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Come potenziare l'apprendimento visuo-spaziale nella scuola primaria: una proposta di intervento
Empowering visuo-spatial ability in primary school: results from a follow-up study
The current study was primarily aimed at verifying the effect of a combined computer-assisted and pencil-and-paper training that was developed to empower visuo-spatial abilities in primary school pupils. One hundred and twenty third grade (mean average: eight years old) and fourth grade (mean age: nine years old) students attending several Italian primary schools were presented with several tests of the Primary Mental Abilities (PMA) battery by Thurstone and Thurstone. Of these, 64 children underwent the training “Recovery in visuo-spatial abilities” developed by Fastame and Antonini for 15 weekly sessions. The remaining students were assigned to the control group. Post-test scores and a follow-up assessment after six months by the end of the training highlight the positive impact of the intervention in enhancing visuo-spatial abilities
Valutare la consapevolezza fonologica nei bambini dislessici: il contributo di un nuovo test di fusione fonemica
Introduzione
La consapevolezza fonologica (CF) è una componente specifica delle competenze metalinguistiche che consiste nella capacità di elaborare e riflettere sui suoni (fonemi) contenuti nelle parole e che implica quindi l’attivazione dei processi di controllo. Un aspetto specifico della CF ritenuto basilare per l’apprendimento delle abilità strumentali di letto-scrittura è la fusione fonemica, ovvero la capacità di mantenere temporaneamente nella memoria di lavoro verbale una sequenza di fonemi e di assemblarli per produrre la parola corrispondente.
Il presente studio è stato condotto con l’intento di indagare se, al pari di noti test di letto-scrittura e CF, una nuova prova di fusione fonemica è in grado di cogliere le differenze nell’efficienza di tale competenza metalinguistica tra bambini con sviluppo tipico e pari con diagnosi di dislessia. In particolare, lo strumento qui proposto include 18 sequenze fonemiche prive di significato (non-parole) di lunghezza e complessità crescenti, pertanto il bambino è chiamato a fondere i suoni nella corretta sequenza per produrre la corrispondente non-parola, ricorrendo quindi alla sola via fonologica.
Metodo
Allo studio hanno partecipato cinquantasei bambini (maschi = 30, età media = 9.6 anni, deviazione standard = 10 mesi) frequentanti le classi 3°-5° della scuola primaria. Il genere sessuale, l’area di residenza, l’età e il gruppo (bambini con diagnosi di dislessia versus bambini con sviluppo tipico) sono stati controbilanciati tra i partecipanti. Una batteria di test per la valutazione della letto-scrittura, CF e memoria di lavoro verbale è stata somministrata individualmente.
Risultati
Una Mancova ha evidenziato l’effetto significativo del gruppo e della covariata età. In particolare, sono state rilevate delle differenze statisticamente significative tra i bambini dislessici e quelli con sviluppo tipico nelle prove di scrittura, nella velocità e nella correttezza nella lettura di brano, nella velocità e nella correttezza nella lettura di parole e non-parole, nella fusione fonemica di parole e nella nuova prova di fusione fonemica di non-parole. Inoltre, è stata evidenziata una correlazione significativa prodotto momento di Pearson tra la nuova prova di fusione fonemica di non-parole e una nota misura di fluenza fonemica. Infine, una regressione lineare condotta con metodo stepwise ha evidenziato che l’indice di correttezza nella prova di fusione fonemica di parole di Marotta et al. (2004) predice il 47% della varianza relativa alla prestazione del campione nel test di fusione fonemica di non-parole.
Conclusioni
In conclusione, i risultati suggeriscono che la nuova prova di fusione fonemica di non-parole sembra essere un utile strumento per la valutazione di un importante aspetto della CF dei bambini dislessici frequentanti la scuola primaria
Recupero in... abilità visuo-spaziali: una proposta per il potenziamento delle funzioni non-verbali nella scuola primaria
Introduzione. Un’ampia letteratura dimostra il ruolo cruciale delle funzioni cognitive visuospaziali in diversi apprendimenti scolastici, come le scienze naturali, la geografia, il disegno, la geometria. Il presente studio è stato condotto con l’intento di verificare l’efficacia del training multimediale e cartaceo “Recupero in...abilità visuo-spaziali” (Fastame e Antonini, 2011) in bambini frequentanti della scuola primaria.
