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"L'Angelo di fuoco" di V. Brjusov come testo interculturale
Lo scopo di questo lavoro consiste nel tentativo di proporre una nuova chiave di lettura del romanzo L’Angelo di fuoco di Valerij Brjusov. E’ possibile ipotizzare nel sottotesto un dialogo evidente e provocatorio dell’autore con Andrej Belyj (e di conseguenza con Vjač. Ivanov) circa la concezione della magia e delle posizioni più estreme del simbolismo fino a giungere alla derisione del concetto dell’Eterno Femminino.The purpose of this paper is to propose a new interpretation of Valery Bryusov’s novel Ognennyj Angel. It’s'possible to suppose that in the subtext the author establishes a clear and provocative dialogue with Andrej Belyj (and consequently with Vjač. Ivanov) about the idea of magic and about the Symbolism most extreme positions up to the mockery of the concept of the Eternal Feminine
Strategie onomastiche nei romanzi di F.M. Dostoevskij. L’evoluzione del ribelle
In questo lavoro si mette in luce il rapporto tra le
scelte onomastiche e l’evoluzione di una della figure centrali del romanzo dostoevskiano, il
ribelle.
Raskol’nikov è destinato a fallire e nel suo nome (“raskol’” significa “scisma”,
in russo) è racchiuso il terribile conflitto interiore attivato dal meccanismo del sottosuolo.
Il percorso del ribelle procede con figure come Kirillov, Nastasja Filippovna, Ippolit e
Stavrogin che indirizzano il malessere che li tormenta contro loro stessi, contro le proprie
debolezze, contraddizioni, pulsioni e passioni finché il più grande fra loro, Ivan Karamazov,
contesta violentemente Dio e il mondo, la sua creazione imperfetta: il fatto che Dostoevskij
abbia scelto proprio per questo personaggio l’antroponimo “Ivan” (“amato da Dio”) sembra
indicare l’intenzione dell’autore di unire in esso i poli opposti del suo eterno dilemma
sull’esistenza o meno di Dio
I “Nomi parlanti” delle città gogoliane e dei suoi abitanti: un cammino artistico tra carnevale e romanticismo grottesco.
Da Dikan’ka a Pietroburgo: il carnevale cede il passo al grottesco: un’ipotesi di lavoro
«Боже что за жизнь наша! Вечный раздор мечты с
существенностью!».In questa frase, fatta pronunciare da Nikolaj Gogol’ al suo infelice
personaggio Piskarev, uno dei protagonisti del racconto “La Prospettiva
Nevskij”, è racchiusa in sintesi la nuova visione del mondo dello scrittore,
una visione che si inserisce a metà strada tra la felice Ucraina degli esordi
letterari e la Russia amara e deprimente della maturità. A metà strada
dunque tra Dikan’ka e Pietroburgo.In questa sede si intende porre le basi per una nuova chiave di
lettura del celebre racconto gogoliano che, a nostro parere, può essere
interpretato come un significativo passo in avanti dello scrittore verso quel
grottesco che caratterizzerà la sua produzione matura e che segna un netto
contrasto con lo scanzonato, carnevalesco mondo di Dikan’ka
Ot Gogolja k Bachtinu
Nel celebre racconto gogoliano “La Prospettiva Nevskij” pare possibile individuare due diversi momenti del pensiero e dello sviluppo artistico dell’autore.
Nikolaj Gogol’ attraversa nella sua vita stadi narrativi differenti, passando dall’iniziale mondo giocoso e carnevalesco (in senso bachtiniano) delle Veglie alla Fattoria presso Dikan’ka, attraverso quel grottesco romantico (ancora in senso bachtiniano) che contraddistingue le sue opere mature e il cui apice verrà toccato da Le Anime Morte, fino al senso religioso degenerato in follia del suo ultimo triste periodo. “La Prospettiva Nevskij”, o meglio, le due vicende apparentemente distinte che compongono il racconto, possono essere ricondotte ai primi due momenti narrativi su descritti testimoniando in questo modo l’enorme importanza del racconto nel suo insieme visto come “il momento” di passaggio dal carnevalesco al grottesco romantico.In the famous Gogol’ story "Nevsky Prospekt" it seems possible to identify two different moments of the author’s thought and artistic development
Nikolaj Gogol’ goes through different narrative stages in his life, passing from the initial playful and carnivalesque world (in the bakhtinian sense) of the Vecera na chutore bliz Dikan’ki through the romantic grotesque (Bakhtin still in effect) that marks his mature works, and the culmination of which is representes by the Mertvye dushi, up to the religious sense degenerated into madness of his last sad period. "The Nevsky Prospekt", or rather, the two apparently distinct events that make up the story, can be traced to the first two moments of narrative above described witnessing in this way the enormous importance of the story as a whole viewed as the "moment" of passage by the carnivalesque grotesque romance
"Introduzione" a Olesya Romanko (A cura di) Luigi Canepa, dalla Russia, chiacchierate di un filarmonico
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