305,283 research outputs found
Development and validation of a real-time TaqMan PCR assay for the detection of betanodavirus in clinical specimens
Development and validation of a real-time TaqMan PCR assay for the detection of betanodavirus in clinical specimens
Panzarin V, Patarnello P, Mori A, Rampazzo E, Cappellozza E, Bovo G, Cattoli G.
Betanodaviruses are the causal agents of viral encephalo-retinopathy, an infectious disease affecting more than 40 marine fish species, characterized by high morbidity and mortality. Because of its severe impact, robust diagnostic tools are required. The aim of this work was to develop and validate a real-time TaqMan PCR assay to detect betanodaviruses in clinical specimens by amplifying a conserved region of the RNA2 strand. The method proved to be specific and sensitive, being capable of detecting as low as 10 TCID(50)/ml. For clinical validation, samples from 100 marine fish were collected during a natural outbreak of disease and tested by three distinct laboratory methods, namely real-time TaqMan PCR, RT-seminested PCR and virus isolation. The results indicated optimal agreement between tests. The assay that was developed is capable of detecting members of all of the betanodavirus genetic groups currently described and can be considered a valid alternative to the time-consuming and contamination-prone nested PCR
Aumentare la competitività aziendale attraverso la Lean Tansformation. Casi di studio e applicazioni pratiche di Produzione Snella nel Nord-Est d'Italia
Sono trascorsi quasi trent’anni da quando apparvero i primi libri su quello
che allora veniva chiamato World Class Manufacturing o modello Toyota.
I lettori più ferrati ricorderanno i lavori della prima metà degli anni ’80 di
Richard Schonberger, Yasuhiro Monden, Shigeo Shingo, Robert W. Hall,
Kiyoshi Suzaki, Robert H. Hayes, Steven C. Wheelwright1. Da allora sul
tema della filosofia Lean, o Lean Production poi Lean Thinking (termini
resi celebri dai libri di James P. Womack, Daniel T. Jones e Daniel Roos2)
sono stati già scritti fiumi di libri di management: libri che hanno sintetizzato
e razionalizzato il tema lean, altri che l’hanno affrontato dal punto
di vista culturale, articoli che ne hanno descritto l’applicazione in grandi
aziende come successi internazionali, volumi che hanno descritto le linee
guida, le metodologie, le tecniche e gli strumenti.
E allora, se tanto è già stato detto e scritto, perché comporre un altro
testo sul Lean Thinking, col rischio che diventi l’ennesimo volume di
una catena infinita? Essenzialmente per tre ragioni.
In primo luogo perché vogliamo trasmettere, a chi ci legge, la nostra
esperienza, reale e concreta, maturata negli ultimi 15 anni durante i quali
abbiamo accompagnato in modo pragmatico numerose aziende lungo
il cammino di cambiamento e miglioramento verso la perfezione e la
leadership che caratterizza l’approccio Lean Transformation. Intendiamo descrivere il percorso fatto assieme a queste imprese sulla
via della crescita delle prestazioni e della competitività aziendale. Tramite
la rappresentazione di diversi casi di studio in cui abbiamo applicato con
successo principi e tecniche del Lean Thinking, illustreremo i problemi e
i conflitti incontrati, le azioni e le soluzioni adottate, i risultati e le soddisfazioni
conseguite. Si tratta di esperienze derivanti da attività di consulenza
ma anche maturate in ambito universitario all’interno di progetti di
ricerca e di lavori di tesi di laurea, proprio per sottolineare come, parlando
di Lean Transformation, anche l’approccio accademico sia quanto mai
pragmatico e operativo.
Secondariamente, i case study che tratteremo appartengono al mondo
manifatturiero e distributivo delle PMI italiane, aziende che assieme alle
imprese artigiane con le quali collaborano costituiscono il telaio portante
del tessuto industriale del nostro paese. E’ frequente rilevare che nella
quasi totalità degli studi sulla Lean Transformation, i riferimenti empirici
si riferiscono a grandi aziende, spesso multinazionali, e comunque operanti
in settori manifatturieri caratterizzati da prodotti sufficientemente
standardizzati e volumi produttivi elevati. Non è questo il mondo industriale
del nostro paese, la cui competitività è fortemente legata ad una
specializzazione produttiva basata su una elevata flessibilità di prodotto
e di processo. Il nostro lavoro intende quindi avvalorare la tesi che anche
in questi ambiti operativi è possibile attivare percorsi di miglioramento
secondo la prospettiva del Lean Thinking.