Metodo. Allo studio hanno preso parte circa 200 alunni (gamma di età 6-10 anni) controbilanciati per genere sessuale e frequentanti le classi 1, 2, 3 e 4 di alcune scuole primarie dell’hinterland di Cagliari. Al pre-test, al post-test e al follow-up è stata proposta una batteria di test standardizzati per valutare l’efficienza di diversi processi cognitivi, quali ad esempio l’immaginazione e il problem solving visuo-spaziali, la velocità di elaborazione, la cognizione verbale. Dopo il pretest, a metà del campione stratificato per età (GS) è stato proposto il programma di potenziamento visuo-spaziale di Fastame e Antonini (2011). Esso consta di un software che è integrato da un training cartaceo. Le attività multimediali di potenziamento cognitivo sono state svolte in 15 sedute individuali settimanali della durata di 30 minuti ciascuna, mentre i compiti cartacei che mirano a favorire lo sviluppo di diverse funzioni cognitive (es. memoria di lavoro e memoria a lungo termine visuospaziale) e sono affiancate da schede per favorire la riflessione sui processi implicati nei diversi
compiti hanno visto coinvolto il gruppo classe per 15 incontri settimanali della durata di un’ora ciascuno. Il livello di complessità delle attività svolte al computer è stato tarato in funzione delle competenze evidenziate nelle prove oggettive iniziali. I partecipanti che non hanno preso parte al programma di arricchimento visuo-spaziale invece hanno svolto le attività curriculari previste dalle loro insegnanti (GC).
Risultati. Data la natura delle prove proposte, sono state condotte delle analisi della varianza separate per i partecipanti frequentanti le classi 1-2 e quelli delle classi 3-4, al fine di verificare l’effetto del gruppo (GS versus GC) su ciascuna misura considerata. Al pre-test non sono state trovate differenze tra GS e GC delle classi 1-2 nel digit span avanti [F(1,71) = .92, p = .34] e indietro [F(1,71) = .11, p = .74] e in un compito di immaginazione ed elaborazione visuo-spaziale [F(1,70) = .64, p = .43]. Al post-test è stato calcolato l’indice di guadagno (gain score) per ciascuna misura considerata. Alla fine del training, il GS ha riportato un minor numero di errori rispetto al GC nella prova di immaginazione ed elaborazione visuo-spaziale [F(1,67) = 5.7, p = .02, η2p = .07]. Al follow-up invece la prestazione del GS è risultata essere migliore sia nel compito di immaginazione ed elaborazione visuo-spaziale [F(1, 70) = 17.11, p = .02, η2p = .20] che nel digit span avanti [F(1,70) = 5.11, p = .03, η2p = .07]. Nelle classi 3-4 invece al pretest l’effetto del
gruppo non è risultato essere significativo nel problem solving visuo-spaziale [F(1,118) = 1.54, p = .21], nella velocità di elaborazione [F(1,118) = 0.24, p = .6] e nell’intelligenza verbale [F(1,118) = 1.52, p = .2]. Al post-test invece il GS ha riportato un guadagno statisticamente significativo nel compito di intelligenza verbale [F(1,110) = 6.4, p = .013, η2p = .05] e un valore che approccia la significatività nella velocità di elaborazione visuo-percettiva [F(1,111) = 3.9, p = .05]. Al follow up infine sono state evidenziate delle differenze significative tra il GS e il GC nella prova di problem solving visuo-spaziale [F(1,76) = 4.7, p = .04, η2p = .05].
Conclusioni. Il programma integrato multimediale e cartaceo di Fastame e Antonini può costituire una risorsa per la promozione dello sviluppo della cognizione non verbale dei bambini frequentanti la scuola primari
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
How can we enhance non verbal abilities in the classroom? Results from a follow up study
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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