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Modalità di esercizio del “diritto” alla detrazione per imposte estere tra norma convenzionale e diritto interno
Con la sent. n. 24160/2024 (quale parte di un trittico depositato il 9 settembre 2024), la Corte di Cassazione inaugura, a livello di giurisprudenza di legittimità, un nuovo orientamento in tema di detrazione per imposte estere, riconoscendone la fruibilità anche in caso di omissioni dichiarative e/o di mancata indicazione dei redditi esteri, superando così la lettera dell’art. 165, comma 8, TUIR. La Corte valorizza gli obblighi internazionali “incondizionati” assunti dallo Stato italiano, disapplicando de facto la disciplina interna incompatibile con i Trattati contro le doppie imposizioni. In assenza di apposite norme pattizie di dettaglio, ne deriva però un vuoto normativo in merito alle modalità di concreta fruizione del “beneficio”. Due successive ordinanze gemelle, depositate nel mese di aprile
2025, hanno esteso la portata del nuovo orientamento all’ipotesi meno grave di mancata indicazione della detrazione nella dichiarazione di competenza, offrendo al contempo indicazioni sulle quali poter fondare il rinnovato (quanto incerto) statuto dell’impiego della posizione di vantaggio
La natura giuridica del credito per imposte estere che devia dalla capital export neutrality “temperata”
Il presente lavoro mira ad esaminare la natura giuridica il credito per imposte ex art. 165 TUIR. Sebbene tale posizione di vantaggio sia prevista da disposizioni di diritto interno, nella maggior parte dei casi essa costituisce attuazione di norme convenzionali, segnatamente del metodo del foreign tax credit previsto in larga parte dei Trattati contro le doppie imposizioni. Trattasi di obbligo di diritto internazionale che tende – in via principale, ma non esclusiva – a contrastare la doppia imposizione internazionale in senso giuridico. L’ipotesi di studio alla base del contributo è che il credito per imposte estere non assolva esclusivamente ad una funzione strutturale del sistema tributario, legata alla tutela del principio di capacità contributiva. Alcune fattispecie – spesso attuative della più ampia categoria dei tax sparing mechanisms – conducono infatti a finanziare lo Stato (in via di sviluppo) della fonte, deviando sensibilmente dalla politica fiscale tradizionale improntata alla capital export neutrality “temperata”
La responsabilità fiscale del curatore nella liquidazione giudiziale
Come noto, la materia della crisi d’impresa è stata interessata da una riforma di particolare importanza, entrata in vigore nel luglio 2022 ad oltre tre anni dalla sua approvazione. L’istituto principe della legge fallimentare è stato trasposto nel nuovo corpus con la denominazione “liquidazione giudiziale”, senza però risultare integrato dalle attese disposizioni in punto di “responsabilità fiscale” del curatore
Legalità, equità e compliance nella funzione fiscale: uno sguardo entro e oltre la prospettiva giuridica
Gli attori del sistema tributario italiano impiegano l’etichetta “tax compliance” facendo spesso riferimento ad incentivi e sanzioni che incidono solo ab externo sulla determinazione individuale di adempiere spontaneamente il dovere tributario. Tale tecnica di perseguimento di una situazione di legalità non appare difatti l’unica soluzione nella prospettiva di garantire l’attuazione del tributo secondo capacità contributiva e, in ultima istanza, assicurare entrate pubbliche. La letteratura di c.d. psicologia fiscale sembra suggerire di incrementare il grado di tax compliance mediante una maggiore attenzione verso il rapporto di fiducia reciproca tra contribuente ed ente impositore, fondato su giusta imposizione ed equo procedimento. L’elaborato propone di integrare questa prospettiva, prestando attenzione alla dimensione finanziaria, vuoi sul versante del collegamento tra prelievo e (qualità della) spesa pubblica, vuoi sotto il profilo delle risorse necessarie all’esercizio dell’attività amministrativa. Ove tali aspetti non dovessero risultare valorizzati, le disposizioni atte a garantire qualsivoglia forma di equity e fairness correrebbero infatti il rischio di approssimarsi a vuoti simulacri di legalità ed equità fiscale
Le spese fiscali: tra prospettive di codificazione e controllo sulla spesa pubblica
Con le leggi delega n. 111/2023 e n. 160/2023, il legislatore promuove il riordino della disciplina delle agevolazioni fiscali, rivedendo modelli e procedure di concessione e soprattutto prevedendone la c.d. codificazione. Il saggio prende le mosse dallo stato dell’attuale disciplina, anche alla luce dei lavori della Commissione Marè, considerando le problematiche emerse durante la pandemia e il periodo post-emergenziale e, in particolare, l’estensione dei sussidi con forma fiscale e le esigenze di controllo della spesa pubblica. L’analisi viene orientata al carattere strutturale delle agevolazioni in rapporto ai tributi cui si riferiscono e alla dimensione promozionale che le connota
La revisione delle accise sui prodotti energetici e il principio di sostenibilità
This contribution aims to illustrate the ongoing but currently stalled
process of revising energy excise duties through a green lens. As highlighted by
the European Commission in the recent Clean Industrial Deal, the complex
balance between environmental protection and economic development under-
scores the tension between the reorientation of internal market competitiveness
and certain constitutional principles, which must be reinterpreted in light of the
recently amended Articles 9 and 41 of the Italian Constitution. Through the
synergistic use of disincentive-based taxation, fiscal incentives, and direct subsi-
dies, it is necessary to ensure the form of “solidarism” envisaged by the Italian
Constitution, while also considering the principle of budgetary equilibrium in
light of likely revenue losses, and the principle of sustainability as a tool for
intergenerational equity
La patologia del credito tributario
Il presente lavoro assume ad oggetto l’individuazione dello statuto procedimentale del recupero dei crediti tributari, anche con riguardo alla fattispecie del credito per imposte estere
La patologia del credito tributario
Il presente lavoro assume ad oggetto l’individuazione dello statuto procedimentale del recupero dei crediti tributari. L’itinerario di ricerca si è incentrato su tre questioni giuridiche: i) la preliminare valutazione circa la configurabilità di una species di crediti “d’imposta” formalmente tributari e sostanzialmente sovvenzionali (Capitolo I); ii) l’individuazione del paradigma normativo del recupero dei crediti tributari a seguito di controlli sostanziali (Capitolo II); iii) l’idoneità dei caratteri distintivi dei crediti sovvenzionali a comportare una deviazione dal descritto paradigma, nonché il proprium della disciplina del recupero dei crediti sovvenzionali come ricostruita in via interpretativa sulla base di princìpi generali (Capitolo III).
