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    Design come facilitatore delle logiche di condivisione e accesso

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    La contemporaneità determina una modificazione del modo di intendere prodotti, sistemi e servizi (PSS) caratterizzati dal processo complessivo e condiviso del design nelle sue molteplici e puntuali declinazioni disciplinari. Questo contributo approfondisce la rilevanza acquisita dalle logiche, fisico-materiali ma anche connesse agli immaginari e alle identità socio-culturali, di accesso e condivisione di PSS fruiti senza forme e modalità di possesso, bensì attraverso semplice utilizzo e impiego istantaneo, temporaneo o permanente. Tali dinamiche introducono logiche di un diverso utilizzo delle merci, riferibili alla dimensione socio- culturale dell’immaterialità e alle opportunità di accesso allargato a risorse tecnico-fisiche e culturali-conoscitive.L’idea di sostenibilità rapportata al progetto evolve, assumendo un’accezione che non riguarda unicamente il prodotto ma si estende a contemplare un sistema complessivo configurato da una dimensione che ricongiunge valore economico e valore sociale in un’ottica di lungo periodo. Questo contributo propone alcuni orizzonti di riferimento per il design volti all’innovazione intesa come processo integrale che investe la dimensione umana, culturale e organizzativa della società. Tali prospettive emergono dal confronto con temi quali: la decentralizzazione come diversa forma organizzativa dei processi; la rinegoziazione dei ruoli e la riterritorializzazione dei luoghi entro i quali il design opera come costruttore di senso; l’interconnessione come reale metafora di uno spazio per la costruzione di una semantica progettuale rinnovata, in dialogo con gli scenari configurati dall’IoT e situata nelle condizioni contemporanee delle culture di riferimento per il progetto; l’impresa e la società

    Interior design come piattaforma collaborativa : uno spazio data-driven per la conoscenza condivisa sulle risorse materiali

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    Le condizioni contemporanee dimostrano le potenzialità connesse all’impiego di dati per la produzione di conoscenza condivisa. Cogente è inoltre la necessità di soluzioni progettuali a sostegno dell’utilizzo di risorse materiali locali. L’idea di ricerca prefigura il progetto di uno spazio pubblico – luogo fisico-spaziale e interattivo- digitale – dedicato alla valorizzazione del saper fare locale, materiale e culturale, volto alla costruzione di reti di ricerca e di competenza per la trasmissione del bene culturale naturale e materiale nonché traiettorie di esperienza pratica e progettuale come atto di conoscenza abilitante dei materiali. L’idea di ricerca riguarda la proposta di un concept per il progetto degli interni di uno spazio data-driven, adattivo e generativo, inteso come piattaforma collaborativa in grado di abilitare connessioni per la conoscenza condivisa relativa alle risorse materiali di uno specifico contesto territoriale

    Moltiplicare la narrazione. Una lettura dello spazio scenico, espositivo e di interni, tra design e interazione

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    Starting from the concept of the “narrative space”, the contribution offers a critical reading of designed space in the context of interiors, exhibitions, and theatrical settings, with the aim of formulating a reference framework that highlights both specificities and common elements. The design assets inherent to interior design – elements in relation, recipients, environmental purposes, and narrating components – and those of interaction design, related to the experience of space–user action and reaction, spatial interaction, temporal interaction – provide conceptual tools to explore relationships across various design contexts. This approach offers a perspective on the value of the material and experiential dimensions of space, which are fundamental for physical and sensory interaction. Narrative emerges as a shared foundation for the process of sense-making in environments. The integration of narrative subjects with physical components generates peculiar spatial and temporal experiences: linear in interior spaces, cyclical in exhibition spaces, and structured in theatrical settings. Despite digital transition, the material and physical value of space remains essential in qualifying experiences, fostering oriented and conscious interactions

    Interior? Interaction! Il contributo dell'interaction design nell'ambito dell'interior design

