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Dalla teoria dei ‘segnali di allarme’ alla realtà dell’imputazione dolosa nel concorso dell’amministratore non esecutivo ai reati di bancarotta
L'autore tratta del fenomeno dei segnali di allarme che emergono all'interno delle organizzazioni complesse e raggiungono i c.d. amministratori non esecutivi, per esaminare in quali casi e a quali condizioni possa essere formulato nei loro confronti un rimprovero per non aver colto o preso in carico il segnale e non aver impedito che l'allarme generato si risolvesse nel reato commesso da terzi
Estinzione della pena
Il testo esamina le principali figure di estinzione della pena presenti nel codice penale
In limine. Natura e funzioni politico-criminali delle soglie di punibilità nei reati tributari
Ci si occupa di rileggere la natura, le funzioni e i limiti del controverso istituto delle soglie di punibilità alla luce delle modifiche apportate al diritto penale tributario dal d. lgs. 14
settembre 2011, n. 148. Si perviene così alla conclusione che il legislatore si sia servito delle manovre sulle soglie per ottenere un inasprimento del trattamento penale degli evasori volto a rendere maggiormente credibile la pretesa fiscale
Ricostruzione della colpa e reati a struttura omissiva: tra completezza probatoria e verità giudiziale
Si analizza il tema dell'accertamento della colpa nei reati struttura omissiva alla luce della formula BARD
Prove neuro-psicologiche di verità penale
Al ragionamento forense da cui consegue la decisione giudiziale contribuiscono diversi attori: investigatori, giudici, parti, testimoni, esperti. Questi ultimi, in particolare, offrono all'organo giudicante un sapere specifico sui fatti oggetto di giudizio del quale il primo non dispone, sapere che entra a tutti gli effetti nel ragionamento probatorio. Il contributo illustra le differenti fasi inferenziali che compongono il ragionamento giudiziario, evidenziando i rischi di errori cognitivi che possono inserirsi nel procedimento di formazione della decisione, nei casi in cui il pensiero spontaneo, intuitivo, prevale su quello formale. Un profilo di particolare interesse, in questo senso, è offerto dall'impiego delle c.d. massime di esperienza, che celano incognite pericolose, poichè potrebbero essere il frutto di generalizzazioni empiricamente non verificate. Speciale attenzione in ambito processuale meritano attualmente le prove neuroscientifiche, in particolare nei casi in cui è in discussione la capacità di intendere e di volere dell'imputato. Esse si fondano su metodiche oggettive in grado di migliorare l'indagine sulle basi biologiche del disturbo mentale e del comportamento criminale, sollevando nel contempo quesiti ineludibili circa il loro ruolo nel processo penale e il loro impatto sul procedimento decisorio del giudice
Verità, informazione e conoscenza nelle strategie politico-criminali
Il saggio indaga l'apporto che modelli partecipativi, fondati sulla condivisione delle conoscenze rilevanti, possa giovare a delineare strategie politico-criminali efficaci, in particolare con riferimento alla tutela dell'ambiente. In questa prospettiva, vengono valorizzate indicazioni derivanti da alcune proposte di democrazia deliberativa, specie di fronte alla necessità di offrire un adeguato bilanciamento a valori primari in conflitto (ambiente e salute, da un lato; occupazione e sviluppo economico, dall'altro).The article focuses on the relevance that a strategy based on public discussion and participation could have on the field of criminal policy, in particular in order to enhance environmental law enforcement. In this perspective, the role of deliberative democracy has been examined, in particular when it comes to the necessity of balancing conflicting interests (environment and health, on one side, employment and economic development, on the other)
Brevi note in materia di convenzionalità del sapere e limiti di verità nella cosa giudicata
Il contributo offre un'analisi relativa ai rapporti tra cosa giudicata e verità giudiziale, con particolare attenzione al profilo della convenzionalità del sapere giudiziario
Incontro e scontro tra verità e finzione nel diritto penale tributario: dalla nozione di fittizio alla rilevanza penale dell’elusione
Il testo affronta i rapproti dra verità e diritto penale guardando all'interpretazione della nozione di "fittizio" richiamata dai principali reati tributari. Al mutare delle interpretazioni (che presuppongono una diversa concezione della possibilità del diritto di influire sull'esistenza degli elementi che disciplina), muta radicalmente la portata delle incriminazioni, con un'evidente perdita di verità del precetto
Contenuti «informativi» della sanzione penale e coerenza del «sistema»
This essay looks at criminal sanctions (and sentences which inflict them) as possible sources of a specific kind of (negative) information about individuals, information which can influence other people’s decisions about whether, how, and how much to interact with them. The effect of punishment is thus regarded from the perspective of ‘social capital’ as defined by Coleman: a criminal sentence may diminish the convict’s reputation, and therefore people’s willingness to trust them and enter into social and economic relationships with them, provided that the information about the conviction is available to the interested ‘players’; this might be particularly true in case of white-collar crimes, which can be described also as offences committed by people misusing their position of trust (Sutherland; Shapiro). Reasons to limit the availability of this kind of ‘stigmatizing’ information are briefly taken into account, namely the need to protect convicts’ basic human dignity, as well as their possibility to get rehabilitated and go back to normal social interactions. Italian Criminal Law system is then analyzed, in order, on one hand, to exemplify the current interest (or lack of it) on lawmakers’ part for adverse publicity as a criminal policy tool; and, on the other, to briefly illustrate the kind of reputation which is protected under current Criminal Law provisions: this latter being a basically formal one (i.e., a reputation indifferently based upon true or false assumptions), the whole legal system doesn’t appear particularly fit to support a greater use of criminal sentences’ ‘informational potential’
Le forme della verità nel sistema penale e i loro effetti. Giustizia e verità come «approssimazione»
Il volume riflette sui limiti che caratterizzano la ricostruzione della verità nel processo penale e sulle condizioni che possano rendere "veritiera" tale ricostruzione con riguardo ai rapporti interpersonali e sociali coinvolti nel reato. Si evidenzia, in particolare, come un accesso non riduttivo alla "verità" del fatto di reato possa realizzarsi soltanto in un contesto di tipo dialogico, quale è reso possibile dagli strumenti della giustizia riparativa. Di un simile approccio innovativo al tema della verità – tema di cui si rivaluta il significato in ambito penalistico – viene rimarcata la portata strategica ai fini di una strategia preventiva mirante a favorire l’adesione per consenso al rispetto delle norme, piuttosto che a obiettivi di deterrenza e neutralizzazione. Si considerano, in tale contesto, i limiti che manifesta l'attuale sistema sanzionatorio, fondato sulla pena intesa, nel momento della condanna, quale corrispettivo del reato. Viene affrontato, inoltre, il problema concernente la "corrispondenza al vero" delle categorie dogmatiche e, in particolare, dell'elemento soggettivo, evidenziando il sussistere di una vera e propria emergenza riferibile all’elevato grado di incertezza del profilo probatorio
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