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    A World of Small Objects: Probate Inventories, Pawns, and Domestic Life in Early Modern Venice

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    Dare a pegno oggetti di valore era fenomeno comune nelle società di età moderna, fenomeno comune a tutte le classi sociali per avere liquidità pronta o come mezzo di pagamento. L'assenza di prestatori su pegno ufficiali, come i Monti di Pietà, a Venezia aveva concentrato queste funzioni nei banchi del Ghetto. I banchieri di origine ebraica avevano il diritto di ricevere gli oggetti in pegno in cambio di una somma in contanti dietro il rilascio di una ricevuta. Le ricevute erano conservate con molta cura, poichè permettevano al debitore di recuperare il bene sottoposto al pegno, e venivano addirittura registrate negli inventari. L'articolo analizza questo tipo di ricevute, gli oggetti impegnati, e i loro possessori, rintracciati da un corpus di circa un migliaio di inventari redatti a Venezia tra il 1511 e il 1600

    A cosa serve una piazza mercantile? Il ruolo di Rialto

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    L'articolo analizza cosa si intenda per 'piazza mercantile' in età moderna, e, nel dettaglio, il ruolo informativo e istituzionale dell'area realtina durante la repubblica veneta

    Instabilità finanziaria e intervento pubblico: Venezia 1600-1630

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    Questo contributo propone un caso di studio sul rapporto tra crisi finanziarie e crisi monetarie attraverso un episodio verificatosi nel 1608 in uno degli ambienti finanziari più stabili e sviluppati della prima età moderna. Tra sedicesimo e diciassettesimo secolo si apre un periodo di crescente instabilità monetaria riflesso nelle quotazioni contrattate ogni tre mesi nelle fiere cambiarie di Bisenzone sotto controllo genovese. In sé questi tassi riguardano le lettere di cambio, tuttavia la larga diffusione a Venezia di questo strumento sia come mezzo di investimento sia come finanziamento alle attività produttive rende la contrattazione in fiera centrale per la determinazione del tasso di interesse applicato sulla piazza. Le autorità veneziane monitorano attentamente questi fenomeni. La loro attenzione è concentrata sull’aspetto monetario e sul costante sforzo per arginare l’inondazione di moneta di peso scarso e l’eccessiva rivalutazione delle monete d’oro, ma la consapevolezza del legame tra mercato monetario e finanziario è ben presente in tutti i documenti pubblici. Nel micro-caso preso in considerazione i provvedimenti ottengono un parziale successo sospendendo il rialzo dei tassi per quasi un paio d’anni. Tuttavia, il meccanismo di contrattazione usato dal governo prevede anche il dialogo con le parti direttamente interessate sul mercato – in questo caso, i rappresentanti delle principali “nazioni” interessate nel mercato cambiario a Venezia (cioè genovesi e fiorentini) e i sensali di cambio, una cerniera formale tra mercanti e investitori sul piano orizzontale, e un modo (per quanto impreciso, viste le possibilità di nascondere una parte dei contratti conclusi) per collegare la piazza e le autorità pubbliche sul piano verticale (i sensali erano obbligati a dichiarare i contratti). Questa capacità di collegare le istituzioni con gli attori economici, che percorre tutta la storia economica veneziana, è forse uno dei motivi che ne spiega la lunga resistenza al declino nel corso del diciassettesimo secolo.This contribution presents a case study on one of the stablest and most developed financial environments of early modern Europe, the Venetian Republic, in a challenging period of financial instability which found its roots in monetary speculation. This instability nevertheless did not give way to real episodes of crisis, thanks to the strict public control over Venetian financial market. Being monetary policy a major problem for pre-industrial governments, the reaction was prompt and accurate enough to deter more serious consequences, but was indeed put into practice in financial markets. The solid (and long-tested) financial environment that Venice enjoyed in the early 17th century – when the city was still a lively international hub, until the eve of the plague in 1631 – surely helped to cope with difficulties; this case, then, can also be assessed as a proof for the efficacy of Venetian financial policies. The case study refers to a single – but enough well documented – attempt to speculate on the value of gold coins in Venice. It is more appropriately a micro-case, since it took place (with the immediate reply of government) in the space of a few days in September 1608, but it represents the usual conduct on behalf of early modern Venetian government, creating a dialogue between the offices and the actors involved. This strategy proved successful and probably helps to explain the long resilience to decline in the 17th century

    Dinamiche finanziarie e monetarie tra centro e periferia nella Repubblica di Venezia

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    Il contributo descrive i rapporti finanziari intercorsi tra Venezia e Brescia e il suo territorio dopo l'annessione allo stato veneto agli inizi del XV secolo. Riassunte le dinamiche generali della politica veneziana in terraferma, attraverso l'uso di fonti parzialmente edite e della bibliografia attualmente a disposizione vengono analizzate le particolari dinamiche finanziarie e monetarie tra una capitale e una città molto importante del suo stato

    Florence at Venice. A Strozzi Company in Early Modern Venice

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    This contribution offers a case study related to one of the most important Florentine companies in Venice in the late sixteenth century. The several companies of this Strozzi branch in Venice were directed by Roberto di Camillo Strozzi, who issued companies also under his own name. As the Florentine commercial practice recalled, the Strozzi enterprises were “trading and banking” firms: the backbone of their activity remained the sale and the purchase of goods, but the backing offered by the participation the Strozzi family had in private banks in Florence gave the possibility of providing financial services (mainly through a widespread short-term instrument, the bill of exchange) to other firms in Venice. Financial activities indeed became increasingly more important for Strozzi companies in Venice, and when Roberto died in September 1615 they formed his main interest. After the death of Roberto, the companies were renewed under the management of his young nephew Carlo di Alessandro Strozzi, who let the business fail in 1622. The Strozzi companies disappeared from the Venetian scene after a failed agreement with the creditors and a sentence of banishment

    Nicolò Crasso

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    Biografia dell'avvocato e collezionista Nicolò Crasso (Venezia 1585-1656

    Grimani Calergi, collezione

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    Ricostruzione della collezione ospitata nel palazzo 'Non Nobis' che nel Seicento è di proprietà della famiglia Grimani Calergi

    Ottavio Tassis

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    Biografia del mercante e collezionista Ottavio Tassis (Venezia 1615-ante 1691
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