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Spatial Correlations in Attribute Communities
Community detection is an important tool for exploring and classifying the properties of large complex networks and should be of great help for spatial networks. Indeed, in addition to their location, nodes in spatial networks can have attributes such as the language for individuals, or any other socio-economical feature that we would like to identify in communities. We discuss in this paper a crucial aspect which was not considered in previous studies which is the possible existence of correlations between space and attributes. Introducing a simple toy model in which both space and node attributes are considered, we discuss the effect of space-attribute correlations on the results of various community detection methods proposed for spatial networks in this paper and in previous studies. When space is irrelevant, our model is equivalent to the stochastic block model which has been shown to display a detectability-non detectability transition. In the regime where space dominates the link formation process, most methods can fail to recover the communities, an effect which is particularly marked when space-attributes correlations are strong. In this latter case, community detection methods which remove the spatial component of the network can miss a large part of the community structure and can lead to incorrect results
«Loci secreti» in Petrarca e Gregorio
Il saggio ricostruisce il complesso rapporto di Petrarca con Gregorio Magno. L'indagine prende avvio dalle menzioni di Gregorio nell'opera petrarchesca, dai contributi critici specifici e dagli studi sulla biblioteca superstite. Offrendo nuove segnalazioni e riscontri a citazioni d'autore non individuate, la ricerca delle fonti prova o comprova la presenza di Gregorio, l'uso petrarchesco di questa memoria e l'elaborazione di un luogo emblematico, il «secretum». Il riscontro intertestuale fa emergere dalla più corale testura patristica la peculiarità timbrica agostiniana della voce di Gregorio e permette di seguire il filo rosso che lega Petrarca a Gregorio e Agostino. Con forze proprie e altrui, Gregorio entra nella scrittura e nell'autobiografia intellettuale di Petrarca
Nuraghe Chessa
L’area archeologica di nuraghe Chessa è situata all’ingresso nord del Comune di Birori, in provincia di Nuoro (Sardegna, Italia).
Si tratta di un sito documentato per la prima volta nel 1985, ma mai sottoposto ad indagine stratigrafica e i blocchi di crollo ingombrano, tutt’oggi, gli spazi interni del nuraghe.
Dal rilievo del 1985, ripubblicato nel 1998 e nel 2000, si evinceva che il sito nuragico fosse composto da un nuraghe complesso non meglio definito, circondato da un antemurale e dai resti di poche strutture murarie.
Nel 2008, è stato stilato un progetto, finanziato dal Comune di Birori, volto a ripulire il monumento dalla vegetazione che lo invadeva e, conseguentemente, ad effettuare una documentazione grafica di dettaglio.
Il progetto, condotto per due mesi con la direzione scientifica della Dott.ssa Luisanna Usai della Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro, ha portato alla luce un insediamento ben più ampio dell’area attualmente recintata e individuata come fascia di rispetto del bene.
Il nuraghe è, infatti, un trilobato dove la terza torre, non rilevata nei precedenti lavori, si conserva probabilmente per i primi (fors’anche primo) filare murario. Il mastio ha un diametro esterno di 12,30 m e le torri di 7,90 m. Attorno al nuraghe vi è un antemurale con una torre (diam. est. 7,10 m), che cinge il nuraghe sul lato est per una lunghezza di 60 metri. Ad ovest, si sviluppa il villaggio, del quale sono state rilevate tre capanne circolari e che si estende nella particella catastale adiacente dove sono stati individuati allineamenti murari e altri circoli di capanne.
La mappatura dettagliata delle evidenze messe in luce, l’accertamento della consistenza del potenziale archeologico e l’estensione dell’area, uniti alla definizione della tipologia complessa del nuraghe, confermano l’importanza ricoperta dal sito in epoca nuragica, già ipotizzabile dalla sua posizione territoriale, in rapporto con gli altri siti coevi vicini
Seminario Internazionale di Studi Lost in Translation: testi e culture allo specchio. Workshop papers. Sassari, 17-18/12/2007 [http://lingue.uniss.it/annali]
Intervento al seminario dal titolo: Lost in translation. L'intervento si intitola: Paradox Lost in Translation. Tema: problemi della traduzione dal russo all'italiano. L'autore analizza il processo traduttivo
soffermandosi su un aspetto fondamentale ma spesso trascurato: il riconoscimento del valore di un testo. L'autore si avvale nell'intervento della propria esperienza come traduttrice delle opere di Olga Sedakova, iniziata alla fine degli anni Ottanta, quando la scrittrice russa era un autore di pubblicazioni clandestine, poeta di una opposizione che prese il nome di samizdat’
A case of tinea cruris of the amputation stump:an example of an immunocompromised district
Soothing with one's words: Positive doctor-patient communication modulates post-surgery pain and quality of physical activity in patients undergoing nail surgery
La Teoria costituzionale dopo lo "Stato di partiti"
La costituzione è fonte di norme. Da che è iniziata l’epoca delle costituzioni scritte questa affermazione ha un che di scontato. Poco importa che una costituzione sia posta da un’assemblea elettiva o concessa da un monarca su pressione delle rappresentanze popolari: l’intenzione di redigerne una si accompagna sempre alla volontà di farla valere come precetto di diritto.
