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    Jürgen Habermas, Nuovo mutamento della sfera pubblica e politica deliberativa, a cura di M. Calloni, trad. di L. Corchia e F.L. Ratti, Milano, Raffaello Cortina, 2023.

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    Indice Introduzione all’edizione italiana. Ripensare la sfera pubblica (Marina Calloni) VII Prefazione 1 1. Un nuovo mutamento di struttura della sfera pubblica politica 3 2. Sulla democrazia deliberativa. Un’intervista 73 3. Che cosa significa “democrazia deliberativa”? Obiezioni e fraintendimenti 95 Sinossi Con Storia e critica dell'opinione pubblica (1962), Habermas ha aperto nuovi orizzonti per gli studi sulla genesi e le trasformazioni della sfera pubblica politica. Seppur in modo non esplicito, il concetto di sfera pubblica ha accompagnato senza soluzione di continuità le sue opere successive. Habermas torna ora a interrogarsi sul nuovo mutamento di struttura della sfera pubblica, determinato da Internet e dai social media nel contesto di un ecosistema mediale, ibrido, decentrato e reticolare. Tale trasformazione sta incidendo sul funzionamento deliberativo degli ordinamenti democratici e sulla riproduzione simbolica del mondo della vita, con una frammentazione della sfera pubblica e la polverizzazione delle opinioni generali. Verrebbe così cancellato uno spazio collettivo di intermediazione, essenziale per la libera formazione della volontà politica, per la deliberazione democratica e per i nostri stessi processi di apprendimento e di riflessione

    Introduction to gravitational wave detection and Advanced Virgo Status and perspectives

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    The present year has seen the announcement by the LIGO-Virgo collaboration of the discovery of gravitational waves with the confirmation of more than one event detected. These detections are a success after half a century of experimental investigations and represent the starting point of a new astronomy era, where a network of gravitational waves observatory are expected to be capable of pointing the source and trigger the so-called multi-messenger astronomy for the searches of electromagnetic or other radiation counterparts. The signal detection has been done by the two ADV-LIGO detectors [The LIGO Scientific Collaboration and the Virgo Collaboration, Phys. Rev. Lett. 116, 061102 (2016); The LIGO Scientific Collaboration and the Virgo Collaboration, Phys. Rev. Lett. 116, 241103 (2016)] while the Virgo detector was ultimating the construction of the ADV-Virgo detector; once that also ADV-Virgo will be operative the network for pointing the source will be completed. In this paper we report briefly on the history of gravitational wave detection and we will focus on the Adv-Virgo apparatus, describing the optical scheme, the critical experimental points and the expected sensitivity

    Bianca Beccalli (1938-2024). Tra sociologia, femminismo e impegno per il cambiamento sociale

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    Affascinante. Questo è ciò che pensai quando la conobbi circa trentacinque anni fa. Ricordo perfettamente il momento. La mitica aula 1 (ora completamente trasformata) di Scienze Politiche a Milano. C’era un’assemblea, come usava allora. Forse nei giorni dell’occupazione del Movimento della Pantera? Non saprei dirlo con certezza. So solo che ho un ricordo indelebile di quel breve scambio di convenevoli, un momento di per sé come tanti, privo di eccezionalità e quindi potenzialmente dimenticabile, se non fosse stato per il suo straordinario carisma. Poi i percorsi biografici mi portarono via dalla mia città, e instaurammo rapporti di lavoro e di amicizia solo molti anni dopo, quando il mio coinvolgimento attivo nello sforzo di rendere gli studi di genere più visibili nell’accademia italiana, insieme a colleghe-amiche ancora oggi al mio fianco in uno stimolante rapporto di sorellanza, divenne preponderante. E il repertorio di aggettivi si infittì. Ancora affascinante. Ma anche: intelligente, coltissima, raffinata, autoironica, amante della vita, forte, cosmopolita, sorridente, anti-barona, generosa

