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    Sicurezza e human-factor in ambito portuale

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    L’estensione delle metodologie dell’analisi di rischio dell’industria di processo al settore dei trasporti è cosa ormai consolidata. Questa estensione ha permesso la valutazione e la gestione del rischio di area in situazioni di particolare concentrazione industriale. Rilevante interesse, dal punto di vista della sicurezza rivestono le aree portuali sia per la presenza di molteplici fonti di rischio che per le caratteristiche particolari delle operazioni di carico e scarico delle merci. Il lavoro nei porti è un’attività ad elevato rischio per gli operatori ed il fattore uomo incide in maniera inusuale sulla determinazione del rischio complessivo. Il presente lavoro prende in considerazione il rischio per l’uomo nel porto di Genova, così come si è venuto a determinare a valle di importanti e, per taluni aspetti, radicali cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e nella tipologia della forza lavoro. Il notevolissimo incremento del traffico contenitori e il marcato ringiovanimento della forza lavoro hanno determinato un incremento del rischio per gli operatori, che risulta chiaramente dalla dinamica della frequenza di infortuni. L’analisi del fenomeno infortunistico nelle sue forme di accadimento e secondo l’agente materiale fornisce utili indicazioni per la valutazione del rischio per l’uomo, nell’ottica di un miglioramento della sicurezza nelle operazioni portual

    Inquinamento atmosferico e valutazione dei rischi per la salute

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    Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato che la presenza di inquinanti atmosferici, ed in particolare dei cosiddetti “criteria pollutants”, determina effetti sanitari sulla popolazione esposta, soprattutto in termini di mortalità per malattie respiratorie, cardiovascolari e di ricoveri ospedalieri. Al fine di salvaguardare la salute dell’uomo e dell’ambiente, le autorità nazionali realizzano sistemi di monitoraggio nelle zone urbane ed extra-urbane, definiscono standard ed obiettivi di miglioramento per la qualità dell’aria e relativi piani di intervento. Nel presente lavoro si utilizzano i dati relativi a valori di qualità dell’aria raccolti dalla rete di monitoraggio ambientale di Bologna, ai fini di quantificare l’impatto sanitario sulla popolazione esposta al biossido di azoto in termini di rischio attribuibile, cioè la frazione di eventi sanitari che può essere attribuita all’esposizione della popolazione. L’analisi dei risultati di un caso reale è un ottimo spunto per comparare i diversi studi e metodologie disponibili in letteratura, evidenziare i limiti e le incertezze insite nell’applicazione della procedura ed esaminare le possibili soluzioni di superamento delle criticità. Inoltre si presenta una metodologia che utilizzando dati georeferenziati e strumenti consolidati per il calcolo del rischio attribuibile, modifica l’approccio convenzionalmente utilizzato per tenere in considerazione la variabilità dell’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici in un territorio
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