1,721,005 research outputs found
Formal Elements in Musical Improvisation: Evidence from Written Documents, 1770-1840
Nel saggio sono approfonditi alcuni aspetti delle intersezioni tra concezione formale e pratica improvvisativa come diffuse tra la fine del XVIII secolo e i primi decenni dell'Ottocento, in particolare nella produzione beethoveniana. Fondamentale per la ricostruzione stilistico-compositiva del fenomeno è il sussidio di recensioni del tempo, biografie, materiali autografi, che attestano come entrambe le pratiche (il comporre e l'improvvisare in privato e in pubblico) si condizionassero reciprocamente
Dalla teoria alla pratica. Claudio Monteverdi secondo Domenico Guaccero
Tra i compositori italiani attivi nella seconda metà del Novecento che hanno rivolto attenzione alla produzione di Claudio Monteverdi, spicca Domenico Guaccero. Tanto in sede teorica, quando in quella didattica e, soprattutto, compositiva, Guaccero tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta in molteplici occasioni ha formulato riflessioni sul portato della musica di Monteverdi, ha condotto analisi puntuali di sue composizioni e si è accostato alla sua arte facendola rivivere attraverso una personale interpretazione, come mette in luce il presente contributo. Relativamente all'ultimo aspetto, il suo apporto alla ricezione di Monteverdi risulta decisamente originale e in linea con le tendenze diffuse dagli anni Sessanta, e si concretizza principalmente nella collaborazione con il regista Ezio Alovisi e nella creazione del commento sonoro per i "Fatti d'amore e di guerra", spettacolo scenico-musicale incentrato sulle vicende narrate da Torquato Tasso che precedono il vero e proprio "Combattimento di Tancredi e Clorinda", reso celebre grazie al madrigale composto da Monteverdi nel 1624
Introduzione
Il contributo ripercorre le principali vicende che hanno portato alla riscoperta della musica di Claudio Monteverdi nei primi decenni del Novecento e alle molteplici forme di trascrizione e, in generale, rilettura alle quali essa è stata sottoposta da parte dei principali esponenti della cultura musicale italiana del Novecento. Attraverso i personali approcci alla musica monteverdiana, i compositori del Novecento dimostrano il carattere fortemente 'moderno' della scrittura del Divino Claudio, ritenuta da ognuno un punto di partenza imprescindibile nel percorso creativo individuale, che conduce alla codifica di aspetti stilistici propriamente avanguardistici
Gettare nuova luce sul passato. Le regie di Egisto Macchi per l’Euridice e il Combattimento di Tancredi e Clorinda
Nel 1989 Egisto Macchi curò le regie dell''Euridice' di Jacopo Peri e del monteverdiano 'Combattimento di Tancredi e Clorinda'; quello stesso anno i lavori furono eseguiti in Germania e in Italia dal Gruppo Recitar Cantando, diretto da Fausto Razzi. Attraverso il sussidio di alcuni documenti inediti di Macchi si intende dimostrare sia il suo notevole interesse per la musica barocca sia le modalità con cui egli impiegò le luci, i movimenti dei cantanti e, limitatamente all''Euridice', le maschere, per mettere in scena i due capolavori di Peri e Monteverdi. Le soluzioni tecniche che ne scaturirono sono per certi aspetti affini a quelle che Macchi adottò in proprie composizioni destinate al teatro e, più in generale, alle sperimentazioni in ambito teatrale compiute durante gli anni Sessanta
Paul Hindemith beim XXVII Maggio Musicale Fiorentino (1964)
Nel 1964 Roman Vlad fu il Direttore Artistico della XXVII edizione del Maggio Musicale Fiorentino dedicata all'Espressionismo nelle arti. Il contributo ripercorre le tappe che portarono Vlad a stabilire contatti con Paul Hindemith, la cui musica dagli anni Trenta era presente nei cartelloni delle principali stagioni concertistiche fiorentine, al fine di poter allestire sue opere nell'ambito della kermesse da lui diretta
La ricezione di Luigi Dallapiccola nella musica di Luciano Berio: alcune osservazioni analitiche
Come altri compositori della propria generazione, Luciano Berio riconobbe in Luigi Dallapiccola una figura centrale del panorama italiano del secondo dopoguerra, il cui merito fu quello di favorire il contatto dei giovani compositori con la tecnica dodecafonica. Nel 1952 Berio trascorse sei settimane al Berkshire Music Festival (Tanglewood) per frequentare i corsi di Dallapiccola. I due condividevano numerosi interessi, a partire da quello per James Joyce, e prospettive didattiche. Sebbene gradualmente Berio prese le distanze dai principi dodecafonici presenti nella musica del Maestro, alcuni aspetti della propria produzione strumentale e vocale dei primi anni Cinquanta sono da mettere in diretta relazione con brani di Dallapiccola
Rhythmus und Form in der Instrumentalmusik Robert Schumanns. Anmerkungen zur theoretischen Schumann-Rezeption 1870-1930
Ricostruzione della ricezione della musica strumentale di Robert Schumann in Germania, Francia e Italia tra il 1870 e il 1930, con particolare attenzione alle valutazioni degli aspetti formali e ritmici della sua produzione pianistica e quartettistic
When the returns take shape. Some observations on the genesis and the structure of Luciano Berio’s Ritorno degli Snovidenia
Studio dettagliato del processo compositivo del brano di Luciano Berio "Ritorno degli Snovidenia", nel contesto della produzione beriana degli anni Sessanta-Settanta e del pensiero filosofico di Gilles Deleuze e Félix Guattar
La bellezza del diavolo. Le musiche di Roman Vlad e la sua collaborazione con René Clair
La bellezza del diavolo è l’unico film italo-francese nato dalla collaborazione tra il regista René Clair e il compositore Roman Vlad. Proiettato la prima volta a Parigi a marzo del 1950 col titolo La Beauté du Diable, il film racconta la celebre vicenda, in parte rivisitata, dell’anziano Professor Faust che cede al diavolo la propria anima in cambio della ricchezza e della ritrovata giovinezza. La componente musicale vi svolge un ruolo fondamentale: su suggerimento di Clair, Vlad opta per l’adozione della tecnica leitmotivica in relazione a specifici personaggi e situazioni, senza tralasciare l’impiego di composizioni celebri del repertorio barocco, classico e popolare, anche in trascrizione per nuovo organico, e di brani scritti in uno stile del passato chiaramente connotato. Nel volume vengono descritte le motivazioni che hanno condotto Clair a ideare il film e a collaborare con Vlad, all’epoca già celebre principalmente per i commenti sonori di documentari e cortometraggi; inoltre, con il supporto di manoscritti e dattiloscritti appartenuti a compositore e regista, riprodotti e ampiamente commentati, sono ricostruite in dettaglio le successive fasi sottese alla creazione delle musiche de La bellezza del diavolo. Dall’analisi di questi importanti documenti emerge l’intenso lavoro di ideazione, ripensamento e rifinitura di precisi inserti musicali compiuto da Vlad e il grande apporto fornito da Clair alla definizione della dimensione sonora e dei testi da intonare; alla creazione della componente musicale in alcuni casi si è infatti pervenuti attraverso un’autentica sinergia tra compositore e regista
A “Recitativo” Without Words: Luciano Berio’s Les mots sont allés...
Analisi di alcuni aspetti del processo compositivo del brano di Luciano Berio per violoncello solo "Les mots sont allés...
- …
