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    The diaries and drawings of Jewish children and their affective dimension: a historical-comparative survey

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    Since the 1990s, there has been a notable increase in the publication of the diaries and graphic and pictorial productions of Jewish children and adolescents who experienced the impossible ordeal of life in the European ghettos and the drama of deportation to the death camps. These diaries are written by young people of various European nationalities who were intent on surviving the brutal conditions of everyday life, holding on to their humanity and their feelings despite living in countries where racial prejudice was endemic. The purpose behind the historical and comparative study of the volumes examined, which will highlight the historical context of Nazi-fascist Europe on the one hand, and personal forms of resistance on the other, is to show how reading this material can help children and adolescents of today to reflect on their feelings and reactions, and consequently provide a valuable affective/emotional educational tool

    La dimensione storica in Educazione comparata ieri ed oggi

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    Il contributo si propone di ricostruire brevemente l’apporto dato agli studi comparativi dalla ricerca storica nel recente passato e prospettare quale potrebbe essere oggi: si vuole cioè discutere in che modo la storia della pedagogia e dell’educazione possa contribuire, sulla scia di una solida tradizione, a far progredire gli studi comparativi, e soprattutto attraverso quali orientamenti epistemologici e metodologici. Questi ultimi si potranno affiancare a quelli provenienti da altri campi di studi, come l’etnografia, entro un orizzonte comune determinato da finalità condivise. Ci si sofferma pertanto sulle finalità e sul metodo così come si sono andati delineando in maniera sempre più chiara, dal punto di vista epistemologico, a partire dagli anni Sessanta del Novecento. In modo particolare la riflessione sul metodo basato sull’analisi storica, dopo i significativi contributi degli Autori che hanno operato negli anni Sessanta e Settanta come Hans ed Hessen, va oggi riproposta, in accordo con le suggestioni e le ipotesi di lavoro più accreditate: esse traggono significato dalle profonde trasformazioni che hanno segnato la storia della pedagogia nel corso del Novecento e le hanno fatto assumere un’identità scientifica, epistemologica e metodologica generata da nuove euristiche ed ermeneutiche. Si propongono perciò alcuni paradigmi di ricerca appartenenti alla ricerca storica che si possono applicare anche all’educazione comparata, non per tornare a modelli storiografici superati, ma per provare a costruire una storia dell’educativo che tenga conto di una prospettiva europea o mondiale, nell’ottica di un confronto tra le teorie pedagogiche e di un miglioramento delle prassi educative future. Allo storico-comparativista è affidato allora il compito di studiare teorie e contesti educativi con l’intento di proporre prassi che possano migliorare la vita delle persone in prospettive aperte al reciproco rispetto, alla conoscenza e alla tolleranza delle diversità e alla solidarietà

    L'educazione comparata tra storia ed etnografia

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    Il volume offre una panoramica, sicuramente non esaustiva ma attenta ed accurata, sullo stato attuale dell’Educazione comparata: i contributi analizzano alcuni specifici aspetti teorici e metodologici nella loro dimensione evolutiva, cercando di mettere in rilievo sia la tradizione sia gli aspetti più innovativi. I principali temi affrontati riguardano la teoria e il linguaggio degli studi comparativi in educazione, il metodo storico e il suo sviluppo nel tempo, il recente approccio etnografico che ha aperto nuovi orizzonti di ricerca, il rapporto che è possibile stabilire tra questi studi e la globalizzazione. Dalle pagine emerge un confronto utile a ravvivare il dibattito sulle questioni di fondo di questo campo di studi pedagogici e a delineare alcune prospettive odierne, rilevando la vitalità di una disciplina che ha saputo cogliere, negli ultimi decenni, le sollecitazioni venute dal mutato contesto culturale, sociale e politico

    La Shoah dei disabili: Implicazioni storico-pedagogiche e progettualità educative

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    il volume intende mettere in luce le implicazioni storico-pedagogiche e le progettualità educative che nascono dalla riflessione relativa alla Shoah dei diasabili. la storia della pedagogia speciale nel Novecento non può trascurare quanto accadde negli anni Trenta, quando alcune idee, non nuove nella storia dell'umanità, furono riproposte dal Nazifascismo, sorrette e intessute anche da motivazioni scientifiche, l'integrazione dei disabili, soprattutto psichici ma anche fisici, subì in quegli anni un'improvvisa e violenta battuta d'arresto. tutti coloro che si possono considerare gli anelli deboli della società furono esposti a persecuzione: la vita delle persone appartenenti a questi gruppi sociali divenne meno importante di altre vite

    La storia della pedagogia tra ricerca e didattica

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    La storia della pedagogia, come disciplina autonoma situata nell’ambito delle scienze dell’educazione, è andata assumendo nel corso del Novecento un’identità scientifica generata da nuove euristiche ed ermeneutiche che l’hanno rinnovata dal punto di vista epistemologico e metodologico. In questa prospettiva i processi di indagine hanno assunto nuove forme e dimensioni che richiedono al ricercatore competenze plurime e si configurano come ambiti specifici di indagine: la storia della scuola e delle istituzioni educative e la storia della pedagogia comparata ne sono un significativo esempio. Il volume intende mettere in luce le implicazioni che i cambiamenti storiografici hanno portato sia nella ricerca scientifica che nell’insegnamento: lo studio dei classici, l’utilizzo didattico dei Musei pedagogici, l’accostarsi alla storia della pedagogia comparata rappresentano una continua autoformazione per lo storico e momenti privilegiati di studio per gli studenti. Da questo rinnovamento emergono quindi un recupero e una valorizzazione della storia della pedagogia, sia nella scuola superiore che nei corsi universitari, che inducono a ripensare i modelli didattici per renderli più adeguati. Vengono proposte infine alcune prassi che, coinvolgendo attivamente gli studenti, mirano a favorirne la formazione in termini critici ed autonomi

    Identità e pluralità culturale della scuola ebraica in Italia

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    il contributo si propone di far conoscere la scuola ebraica così come si è sviluppata in Italia tra cultura di minoranza e di maggioranza e formazione di identita

    Sergej Hessen comparativista europeo

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    Il saggio ricorda il contributo dato da Sergej Hessen, un classico dell’educazione comparata, a questo campo di studi nella prima metà del Novecento, e le ragioni che motivano una rilettura delle sue opere. La comparazione dei sistemi scolastici realizzata dallo studioso russo delinea le caratteristiche di una scuola democratica, destinata a promuovere la formazione di personalità capaci di autogovernarsi e, soprattutto, di discernere il bene dal male

    "Storia dei miei esperimenti con la verità": L'autobiografia di Gandhi e la sua scuola

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    In his autobiography Gandhi described his own search for truth which lead him to the Moksha from an ethical and religious point of view. The aim of this paper is to draw attention to the pedagogical features of this text: they outline a new kind of school, valid for both East and West, whose purpose is not only to educate, but also to build and develop one's personality
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