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Applicazione delle KETs al settore delle costruzioni come nuovo strumento meta-progettuale per la mitigazione climatica. La valorizzazione del “metabolismo ambientale passivo” del patrimonio storico attraverso la riattivazione degli “spazi di transizione”
Riscaldamento globale, disastri ambientali e pandemia ci chiamano con urgenza a ripensare il rapporto tra l’ambiente costruito e lo spazio esterno, per ridurre l’immissione in atmosfera di sostanze climalteranti e migliorare il comfort outdoor e, di riflesso, indoor degli utenti. In particolare, i centri storici sono oggetto molto spesso di percorsi turistici per i quali il benessere e un approccio sostenibile sono condizioni ormai ineludibili. In questo contesto giocano, quindi, un ruolo strategico gli edifici pubblici storici che, se gestiti correttamente e valorizzati da un punto di vista ambientale, possono non solo ridurre i propri consumi e migliorare il benessere degli utenti, ma anche contribuire al miglioramento del comportamento della città nella sua interezza per il raggiungimento degli obiettivi di carbon neutrality. Una possibile strategia di intervento per la loro valorizzazione prevede la comprensione e reinterpretazione dell’originario ruolo di “mediatore ambientale” proprio degli “spazi di transizione”: si tratta di spazi ambientali fortemente integrati e diffusi nei complessi storici, a cavallo tra l’esterno e l’interno. Il loro studio e il conseguente progetto di “riuso” e di riattivazione del funzionamento di questi spazi “liminari” sono parte della ricerca documentata nell’articolo, che ha l’obiettivo più ampio di applicare le KETs (Key Enabling Technologies) al settore delle costruzioni come nuovo strumento di meta-progettazione per favorire la mitigazione climatica. Gli innovativi strumenti digitali che oggi abbiamo a disposizione permettono, infatti, da una parte, di innescare nuovi processi di conoscenza, affiancando a considerazioni qualitative una serie di valutazioni quantitative, e, dall’altra, consentono di “attivare” al meglio il funzionamento degli spazi di transizione oggetto di studio per renderli nuovamente attori nella gestione del comportamento ambientale del tessuto edilizio storico.Global warming, environmental disasters and pandemic urgently call us to rethink the relationship between the built environment and external space, to reduce the release of climate-altering substances into the atmosphere and improve the outdoor and, consequently, indoor user comfort. In particular, tourist routes, for which wellbeing and a sustainable approach are now unavoidable conditions, interest very often the historic centres. In this context, therefore, historic public buildings play a strategic role. They can not only reduce their consumption and improve the wellbeing of users, but also contribute to improve the behaviour of the entire city to achieve carbon neutrality objectives, if they are correctly managed and enhanced from an environmental point of view. A possible intervention strategy for their enhancement involves understanding and reinterpreting the original role of “environmental mediator” typical of “transition spaces”: these are spaces that are highly integrated and widespread in historic complexes, straddling the outside and the interior. Their understanding and the consequent project of “reuse” and reactivation of the uses of these “liminal” spaces is part of the research documented in the paper, which has the broader objective of applying KETs (Key Enabling Technologies) to the sector of construction as a new meta-design tool to promote climate mitigation. The innovative digital tools that are available today allow both to trigger new knowledge processes, combining qualitative considerations with a series of quantitative assessments, and allow us to “activate” the function of the transitional spaces under study to make them again actors in the management of the environmental behaviour of the historic building heritag
Le petrofacies delle formazioni Oligo-Mioceniche del Macigno, M. Modino e M. Cervarola affioranti nell'Appennino tosco-emiliano
BORGO_CLIMA. Un processo di riqualificazione energetica e ambientale del tessuto storico
Il recupero e la riqualificazione delle zone colpite dal sisma può essere occasione per stimolare nel territorio un processo di rivitalizzazione, valorizzazione e parziale rifunzionalizzazione dei centri abitati minori. È l’esempio di Caporciano (AQ), Comune di quasi trecento edifici posti in cima a un’altura dell’Altopiano di Navelli, identificato quale caso di studio per un workshop che ha richiamato numerose Università italiane a riflettere in loco sul tema della ricostruzione in chiave sostenibile all’interno di un contesto particolarmente complesso per realtà ambientale, sociale, economica, abitativa e storico-culturale.The recovery of areas struck by earthquakes can be the opportunity to stimulate the revitalization process, enhancement and partial re-functioning of minor towns and villages in the territory. This is the case of Caporciano (AQ), a small town of nearly three hundred buildings placed on top of a hill of the Navelli Plateau, identified as a case study for a workshop that drew several italian