    Una branche dimenticata: studio e traduzione di Renart Empereur

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    Abstract della Tesi di Dottorato Una branche dimenticata: studio e traduzione di Renart Empereur La Tesi propone uno studio complessivo e la traduzione integrale della più estesa branche del Roman de Renart, meglio nota come Renart Empereur. In passato, la branche XI, secondo la numerazione di Martin, ha conosciuto una notevole fortuna, testimoniata dalla cospicua tradizione manoscritta, costituita da dodici codici e due frammenti, e dalla ripresa di alcuni temi fondamentali della guerra tra Re Noble e Renart e dell’incoronazione della volpe nelle opere epigonali Renart le Nouvel e Le Couronnement Renart; tuttavia la critica moderna ha relegato questa branche a un ruolo subalterno, giudicandola povera del carattere eroicomico tipico delle branches più antiche, e priva di un’architettura narrativa armoniosa e bene organizzata. Il presente lavoro opera in direzione di una rivalutazione generale della branche, ritenendo che i giudizi negativi su di essa derivino da due fraintendimenti: la valutazione di un prodotto letterario medievale attraverso dei criteri estetici moderni, e l’idea che la frammentarietà strutturale della branche derivi dalla scarsa abilità del troviero responsabile dell’intero testo. La branche XI è articolata in due unità narrative, del tutto indipendenti non solo dal punto di vista diegetico, ma anche sotto il profilo genetico: la discontinuità tra le due sezioni emerge lucidamente sui piani delle strutture, dei contenuti e dell’apparato retorico formale, determinando una storia compositiva articolata in fasi distinte. Il primo capitolo si concentra sull’analisi dei contenuti narrativi degli episodi confluiti nella prima sezione, più varia e dinamica, che si delinea come una catena di avventure e di incontri che Renart compie lungo il cammino: Renart e Isengrin, Renart e le more, Renart e Roonel, Renart e i nibbi, Renart, il cavaliere e il servitore, Renart e Droin. Alcuni di essi sono fortemente debitori alla tradizione renardiana, dalla quale attingono i motivi e il formulismo tipici. Il secondo capitolo prende in esame la seconda sezione, che si configura come un racconto unitario volto alla parodia sistematica e globale del mondo epico-cavalleresco: la narrazione si svolge tra la corte e il campo di battaglia e ruota attorno alle vicende belliche che il popolo di Re Noble deve sostenere prima contro i pagani e poi contro Renart e i baroni in rivolta. La solidarietà delle strutture narrative, dei contenuti e dei temi, dell’apparato retorico-formale e, infine, delle modalità di conduzione del racconto, dimostra che per la seconda sezione è possibile supporre una genesi unitaria. Dopo aver analizzato gli aspetti di singolarità dell’una e dell’altra sezione, il terzo capitolo si propone l’indagine della branche nel suo complesso, analizzando le strategie formali e tematiche intervenute per conferire uniformità a un discorso narrativo così eterogeneo, che sin dalla sua prima circolazione manoscritta hanno garantito una ricezione unitaria della branche. Si considera, inoltre, la storia compositiva della branche, che sin dalla sua prima circolazione manoscritta è stata recepita come un complesso narrativo unitario e coeso. Infine, si studia la funzione della branche all’interno della macrostruttura del Roman de Renart, del quale sembra proporsi come conclusione ideale.A forgotten branche: analysis and translation of Renart Empereur The thesis aims to provide a comprehensive study and translation of the most extensive branche of the Roman de Renart, better known as Renart Empereur. In the past the branche – which is the 11th according to the branch numbers established by Martin – has achieved extraordinary success. This is attested by the large number of manuscript witnesses, and the epigonal works Renart le Nouvel and Le Couronnement Renart resume some of the main themes contained in this branche – such as the war between King Noble and Renart as well as the fox’s coronation. Nevertheless, modern criticism has disregarded the importance of this branche because of the lack of heroicomic character typical of the oldest branches, and the disorganization of the narrative structure. The first chapter focuses on the analysis of the narrative contents of the episodes of the first section, more varied and dynamic, which is a chain of adventures and meetings that Renart makes along the way: Renart and Isengrin, Renart and the blackberries, Renart and Roonel, Renart and the kites, Renart, the knight and the servant, Renart and Droin. Some of them use the motifs and the rhetorical expressions typical of the renardian tradition. The second chapter examines the second section, a unitary and uniform narration, which is focused on the systematic and global parody of the epic-chivalric world: the narration takes place between the court and the battlefield and revolves around the war events between the people of King Noble and the pagans, and then against Renart. The uniformity of the narrative structures, of the contents and themes, of the rhetorical-formal apparatus and, lastly, of the strategies adopted by the storyteller, shows that the second section had a unitary genesis. After analyzing the peculiarities of one and the other section, the third chapter investigates the entire structure of the branche, and explores the formal and thematic strategies used by the storyteller to give uniformity to a narrative discourse so heterogeneous. This chapter focuses on the genesis of the branche, which has been perceived as a coherent anthology since the very earliest manuscript witnesses. Eventually, the study considers the role played by the branche in the macrostructure of the Roman de Renart, showing that it can be seen as an ideal conclusion of the cycle

    La tradizione manoscritta del messale ambrosiano : ricerche sulla formazione e sull'evoluzione di una tipologia libraria tra i secoli VII e XVI

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    Le prime testimonianze manoscritte di libri per la celebrazione messa secondo il rito ambrosiano, ovverosia secondo il rito seguito dalla sede episcopale di Milano, risalgono al secolo VII, sebbene in forma frammentaria. I primi codici completi sono invece dei secoli IX-X e, pur avendo subito gli influssi delle riforme carolingie, presentano forme e testi peculiari milanesi. La tradizione manoscritta continua fino ai secoli XV-XVI, spenta dall’introduzione della stampa: mostra aggiunte e integrazioni, che mai però sovvertono il modello carolingio. L’indagine prende avvio dallo studio dei manoscritti, scelti per distribuzione cronologica e importanza, e ne mette in luce le caratteristiche paleografiche, codicologiche, contenutistiche, onde meglio calarli nel contesto che li ha prodotti. Segue la sinossi del loro contenuto, disposta per circulum anni e commentata nel dettaglio nel successivo capitolo, in modo da mettere in luce le fonti e le caratteristiche dei formulari contenuti nei messali. Tutti gli elementi raccolti consentono così di tracciare una storia di questo libro liturgico sia nelle sue forme, sia nei suoi contenuti

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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