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Surgery for soft tissue sarcomas
Soft-tissue sarcomas are rare tumours of extreme heterogeneity. The degree of malignancy, the dimensions, the spontaneous necrosis and vascular invasion are important prognostic factors. Surgery, curative in more than 90 % of cases, is the main therapy. Obtaining adequate surgical margins (wide or radical) is essential. An important surgical aggressiveness however requires more complex reconstructions (free flaps, motor units transplants, nerves and tendons grafts etc.). Resection margins are must be adequate or if not, the use of radiotherapy will improve local control. The effect of radiotherapy does not differ significantly whether it is used pre- or post-operatively. The first, however, most frequently leads to local complications. Interstitial brachytherapy and intra-operative radiotherapy have special advantages. Currently, with surgery combined with radiation therapy, the risk of local recurrence is less than 10 %. Loco-regional treatment (infusion of hyperthermia with TNF, neo-adjuvant chemotherapy, etc.) are reserved for non-operable patients and may produce a reduction in the neoplastic mass which allows conservative surgery in 85 % of cases
Consenso informato per le protesi custom-made
Nel corso degli anni, i progressi in termini di dispositivi
di stampa, risoluzione delle immagini e
bioingegneria, hanno permesso lo sviluppo sempre
più importante di dispositivi custom made
(CM), fornendo nuove opportunità in vari rami
della chirurgia ortopedica: protesica, traumatologia
e oncologia ortopedica.
Le protesi CM si stanno affermando come soluzioni
valide per sostituire ossa e articolazioni, soprattutto
in siti con anatomia complessa. La loro
precisione e il fatto che siano pronte all’uso una
volta stampate, le rende un’alternativa valida alle
protesi in commercio o agli innesti.
Questo e molti altri loro utilizzi fanno della tecnologia
di stampa tridimensionale una nuova frontiera
nella chirurgia ortopedica, che apre la strada
all’evoluzione da una chirurgia standardizzata a
una chirurgia CM single-case.
I chirurghi che utilizzano materiali stampati in
3D sono a capo di una catena di produzione che
deve sottostare a protocolli nazionali e internazionali.
Dal 25 maggio 2020, i produttori di dispositivi
medici devono conformarsi al regolamento
UE 2017/745 che non contiene indicazioni precise
sui dispositivi CM stampati in 3D.
Tali articoli non devono essere soggetti alle stesse
ordinanze che si applicano ai dispositivi medici
prodotti in serie in termini di standard di qualità,
certificazioni e tracciabilità.
Tuttavia, rispetto al precedente regolamento UE
(Direttiva sui dispositivi medici 1993/42), questa
nuova legge apre la possibilità che i dispositivi medici
su misura possano essere considerati alla pari
con gli articoli standardizzati della stessa categoria,
indipendentemente dal fatto che siano CM.
La crescente importanza dei dispositivi custom-
made, sia nella pratica medica sia chirurgica,
porterà molto probabilmente a un’ulteriore
e più completa regolamentazione nel prossimo
futuro.
La mancanza di informazioni sulla malattia e sulla
procedura chirurgica proposta per il suo trattamento
potrebbe portare all’insoddisfazione del
paziente e persino a controversie legali. Prima di
chiedere ai nostri pazienti di firmare un consenso
informato, dovremmo fornire loro un buon quadro
di ciò che sta accadendo, per aiutarli a comprendere
l’entità del problema. Contestualmente,
i chirurghi dovrebbero anche spiegare chiaramente
i passi e l’obiettivo dell’operazione che propongono
per curare la malattia.
I modelli stampati in 3D possono aiutare a raggiungere
questi scopi. Mostrando ai nostri pazienti
una copia perfetta del sito chirurgico possiamo
renderli consapevoli della forma e delle dimensioni
della lesione e di come intendiamo trattarla.
Un tale supporto visivo e tattile ha un valore
inestimabile, soprattutto quando ci si interfaccia
con pazienti che hanno un basso livello di istruzione
o una barriera linguistica. Ma, d’altra parte,
la responsabilità finale è sulle spalle del chirurgo
e il consenso informato dev’essere personalizzato
sulla situazione specifica del paziente spiegando
anche i rischi di questo tipo di impianto
Le cellule staminali mesenchimali in Ortopedia. Quali, come, perché
La biologia ossea e le cellule staminali sono sempre state intimamente legate fin dagli inizi della medicina sperimentale. Questo già molto tempo prima che il termine di Medicina Rigenerativa divenisse abusato nella letteratura. Le cellule staminali presenti nell’osso sono state studiate approfonditamente ed in particolare la contemporanea presenza di due linee cellulari come l’ematopoietica e l’osteogenica ha sempre raccolto l’interesse della scienza. A tale riguardo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche prelevate dal midollo osseo ed espanse in vitro rappresenta una delle maggiori innovazioni scientifiche nel campo della biologia applicata alla terapia. Dopo questo successo l’idea di poter utilizzare il prelievo di cellule mesenchimali per il trattamento delle patologie ossee ha trovato un nuovo impulso e il recente concetto di “nicchia” ha spinto ulteriormente avanti la nostra comprensione del funzionamento delle cellule rendendo possibile l’inizio di studi mirati al trattamento delle condropatie degenerative, delle necrosi epifisarie, l’osteoporosi e le mancate guarigioni delle fratture
Proximal tibia reconstruction with cementless modular prosthesis after resections for bone tumors [Reconstrucao da tibia proximal com protese modular nao cimentada apos resseccao de tumores osseos]
The authors analyzed 68 patients at Istituto Ortopedico Rizzoli between 1985 and 1993 with primary bone tumors of proximal tibia submitted to resection and reconstruction with cementless modular prosthesis. With a medium follow-up of 52 months, the functional results were excellent and good in 75% of cases according to Eneking's classification, employed by the Musculoskeletal Tumor Society. The mechanical complications were more common (30%), however, the resolution did not change the functional status. Of those who developed infection (11 cases), only 50% had good results. Based on the excellent functional results obtained, the authors conclude that cementless modular prosthesis is a reasonable reconstructive option after resection of proximal tibial tumors. The extensor mechanism reconstruction and the prosthetic muscular covering are essential factors to obtain those results
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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