Da ultimo, il bacino geografico dal quale abbiamo attinto i nostri casi
(e al quale principalmente ci rivolgiamo nelle nostre attività di consulenza,
ricerca e studio) è quello del Nord-Est d’Italia. Nella letteratura
anche non specializzata scarseggiano le testimonianze documentate di
come, anche nel nostro territorio il cui mondo imprenditoriale presenta
marcate differenze rispetto a quello di altre aree nazionali e internazionali
di più antica tradizione industriale, non solo sia possibile investire in
progetti di Lean Transformation ma che questi possano portare reali,
tangibili e duraturi benefici.
La struttura del libro è formata da due parti principali. Nella prima parte
abbiamo voluto introdurre il lettore alla filosofia lean, richiamando gli
elementi principali di questo pensiero e ricordando la sua origine e il suo forte legame con la tradizione e con la cultura di management giapponese.
Le considerazioni che vengono svolte in questi primi capitoli
sono importanti per comprendere lo sviluppo e l’origine del Lean
Thinking: solo partendo da una prima analisi degli sviluppi della storia
economica si può comprendere con maggior lucidità l’efficacia
e la validità di filosofie legate al pensiero snello e questi elementi
sono indispensabili per comprenderne ed interiorizzarne i principi
fino in fondo e poterli adattarli al nostro mondo e al nostro tessuto
industriale.
Nella seconda parte abbiamo voluto raccogliere diversi casi aziendali,
tra quelli che riteniamo più significativi per la tipologia di approccio
o per i risultati ottenuti. Per ciascun caso viene, innanzi tutto, fornita
una schematica descrizione dell’azienda e del contesto nel quale opera
e quindi una sintesi del progetto realizzato. In coda a ciascun caso
è stato inserito un approfondimento specialistico focalizzato sulla
metodologia che maggiormente è stata utilizzata nel progetto.
La struttura di ciascun case study è la medesima, proprio per consentire
una lettura “funzionale” del libro e renderlo interessante e fruibile
per qualunque tipo di lettore. Le leggere differenze nello stile del
racconto, nell’enfasi data ai diversi aspetti, nella lunghezza dei capitoli
sono dovute alla diversità degli autori e quindi un capitolo molto lungo
non intende rappresentare qualcosa di più importante o più complesso,
così come un caso raccontato in modo sintetico non deve essere
considerato più semplice o meno interessante degli altri.
In ogni caso, il lettore poco esperto di concetti lean troverà negli approfondimenti
metodologici le linee guida, i suggerimenti base e i criteri
di scelta per applicare una determinata metodologia, e potrà poi
trovare nel caso una testimonianza delle implicazioni che tale applicazione
comporta. Il lettore più informato, invece, può semplicemente
scorrere i diversi casi per trovare un confronto, una nuova risposta, un
nuovo spunto, una certezza.