Universities to reflect on the topic of on-site sustainable reconstruction in a particular context from the environmental, social, economic, building, historical and cultural points of view. Energy and environmental requalification may play a leading role in technological and functional refurbishment and they are also a key strategy for the economic and social development of the entire geographical area; however, one of the main topics of this operation is the energy and seismic performance enhancement of buildings and districts with particular historical connotation
Sostenibilità degli spazi urbani: riflessione sulla trasformazione delle aree cimiteriali urbane in Italia
Il presente contributo intende alimentare il dibattito in merito alla valutazione del potenziale ruolo delle strutture cimiteriali per la creazione di un ambiente urbano sostenibile, in particolare approfondendo le principali barriere alla diffusione di interventi nel contesto italiano. Diverse città italiane stanno già affrontando problemi legati ai Cimiteri Monumentali, una tipologia di cimitero dove la dimensione socio-culturale, il funzionamento e la gestione del patrimonio edilizio diventano temi cruciali. Partendo da questo presupposto, sono stati analizzati alcuni esempi di best practice in Inghilterra, paese che sta intervenendo nei cimiteri con risultati decisamente interessanti. Infine, la difficoltà di rigenerare i cimiteri italiani è associata alle complessità gestionali e legali, oltre che a radicate abitudini culturali. Per prolungare nel tempo l'operatività del cimitero emerge, quindi, la necessità di interventi, per i quali si rivela particolarmente utile la creazione di uno strumento guida semplificato, per il supporto decisionale di progettisti e amministratori locali.This contribution intends to enhance the debate about the evaluation of the potential of cemetery structures for the creation of a sustainable urban environment, in particular by analysing the main barriers to the diffusion of interventions in the Italian context. Several Italian cities are already facing problems related to Monumental Cemeteries, a type of cemetery where the socio-cultural dimension, the functioning and management of the building heritage become crucial issues. Starting from this premise, some examples of best practices in England were analysed, a country which is intervening in cemeteries with definitely interesting results. Finally, the difficulty of intervening in the regeneration process of Italian cemeteries is associated with management and legal aspects, as well as deeply rooted cultural and religious habits. Therefore, the need for interventions emerges to extend the operation of the cemetery over time, where the creation of a simplified guidance tool proves to be particularly useful to support the decision-making process of planners and local administrators
Selective Alteration of Arkose Framework in OIigo-Miocene Turbidites of the Northern Apennines Foreland: Impact on Sedimentary Provenance Analysis
Interventi di addizione sull’Edilizia Residenziale Pubblica. Metodi e strumenti per la riqualificazione sismica, energetica e architettonica del patrimonio ERP senza interruzione abitativa: un caso studio di ACER Ferrara
Nello scenario socioeconomico attuale, l’accesso all’abitazione non risulta affatto scontato. L’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), lo strumento di intervento pubblico a cui si è sempre ricorso per garantire questo diritto, presenta attualmente numerose criticità relative al numero di edifici e, soprattutto, al loro stato di conservazione e manutenzione. La riqualificazione sismica ed energetica, come pure architettonica, di questo patrimonio costituisce un importante compito che i progettisti sono chiamati ad assolvere. Il contributo documenta uno studio per l’elaborazione di un modello e di una procedura focalizzati attorno all’intervento di addizione, che si configura come ampliamento spaziale dei singoli alloggi, ma che allo stesso tempo cerca di dare una risposta alle criticità energetiche e sismiche, oggi ineludibiliIn the current socio-economic scenario, access to housing is not granted at all. Public housing buildings (ERP) have always been the public intervention tool used to guarantee everyone access to housing. They currently present many problems related to the number of buildings and above all their state of preservation and maintenance. Seismic and energy upgrading, as well as architectural upgrading, of this heritage is a strategic task that planners are called upon to perform. The paper documents a study focused on the development of a model and procedure based on the intervention of addition, which is configured as a spatial expansion of individual dwellings, but at the same time seeks to provide an answer to the unavoidable energy and seismic criticalities of today
Sistemi costruttivi in legno: un modello di valutazione multicriteriale per l’individuazione dei principali ostacoli alla loro diffusione nel panorama edilizio italiano
I prodotti a base di legno hanno generalmente un potenziale di riscaldamento globale (GWP) più basso rispetto agli altri materiali impiegati nelle costruzioni. Comparato all’acciaio ed al cemento armato, un prodotto in legno necessita di molta meno energia per la produzione e pertanto contribuisce alla riduzione delle emissioni di GHG. Nonostante gli innumerevoli dati positivi e i riconoscimenti europei del mercato, è ancora necessario sviluppare strategie innovative per introdurre misure concrete per la promozione delle costruzioni in legno. L’obiettivo principale del progetto è l’analisi e la valutazione dei fattori (architettonici, costruttivi, economici, sociali
