1,721,186 research outputs found

    Bibliografia Carlo Santini

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    Il Contributo contiene la bibliografia dettagliata della produzione di Carlo Santini, divisa per volumi, edizioni critiche, curatele, traduzioni, articoli, recensioni e voci di enciclopedia

    Carlo Santini, Silius Italicus and his View of the Past

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    Tordeur Pol. Carlo Santini, Silius Italicus and his View of the Past. In: L'antiquité classique, Tome 62, 1993. p. 328

    Esposizioni museali all'aperto: "I giardini della scultura Pier Carlo Santini"

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    L'articolo presenta una recente operazione museografica – che implica fortemente anche questioni di carattere conservativo – messa in atto dalla Fondazione Ragghianti, ossia la creazione dei "Giardini della scultura Pier Carlo Santini", un'esposizione permanente di circa una trentina opere, collocate, prevalentemente all'aperto, nei due chiostri del Complesso monumentale di San Micheletto, oltre che all'interno della biblioteca dell'istituzione lucchese.The article presents a recent museographical operation – that strongly involves several conservative issues – acted by the Ragghianti Foundation. That is, the creation of the "Giardini della scultura" ("The gardens of sculpture") named after Pier Carlo Santini, a permanent show of about thirty works, mostly outdoor, in the two cloisters of the Monumental Cloister of St. Micheletto and part in the library of the institution in Lucca

    Carlo Santini et N. Scivoletto (a cura di), Prefazioni, prologhi, proemi di opere tecnico-scientifiche latine

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    Touwaide Alain. Carlo Santini et N. Scivoletto (a cura di), Prefazioni, prologhi, proemi di opere tecnico-scientifiche latine. In: L'antiquité classique, Tome 62, 1993. pp. 410-411

    Pier Carlo Santini e il design litico

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    La metà degli anni ’60 del Novecento rappresenta il momento di avvio di un importante dibattito teorico‐critico sulle possibilità di rinnovamento dell’oggetto e dell’arredo litico che porta rilevanti ricadute in termini produttivi e commerciali per tutti gli anni ’70 e gli anni ’80, fino alle realizzazioni contrassegnate da veri e propri marchi dedicati del design in pietra come Skipper, Up & Up, Casigliani, Ultima Edizione e Primapietra. Centrale per questo fenomeno è l’esperienza culturale e operativa di Officina, che nasce a Pietrasanta e si sviluppa in una prospettiva di contatti internazionali in cui si intrecciano le storie personali di Erminio Cidonio ‐ a capo della sede apuo‐versiliese della multinazionale dei lapidei Henraux per tutti gli anni ’60 ‐ con quella di artisti, designer, galleristi e critici militanti come Pier Carlo Santini. Nel contesto che si delinea a partire dalle sperimentazioni di Officina prendono avvio singoli percorsi progettuali, più o meno fertili, ma in ogni caso di importantissimo valore, come quelli di Angelo Mangiarotti, Enzo Mari, Mario Bellini, dei Castiglioni, di Tobia Scarpa e molti altri, che portano a consistenti risultati in termini di innovazione formale e tecnologica del prodotto in pietra e che ancora oggi rappresentano un riferimento metodologico e operativo per le ricerche presenti e future sul design dell’oggetto litico. Di questo vitale scenario, sospeso ‐ in una positiva ambiguità ‐ tra arte e design, Santini è protagonista indiscusso. Il suo ruolo si esplica su più fronti; il critico agisce da stimolo per innescare processi di innovazione, da referente per focalizzare i gradi di avanzamento e i bilanci delle sperimentazioni e da comunicatore per presentare e diffondere i risultati di tale stagione creativa. Attraverso fonti edite e inedite l’articolo intende ricostruire la sfaccettata figura di Pier Carlo Santini, delle sue idee e dei suoi contributi, in relazione agli altri protagonisti e agli artefatti del design litico della seconda metà del Novecento

    <em>Apis Matina</em>. Studi in onore di Carlo Santini

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    Il titolo di questo volume fa riferimento a Orazio (c. 4.2.27-32), che paragona la sua opera poetica alla laboriosità delle api del promontorio Matino, in Puglia, nel produrre il loro miele – e insieme all'elegante acribia del lavoro di ricerca di Carlo Santini che, con la sua rara apertura al nuovo e al lontano e la curiosità vivida non hanno mai avuto il significato di una fuga, di un allontanamento dalle radici, ma piuttosto di un ampliamento di orizzonti spaziali, cronologici e ideali, da parte di chi tiene però fermo il fuoco delle sue prospettive

    Rec. a Esegesi dimenticate di autori classici, a c. di CARLO SANTINI e FABIO STOCK, Pisa, ETS, 2008 (Testi e studi di cultura classica 41)

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    Si presenta il volume Esegesi dimenticate di autori classici, a c. di CARLO SANTINI e FABIO STOCK, Pisa, ETS, 2008 (Testi e studi di cultura classica 41)

    Il contributo di Carlo Santini agli studi su Eutropio

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    Rassegna critica degli studi di C. Santini su Eutropio allo scopo di giudicare criticamente l'approccio dello studioso all'autore latino nel contesto degli studi coevi e di valutarne la portata in prospettiva

    L'evoluzione del distico elegiaco tra Catullo e Ovidio

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    Lo studio esamina l'evoluzione del distico elegiaco da Catullo fino ad Ovidi

    Crisi nell'ordinamento finanziario

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    Le evidenti specificità dei mercati finanziari hanno spinto la grande maggioranza degli ordinamenti internazionali, seppur in tempi e modi diversi, ad apprestare una disciplina della crisi degli intermediari finanziari affatto peculiare rispetto a quella relativa alle crisi “comuni”, ossia delle imprese non finanziarie. L’ordinamento italiano, in particolare, ha già da tempo predisposto specifici strumenti di gestione delle crisi degli intermediari finanziari, gestiti dalla Banca d’Italia e disciplinati nel T.U.B. e nel T.U.F. In un’ottica di tipo comparatistico, dall’analisi dei più recenti sviluppi normativi dei principali ordinamenti europei e internazionali emerge la tendenza comune, al netto di interventi episodici e contingenti volti a fronteggiare le gravi conseguenze della crisi finanziaria, a realizzare o implementare regimi di gestione dell’impresa finanziaria ad hoc, assimilabili, quanto alla ratio della loro introduzione, a quelli disciplinati dall’ordinamento domestico. Ciò che, tuttavia, accomuna tutti tali interventi è il fatto di perseguire gli obiettivi di tutela del risparmio e di stabilità del sistema finanziario in un’ottica micro-economica, incapace, in quanto tale, di cogliere appieno le peculiarità di un mondo finanziario ormai pienamente globalizzato. Appare allora necessario che i futuri interventi in materia si caratterizzino per un approccio a tali situazioni di dissesto di tipo macro-economico, che vadano ad incidere sulle situazioni di crisi degli intermediari a livello di mercato
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