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    Graphic Design Worlds /Words

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    Una pluralità di percorsi anima il graphic design contemporaneo. Sorretti da una accresciuta consapevolezza critica dei loro strumenti e obiettivi, abili a muoversi fra i diversi linguaggi e media che pervadono la nostra vita quotidiana, i graphic designer si trovano nella posizione deale per osservare, indagare e interpretare il mondo in cui intervengono. La mostra Graphic Design Worlds, prodotta e organizzata da Triennale Design Museum di Milano (2011), ha aperto una finestra su questo panorama, invitando oltre trenta graphic designer a presentare i loro “mondi”, i loro approcci, le loro visioni. Graphic Design Worlds /Words raccoglie le parole che hanno accompagnato la realizzazione della mostra. Accanto alla voce dei graphic designer, lo sguardo di storici e critici propone un interessante contrappunto, rilevando criticità e prospettive, stimolandoulteriori riflessioni

    Graphic Design Worlds

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    EDIZIONE ITALIANA Il graphic design è un territorio difficile da abbracciare con un solo sguardo. Necessariamente eteronomo, si presenta non tanto come una regione conchiusa, dai confini ben individuati, ma piuttosto come un nucleo dal quale e verso il quale differenti percorsi si dispiegano in relazione ai diversi contesti, descrivendo una pluralità di mondi. La sua pur breve storia ci consegna un’identità molteplice, punteggiata da una varietà di esperienze e denominazioni più o meno condivise che ne hanno via via sospinto la definizione fra arte e industria, fra libera espressione e problem solving, fra creatività e standard, tra le sponde della professione e della disciplina istituzionalizzata, da un lato, e quelle della pratica amatoriale, dall’altro. La sua condizione attuale ci parla di opportunità e sfide che richiedono punti di osservazione e vocabolari aggiornati. Un paesaggio sempre più esteso di prodotti e luoghi dei quali facciamo quotidiana esperienza si serve della grafica per comunicare e informare a diverse scale e dimensioni – dai libri a stampa ai siti web, dai manifesti lungo le strade alle applicazioni digitali, dai musei ai centri commerciali. Per loro tramite siamo avvolti ormai da una molteplicità di stili che accoglie tutte le sfumature dal buon design al culto del brutto (cult of the ugly), gli eccessi kitsch accanto a quelli del minimalismo, objets trouvés e decorazioni generative. Nel contempo, l’accesso facilitato a strumenti di elaborazione grafica rende sempre più diffuse e partecipate non solo la fruizione ma anche la elaborazione e la produzione stessa di testi, immagini, segni. In questo panorama, dove la “grafica” sembra essere dappertutto, la posizione del graphic design necessariamente si sposta. [...

    Graphic Design, Exhibiting, Curating

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    In recent years, graphic designers have become increasingly interested and engaged in the exhibition context as a space of production, mediation and dissemination. In June 2012 the international conference “Graphic Design, Exhibiting, Curating” was held at the Faculty of Design and Art of the Free University of Bozen-Bolzano, with the aim of bringing together a number of graphic designers, curators and critics who have been variously engaged in exhibition-making and curating. The proceedings of the conference feature contributions by Brave New Alps, Charlotte Cheetham (Manystuff.org), Mieke Gerritzen (Museum of the Image, Breda), Lungomare / Lupo&Burtscher, Prem Krishnamurthy (Project Projects), and Jon Sueda, as well as extracts from the discussions that followed each panel

    Design e apprendimento creativo : questioni ed esperienze

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    Negli anni recenti, a livello internazionale, il sistema dell’educazione è stato sottoposto a rinnovata critica. Crescente attenzione è stata posta sulla costruzione di ambienti e occasioni di apprendimento creativo che sostengano l’individualità dei bambini e sui processi conoscitivi interattivi. Contesti educativi come scuole e musei si sono aperti maggiormente al coinvolgimento e all’integrazione di diverse conoscenze e competenze. In questa cornice, quale contributo può venire dai designer e dalla pratica del design? Design e apprendimento creativo raccoglie attorno a questo interrogativo alcune risposte e riflessioni attraverso la voce e le esperienze di designer, pedagogisti, teorici, psicologi, mediatori museali e educatori. Il volume presenta e discute le attività sviluppate nell’ambito di EDDES Educare attraverso/con il design: stimolare l’apprendimento creativo in contesti museali e scolastici, progetto di ricerca triennale interfacoltà (Facoltà di Design e Arti e Facoltà di Scienze della Formazione) condotto presso la Libera Università di Bolzano nel periodo 2014-2017

    Come on Kids! 3 Per non aggiungere cose

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    L'articolo parla dell’esperienza fatta all’interno del corso Come on Kids! 3 Alla ricerca dello spazio perduto in cui sono state sperimentate modalità di apprendimento all’intersezione tra arte, design e pedagogia. Il volume documenta e raccoglie esperienze e riflessioni sviluppate nell’ambito di EDDES - Educare attraverso/con il design: stimolare l’apprendimento creativo in contesti museali e scolastici, progetto di ricerca triennale interfacoltà (Facoltà di Design e Arti e Facoltà di Scienze della Formazione), Libera Università di Bolzano, 2014-2017 Coordinamento: Giorgio Camuffo con Maddalena Dalla Mura Gruppo di ricerca: Roberto Gigliotti, Jonathan Pierini, Simone Simonelli (Design e Arti), Annemarie Augschöll Blasbichler, Gerwald Wallnöfer e Beate Weyland (Scienze della Formazione

    Effect of environmental conditions on the erosional resistance of cohesive sediment deposits in sewers.

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    The potential to adjust sewer network operation in order to control the level of transported sediment in sewage so as to enhance the performance of end-of-pipe treatment works is now being investigated. However for this to become a practical management option there is a need to be able to understand the processes which control the movement of sediments that are found in many combined sewers. Crucial to this understanding is an ability to predict how sediments from in-sewer deposits, are released by the action of vigorous flows. This paper reports on a laboratory investigation that aimed to investigate the effect that the environmental conditions during deposit formation can have on the ability of fine-grained organic sediment within in-sewer deposits to resist erosion and subsequent release into transport.</jats:p
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