E tuttavia, che la costituzione sia fonte di norme non significa che sia pure fonte di norme prevalenti rispetto a qualsiasi altra norma dell’ordinamento. La normatività di un testo costituzionale presuppone una differenza di grado tra la “forza di legge” e la “forza di costituzione” solo quando questa normatività intende manifestarsi comesuperiore.
Da dove deriva e quali effetti produce la superiorità delle norme costituzionali? Le condizioni della validità e prescrittività delle costituzioni democratico-pluraliste possono riassumersi in tre parole-chiave:connessione, incorporazioneeirradiamento.
L’espressione connessione evoca laVerbindungsthesedi Robert Alexy, cioè l’idea di un legame necessario tra diritto e morale. Nella costituzione si situa il punto di contatto tra l’ordinamento giuridico-positivo e le assunzioni etiche condivise socialmente. Il testo costituzionale è valido non già perché voluto e “portato” da un sovrano ma perché riposa su una “consuetudine di riconoscimento”; e le disposizioni costituzionali possono essere riconosciute consuetudinariamente come valide solo alla condizione di veicolare quelle esigenze di giustezza materiale che una società pluralista avverte come imprescindibili.
In virtù di questa connessione essenziale la costituzione incorpora principi di giustizia irriducibili alla categoria delle norme-regole. Questaincorporazione– la seconda parola-chiave – orienta in modo particolare l’operatività concreta della costituzione; e mostra come l’argomentazione di “diritto costituzionale” confluisca fatalmente nell’argomentazione morale pratica. Per il tramite dei “principi”, e delle pratiche di bilanciamento che li riguardano, il discorso giuridico disvela la propria appartenenza al discorso morale pratico.
La terza parola-chiave – l’irradiamento– segnala come l’applicazione dei principi costituzionali di giustizia, e il tipo particolare di ragionamento che li veicola, siirradinoper tutto il sistema, ad ogni livello. Penetrano a fondo nell’ordinamento, caratterizzando tutte le pratiche giuridiche che ivi si svolgono. L’irradiamento sottrae dunque specificità all’interpretazione costituzionale rispetto all’interpretazione giuridicatout court: l’argomentazione per principi non è più una prerogativa del giudice costituzionale, ma diventa un modo di delineare il fatto interpretativo che ormai accomuna tutti i giudici
Comunità e ruralità: i risultati deifocus groups
La tecnica delfocus groupè uno degli strumenti a
disposizione del ricercatore nel suo tentativo di ricostruzione
e di interpretazione dei fenomeni presi in esame. Quando
la ricerca non ha come unico scopo la rilevazione della frequenza
dei fenomeni ma - andando oltre la mera dimensione
quantitativa - tende alla loro comprensione, ovverosia
alla acquisizione sia del senso che delle implicazioni presenti
nei processi in atto, ecco che questa tecnica si rivela
uno strumento prezioso.L'analisi dei quattrofocus groupsrealizzati presso la
sede della Comunità Montana n. 8 Marghine-Planargia presenta
un quadro che dà conferma e sostanzia ulteriormente
le riflessioni presentate sia nel capitolo relativo ai colloqui in
profondità sia nel capitolo relativo agli incontri pubblici di
sensibilizzazione.L'immaginario relativo alla ruralità in Sardegna è ancora
fortemente debitore nei confronti di una visione dello sviluppo
che segue, come si è avuto modo di sottolineare in
precedenza, la scia delle riflessioni rostowiane. Da qui
un'immagine del mondo rurale che risulta quasi confinato in
una sorta di 'primitivismo', salvo che non si faccia promotore
al suo interno di rivoluzioni tecnologiche che lo portino
così all'interno della logica della razionalità capitalistica
M. Piane, C. Savio, A. Altigeri, R. Pusateri, F.Ferrari, N. Pasquale, M.T. Contestabile, L. Chessa
La coroideremia (CHM; MIM 303100) è una malattia a trasmissione X-linked recessiva, caratterizzata da
degenerazione progressiva della coroide, dell’epitelio retinico pigmentato e della retina nervosa.
Generalmente i maschi affetti sviluppano durante l'adolescenza cecità notturna seguita da progressiva
perdita della visione periferica nella seconda e terza decade di vita e restringimento progressivo del campo
visivo, che può portare negli anni a cecità totale. Le femmine portatrici generalmente presentano alterazioni
pigmentarie circoscritte a livello della periferia retinica, ma non danno visivo evidente . Il gene mutato in
questa patologia è CHM, localizzato in Xq21.2 e costituito da 15 esoni; codifica per REP-1 (Rab escort protein
1), una delle proteine coinvolte nelle modificazioni post-traduzionali delle proteine Rab, che regolano il
traffico intracellulare tra i vari compartimenti vescicolari della cellula. Le mutazioni finora descritte causano
l’assenza o la perdita di funzione di REP-1. Abbiamo identificato in unpaziente italiano con coroideremia una
nuova mutazione del gene
CHM, c.819+2T>A, che determina l’eliminazione dell’esone 6 durante il processo di maturazione dell’RNA
messaggero,. L’analisi di segregazione della mutazione nella famiglia ha permesso di identificare lo stato di
portatrice della madre e della sorella e di confermare il sospetto diagnostico di coroideremia in altri tre
familiari
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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