Abbiamo risposto in senso affermativo al primo quesito nel contesto del Capitolo I. Infatti, l’assunzione di una prospettiva funzionale è stata coniugata con un’analisi dei caratteri strutturali del credito che evidenziano una sua marcata sovvenzionalità (i.e. la finalità extrafiscale, l’intensità eccedente il carico fiscale associato all’operazione agevolata, l’ampia utilizzabilità in compensazione ovvero la cedibilità; l’eventuale previo esercizio di un potere amministrativo).
L’impostazione che valorizza la sostanza economica dell’istituto è riconducibile alla tradizione pavese, come evolutasi a seguito del superamento delle letture economicistiche. È difatti il principio di ragionevolezza ad informare la risposta al secondo quesito, giustificando e legittimando una diversa disciplina rispetto al paradigma tradizionale del recupero del credito tributario in senso stretto, come ricostruito nel Capitolo II.
Tuttavia, operare detta differenziazione non è agevole, in quanto la disciplina procedimentale del recupero del credito sovvenzionale, anche ove concesso con provvedimento amministrativo espresso, non può ritenersi pienamente sovrapponibile rispetto a quella prevista in tema di sovvenzioni dirette. Infatti, la mera forma tributaria conferisce maggiore intensità al potere che viene esercitato dall’Amministrazione finanziaria, analogamente a quanto accade sul versante impositivo. Allora, ove la forma comporti effetti deteriori sulla posizione del beneficiario del credito sovvenzionale, si dovranno riservare maggiori tutele mediante l’approccio sincretistico descritto nel Capitolo III.
Da ultimo, il Capitolo IV costituisce un’applicazione di quanto appena esposto: durante il periodo di ricerca all’estero, si è approfondito il credito per imposte estere, indagando la sussistenza di eventuali profili di sovvenzionalità, nonché i riflessi procedimentali di alcune specifiche forme di patologia solo apparentemente riferibili al diritto internazionale tributario.The present work focuses on identifying the procedural framework for the recovery of tax credits. The research itinerary centers around three legal issues: i) the preliminary assessment of whether a type of “tax” credit can be configured as formally tax-related but substantively as a subsidy (Chapter I); ii) the identification of the regulatory framework for the recovery of tax credits following substantive controls (Chapter II); iii) the suitability of the distinctive features of subsidy-like tax credits to justify a deviation from the described framework, as well as the specific characteristics of the regulation governing the recovery of subsidy-like tax credits, as reconstructed interpretatively based on general principles (Chapter III).
We responded affirmatively to the first question in Chapter I. Indeed, the adoption of a functional perspective was combined with an analysis of the structural characteristics of the credit, which highlight its strong subsidising nature (i.e., the extrafiscal purpose, the intensity exceeding the tax burden associated with the subsidised operation, the broad offsetability or transferability; the potential prior exercise of an administrative power).
The approach that emphasises the economic substance of the institution can be traced to the Pavia tradition, as it evolved following the overcoming of economic-centric interpretations. It is, in fact, the principle of reasonableness that informs the answer to the second question, justifying and legitimising a different regulatory framework compared to the traditional model of tax credit recovery stricto sensu, as reconstructed in Chapter II.
However, distinguishing between these two frameworks is not straightforward, as the procedural discipline of the recovery of subsidy-like credit, even when granted through an express administrative act, cannot be fully equated with that provided for direct subsidies. In fact, the mere tax form grants greater intensity to the power exercised by the Tax Administration, similar to what occurs in the taxation field. Therefore, where the form results in more detrimental effects on the position of the beneficiary of the subsidy-like credit, greater protections must be provided through the syncretic approach described in Chapter III.
Finally, Chapter IV serves as an application of the above concepts: during the research period abroad, we examined the credit for foreign taxes, investigating the presence of any subsidising aspects, as well as the procedural implications of certain specific forms of pathology only apparently referable to international tax law
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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