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Prato. Città e produzione
Questo lavoro prova a capire come si riarticolino i rapporti tra città e produzione a Prato, luogo che è stato una vera e propria icona nelle teorie distrettualiste. Ovvero in che modo la produzione sia oggi ancora in grado di fare città. E, in seconda istanza, comprendere quale ruolo o peso abbia lo spazio nei processi di ristrutturazione della produzione di quello stesso sistema.
Due sono le ipotesi: la prima è che quelle forze economiche e sociali che avevano costituito uno speciale rapporto tra spazio, produzione e società e che avevano prodotto dal punto vista spaziale lo sviluppo territoriale fondato sulla crescita immobiliare e dal punto di vista sociale un modello legato al mercato, alla redistribuzione e al welfare abbiano oggi esaurito un ciclo.
La seconda è che sia tuttavia riconoscibile un nuovo ciclo, un modo di relazionarsi tra produzione e città che genera modelli di funzionamento diverso. Come a dire che i rapporti tra città e produzione sono ancora presenti e molto rilevanti, ma sono cambiati, ed è necessario osservarli per definire, in questo contesto, cosa sia città e cosa sia produzione
Un’urbanistica relazionale
The failure of contemporary Urbanism to cope with Climate Collapse has to do with its own approach to reality, which moves between imagination and the materialization of human landscapes. As an answer to this weakness, two major Urbanism trends are, on the one hand, the exasperation of a hyper-technological and geo-engineering attitude and, on the other, the reframing of the nature and city relation. A paradigm shift that confronts climate emergency on a both planetary and territorial level. The traces of nature-city paradigm shift are at least three, recounted in the essay through some cases and research: the end of production and the emergence of a pluriversal “industrial nature”; the ecological turn and the urgency of “greening” strategies for cities; the failure of the traditional idea of “nature” and the need to reformulate the territorial project. What emerges is the possibility of a Relational Urbanism, in which the focus is mainly on the ways in which human and non-human actors interact, and not only on the ancestral debate on human rights and social control. Far from being a green utopia, the relational dimension of the project imposes itself as a collective intellectual risk and a necessary ethical commitment
Polisemia e sperimentalismo dei territori intermedi
Il dibattito che si svolge da alcuni anni in Italia intorno al concetto di ‘territori intermedi’ è, prima che una questione accademica, un’occasione per la trasformazione sensibile di paradigmi, strumenti di governance, forme di lettura e interpretazione. e dei soggetti intermedi, con la presenza molecolare di rilevanti vivacità minori e associazionismi. Va in questa direzione il lavoro di Cristina Renzoni, Ianira Vassallo, Ettore Donadoni e Silvia Lanteri, Territori intermedi. Cuneo, un atlante interpretativo (2023)
Medial Territories
In medial territories, natural and built environment exist in fragile balance. The case–study demonstrates that maintaining such a tension over the years is an answer to deal with the Climate Change
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