Nella parte finale del volume, infine, cerchiamo di lanciare a chi ci legge
uno stimolo in più, l’idea di come il processo di cambiamento lean
possa e debba essere portato oltre i muri della fabbrica e dell’azienda,
fino a permeare il modo di lavorare, di pensare e di vivere
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Preferenze alimentari in Bombyx mori: saggi comportamentali
Le larve del baco da seta (Bombyx mori L.) sono strettamente monofaghe, infeudate al gelso (Morus spp.) e legate alla presenza di foglia fresca. I dati presentati riguardano lo studio dell’attrattività da parte di alcuni ceppi del baco da seta (due cinesi, due giapponesi e due poliibridi) nei confronti di diete sostitutive, preparate con diverse percentuali di polvere di foglia di gelso essiccata (da 0% a 40%). Lo scopo è quello di determinare il ceppo/i con le migliori “prestazioni” verso la dieta contenente la minor percentuale di gelso compatibile con lo sviluppo dell’organismo. L’indagine è eseguita su larve in I età in condizioni chimico-fisiche controllate. I valori più alti di affluenza al cibo sono stati raggiunti dai ceppi giapponesi, indipendentemente dalla percentuale di gelso; per gli altri ceppi l’attrattività aumenta proporzionalmente alla quantità di gelso presente. Per meglio comprendere i fattori che possono essere responsabili di questo comportamento, su tre diete (0%, 25% e 40%) è stata eseguita, per ogni ceppo, un’analisi delle traiettorie percorse dalle larve per il raggiungimento della dieta. Lo sviluppo cinematico e geometrico della locomozione dell’organismo sono studiati tramite i seguenti indici: l’indice geometrico, che esprime il rapporto tra la distanza dal punto iniziale al punto finale del percorso (D) e la lunghezza (L) effettiva del tragitto (Ig = D/L), descrivendo la geometria complessiva della traettoria seguita; l’indice cinetico (Ik= L/t), che esprime la velocità media della larva; il tasso di dislocazione (Rd = Ik . Ig = D/t), che esprime il tasso di spostamento teorico dell’organismo indipendentemente dalla geometria della traettoria e dalla velocità effettiva posseduta. I risultati ottenuti indicano che, per quanto concerne l’efficienza geometrica del percorso, non esistono differenze significative tra i vari ceppi. Per quanto riguarda l’indice cinetico sono riscontrate delle differenze significative: in particolare, il ceppo cinese 121 risulta più veloce quanto più è bassa la percentuale di gelso, mentre il ceppo giapponese 71 è tanto più veloce quanto maggiore è la quantità di gelso nella dieta. Gli altri ceppi mostrano un comportamento intermedio. In conclusione, si può affermare che il sistema di analisi applicato in questo studio è in grado di fornire indicazioni utili per la scelta del ceppo e della percentuale di gelso idonei per l’allevamento del baco da seta con dieta sostitutiva
Susceptibility of black bullhead Ameiurus melas to a panel of ranavirus isolates
Ranaviruses are considered a serious threat to lower vertebrates, including fish, amphibians and reptiles. However, epidemiological data on these agents are lacking, and further investigations are needed to understand the role of carriers and to update the list of susceptible hosts. We carried out various experimental infections under controlled conditions to contribute to the current knowledge on the susceptibility of black bullhead Ameiurus melas to European catfish virus (ECV) and other ranaviruses. A panel of 7 ranavirus isolates was used to challenge duplicate groups of A. melas juveniles maintained in aquaria supplied with running dechlorinated tap water. The experiments were performed at 15 and 25 degrees C. The results confirmed the high susceptibility of A. melas to ECV infection. Furthermore, a significant mortality associated with the typical signs of systemic viral infections was observed in groups challenged with Epizootic haematopoietic necrosis virus (EHNV) at 25 degrees C, and to a lesser extent, at 15 degrees C. No significant mortality was recorded in fish challenged with European sheatfish virus (ESV), Frog virus 3 (FV3), Rana esculenta virus-like (REV-like), Bohle iridovirus (BIV) or short-finned eel virus (SERV)
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
Identification of Enterococcus mundtii as a pathogenic agent involved in the †̃†̃flacherieâ€TMâ€TM disease in Bombyx mori L. larvae reared on artificial diet
Enterococcus mundtii was shown to be directly correlated with flacherie disease of the silkworm larvae
reared on artificial diet supplemented with chloramphenicol. Its identification was carried out by means
of light and electron microscopy and nucleotide sequencing of 16S gene. The bacterium is capable of rapidly
multiplying in the silkworm gut and of invading other body tissues, as demonstrated by deliberate
infection of germfree larvae and by subsequent TEM observations. E. mundtii can endure alkaline pH of
the silkworm gut and it has been proved to adapt in vitro to commonly applied doses of chloramphenicol,
whose use can further contribute to reduce competition by other bacteria in Bombyx mori alimentary
canal.
