1,721,120 research outputs found
Test linguistici accessibili per studenti sordi e con DSA. Pari opportunità per l'accesso all'Università
Il volume si occupa dell’elaborazione di test di valutazione delle competenze linguistiche, in particolare dell’italiano e dell’inglese, che siano accessibili agli studenti sordi e con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e che permettano pertanto di superare le loro difficoltà specifiche pur mirando a preservare i livelli di norma richiesti.
Il progetto si sviluppa in particolare nell’ambito dei servizi offerti dalle Università agli studenti sordi e con DSA e intende promuovere una riflessione tra i docenti di Linguistica teorica e applicata, Lingua e Linguistica italiana, Lingua e Linguistica inglese, i collaboratori ed esperti linguistici (CEL) e i docenti dei Centri Linguistici di Ateneo, coinvolgendo anche gli esperti esterni a cui viene spesso commissionata la produzione dei test universitari.
Per le possibili ricadute nella Scuola, il volume è rivolto anche a docenti e studenti delle Scuole Secondarie Superiori.
Lo studio intende contribuire a sviluppare una cultura dell’accessibilità e dell’inclusione e una sensibilizzazione alle particolari esigenze delle persone sorde e con DSA, anche ai fini dell’inserimento lavorativo
Gli effetti dell’interferenza sui sistemi morfologici
I processi di interferenza interni al componente morfologico hanno ripetutamente attirato l’attenzione degli studiosi. Tuttavia, sembra che l’interesse si sia orientato prevalentemente verso i prerequisiti dell’interferenza, cioè, in altri termini, verso le condizioni che devono preliminarmente essere soddisfatte affinché un elemento di provenienza alloglotta possa acclimatarsi nel sistema morfologico di una lingua. Gli universali del contatto interlinguistico che fanno riferimento a fenomeni morfologici vanno infatti in questa direzione:
a) se in una lingua compare un elemento linguistico non lessicale di provenienza alloglotta, allora deve necessariamente esserci, nella lingua in questione, almeno un elemento lessicale con la medesima provenienza;
b) se in una lingua si registra la presenza di elementi legati dovuti a prestito, allora nella medesima lingua devono necessariamente esserci anche elementi liberi dovuti a prestito che contengano i suddetti elementi legati;
c) se in una lingua vi sono elementi non nominali dovuti a prestito, nella medesima lingua devono esserci anche nomi dovuti a prestito;
d) se in una lingua compaiono affissi flessivi dovuti a prestito, nella medesima lingua devono esserci anche affissi derivazionali dovuti a prestito
(cfr. Moravcsik, E. (1978), Universals of language contact, in Greenberg J. et al. (eds.), Universals of Human Languages, Stanford, California, Stanford University Press)
In sostanza, gli universali del contatto morfologico ci informano sulle premesse, sulle condizioni necessarie (ma non sufficienti!) alla contaminazione morfologica, ma non offrono strumenti per pronosticarne e quantificarne l’impatto complessivo sul sistema. In questo contributo vengono focalizzati principalmente gli effetti dell’interferenza, allo scopo di capire se è possibile, date le premesse, prevedere fino a quale profondità possa spingersi il contatto. A questo scopo, vengono presi in esame diversi esempi di contaminazione morfologica che, in tempi relativamente recenti, hanno visto protagonista l’italiano, non solo come ‘vittima’, ma anche come ‘motore’ di processi di interferenza.
A livello teorico, una casistica relativa al contatto in ambito morfologico dovrebbe prevedere (almeno) le seguenti possibilità:
Fenomeni di interferenza a livello morfologico:
i. introduzione di strategie morfologiche corrispondenti a categorie/regole assenti nel
sistema ricevente:
Possibili effetti:
i.a. riequilibrano il sistema;
i.b. creano instabilità;
ii. introduzione di strategie morfologiche corrispondenti a categorie/regole già presenti nel
sistema ricevente:
Possibili effetti:
ii.a. potenziano e/o rivitalizzano le strategie già in uso;
ii.b. colmano lacune
ii.c. innescano rivalità
I fenomeni appena citati sono disposti in ordine crescente di impatto. In sostanza, i processi collocati nella parte più bassa dello schema paiono potenzialmente più destabilizzanti e di norma inducono le lingue ad attivare una serie di strategie di autodifesa sempre più rigorose allo scopo di arginare la propagazione degli elementi alloglotti o, almeno, di attutirne gli effetti sull’equilibrio complessivo del sistema.
Ovviamente lo schema va collocato in un immaginario ‘spazio linguistico tridimensionale’, nel quale trovino adeguata rappresentazione tanto la dimensione tipologica, quanto quella sociolinguistica. Infatti, gli effetti della contaminazione morfologica possono mutare in rapporto alla maggiore o minore vicinanza/distanza tipologica delle lingue coinvolte ed alle condizioni in cui avviene il contatto, se è vero che “l’assenza di divisioni socioculturali che rinforzano la differenza tra le lingue madri [...] scoraggia anche lo sviluppo di resistenze all’interferenza linguistica, e conduce quindi all’influenza tra lingue” (Weinreich, U. (1953), Languages in contact, New York [trad. it. (9174), Lingue in contatto, Torino, Boringhieri, p. 143].).
Nell’esemplificazione proposta nel testo si cerca..
L’interferenza nell’interpretazione simultanea: il caso della lingua inglese
Lo studio esamina il fenomeno dell'interferenza linguistica in un corpus sperimentale di 13 testi interpretati in modalità simultanea dall'italiano in inglese (lingua B) da studenti e interpreti professionisti. Il contributo esamina l'impatto di fattori ambientali quali condizioni di stress e velocità, oltre all'uso dell'inglese come lingua veicolare, sulla resa dell'interprete. Lo studio conclude che l'interferenza linguistica rappresenta una fase importante di sviluppo nella formazione degli interpreti di conferenza
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
- …
