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Rete Sismica Permanente dell'Osservatorio Vesuviano - Relazione sull'attività svolta nell'anno 2000
Nel corso del 2000 le attività di monitoraggio sismologico dell’Osservatorio Vesuviano hanno subito una profonda ristrutturazione che ha comportato l’unificazione delle singole reti operanti sulle aree vulcaniche ed a scala regionale in un’unica Rete Sismica Permanente. Tale iniziativa è stata intrapresa per garantire l’ottimale coordinamento delle attività di servizio e per migliorare e standardizzare i criteri di installazione delle singole stazioni sismiche.Osservatorio VesuvianoPublished1.4. TTC - Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attiveope
Rete Sismica Permanente dell'Osservatorio Vesuviano - Relazione sull'attività svolta nell'anno 2000
Nel corso del 2000 le attività di monitoraggio sismologico dell’Osservatorio Vesuviano hanno subito una profonda ristrutturazione che ha comportato l’unificazione delle singole reti operanti sulle aree vulcaniche ed a scala regionale in un’unica Rete Sismica Permanente. Tale iniziativa è stata intrapresa per garantire l’ottimale coordinamento delle attività di servizio e per migliorare e standardizzare i criteri di installazione delle singole stazioni sismiche.Osservatorio VesuvianoPublished1.4. TTC - Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attiveope
Rapporto sullo stato della Rete Sismica Permanente dell'Osservatorio Vesuviano-INGV e della sua evoluzione nel periodo 2000-2005
Questo rapporto vuole descrivere l’attività svolta dal gruppo di lavoro incaricato della gestione e manutenzione della Rete Sismica Permanente (analogica ed a larga banda) dell’Osservatorio Vesuviano-INGV (OV-INGV) da me coordinato nel periodo 2000-2005 per la parte relativa alle stazioni remote ed al sistema di ricezione centralizzato. In esso sono sinteticamente riportate anche le attività svolte negli anni 2000 e 2003 e già oggetto di precedenti rapporti (Castellano, 2001; Castellano, 2004).
Il gruppo di lavoro ha subito delle modifiche nel tempo, determinate dall’assunzione di nuovo personale e dal passaggio di ruolo di altri. In definitiva, oltre il sottoscritto, è stato costituito da Marco Capello, Ciro Buonocunto ed Antonio Caputo, a cui va aggiunto, per il periodo iniziale, Mario La Rocca. Comunque, in caso di necessità, tutto il personale afferente all’U.F. “Centro di Monitoraggio” ha dato sempre un eccellente contributo alle operazioni di gestione della Rete Sismica Permanente.
L’esigenza di un rendiconto scaturisce dalla convinzione che, dopo circa sei anni di intensa attività, si possa considerare concluso un ciclo e che siano state gettate le basi per procedere ad un ulteriore potenziamento della Rete Sismica Permanente, con un marcato sviluppo tecnologico dei sistemi di rilevamento ed acquisizione, al fine di incrementarne la dinamica ed il potere di risoluzione nell’ambito di un progetto che garantisca la totale affidabilità dell’intero Sistema di Monitoraggio.Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio VesuvianoPublished1.4. TTC - Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attiveope
Rapporto sullo stato della Rete Sismica Permanente dell'Osservatorio Vesuviano-INGV e della sua evoluzione nel periodo 2000-2005
Questo rapporto vuole descrivere l’attività svolta dal gruppo di lavoro incaricato della gestione e manutenzione della Rete Sismica Permanente (analogica ed a larga banda) dell’Osservatorio Vesuviano-INGV (OV-INGV) da me coordinato nel periodo 2000-2005 per la parte relativa alle stazioni remote ed al sistema di ricezione centralizzato. In esso sono sinteticamente riportate anche le attività svolte negli anni 2000 e 2003 e già oggetto di precedenti rapporti (Castellano, 2001; Castellano, 2004).
Il gruppo di lavoro ha subito delle modifiche nel tempo, determinate dall’assunzione di nuovo personale e dal passaggio di ruolo di altri. In definitiva, oltre il sottoscritto, è stato costituito da Marco Capello, Ciro Buonocunto ed Antonio Caputo, a cui va aggiunto, per il periodo iniziale, Mario La Rocca. Comunque, in caso di necessità, tutto il personale afferente all’U.F. “Centro di Monitoraggio” ha dato sempre un eccellente contributo alle operazioni di gestione della Rete Sismica Permanente.
L’esigenza di un rendiconto scaturisce dalla convinzione che, dopo circa sei anni di intensa attività, si possa considerare concluso un ciclo e che siano state gettate le basi per procedere ad un ulteriore potenziamento della Rete Sismica Permanente, con un marcato sviluppo tecnologico dei sistemi di rilevamento ed acquisizione, al fine di incrementarne la dinamica ed il potere di risoluzione nell’ambito di un progetto che garantisca la totale affidabilità dell’intero Sistema di Monitoraggio.Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio VesuvianoPublished1.4. TTC - Sorveglianza sismologica delle aree vulcaniche attiveope
Novel human pathological mutations. Gene symbol: VHL. Disease: Von Hippel-Lindau syndrome
An Applied Study on the Debris Recycling in Tunnelling
Problem statement: A simple calculation has shown what the impact of muck created during the construction of a hypothetical 50 km long and 100 m2 cross section tunnel could be on the environment: around 8 million cubic meters would have to be discharged as waste material. One solution to such a problem could be to recycle (almost a part) the earth material, that is, the muck and debris that are excavated from the tunnel face. Approach: In order to verify the possibility of using some different breakers from the ones used in the handling plant on the studied tunnel-access, some tests were performed in the DITAG laboratory at the Politecnico DI Torino. Results and Conclusion: Different cut dimensions were considered in the recycling of the muck material from the tunnel excavation using TBMs. The obtained material, mixed with natural sands and gravels according to various hypotheses, corresponds to the dimensional requirements for the shotcrete and concrete aggregates. The optimal solution should be the mixture of the best fines produced by TBM, the products of the broken rock and some percentage of natural sands and gravels. The final choice will depend on economic factors and obviously also on the particular features in the work sites
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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