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    Inhabiting future frictions

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    Inhabiting Future Frictions è un libro che racconta l’esperienza pedagogica vissuta al corso (in inglese) Architecture, Society and Territory B della Laurea Magistrale Architecture for Sustainability (MASt) del Politecnico di Torino. Dal 2021, questo laboratorio di progettazione a scala urbana, territoriale e di paesaggio ha provato a ragionare criticamente sull’Antropocene attraverso una prospettiva spaziale e di progetto. In particolare, i quasi 200 studenti, che a gruppi hanno svolto progetti di ricerca che toccano le convergenze di estrattivismo (dei rapporti sociali, oltreché delle risorse ambientali), colonialismo ed ecologie complesse fra umano/non-umano, hanno cercato di rispondere ad una domanda centrale, ovvero: esiste un’architettura che non sia estrattiva, razzista e universalista

    Welfare. L’impresa membrana. Le medie imprese dell’Italia di Mezzo come soggetto intermedio

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    C’è un modo di fare impresa (produttiva, manifatturiera, ma anche agricola) dedicata al profitto, ma anche sociale o etica, che gioca un ruolo imprevisto sul piano dell’organizzazione della società e della realizzazione della democrazia. È un’impresa che sta a metà tra gli individui e le istituzioni, e che spesso si prende cura del territorio. Si tratta di una nuova forma di ibridazione tra produzione e welfare, in cui le forme e gli spazi dei servizi entrano all’interno dei recinti delle singole aziende, legandosi al concetto di responsabilità sociale d’impresa che, in modo sussidiario e spesso auto-organizzato, sposta funzioni assistenziali dal pubblico al privato, dalla città allo spazio industriale. “Corpo intermedio” pioniere che in situazioni fragili, ma talvolta anche in ecosistemi solidi, si sostituisce a organizzazioni e associazionismo per ripensare il modo in cui gli individui affrontano i propri bisogni, o il modo in cui partecipano alla vita civile. In dialogo con le istituzioni, le imprese presentate nel contributo hanno la forza di ripensare la città, aggregano soggetti e si fanno capofila di progetti. In un periodo di forti tagli delle risorse pubbliche e di profonda ridefinizione socio-demografica e occupazionale, le forme di secondo welfare, dunque, rappresentano, da un lato, un’opportunità per la riforma e la riqualificazione urbana; dall’altro, consentono di ampliare la dotazione di servizi, dando risposta a nuove e plurali domande sociali. Nei luoghi della crisi dell’economia distrettuale del nord Italia, nelle aree interne dell’Appennino, nei territori produttivi della Sicilia, ci sono imprese che realizzano un diverso modo di vivere insieme

    L’Italia di Mezzo dei territori distrettuali. Casi “estremi” di trasformazione.

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    Per riflettere sulle più recenti trasformazioni dei sistemi e dei territori manifatturieri italiani, si è ritenuto utile osservare in modo più ravvicinato e comparato alcuni casi “estremi” – o narrati come tali – di sistemi distrettuali: un caso di contrazione e crisi (Biella), un caso di successo e consolidamento (Sassuolo), un caso di profonda trasformazione e rispecializzazione (Prato). Cosa sta succedendo in e a questi territori? C’è ancora qualcosa che accomuna questi luoghi/sistemi? La categoria interpretativa originaria è dunque ancora valida? Infine, i territori distrettuali si caratterizzano ancora per una loro peculiarità o sono sempre più omologati tra loro? Quanto conta (se conta) il territorio – con la sua materialità e specificità – nei processi di sviluppo locale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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