1,816,289 research outputs found

    Pasquini, Elisabetta

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    La "voce" raccoglie le notizie relative alla biografia e alla carriera scientifica di Elisabetta Pasquini (1966-), professore ordinario nell'Università di Bologna. Si tratta della prima "voce" a lei dedicata

    Uomo e cibo: una storia (e un futuro) in comune

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    Il breve saggio sviluppa alcune considerazioni sul ruolo del suino nello sviluppo dell'agricoltura e delle moderne civiltà, identificando nella sostenibilità dell'allevamento un elemento critico, sia nel passato che nel futuro

    I canali della politicizzazione del Mezzogiorno d’Italia. Bande civiche e messaggio risorgimentale in Terra d’Otranto tra gli anni Venti e l’Unità

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    Il saggio indaga sul ruolo rivestito dalle bande civiche nel veicolare il messaggio risorgimentale presso i ceti più umili del Mezzogiorno d’Italia, con specifico riferimento all’area dell’antica provincia di Terra d’Otranto (corrispondente alle attuali province di Brindisi, Lecce e Taranto) e in un periodo compreso orientativamente tra gli anni ’20 dell’Ottocento e l’Unità. Si tratta di una prospettiva di analisi che richiama una serie di riflessioni sui meccanismi concreti attraverso i quali avvenne la politicizzazione dell’Italia meridionale, anche alla luce del più recente dibattito sulle origini delle nazioni contemporanee e sui diversi strumenti attraverso i quali la moderna idea di nazione penetrò tra il centro e la periferia. Acquistano così rilevanza una serie di canali d’ingresso “alternativi” alla vita politica, che contribuirono a rendere il Risorgimento, da fenomeno elitario, un percorso di “massa”, e lo studio delle bande cittadine risulta, in tal senso, particolarmente interessante. Non solo perché esso aiuta a ricostruire, secondo le più accreditate e consolidate acquisizioni storiografiche, come la musica incise nella maturazione di un sentimento di identità nazionale e di una «nuova religione civile», ma anche, e soprattutto, perché permette di far luce sul rapporto tra le componenti popolari – in primis piccoli artigiani e minuti commercianti – con la causa nazionale, su cui gli elementi di conoscenza risultano piuttosto scarsi. Si tratta, in effetti, di gruppi sociali di cui è ormai indubitabile la partecipazione alla causa risorgimentale, ma dei cui orientamenti, anche a causa del loro analfabetismo e delle poche tracce lasciate, è difficile avere notizia. Rispetto al caso di Terra d’Otranto, in particolare, queste componenti sociali rappresentano, pur all’interno di un contesto fortemente segnato dall’incidenza delle attività agricole, una parte consistente dell’articolazione socio-professionale. Per loro, inoltre, le bande cittadine costituirono importantissimi canali di inserimento nel discorso risorgimentale, grazie alla larga presenza di maestri di musica e musicofili di fede mazziniana, tra i quali, per esempio, Beniamino Rossi, che contribuirono in diverse occasioni – festività religiose, eventi pubblici, ecc. – alla spettacolarizzazione del messaggio patriottico. D’altra parte, le bande civiche ereditavano dalla rivoluzione giacobina una tradizione musicale popolare e fortemente antielitaria e la musica rappresentava, soprattutto in un’area come quella salentina con un tasso molto alto di analfabetismo, un potente fattore di diffusione dell’impeto patriottico, anche perché «l’apprendimento dell’idioma musicale perché inteso come mezzo di ulteriore specializzazione professionale, poteva precedere anche una minima conoscenza delle lettere». Sicché, attorno alle bande musicali, si venne a creare, a partire dai primi dell’Ottocento e poi nel corso dei decenni successivi, «un fenomeno politicamente sonoro e sonoramente politico» che teneva insieme classi diverse, in una sorta di alleanza tra il ceto degli artigiani e la parte più illuminata e/o filocarbonara dell’aristocrazia, della borghesia e del clero, che spesso promosse o finanziò le bande stesse. Proprio per questo motivo non pochi furono gli episodi che, in tutta la provincia, videro intervenire bande e artieri-musicanti a sostegno di carbonari o capi rivoluzionari. Sulla base di tutto questo, il contributo si sofferma su una serie di artieri-bandisti protagonisti della penetrazione del messaggio risorgimentale, sulle figure e i principali circoli patriottici che la ispirarono e sui contenuti politici delle colonne sonore in questione. Le fonti utilizzate comprendono prevalentemente una serie di scritti coevi e di processi giudiziari, che vengono letti anche attraverso il ricorso all’histoire croisé

