. Supportare le competenze osservative e riflessive di educatori del nido e di scuola dell'infanzia
Il libro è frutto di un percorso di formazione triennale, proposso dall'Ufficio Pedagogico didattico del servizio Attività educative per l'infanzia di Trento, focalizzato sulla progettazione dell'ambiente educativo tra dentro e fuori. Da un periodo difficile come quello della pandemia sono scaturite molte riflessioni che hanno portato a riconsiderare l'importanza degli spazi all'aperto non solo come una necessità di sicurezza, ma come un'opportinità educativa che le scuole e i servizi educativi hanno saputo mettere a progetto. Le esperienze vissute all'aperto richiedono una guida sensibile e attenta da parte degli adulti: è importante saper osservare, interpretare e valorizzare i processi di scoperta mettendo in dialogo gli spazi educativi sia interni che esterni. Questo richiede un impegno progettuale che sappia garantire continuità e arricchimento delle esperienze educative in ogni momento della giornata. Gli adulti sono chiamati a "mettersi in gioco" in modo intenzionale per divenire attenti interlocutori orientati a promuovere la qualità dell'esperienza edicativa proposta ai bambini. Alla luce di questa premessa, l'intento di questo libro è i n primis quello di offrire alcuni strumenti di osservazione e riflessione volti a sostenere e ad accompagnare le attività di progettazione quotidiana degli spazi educativi. In particolare nella prima parte del libro si farà riferimento al valore dell'educazione all'aperto e alla necessità di accompagnare la continuità degli spazi. Nella seconda parte, verrà approfondita la metodologia della videoanalisi quale possibile strumento di riflessione, auto-valutazione, osservazione e progettazione. Infine, nella terza ed ultima parte, saranno presentate una serie di proposte operative concrete che riportano attività educative in cui gli spazi interni ed esterni vengono considerati un continuum capace di offrire ai bambini un'esperienza educativa completa e significativa
Fare i compiti a casa. Uno studio etnografico di un'attività quotidiana svolta in famiglia
Il contributo pone al centro della propria riflessione l’analisi dell’interazione tra figli e genitori durante lo svolgimento dei compiti a casa, con lo scopo di individuare le moda- lità ricorrenti adottate dagli adulti per sostenere i bambini in questa attività. Il presente studio, che si inscrive nel filone dell’indagine etnografica, propone l’analisi delle trascrizioni di alcune interazioni video-registrate tra bambino e genitore, avvenute durante lo svolgimento degli esercizi. Le interazioni sono state analizzate secondo l’approccio dell’Analisi del Discorso che ha permesso di individuare alcuni processi comunicativi attraverso i quali genitori e figli hanno co-costruito significati e azioni utili alla comprensione e soluzione di tali esercizi. Dal loro modo di interagire gli adulti sembrano corrispondere all’idea di genitore “istituzionalmente competente”, cioè un adulto capace di allinearsi alla cultura della scuola, che comprende i suoi linguaggi e le sue richieste
“Why Does a Teacher Feel the Need to Post My Kid?” : Parents and Teachers Constructing Morally Acceptable Boundaries of Children’s Social Media PresencE
Posting about children on social media is common practice today, with adults acting as
agents who make choices about these digital representations. This study focuses on the
management of children’s online presence as debated in an online parenting forum by
thematically analyzing 556 posts from 13 discussion threads about daycare and
elementary school teachers sharing pictures of their students online. Findings show how
this event is framed as a boundary crossing undermining parents’ ability to steward
their children’s digital footprints. Furthermore, posters stress the risks associated with
such photo-sharing behavior, construct moral identities creating the roles of the good
or bad parent and teacher in a social media age, and propose solutions to regain control
and restore parental agency. These findings suggest that this occurs to affirm the family
as a higher-level system when it comes to setting boundaries about children’s social
media presence
Le mense scolastiche come luoghi di apprendimento e di educazione : primi risultati dal progetto PNRR ONFOODS
La mensa scolastica rappresenta un luogo dove le dimensioni della salute, dell’educazione e della socializza- zione si intrecciano in un’ottica multidisciplinare che necessita sempre più di approcci pedagogici capaci di coinvolgere insegnanti, bambini, genitori e personale della mensa in un progetto educativo capace di tenere conto delle molteplici sfaccettature e implicazioni della mensa come ambiente di apprendimento e crescita. Il progetto PNRR ONFOODS, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e da Italia Domani, e che vede al suo interno anche il gruppo di ricerca SUSFOODEDU, costituito dal Dipartimento di Scienze dell’Edu- cazione dell’Università di Bologna, si propone di indagare come le pratiche, le culture e i saperi dell’alimenta- zione siano messe in atto nelle mense scolastiche, contesto privilegiato per la sperimentazione di esperienze pedagogiche significative in campo educativo, sociale e della salute pubblica.