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    Il testo indaga il contributo dell’interaction design nel campo del design degli interni, con un focus particolare sulla progettazione di spazi ibridi fisico-digitali. L’interaction design, nato per sviluppare interazioni tra persone e dispositivi tecnologici, si estende alla progettazione degli ambienti, trasformando lo spazio in una dimensione informativa e interattiva. Le tecnologie ubiquitarie, come GPS, RFID, realtà aumentata e virtuale, nonché interfacce ambientali, stanno ridefinendo il modo in cui percepiamo, abitiamo e interagiamo con gli spazi. Tali tecnologie si integrano nell’architettura, negli oggetti e nei flussi di dati, influenzando i comportamenti umani e il senso di presenza fisica nei luoghi. Il contributo evidenzia l’importanza di superare i tradizionali approcci cognitivisti dell’Human-Computer Interaction (HCI), adottando paradigmi più contestuali e incarnati, come l’embodied interaction di Paul Dourish, per considerare la fisicità e la socialità dei contesti di utilizzo. In questa prospettiva, lo studio delle spatial user experience (SUX) e la distinzione tra spazio e luogo diventano fondamentali. Mentre lo spazio si riferisce alla configurazione fisica, il luogo incorpora dimensioni socioculturali e comportamentali, cruciali per la progettazione di interni digitalmente aumentati. Il contributo propone una visione transdisciplinare, invitando i designer a considerare gli spazi ibridi come materia progettuale, in cui le interfacce agiscono non solo come strumenti funzionali, ma come elementi culturali che modellano comportamenti, emozioni e relazioni

    Il progetto di ecosistemi comunicativi fisico-digitali per l’accesso e la condivisione dei dati del patrimonio storico artistico e culturale: il caso del Complesso dei Crociferi a Venezia

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    The paper addresses the design of communicative ecosystems for the mediation of knowledge and enhancement of cultural heritage, brought about by the superimposition of a digital information layer on top of the physical spatial one. Through the presentation of an application case study, the method and process functional to the development of the project concept are illustrated. In particular, the need for interdisciplinary collaboration is emphasized as it is capable of capturing all the semantic nuances necessary to properly communicate the complexity of heritage, and in which the designer becomes responsible not only for visual representation but a collaborator in the interpretation and mediation of cultural content

    Lo spazio domestico collaborativo. Il design d’interni come mediatore delle mutazioni sociali

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    La casa è al centro di un’evoluzione culturale e sociale accelerata da eventi emergenziali e trasformazioni. Il contributo analizza il ruolo del design d’interni come pratica pluralistica capace di reinterpretare le relazioni tra abitante, spazio e tempo. Attraverso una ricognizione di fonti multidisciplinari, il paper esplora tre contesti abitativi – la “casa atemporale”, la “casa inaccessibile” e la “casa dissociata” – evidenziando condizioni sociali limite. Ogni scenario richiede soluzioni progettuali che bilancino fisico e virtuale, promuovano accessibilità e benessere psicofisico. Il design emerge come medium tra cambiamenti socio-culturali e bisogni emergenti, offrendo modelli abitativi adattivi e collaborativi

    Data-driven design for the design heritage

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    The integration of digital technologies in museums has instigated a transformative shift in various facets of museum practices, reshaping acquisition, preservation, communication, and exhibition processes. This evolution has given rise to a hybrid physical-digital nature within heritage institutions, where analog, surrogate, and digital dimensions coexist while retaining their distinct identities. Within this dynamic context, digital data has emerged as a pivotal design material, fundamentally altering the operational landscape of museums. The field of "digital cultural heritage design" provides tools and processes to develop solutions that bridge preserved heritage with practices enhancing visitor experiences both on-site and online. This exploration of digital technologies and diverse media has led to three main types of intervention: datafication, representation, and narration. Identifying design heritages as a field that due to its peculiarities can benefit manifold from these practices that open up new perspectives on the enhancement and understanding of collections, the paper investigates data-driven design approaches for design museums geared toward promoting innovative forms of heritage fruition and knowledge sharing. The research identifies the designer's role, outlining objectives, target beneficiaries, competencies required, and associated deliverables for data-driven design approaches in museums. Envisioning a "process interface museum," the research suggests that data serves as a resource for study, research, exhibitions, and a foundation for a shared production of design history. It anticipates a future where museums seamlessly integrate physical and digital elements, leveraging data to enrich visitor experiences and contribute to the collaborative construction of cultural and design history

    New Terms to Define the Field of Design: Critical Analysis, and Qualitative and Quantitative Survey in the Veneto Region

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    The paper presents the results of a research project undertaken by a team of researchers at the Università Iuav di Venezia, which began in January 2021 and ended in January 2023. The project investigated the present-day reality of design studios in the Veneto region, to understand the transformations that have occurred regarding the ways of thinking and acting tied to the modification of the areas of intervention and the design skills that are expected from the designers. Profession and relationships with companies and clients, on one hand have changed from the known and historically practiced ways, with respect to the different position and role of the designer, on the other hand have undergone a significant expansion in the possibilities of intervention. The final goal of this study is to offer a reflection on the directions of the profession with the aim of informing professionals and design businesses, but also those institutions of education which are forming the next generations of designers
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