    Contributo al dossier radiofonico La regina Elisabetta a Roma

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    http://www.oltreradio.it/dossier/regina-elisabetta-ii-rom

    Terrevolute. Il lavoro della bonifica: uomini, macchine, territorio. Documentario. Soggetto e ricerca di Elisabetta Novello; regia di Elisabetta Novello e Michele Angrisani

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    Il documentario Terrevolute. Il lavoro della bonifica: uomini, macchine e territorio, frutto di un progetto di ricerca promosso e coordinato dall’Università degli Studi di Padova. Nel corso del tempo le terre di bonifica si sono evolute da un punto di vista igienico-sanitario, economico e sociale: la lunga lotta alla malaria così come la nascita e lo sviluppo di molti centri rurali ne sono una chiara testimonianza. Si trattava di aree originariamente malsane e disabitate sulle quali, quando particolari condizioni economiche e sociali lo hanno richiesto e reso possibile, si è concentrata l’attenzione dell’uomo, che ha voluto investire in esse, renderle produttive. Da questa riflessione nasce il termine Terrevolute, per compendiare in un’unica espressione la storia passata, le potenzialità presenti e future di questi ambienti e l’azione esercitata dall’uomo su di essi. Al fine di ricostruire la trasformazione delle terre di bonifica venete nel corso degli ultimi 60-70 anni e analizzare il ruolo svolto dai Consorzi nella salvaguardia del territorio di questa regione sono state raccolte 32 testimonianze. La maggior parte dei narratori di questa interessante storia sono o sono stati dipendenti di due importanti Consorzi di bonifica veneti, l’Adige Euganeo e il Bacchiglione, e hanno rivestito nel corso della loro carriera diversi ruoli: idrovoristi, operai, escavatoristi, meccanici, collaboratori tecnici, capi-settore, responsabili di zona, responsabili del catasto. Sono stati inoltre intervistati alcuni Direttori, Presidenti e membri del Consiglio e della Giunta di questi Enti

    Il romanzo di famiglia oggi / Le roman de famille aujourd’hui (Special Issue)

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    Il numero presenta i risultati del progetto STAR 2014 Linea 1 dal titolo The family novel. Intergenerational Novels, Family Memoirs, Changing Society in Changing Fiction Forms. New Approaches to the Family Novel in European and American Literature from 1950 to 2010 che si è svolto presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Napoli Federico II dal 1 settembre 2015 al 30 novembre 2017. Il team di ricerca era composto da Elisabetta Abignente, Francesco Arcidiacono, Emanuele Canzaniello, Francesco de Cristofaro, Karen Haddad, Giovanni Maffei, Matteo Palumbo

    LE FILIERE SUINICOLE ITALIANE NEL 2015: UNO SGUARDO D'INSIEME

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    Nel contributo sono illustrate le principali tendenze dei mercati dei suini vivi, sia da allevamento che da macello, in Italia, delle carni suine lavorate, dei prosciutti stagionati, del commercio estero dell'italia e del grado di autoapprovvigionamento

    Contributo allo speciale radiofonico I 90 anni di Elisabetta

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    Intervento nello speciale della trasmissione di Radio Radicale Spazio Transnazionale dedicato al novantesimo anniversario della Regina d'Inghilterra (http://www.spaziotransnazionale.it/2016/04/90-anni-elisabetta/

    Il monitoraggio di un macrovolume (una cattedrale): il Duomo di Milano e la Sagrestia Nord

