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    La filiera professionale dell'educazione : mappatura dei settori e dei servizi alla persona a partire dal caso paradigmatico della regione puglia

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    Nasciamo incompiuti. L’educazione è un fattore fondamentale della nostra compiutezza umana nel corso della vita e, pertanto, uno dei diritti umani inalienabile. In quanto tale essa è inizialmente educazione informale che ci accompagna in tutte le esperienze quotidiane. Le società industriali hanno individuato nell’educazione formale, garantita dall’insegnante nella scuola per tutti, la maturazione dei giovani. Nell’attuale società globale l’educazione informale è sempre più incisiva nei giovani e negli adulti: chi se ne fa carico? Gli educatori e i formatori, e a seguire gli esperti della formazione e i pedagogisti: vengono preparati in particolare nelle Facoltà di Scienze della Formazione a realizzare interventi educativi e formativi non formali nei più diversi contesti e problemi della vita individuali e sociali, occupandosi in via prioritaria dei giovani e degli adulti espulsi dalla scuola e dal lavoro, emarginati dalla società, discriminati, tra l’altro, per le loro diversità biopsichiche, culturali, condizione socio-economica. La professionalità degli educatori dall’infanzia all’età avanzata e dei formatori al e nel lavoro non è stata ancora riconosciuta in Italia e, non poche volte i loro ambiti di intervento sono coperti impropriamente da altri operatori. Il libro Professioni educative e formative, risultato della ricerca interuniversitaria e pluriennale PRIN (DM 1175/2007), è il primo a fare il punto di tali professioni in Italia e ad indicare l’indispensabile e dovuto processo normativo del loro riconoscimento, come richiesto dalle direttive dell’Unione Europea. Il libro è un testo fondamentale per quanti si preparano a svolgere e svolgono attività educative e formative, oltre che per i gestori e i responsabili di politiche educative e formative

    I bisogni educativi per lo sviluppo umano: una rinnovata relazione.

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    Da sempre la Pedagogia è impegnata a rispondere ai bisogni educativi provenienti dai diversi contesti sociali e dunque la famiglia, la scuola, il territorio, etc. Bisogni che oggi si presentano particolarmente complessi da soddisfare per la presenza dei cambiamenti culturali, sociali, professionali, economici che hanno fortemente destabilizzato l'identità del soggetto, complessificato la sua modalità relazionale e reso sempre più spesso inadeguate le tradizionali modalità educative istituzionali a farvi fronte. Per questo la Pedagogia, oggi, si trova a dover assolvere il suo compito in modo arduo e problematico per rispondere ai nuovi bisogni educativi, di uomini e donne, bambini e bambine, che, vivendo in una società a così forte rischio di disumanizzazione, necessitano di essere orientati nelle loro scelte. Ed è sempre per lo stesso motivo che la ricerca pedagogica si trova nella necessità di individuare la strada per far sì che, nonostante la complessità sociale, educazione e la formazione diventino capaci di assumersi nuove responsabilità per aiutare il soggetto e le comunità a disporsi a convivere con la precarietà, le diversità, la molteplicità delle esperienze e delle conoscenze ed a sviluppare la capacità di organizzare il sapere, di muoversi in contesti reticolari, di abbattere barriere, di gestire conflitti, di dialogare con le culture. Di qui la necessità di professionisti cioè di educatori sociali e/o pedagogisti adeguatamente preparati per tale compito

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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