Il seguente articolo intende illustrare il progetto sviluppato dal gruppo di ricerca SUSFOODEDU a partire da una prima analisi dei dati emersi dalla fase esplorativa e osservativa. In particolare, saranno delineati i primi nuclei tematici emersi per riportare i vissuti, le pratiche e le rappresentazioni culturali intorno all’educazione alimentare
Negotiating epistemic authority in parent-teacher conferences : non-native parents reclaiming agency against the backdrop of linguistic and cultural differences
In this paper we analyze the degree of participation, epistemic management, and authority performance during Parent-Teacher Conferences with non-native
parents. Studies focusing on ethnic minority communities illustrate the dominance of
the teacher’s epistemic authority (see Lareau and Weininger, 2003; Garcia-Sanchez and
Orellana, 2007). Describing differences in mastering both the expert and the institutional knowledge, Howard and Lipinoga (2010) illustrate how immigrated parents
remain relatively silent during the report phase of the encounter. This paper reports
data from eight parent-teacher conferences with non-native parents. We show how
parents’ practices to accomplish and receive assessment confirm in part what has
already been identified by the literature, but also adds new communicative “nuances”. We contend that also non-native parents could be able to challenge the teachers’
authority by questioning them and making the information from their territory of
knowledge (i.e. the “child-at-home”) relevant. We advance that a detailed analysis of
how the management of knowledge and the negotiation of epistemic authority occur
in parent-teacher conferences, will also help in critically rethinking some “pedagogical certainties” concerning school-family communication and their possible outcomes
La correction des devoirs à la maison: une recherche ethnographique avec des mères et des enfants en Italie = Homework correction: an ethnographic research with mothers and children in Italy
This article deals with the issue of homework by analyzing the interactions between children attending primary school and their mothers during homework correction. The aim is to identify the modes of communication and the recurrent practices adopted by the parents to support their children in this activity. The research, which is of an ethnographical nature, uses a discourse analysis approach based on the analysis of transcripts of a video corpus that allowed the identification of communicative exchanges through which parents and children co- constructed meanings and actions aimed at correcting homework. The way these mothers interacted showed that they were familiar with the school's culture, disciplinary languages, and its artifacts and, therefore, all seemed to fit the idea of an institutionally competent parent.L’article porte sur la question des devoirs à la maison à partir de l ’analyse d ’interactions entre des enfants fréquentant l ’école primaire et leur mère, lors de la correction des devoirs. L'objectif est d'identifier les modes de communication et les pratiques récurrentes adoptés par les parents pour soutenir les enfants dans cette activité. La recherche, à caractère ethnographique, utilise l'analyse du discours à partir de transcriptions d ’un corpus vidéo qui a permis l'identification des échanges à travers lesquels parents et enfants costruisent la correction du devoir. La manière dont ces mères interagissent montre qu'elles connaissent la culture de l'école, les langages disciplinaires et ses artefacts et, donc, qu'elles semblent toutes correspondre à l'idée d'un parent institutionnellement compétent
Sostenere pratiche inclusive nei momenti di passaggio : gli esiti di un’analisi sistematica della letteratura sulla continuità educativa 0-6 condotta in ambito europeo
the article illustrates the findings of a systematic literature review carried out within the Erasmus+ project START (Sustaining Warm and Inclusive Transitions across the Early Years) focusing on transitions from early childhood education and care to primary school. To date, most literature reviews conducted on this topic examined the findings derived from studies published in English and conducted in Anglosaxon countries, thus overlooking the findings of research carried out in EU Member States and published more frequently in original languages. The systematic literature review presented in this paper attempts to address such gap by analysing the findings of studies conducted in the context of EU Member States, which offer a particularly relevant and rich contribution in relation to children’s, families’ and professionals’ experiences and perspectives during transitions. By shedding light on the findings derived from such publication sources, this literature review offers valuable insights in terms of investigating the multiple understandings and approaches underlying transition practices across a variety of policy contexts, educational systems and pedagogical traditions typical of EU Member States
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