170,017 research outputs found
Il legname di castagno per uso strutturale
Il lavoro presenta il quadro aggiornato dell’evoluzione normativa in atto nel settore del legno strutturale, con particolare riferimento alla travatura di castagno che in Italia trova ampio spazio negli impieghi di carpenteria.
In questo ambito vengono evidenziate le peculiarità degli assortimenti in legno massiccio, i risultati finora acquisiti a seguito di una serie di iniziative di supporto all’adeguamento normativo finalizzato alla loro marcatura CE e le prospettive che si delineano per gli operatori del comparto
Il Progetto speciale castagno
La gestione fitosanitaria del castagno è divenuta ancora più complessa a causa del processo invasivo del cinipide galligeno del castagno Dryocosmus kuriphilus e dell’emergenza causata da Gnomoniopsis castaneae. La riduzione dei principi attivi utilizzabili nell’ecosistema, dettata anche dalla necessità di tutelare il parassitoide Torymus sinensis, ha reso inoltre ancora più evidenti i problemi fitosanitari causati da cidie e balanino. Questi fitofagi, infatti, in alcune annate e spesso in corrispondenza di anni di scarica, determinano ancora danni ingenti.
Nel 2018, grazie ad un finanziamento regionale ed in accordo con gli operatori della filiera, è partito un progetto per migliorare diversi aspetti della gestione dei castagneti e per valutare nuove modalità di controllo dei fitofagi più rispettose dell’ambiente. Il progetto è stato concepito quando l’attività di controllo di T. sinensis non aveva ancora raggiunto un livello adeguato in tutte le zone castanicole campane.
Le attività di ricerca prefiggevano i seguenti scopi:
A) Individuazione di accessioni varietali di castagno esprimenti resistenza/tolleranza al cinipide galligeno e valutazione delle loro caratteristiche morfologiche, agronomiche e tecnologiche;
B) Caratterizzazione del tipo di resistenza al cinipide, confronto del livello di resistenza tra le diverse accessioni;
C) Valutazione dell’acclimatamento del parassitoide Torymus sinensis;
D) Valutazione dell’eventuale espressione di resistenza/tolleranza a Gnomoniopsis castaneae degli ecotipi già risultati resistenti a D. kuriphilus e dell’efficacia dei trattamenti fungicidi su piante suscettibili;
E) Il controllo sostenibile degli insetti delle castagne (cidie e balanino);
F) Ottimizzazione del blend feromonico per la cattura-confusione di Cydia fagiglandana e C. splendana.
G) Creazione di etichetta narrante e QR code: linee guida per l’implementazione di strategie di valorizzazione per la filiera castanicola
Indagini sulla coltura in vitro di alcuni genotipi di castagno cinese (C. mollissima Blume) : Atti Convegno Nazionale sul Castagno
Indagini sulla coltura in vitro di alcuni genotipi di castagno cinese (C. Mollissima Blume)
Valutazione della somministrazione orale di tannini di castagno in vitelli affetti da diarrea neonatale
I tannini sono conosciuti per le loro proprietà astringenti e antiinfiammatorie a livello del tratto gastorenterico. Lo scopo di questo studio è stato valutare l’effetto della somministrazione orale di tannini di castagno (Castanea sativa) in vitelli affetti da diarrea. Sono stati inclusi nello studio ventiquattro vitelli di razza Frisona italiana affetti da diarrea (fecal score ≥1). I soggetti sono stati suddivisi in un gruppo di controllo (C), che ha ricevuto una compressa di Effydral® in 2L di acqua tiepida, e un gruppo tannini (T), che ha ricevuto una compressa di Effydral® e 10g di polvere di tannini di castagno in 2l di acqua tiepida e la durata della diarrea è stata raccolta. È stato eseguito il test di Tukey per verificare le differenze nella durata dell’episodio diarroico nei due gruppi.
La durata della diarrea è stata di 10.5±3.5 giorni per il gruppo C e 6.4 ± 3.9 giorni per il gruppo T. Sono state riscontrate differenze statisticamente significative tra i due gruppi (p=0.01).
La somministrazione di tannini di castagno in vitelli affetti da diarrea è sembrata capace di ridurre la durata dell’episodio diarroico nel gruppo T rispetto al gruppo C di circa 4 giorni, suggerendo un’effettiva azione astringente dei tannini di castagno nel vitello, come riportato nell’uomo. L’uso dei tannini di castagno nei vitelli potrebbe rappresentare un trattamento a basso costo e a basso impatto ambientale della diarrea
Carbonate system data tracing freshwater inflow into the Ross Sea through the eastern gate and along the Ross Ice Shelf (Antarctica)
The eastern Ross Sea is a key area to understand the role of the Amundsen Sea inflow of freshwater that can influence the Ross Sea water properties and salt budget. A survey was carried out in the eastern Ross Sea during the austral summer 2019-20 to evaluate the contribution of the Amundsen Sea Water (ASW) to the salinity variability. A total of 248 seawater samples were collected f\or the analysis of total alkalinity (A(T)) and pH. The data collected were used together with temperature and salinity to obtain a full description of the carbonate system properties including total inorganic carbon (C-T), CO2 partial pressure (pCO(2)), calcium carbonate saturation state of aragonite and calcite (ohm), and Revelle factor. Moreover, we estimated the anthropogenic carbon (C-ant) throughout the TrOCA method to better understand the carbon cycle, also considering the effect of atmospheric CO2 uptake on ocean acidification. We used principal component analysis (PCA) to investigate the major controls on the carbonate system parameters with the aim of defining their sensitivity as chemical tracers. The changes in carbonate chemistry in surface waters were mainly due to the physical properties. A(T) and pH traced the entry of the ASW showing limited mixing between water masses on the shelf area. Shelf waters were enriched in C-ant, which resulted lower than the estimated value for shelf waters produced in western Ross Sea
Life strategy of Antarctic silverfish promote large carbon export in Terra Nova Bay, Ross Sea
Antarctic silverfish Pleuragramma antarcticum is the most abundant pelagic fish in the High Antarctic shelf waters of the Southern Ocean, where it plays a pivotal role in the trophic web as the major link between lower and higher trophic levels. Despite the ecological importance of this species, knowledge about its role in the biogeochemical cycle is poor. We determine the seasonal contribution of Antarctic silverfish to carbon flux in terms of faeces and eggs, from samples collected in the Ross Sea. We find that eggs and faeces production generate a flux accounting for 41% of annual POC flux and that the variability of this flux is modulated by spawning strategy. This study shows the important role of this organism as a vector for carbon flux. Since Antarctic silverfish are strongly dependent on sea-ice, they might be especially sensitive to climatic changes. Our results suggest that a potential decrease in the biomass of this organism is likely to impact marine biogeochemical cycles, and this should be factored in when assessing Southern Ocean carbon budget. A study focused on the Ross Sea found that sinking of Antarctic silverfish eggs and faeces promotes the biological carbon pump contributing to a large amount of the annual carbon export
Assemblaggio del genoma di castagno (C.sativa) e sviluppo di un array di genotipizzazione ad alta densità
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