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    PERFORATING HISTORY. PRESENCE, STORYTELLING, TESTIMONY AND THEATRE IN “KAZAKHSTAN BODENPROBE” BY RIMINI PROTOKOLL

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    The article analyses performance by Stefan Kaegi (Rimini Protokoll) Bodenprobe Kasachstan. By putting ordinary people on stage, not professional actors (so-called “experts”), the Rimini Protokoll art collective creates performances in which reality invades the theatre and narrative structured as monologues takes precedence over dialogue. Stefan Kaegi’s Bodenprobe Kasachstan (2011) explores the theme of the migrations of people (and the parallel migration of oil through the Kazakh steppe) during the twenthieth century: five experts on stage recount fragments of their personal history, their narrative monologues being accompanied by projections of videos, photographs and other iconographic documents. Politics, the economy, and war have shaped the experts’ lives. The creative process is collective and collaborative: the experts have an active role and discuss with the dramaturg and the director. So in this type of performance, the notion of the author is complicated and open. The customary mechanism of representation and interpretation give way to the performative dynamic of presence. The audience is personally involved in grasping the meaning of the difficult balance between authenticity and representation

    Le feste e il teatro all'Isola Bella: allegrezze familiari e immagine politica della famiglia Borromeo fra Sei e Settecento

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    The essay studies festivals and theatre supported by the noble family Borromeo in the palace of Isola Bella (Lago Maggiore) from 1652 to the XVIIIth century. Naval festivals and naumachie were arranged on the occasion of family weddings during the second half of the XVIIth century. Since 1664 Count Vitaliano Borromeo organized also theatrical spectacles, intermedi, intermezzi, particularly operas, both in the gardens and in the palace, in honour of aristocratic guests. Some of the operas were produced in Lombardy (librettos by Carlo Maria Maggi, the most famous poet of the century in Milan), some were brought to the island from Rome. In 1666 a theatre with palchetti was built next to the palace. During the XVIIIth century the tradition of visits and spectacles in the Isola Bella continued: comedies and puppet theatre became the most appreciated genres to be stage

    Comici, Febiarmonici e gesuiti a Milano: intrecci e contaminazioni. Problemi della circolazione delle opere di Francesco Cavalli

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    Il saggio studia, sulla base di documenti inediti, i primi spettacoli operistici rappresentati a Milano intorno alla metà del XVII secolo e analizza le forme di circolazione delle troupes di cantanti, modellate sull'esperienza delle compagnie di comici dell'arte. Milano si conferma piazza teatrale con un profilo misto fra la gestione impresariale e l'opera di tipo cortigiano. Si analizzano le opere proposte da Benedetto Ferrari nella seconda metà degli anni Quaranta e la circolazione delle opere di Francesco Cavalli che furono in particolare proposte da troupes operistiche come i Febiarmonici. Il saggio propone in appendice la trascrizione delle annotazioni manoscritte rinvenute su una copia del libretto de L'Orione, conservata presso la biblioteca privata Sormani Andreani Verri

    «L'Università come Dramaturg». Prova di lavoro

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    Il saggio illustra la modalità con cui è stato strutturato il progetto di collaborazione fra Università Cattolica e CTB - Teatro Stabile di Brescia, dedicato alla messa in scena del testo Alcesti o La recita dell'esilio di Giovanni Raboni con la regia di Cesare Lievi. L'occasione pratica si è trasformata nella possibilità di riflettere sul ruolo del Dramaturg, presente nei teatri di area tedesca, e normalmente assente nel sistema delle professioni teatrali in Italia

    Nota ai testi e Avvertenze a Festa, rito e teatro nella «gran città di Milano» nel Settecento, Catalogo della mostra a cura di Francesca Barbieri, Roberta Carpani, Alessandra Mignatti, Milano, Pinacoteca Ambrosiana, 23 novembre 2009- 28 febbraio 2010, «Studia Borromaica», 24 (2010)

