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Recupero e riqualificazione dei centri storici nel Mezzogiorno. Mostra a cura di Teresa Cannarozzo e Manfredi Leone.
Strategie educative interculturali e scienze della persona
Il prodotto individua e discute le tre ragioni che danno prospettiva pedagogica alle interconnessioni fra Scienze della Persona e Strategie educative interculturali. La prima sta nella consapevolezza che la scienza non è più in grado di dare certezze e, tanto meno, certezze ultime.
La seconda nasce dall’anelito di tutti gli uomini alla pace, che sollecita a recuperare quella vita buona e quelle buone pratiche che per Aristotele rappresentavano, oltre che il fine ultimo dell’azione umana, i valori primi di una prospettiva etica.
La terza ragione nasce dalla estenuante e perenne minaccia della guerra.
Le tre ragioni analizzate rendono la tematica interculturale momento di straordinaria penetrazione per la riflessione pedagogica sulla centralità della persona, nel tentativo di sviluppare un senso di cittadinanza planetario, di collegare le dimensioni e la progettualità della pedagogia alla sfera dell’intercultura e di interrogarsi, contestualmente, su due questioni. La prima riguarda l’impegno di vedere in ogni cultura l’approccio interculturale per conciliare la necessità di un comune codice di coesistenza e le sollecitazioni della molteplicità etnico-culturale. La seconda questione richiede di orientare la propria indagine affinché ognuno possa andare oltre la inquietante ambivalenza, già dei latini, fra hospes e hostis
Introduzione [a I genitori nella scuola. Manuale di presenza]
L’introduzione al volume evidenzia come la famiglia sia il primo luogo educante per la persona e come dall’imprinting che i figli ricevono dai genitori sviluppi, dall’infanzia all’età adulta, la loro naturale educabilità.
Partendo da questa consapevolezza, l’autrice discute la valenza pedagogica dell’essere genitori e insegnanti oggi
Uno strumento per la condivisione dell'apprendimento: il portfolio
Nello scritto l’autrice sostiene come lo strumento del portfolio superi di gran lunga la logica tradizionale della valutazione, sia sul piano didattico, sia sul piano pedagogico, sia sul piano della certificazione delle competenze. A tal fine, ne sottolinea tre dimensioni: quella educativa, quella culturale, quella sociale
Valutazione interna ed esterna
Il saggio mette in risalto la cifra pedagogica e formativa della valutazione di sistema e dello studente nelle istituzioni scolastiche, come essa sia momento cruciale per la relazione scuola-famiglia e come necessariamente debba manifestarsi attraverso la rendicontazione del lavoro svolto
Gli obiettivi dell'apprendimento: generali, specifici, formativi
Il lavoro individua negli obiettivi generali, specifici e formativi dell’apprendimento sia il quadro di riferimento che le scuole e gli insegnanti devono avere presente per organizzare autonomamente l’attività di insegnamento, sia la manifestazione dell’unitarietà del sapere, sia la risposta alla domanda di istruzione, educazione e formazione delle famiglie
Parole chiave dell'apprendimento: conoscenze/abilità (avere)- capacità/competenze (essere)
Il saggio analizza, ai fini dell’apprendimento, il passaggio dalle capacità potenziali di ciascuno alle competenze in atto. Mette in evidenza come tale passaggio avvenga attraverso la trasformazione delle conoscenze e abilità apprese in competenze
La persona al centro del processo di apprendimento
L’autrice nel saggio discute il tema della centralità della persona nel processo di apprendimento/insegnamento ed evidenzia l’aspetto pedagogico ed educativo della cooperazione scuola famiglia per l’educazione della persona
Specularità della competenza: deontologia, etica, professionalità, apprendimento competente
Il saggio evidenzia come, per essere educatore competente, non basti adeguarsi al paradigma della pura e semplice trasmissione della conoscenza (sapere) e delle abilità (saper fare). Infatti, all’insegnante è chiesto di essere anche colui che «aiuta» le persone a prendere coscienza di se stesse, dei propri doveri, delle proprie responsabilità, in una continua iniziazione alla vita intellettuale e morale. Se l’insegnamento ha scopi precisi (insegnare per l’oggi e per il domani) e mezzi concreti (le discipline), esso ha, soprattutto, un fine: l’educazione della persona umana (trascendenza). Qui si colloca il punto di intersezione fra la libertà di insegnare e la libertà di apprendere e, se è vero che la deontologia (competenza professionale) non può essere identificata con l’etica (sistema di valori condivisi), non può nemmeno prescinderne, né ignorarla. In questo modo, deontologia e professionalità diventano speculari
Analisi di alcune problematiche connesse alla modellazione della risorsa idrica.
La modellazione della risorsa idrica è una delle problematiche chiave degli studi i-drologici sia per esigenze operative, progettuali e gestionali, sia a scopo diagnostico in-terpretativo dell’ambiente in cui si opera.
Nonostante si tratti di un argomento su cui tantissimi hanno lavorato e prodotto, nuove potenzialità, nuove esigenze e l’esistenza di problemi ancora irrisolti rendono la questione sempre feconda. In questa memoria si vuole descrivere l’attività svolta in proposito presso il DIIA dell’Università degli studi di Palermo nel corso di oltre 10 anni. Nel caso specifico della realtà siciliana la presenza di corsi d’acqua a carattere tor-rentizio e la forte variabilità spaziale e temporale delle precipitazioni hanno determina-no l’insorgere di alcune problematiche particolari quale ad esempio la difficoltà di mo-dellare con un unico strumento portate di ordini di grandezza molto differenti o di tarare i modelli utilizzando serie storiche di deflusso poco attendibili, oppure l’esigenza di modellare la siccità. Questi temi ed altre più generali sono state oggetto di una serie di pubblicazioni di cui si vuole sinteticamente riferire in questa memoria
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