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    Argomentare, dimostrare, confutare. Un'introduzione alla logica

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    Come valutare un’argomentazione? Come costruire dimostrazioni? Che cosa significa confutare una tesi? Prendendo le mosse da tali interrogativi, il libro propone un itinerario che conduce dall’analisi dei ragionamenti svolti entro il linguaggio ordinario alla logica formale, trattando dei principali temi della teoria dell’argomentazione, della logica proposizionale e della logica dei predicati del primo ordine, e fornendo inoltre elementi di metalogica e di argomentazione computazionale. Per la sua chiarezza espositiva, il suo rigore scientifico e la ricchezza degli esercizi guidati, il testo si rivolge a studenti di materie umanistiche e scientifiche che vogliano apprendere le tecniche e le metodologie di base per testare la bontà dei ragionamenti, la validità delle forme argomentative e l’accettabilità dei sistemi di argomentazioni

    ON THE GENUINE IDENTITY ARGUMENT AGAINST DISJUNCTIVE UNIVERSALS

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    The sparseness thesis has notably gained momentum among contemporary realists about universals: indeed, most of them hold that some but not all predicates true of particulars are ontologically rooted in correlative universal properties, viz. some but not all predicates are property-predicates. Armstrong is one the main advocates of this position as he put forward a cluster of arguments to the conclusion that in mapping predicates onto universals we find gaps and discontinuity. One of the main Armstrongian arguments of this kind pivots on the crucial application of the apparently highly intuitive genuine identity test for universals. In this paper I will examine Armstrong’s argument from genuine identity against disjunctive properties and evaluate its strength

    Dalla relazione all’identità: ontologie relazionali e non-relazionali

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    el quadro del dibattito filosofico contemporaneo la nozione di relazione ha acquistato sempre più centralità: dalle proprietà relazionali, alle relazioni di dipendenza ontologica, passando per i cosiddetti beni relazionali e per i nessi non-relazionali, sempre più la ri- flessione ha tematizzato la natura ontologica e la struttura logica della relazionalità, istituendo anche un confronto sistematico tra ontologie relazionali e ontologie non-relazionali. Riguardo alle ontologie relazionali, esse costituiscono forme di ontologia che, seguendo la terminologia proposta da van Inwagen, possiamo chiamare policategoriali, ovvero tali da ammettere nel proprio catalogo più categorie di entità. Infatti, una volta che si sia assunto che esistono enti appartenenti ad almeno due categorie fondamentali, nasce il problema di determinare cosa leghi gli stessi, vale a dire in virtù di cosa enti appartenenti a categorie onto- logiche differenti possano congiungersi formando strutture ontologiche complesse. Le tipologie di possibili risposte fornite a tale interrogativo sono due: la proposta relazionale e la proposta non-relazionale. Ma la relazionalità e la non-relazionalità non sono che i poli estremi di una complessa serie di soluzioni teoriche intermedie, il chiarimento delle quali risulta importante ai fini di comprendere cosa sia la relazionalità ontologica, quali funzioni essa svolga e quali siano i quesiti che solleva. Nel presente lavoro indagheremo il ventaglio delle alternative teoriche offerte dal dibattito e lo faremo in riferimento alle ontologie policate- goriali che ammettono una delle distinzioni più fondamentali a livello ontologico, ossia quella tra individui e proprietà

    Parlare «come gioca uno scacchista». Matematica e semantica degli scacchi in Wittgenstein

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    A partire dagli anni ’30, a circa un decennio dalla pubbli- cazione del Tractatus logico-philosophicus, Wittgenstein riprende a scrivere di filosofia ritornando a esaminare la questione che è il fil rouge della sua intera riflessione: che cos’è il significato? Nel presente saggio illustreremo la risposta che Wittgenstein rielabora nelle opere della produzione intermedia, compresa tra il Tractatus e le Ricerche filosofiche, e chiariremo in che senso e in quale misura in merito alla stessa si possa parlare di una semantica scacchistica. Vedremo che il modello semantico scacchistico viene messo a punto da Wittgenstein discutendo il platonismo matematico di Frege e il formalismo aritmetico di Eduard Heine e Johannes Thomae. Seguendo tale itinerario sarà possibile apprezzare come la soluzione wittgensteiniana sia una terza via tra platonismo e formalismo, venendo infine generalizzata dall’Autore a tutto il linguaggio

    Macchine e pensiero. Assiomatizzazione e limiti della computabilità a partire da Turing

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    The paper explores the philosophical motivations that led to the emergence of the modern axiomatic model introduced by Hilbert and illustrates the meaning and scope of the Entscheidungsproblem, in this context having become “the main problem of mathematical logic” [Hilbert & Ackermann, 1950]. It is then analyzed how Turing's diagonal argument [1936] offers a negative answer to this problem, highlighting the inherent limitations of axiomatic formalization. Finally, the role of non-Turing-computable sequences and the implications of Turing's theoretical theorem for the theoretical foundations of computer engineering and with respect to the debate on the irreducibility of human thought are addressed

    Le leggi di natura e il problema della sottodeterminazione

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    La tesi della sottoderminazione delle teorie scientifiche rispetto all’evidenza, nota anche come tesi Duhem-Quine, rappresenta una delle più interessanti sfide per la riflessione epistemologica contemporanea. Nel presente lavoro ne esporrò le principali varianti e valuterò, in relazione alla questione dello status ontologico delle leggi di natura, in che misura la tesi della sottoderminazione costituisca una difficoltà per il realismo scientifico

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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