e culturali) che concorrono a rallentare il processo di adozione dei sistemi costruttivi leggeri lignei in edilizia per la creazione di un modello multi-criteriale di valutazione strategica a supporto delle politiche nazionali ed europee per contribuire a meglio indirizzare gli investimenti di settore.Wood-based products generally have a lower global warming potential (GWP) than other materials used in construction. Compared to steel and reinforced concrete, a timber product requires much less energy for its production and therefore contributes to reduce GHG emissions. Despite the countless positive feedback and approvals of European market, it is still necessary to develop innovative strategies to introduce effective measures to promote timber construction. The main objective of the presented project is the analysis and evaluation of factors (architectural, constructional, economic, social and cultural) that contribute to slowing down the process of adoption of timber lightweight building systems in construction for the creation of a multi-criteria strategic evaluation model to support national and European policies to help better target sector investments
Technology as enabling interface within transition spaces for the smart Heritage [La tecnologia come interfaccia abilitante negli spazi di transizione per lo smart Heritage]
L’attuale e sempre più frequente deriva tecnocratica riconosce un potere indiscriminato a tecniche e tecnologie nella risoluzione di numerose problematiche, tra cui la battaglia al cambiamento climatico e al suo impatto sulle città. Una delle sfide future riguarda l’applicazione efficace e consapevole di Key Enabling Technologies (KETs) per la creazione di smart environment nel patrimonio storico, detentore di un ruolo strategico, oltre che per i valori conservativi, anche nella più ampia strategia per limitare le emissioni di gas serra climalteranti. Il contributo qui proposto riporta alcuni risultati preliminari di una ricerca volta a indagare e riconoscere a tali tecnologie un possibile ruolo di medium abilitante per intraprendere scelte deterministiche più consapevoli nel campo del Cultural Heritage (CH).The current and increasingly intensive technocratic drift recognises the indiscriminate power of techniques in solving several problems, including the struggle against climate change and its impact on cities. One of the future challenges concerns the effective and conscious application of KETs for the creation of smart environments in historical heritage, which plays a strategic role for its conservative values, but also in the broader strategy for limiting greenhouse gas emissions. The proposed paper reports some preliminary results of a research aimed at investigating and acknowledging these technologies as an enabling medium to undertake more informed deterministic choices in the field of CH
Laboratori “aperti” per l’efficientamento energetico del patrimonio storico. La missione di disseminazione della ricerca europea HeLLo
È importante che la ricerca accademica esca maggiormente allo scoperto e comunichi sempre più con l’esterno.
Maggiori azioni di divulgazione/disseminazione sono sempre più sollecitate dagli indirizzi dell’Unione europea e dalle politiche di governance universitaria. E ciò anche in termini di cosiddetta “terza missione”, che si affianca agli scopi tradizionali dell’insegnamento e della ricerca. Lo strumento del laboratorio prove, non così diffuso nel settore dell’architettura, può diventare un tool di grande efficacia in questo senso, se inteso come un “open-lab” e dunque un “laboratorio da vivere”. Ancor di più se rivolto a indagini per la valorizzazione del costruito storico, patrimonio della comunità dei cittadini. In questa direzione si è mosso il progetto europeo HeLLo (Horizon 2020, programma Marie Skłodowska-Curie IF) “aprendo le porte”, secondo diverse modalità, all’istituzione pubblica e privata, al professionista, all’azienda, come pure alla collettività in genere. Un laboratorio in situ, a contatto con la “materia storica” e non in un ambiente lontano e “asettico”, analizza i comportamenti reali di tecnologie isolanti per l’efficientamento dell’involucro.It is important that academic research comes out into the open and communicates more and more with the outside world. Greater dissemination actions are increasingly urged by the European Union guidelines and university governance policies. This also in terms of the so-called “third mission”, which joins the traditional purposes of teaching and research. The instrument of the testing laboratory, not so common in the architectural sector, can become a highly effective tool in this sense, if understood as an “open-lab” and therefore a “laboratory to be lived in”. Even more if addressed to investigations for the enhancement of the historic assets, heritage of the community of citizens. The European HeLLo project (Horizon 2020, Marie Skłodowska-Curie IF programme) has moved into this direction, “opening the doors”, in different ways, to public and private institutions, to the professional, to companies, as well as to the community in general. An in situ laboratory, in contact with “historic matter” and not in a distant and “aseptic” environment, analyses the real behaviour of insulating technologies for the efficiency of the building envelope
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