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    Dall’inizio del 2015 la Veneranda Fabbrica del Duomo (l’istituzione che dal 1387 sovrintende alla costruzione ed alla manutenzione della Cattedrale milanese) ed il Politecnico di Milano hanno riorganizzato la loro consolidata collaborazione, impostando sistematicamente una corposa serie di attività scientifiche di studio e di ricerca sui temi significativi per la manutenzione del Duomo. Un rilievo particolare ha avuto, in questa prospettiva, lo studio delle interazioni delle architetture della Cattedrale con le caratteristiche termiche ed igrometriche dell’ambiente nel quale l’edificio si trova: temperatura ed umidità sono infatti, al momento, le principali sollecitazioni alle quali il monumento è esposto. Si è dunque attivata la registrazione sistematica delle condizioni ambientali esterne, che risulta un approfondimento piuttosto semplice; accompagnata da una più complessa campagna di monitoraggio delle condizioni ambientali interne, valutando diverse posizioni planimetriche, diverse altezze, diversi ambienti (navate, sordine, sagrestie, sotterranei). Le prospettive di tale studio di ampio respiro, tuttora in corso sotto la regia del professor Niccolò Aste del Politecnico e dell’ingegner Francesco Canali della Veneranda Fabbrica del Duomo, sono interessantissime. Una prima fase di studio (indispensabile, data la vastità dell’ambiente e del volume d’aria in esso racchiuso), condotta con l’ausilio di sonde mobili collegate a piccoli palloni aerostatici, ha portato alla definizione dei migliori punti di installazione di un sistema di sonde fisse. Questa sono ora al lavoro e, tramite i primi risultati forniti dal monitoraggio, si stanno valutando alcuni interessanti spunti legati alla possibilità di free-cooling per il mantenimento delle migliori caratteristiche di utilizzo della Cattedrale da parte dei fedeli e di conservazione delle opere d’arte [1]. A questi studi di più ampio respiro si è collegato, all’inizio del 2019, un più specifico e dettagliato approfondimento mirato ad investigare la complessa situazione della Sagrestia Nord (Sagrestia Aquilonare) della quale si intendeva avviare un completo restauro anche in ragione delle precarie condizioni di conservazione degli affreschi delle volte e delle pareti, principalmente compromesse da inspiegabili (all’atto dell’avio del progetto di restauro) fenomeni legati alla presenza di elevati tenori d’umidità. La Veneranda Fabbrica del Duomo ed il Politecnico di Milano, nelle persone della professoressa Elisabetta Rosina, del professor Stefano Della Torre e dell’ingegner Francesco Canali si sono trovati d’accordo nel ritenere che, a fronte della impossibilità a comprendere intuitivamente i fenomeni dei quali si potevano vedere evidenti conseguenze (estese efflorescenze saline sulle superfici pittoriche; distacco di quattro vele affrescate in qualche modo restaurate negli anni ’60 del XX secolo; compromissione della parte sommitale degli intonaci delle colonne centrali, subito al di sopra dei capitelli in corrispondenza dell’imposta delle volte) fosse indispensabile partire da un attento monitoraggio delle condizioni ambientali interne, nella configurazione precedente all’avvio del restauro. Di seguito il resoconto di tali studi, delle attività ad essi connesse e delle conclusioni alle quali si è giunti: sia in termini di comprensione dei fenomeni, che di messa a punto di ulteriori attività di monitoraggio, indispensabili per ottimizzare la efficacia e la durata dei lavori di manutenzione eseguiti

    Elisabetta Caminer e Melchiorre Cesarotti fra Voltaire ed Helvétius: nuovi contributi all'Illuminismo veneto

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    This paper explores the intellectual context of the Eighteen-century Venetian Enlightenment, with a special focus on the contribution of Elisabetta Caminer Turra (1751-1796). She was a playwright, a philosopher, a translator, and she played a central role in the circulation of the ideas of French philosophes des lumières in Venice. Furthermore, she worked both as a journalist and as an editor in the Giornale enciclopedico, and in the Nuovo giornale enciclopedico, which she founded in 1783. Through an analysis of several of Caminer’s writings this paper shows that her thought was inspired by Melchiorre Cesarotti (1730-1808), especially his Saggio sulla filosofia del gusto (‘Essay on the Philosophy of Taste’, 1784), and it combined elements coming from Voltaire’s rejection of prejudice with aesthetic categories taken from Locke’s empiricism, Hume’s sensism and Helvetius’ physical sensibility
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