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    L’integrazione e la qualità dei sistemi informativi aziendali: prospettive di analisi

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    Il contributo affronta il tema della qualità dei sistemi informativi aziendali, con particolare riferimento al ruolo che l’integrazione fra sistemi informativi e altri applicativi può giocare nel favorire tale qualità. Come risulta dalla letteratura, il tema dell’integrazione dei sistemi informativi è molto frequentemente associato ai sistemi di Enterprise Resource Planning (ERP), sistemi transazionali che conservano e gestiscono i dati aziendali, e ai sistemi di Business Intelligence (BI), preposti all’elaborazione dei dati al fine di produrre informazioni per il management e supportare le decisioni. L’integrazione fra sistemi ERP e sistemi di BI costituisce il tema principale del presente studio, che mira a proporre, attraverso una revisione della letteratura, un insieme di proposizioni e linee di ricerca da intraprendere sugli aspetti del tema ritenuti più critici. L’analisi viene condotta anche alla luce dell’evoluzione temporale e tecnologica dei sistemi ERP, che testimonia un crescente livello di integrazione fra questi ultimi e altri applicativi. Inoltre, l’analisi esamina i principali studi sulla qualità dei sistemi informativi, sui fattori che possono influenzarla, sui possibili impatti che l’integrazione potrebbe avere sui livelli di qualità dei sistemi informativi. Data la sempre più elevata importanza strategica che viene riconosciuta dalle aziende alla propria struttura IT e alla qualità dei sistemi informativi aziendali, viene affrontato anche il tema inerente alla governance dell’Information Technology (IT), ossia al nucleo di responsabilità che persegue l’obiettivo di mantenere un livello di qualità dei sistemi informativi e tecnico-informatici adeguato alle esigenze aziendali. A valle di questa disamina, le linee di ricerca proposte dal presente studio attengono alla possibilità che l'integrazione fra sistemi ERP e sistemi di BI sia positivamente correlata al vantaggio competitivo dell’azienda; che gli studi sui fattori critici di successo per l'implementazione di un sistema ERP debbano essere aggiornati anche alla luce del paradigma Industria 4.0; che l’allineamento fra il sistema informativo e il modello di business sia correlato alla qualità del sistema informativo e di conseguenza alla performance economico-finanziaria dell’azienda; che l'integrazione fra ERP, BI e altre applicazioni stand-alone sia un importante fattore chiave da considerare nel quadro delle politiche di IT governance

    Corporate Governance and Company Performance in Italy: Corporate Law and Regulation Perspective

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    This paper proposes an extensive analysis of corporate governance and corporate board practices in Italy, under different perspectives. First of all, through a literature review, the research aims to analyze the main effects of laws and regulations on corporate board practices in the Italian setting by taking into account the most important corporate board models in different types of companies. This study also highlights the different functions and responsibilities assigned to the boards, bodies and boards’ members, according to the governance system implemented – classic/traditional, dualistic, monistic. For each of these systems, the main issues are presented and the most important critical points are illustrated. Regarding the functions and the responsibility of the board members, the link between the board governance and company performance is discussed on the basis of the main literature, as well as the laws concerning the participation of women to the boards’ activities. Furthermore, the effects of gender diversity on company performance is analysed taking into account the main studies on this topic. Finally, the paper presents some conclusions and future research areas on the aforementioned topics: it proposes future empirical analysis on the effects that different governance systems, different board compositions and different roles of directors, as required by the law, may have on the performance of listed/unlisted companies and on family/non-family companies

