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    Use of beneficial bacteria Azospirillum brasilense Sp245 on grapevine rootstocks grafted with 'Sangiovese'

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    Azospirillum brasilense Sp245, a well-known PGPR (plant growth-promoting rhizobacteria), was examined in order to evaluate the effects on nursery propagation. In addition the aim was to test the ability of the inoculated bacterium to improve the rooting parameters of some rootstocks that do not easily root through conventional techniques. Nine rootstocks were tested in a conventional nursery, while two rootstocks were tested in organic nursery: V. berlandieri × V. riparia 420A, 161-49, 157-11, SO4; V. berlandieri × V. rupestris 140Ru, 775P, 1103P; V. riparia × V. rupestris 101-14, 3309C. The quality of the root system was improved in terms of the number of roots, root architecture and the total biomass of vines produced in the organic nursery, while in the conventional nursery the results depended on the rootstock. The results suggest that further study is needed for a better comprehension of the mode of action and to establish how PGPR could be used for the sustainable production of grapevine plants

    Relazione tra sopravvivenza e trattamento con Azospirillum brasilense Sp245 in Vitis vinifera L.

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    1. Ipotesi Il trattamento a base del batterio promotore della crescita (PGPR) Azospirillum brasilense Sp245 induce una maggior resistenza a fattori di stress abiotici e di conseguenza le piante trattate presentano un tasso di sopravvivenza più favorevole rispetto alle piante non trattate 2. Materiali e Metodi Sono state eseguite prove di crescita su giovani piante di cv Colorino innestate su portinnesti 420A e 157/11 e sottoposte a trattamenti a base di Azospirillum brasilense Sp245. Sono state inoltre effettuate prove sperimentali in vivaio somministrando il batterio durante la fase d'idratazione pre-innesto. 3. Risultati I risultati ottenuti evidenziano un effetto positivo del trattamento sull’attività vegetativa, inducendo un aumento significativo della sostanza secca. Di particolare rilievo sono stati gli esiti a seguito di un severo stress idrico: le piante a cui era stato somministrato A. brasilense Sp245 hanno avuto un ottimo tasso di sopravvivenza. L’analisi dei parametri chimici hanno rivelato che il trattamento con Azospirillum ha migliorato il contenuto in fenoli totali, ferro, fosforo e potassio. 4. Principali conclusioni Azospirillum brasilense Sp245 è capace di migliorare le performance delle piante di vite cv. Colorino, con un effetto stimolante sullo sviluppo vegetativo. L’effetto positivo del trattamento induce a considerare la batterizzazione con Azospirillum come strumento per migliorare lo stato fisiologico e la tolleranza delle viti agli stress abiotici. L'approfondimento delle conoscenze anche su aspetti applicativi del rapporto tra pianta e PGPR è motivato dal crescente interesse del mercato per materiale di propagazione ottenuto con tecniche biocompatibili, nell’ottica di una viticoltura indirizzata a coltivazioni ecosostenibili

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Valorizzazione della vinificazione in aziende orientate alla vitivinicoltura biodinamica

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    Il concetto di vino “naturale” potrebbe apparire un richiamo evocativo al vino del passato. Durante i secoli, la tecnologia ha permesso agli enologi di produrre vini con il pieno controllo della vinificazione, coadiuvato dall’aggiunta di componenti esogene, additivi e microrganismi. I moderni “vini naturali”, pur riferendosi a un concetto di semplicità, rendono evidente l’importanza della conoscenza profonda del processo di vinificazione e dei suoi artefici, per ottenere prodotti di qualità in assenza di operazioni invasive e aggiunte estranee alla materia prima offerta dal vigneto. L’impiego della fermentazione spontanea è alla base della produzione di vini con uno spiccato legame con il territorio, grazie all’intervento del microbiota complessivo del vigneto, delle uve e dell’ambiente di cantina. Nelle prime fasi della vinificazione diverse specie e ceppi competono nello stesso mosto per lasciare in seguito spazio ai lieviti del genere Saccharomyces i quali, generalmente, prendono il sopravvento portando a compimento il processo. Anche nell’ambito della specie Saccharomyces cerevisiae si susseguono diversi ceppi nel tempo e nelle vendemmie. Lo scopo del presente lavoro è stato lo studio della diversità di lieviti S. cerevisiae isolati in aziende biodinamiche in Toscana in diverse vendemmie dal 2009 al 2013. Nel 2009 furono identificati circa duecento isolati provenienti da due aziende biodinamiche, tra i quali si distinsero per le loro caratteristiche tredici ceppi di S. cerevisiae. Alcuni dei biotipi identificati nel 2009 e 2010 sono stati ritrovati nel 2013, dimostrando una certa stabilità nel microbiota aziendale, non in completo accordo con altri studi. Alcuni dei ceppi identificati sono stati utilizzati a confronto con fermentazioni spontanee aziendali per valutarne gli effetti sulle caratteristiche sensoriali del vino prodotto e considerarne l’eventuale impiego in soccorso a fermentazioni problematiche
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