The modality of transmission of the infection to the larvae was among the objectives of the present
research. Since contamination of the progeny by mother moths can be avoided through routine egg shell
disinfection, a trans-ovarian vertical transmission can be ruled out. On the other hand the bacterium was
for the first time identified on mulberry leaves, and therefore artificial diet based on leaf powder could be
a source of infection. We showed that while microwaved diet could contain live E. mundtii cells, the autoclaved
diet is safe in this respect. Being E. mundtii also part of the human-associated microbiota, and since
B. mori is totally domestic species, a possible role of man in its epidemiology can be postulated
Author, publisher and bookseller : a tripartite synergy in Nigerian book industry
This work is about the roles of Author, Publisher and Bookseller in Book development in
Nigeria. The paper started by delving into the history of Book Publishing in Nigeria after
which it proceeded by defining who an author, a publisher, and a bookseller is and
expatiated on the indispensable roles of these key actors in Nigerian Book Industry and in
the emerging Information Society. Furthermore, the various constraints to book
development were identified while the paper advised on how the Book Industry can be
further promoted in Nigeria. However, the paper concluded and made recommendations
on how the Book sector can help in enhancing scholarship in the country
Analisi dei processi di morte cellulare nell’intestino medio di Bombyx mori
Nel corso della metamorfosi dei Lepidotteri le cellule dell’epitelio intestinale larvale
sono interessate da processi di morte cellulare programmata (PCD) che portano alla
loro scomparsa.
La caratterizzazione dei diversi processi di PCD che intervengono nelle varie specie è lacunosa, spesso a causa dell’approccio tecnico-sperimentale utilizzato, e manca tuttora un modello di riferimento che accomuni le specie appartenenti a questo ordine di insetti.
Il presente lavoro analizza differenti tipi di marcatori morfologici, cellulari e molecolari tipici del processo autofagico e di quello apoptotico nell’intestino medio
larvale del baco da seta, Bombyx mori, a diversi stadi di sviluppo, con lo scopo di
valutare le modalità di intervento di questi due processi di PCD.
I risultati ottenuti evidenziano una degenerazione progressiva delle cellule intestinali larvali che si protrae per tutto il periodo pupale fino allo sfarfallamento. Il processo di scomparsa delle cellule è dipendente dall’attivazione delle caspasi 1 e 3 e presenta caratteri tipici del processo apoptotico. Tuttavia la variazione dell’attività di enzimi lisosomiali e dei trascritti di geni Atg dimostra l’intervento concomitante di un meccanismo autofagico. L’andamento di alcuni marcatori suggerisce come i due processi di PCD siano regolati dai livelli emocelici di ecdisone
Analisi dei processi di morte cellulare nell’intestino medio diBombyx mori
Nel corso della metamorfosi dei Lepidotteri le cellule dell’epitelio intestinale larvale sono interessate da processi di morte cellulare programmata (PCD) che portano alla loro scomparsa. La caratterizzazione dei diversi processi di PCD che intervengono nelle varie specie è lacunosa, spesso a causa dell’approccio tecnico-sperimentale utilizzato, e manca tuttora un modello di riferimento che accomuni le specie appartenenti a questo ordine di insetti.
Il presente lavoro analizza differenti tipi di marcatori morfologici, cellulari e molecolari tipici del processo autofagico e di quello apoptotico nell’intestino medio larvale del baco da seta, Bombyx mori, a diversi stadi di sviluppo, con lo scopo di valutare le modalità di intervento di questi due processi di PCD.
I risultati ottenuti evidenziano una degenerazione progressiva delle cellule intestinali larvali che si protrae per tutto il periodo pupale fino allo sfarfallamento. Il processo di scomparsa delle cellule è dipendente dall’attivazione delle caspasi 1 e 3 e presenta caratteri tipici del processo apoptotico. Tuttavia la variazione dell’attività di enzimi lisosomiali e dei trascritti di geni Atg dimostra l’intervento concomitante di un meccanismo autofagico. L’andamento di alcuni marcatori suggerisce come i due processi di PCD siano regolati dai livelli emocelici di ecdisone.
Progetto finanziato dal programma PRIN 200
- …