    Riflessioni sul concetto di integrazione nei sistemi informativi aziendali

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    In questo lavoro, si intendono proporre spunti di analisi economico-aziendale attorno al concetto di integrazione, con particolare riferimento alle sue possibili applicazioni nell’ambito dei sistemi informativi aziendali. Gran parte degli spunti offerti a questa analisi derivano da una personale interpretazione e rilettura, da parte del sottoscritto, dei lavori pubblicati dal Professor Luciano Marchi, i quali, assieme agli stimoli da lui ricevuti nelle occasioni di confronto personale, hanno contribuito in maniera rilevante al percorso di crescita, come studioso, di chi scrive. Il presente scritto è pertanto da intendersi anche come omaggio e ringraziamento ad una delle figure accademiche che, con la sua attività scientifica, ha maggiormente influenzato negli ultimi decenni, e sta tuttora influenzando, il lavoro degli studiosi di materie economico-aziendali. Con riferimento al concetto di integrazione, il vocabolario Treccani propone la seguente definizione: “In senso generico, il fatto di integrare, di rendere intero, pieno, perfetto ciò che è incompleto o insufficiente a un determinato scopo, aggiungendo quanto è necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni” 1. Sempre Treccani fornisce, nella sua enciclopedia online, questa ulteriore descrizione del termine, quando viene riferito al campo dell’economia: “Avvicinamento, coordinamento o anche fusione di sistemi economici separati, al fine di raggiungere vantaggi quali la razionalità nell’uso dei fattori produttivi, il coordinamento delle informazioni e delle scelte, l’abbattimento degli ostacoli agli scambi ecc.” 2. Al centro del concetto letterale di integrazione, si situa dunque la ricerca di pienezza e/o perfezione, al fine di perseguire determinati scopi, fra cui un utilizzo razionale delle risorse ed un efficace coordinamento dei sistemi di informazioni e delle scelte ad essi legate. Appare pertanto evidente come il concetto di integrazione non possa che essere uno dei cardini degli studi economico-aziendali, che, fin dalle opere realizzate dal Maestro Gino Zappa (1927, 1937), proseguendo poi con i contributi forniti da altri importanti studiosi quali Amaduzzi (1953), Bertini (1977), Caramiello (1986), Ferrero (1980), Masini (1970), Onida (1960) e Riparbelli (1946) – per citarne solo alcuni – hanno messo in luce il carattere sistemico dell’azienda e la necessità di un approccio di studio olistico alla stessa, capace di analizzarla, nei suoi caratteri di apertura, complessità, finalizzazione, dinamicità, mutabilità, socialità e strumentalità, al modo di un fenomeno unitario. Come già evidenziato, la peculiare natura del concetto di integrazione trova terreno particolarmente fertile quando applicata ai sistemi di analisi delle informazioni e delle decisioni connessi al percorso di raccolta, classificazione, elaborazione e interpretazione delle informazioni stesse, percorso delineato e ben descritto da Marchi in una delle sue più rilevanti opere (Marchi, 1993). Sempre all’interno di tale lavoro, viene sottolineato il duplice carattere di destinazione interna ed esterna dei sistemi informativi stessi. Per quanto riguarda la prima, si è di fronte alla funzione dei sistemi informativi per il supporto ai controlli interni ed ai processi decisionali. Con riferimento alla seconda, trattasi delle operazioni di rendicontazione e comunicazione verso gli stakeholder esterni. Questa duplice prospettiva di analisi riferita ai sistemi informativi può essere applicata anche all’analisi del concetto di integrazione (Marchi, 2013). Da una parte, infatti, esso può essere considerato nel senso di “aggiunta”, quando si consideri l’utilizzo di sistemi di raccolta delle informazioni che si pongono lo scopo di accrescere il flusso di dati disponibili rispetto ai tradizionali sistemi di contabilità. Si fa riferimento in questo caso agli strumenti che sono stati definiti di “misurazione delle performance”, la cui prospettiva di integrazione, nel senso di aggiunta, applicabile in prima istanza per le finalità di natura interna dei sistemi informativi, nell’ottica di favorire lo sviluppo di un “quadro di controllo” (Marchi, Quagli, 1997), sarà analizzata nel secondo paragrafo di questo lavoro. Dall’altra parte, l’integrazione può essere intesa anche come una “fusione” o una “incorporazione”, elemento che viene ad emergere in particolare nell’ambito della destinazione esterna dei sistemi informativi, quando ai tradizionali strumenti di contabilità economico-patrimoniale (Marchi, 2017) vengono associate le informazioni di natura extra-contabile (o non-finanziaria, come spesso viene detto, in maniera in parte impropria, a causa di una non perfetta traduzione dall’inglese). Un esempio particolarmente rilevante di questa casistica, che sarà oggetto di trattazione del terzo paragrafo, si ha nello sviluppo del bilancio (o reporting) integrato, che ha assunto particolare importanza negli ultimi anni. Prima di proseguire con i seguenti paragrafi, appare utile notare fin d’ora che, come brillantemente rilevato dal Professor Marchi (2011), nella configurazione di un sistema informativo efficace, si debba realizzare in ogni caso una necessaria integrazione (termine dunque nuovamente ricorrente) fra la destinazione interna e quella esterna, dal punto di vista sia informativo che decisionale, su tre prospettive differenti ma al tempo stesso complementari, di natura rispettivamente informativa, informativo-gestionale ed organizzativa (Marchi, 2011, pp. 6-7), integrazione applicabile sia a livello di singole realtà aziendali, sia in ottica di rete (Mancini, 1999). All’analisi conclusiva di questa forma di integrazione, che si potrebbe definire “di secondo livello” rispetto alle due forme trattate in precedenza, sarà dedicato il quarto ed ultimo paragrafo, dove i fenomeni aziendali descritti in questo lavoro saranno osservati alla luce delle possibili prospettive di evoluzione, tenendo conto, in particolare, dei processi in corso di sempre più spinta digitalizzazione dei sistemi informativi, nonché dell’avvento dei sistemi di gestione dei big data e dell’intelligenza artificiale, tutti fenomeni della cui osservazione il Professor Marchi può essere ritenuto a buon titolo un precursore, per via dei suoi studi in materia di gestione informatica a supporto dei processi decisionali aziendali (Marchi, 1997; Marchi, Mancini, 2009)