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    La mostra Festa, rito e teatro nella «gran città di Milano» nel Settecento e il relativo catalogo sono il frutto di una ricerca, svolta a partire dalla ricca raccolta di incisioni della Biblioteca Ambrosiana. Nell’introdurre il catalogo le autrici delle schede, responsabili anche della ricerca iconografica, espongono l’intento della mostra: ricostruire vari aspetti della teatralità milanese del Settecento, con particolare riguardo alla scenografia. Precisano altresì i criteri di selezione del materiale e di organizzazione delle sezioni, nonché le fonti documentarie usate. Evidenziano come la descrizione e l’analisi del materiale iconografico abbia preceduto la fase interpretativa anche nella stesura delle schede, tutte corredate da immagini e dati tecnici

    Drammaturgia del comico. I libretti per musica di Carlo Maria Maggi nei theatri di Lombardia

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    Il volume studia l'attività di Carlo Maria Maggi come librettista per la scena pubblica del Teatro Ducale a Milano e per il teatro privato dei Borromeo all'Isola Bella. Partendo dalla partecipazione di Maggi all'Accademia dei Faticosi, si ricostruisce una prassi di scrittura originale, plasmata sui modelli della drammaturgia veneziana ma con una forte impronta comica, che si colloca nel percorso di un autore sempre attivo nell'ambito del teatro musicale e di collegio, considerato anche nel suo tempo una figura eccellente del panorama culturale milanese. Nel volume è presente l'edizione critica di due drammi inediti di Maggi, conservati manoscritti presso la Biblioteca Estense di Modena e l'Archivio privato Borromeo Arese

    Scritture in festa. Studi sul teatro tra Seicento e Settecento

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    Quattro saggi analizzano casi storici di feste e rappresentazioni teatrali realizzate a Milano e in Lombardia in età spagnola. Si tratta di feste dinastiche e nobiliari, di spettacoli di collegio e di ritualità accademiche: gli eventi studiati (uno spettacolo, su testo di Emanuele Tesauro, allestito presso il collegio gesuitico di Brera; le ritualità dell'Accademia dei Faticosi; una festa e un'opera in musica per le nozze del governatore spagnolo; una festa con spettacoli per le nozze dell'erede delle famiglie patrizie dei Borromeo - Arese) sono esemplari per osservare in che modo i linguaggi della rappresentazione e della festa furono strumenti essenziali e precisi di comunicazione politica e di costruzione di identità sociale in Antico Regime, oltre che mezzi di elaborazione e diffusione di modelli e sistemi di valori

    Teatro e arti visive: intersezioni dell'ultimo Novecento. Premessa

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    Il volume raccoglie una miscellanea di contributi su performance, eventi teatrali e opere d'arte che si definiscono sui confini fra teatro e arti visive, dagli anni Sessanta del XX secolo a oggi. Fra gli artisti trattati: Tadeusz Kantor, Juan Munoz, Peter Brook, Guillermo Gomez-Pena, Studio Azzurro, Michelangelo Pistoletto, Fabio Mauri, Alik Cavaliere

    Materiali e tecniche da un cantiere drammaturgico del secondo Seicento: «La Bianca di Castiglia» di Carlo Maria Maggi

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    Il saggio studia le fonti relative alla fortuna scenica del libretto per musica "Bianca di Castiglia" di Carlo Maria Maggi, rappresentato sia presso il teatro privato dei Borromeo, sia sulla scena del Teatro Ducale di Milano nel XVII secolo. A partire da documenti sconosciuti sia manoscritti che a stampa, conservati presso archivi pubblici e privati, indaga le modalità di riscrittura dei testi nella prassi del teatro musicale, soggetta alle necessità materiali della scena

    La drammaturgia milanese di Lodovico Silvestri alla Bibliothèque- Musée de l'Opéra di Parigi: catalogo dei testi stampati fino al 1714

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    Il saggio ricostruisce la storia di una consistente collezione, "La drammaturgia milanese", composta di libretti d'opera e testi teatrali milanesi , conservata presso la biblioteca dell'Opéra di Parigi. Il collezionista fu un tipografo appassionato di teatro e cultore di storia teatrale. Il saggio inoltre presenta in appendice un catalogo di tutti i testi drammatici presenti nella collezione, stampati fra il 1547 e il 1714
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