    La digitalizzazione dei sistemi informativi a supporto della comunicazione aziendale

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    Il presente studio esamina il grado di soddisfazione espresso da un campione di manager italiani sulla qualità del sistema informativo, a diversi livelli di integrazione e digitalizzazione. I risultati suggeriscono che una maggiore integrazione dei sistemi informativi ha effetti positivi sulla qualità della comunicazione, del supporto decisionale e del sistema informativo

    Management discussion and analysis: a tone analysis on US financial listed companies

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    Purpose – The purpose of this paper is to investigate whether financial companies of the USA are inclined to manipulate the management discussion and analysis (MD&A) tone and thus to follow impression management behaviours. Also, the paper proposes a tone analysis of MD&As conducted by comparing the tone of MD&As of one year with financial conditions of the same year and the next. Design/methodology/approach – The tone analysis is conducted on two sub-samples of US-listed financial companies, unhealthy firms and healthy firms, which experienced different financial conditions between 2002 and 2011. Findings – With regard to healthy firms, MD&A tone is useful to explain the current year’s performance and helps to predict next year performance, whereas, with reference to unhealthy companies, managers use the tone to pursue impression management strategies, by using more positive words and more future-oriented words than healthy companies. Research limitations/implications – This study analyses the correlation between MD&A tone at time t and financial performance at time t and t+1, it does not investigate other time spans. The empirical results of this study cannot be generalized to other countries. Practical implications – Main implications are addressed to regulators and policy makers, which may contrast impression management through a more effective regulation. Another implication regards investors, who cannot fully rely on MD&As of unhealthy companies. Originality/value – This study analyses financial companies, rather neglected by the literature on MD&A tone. Results suggest that financial firms are also inclined to engage in impression management. This research would be useful for investors who base their decisions on qualitative analysis, interested in understanding to what extent the MD&A narratives are reliable

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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