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Critica della musica per film. Un film, un regista, un compositore
Il volume ingaga le diverse tipologie della critica della musica per film, ossia quella proveniente dallo sguardo di un regista, di un compositore e di un critico vero e proprio. Si prendono così in esame alcuni casi di studio: la riflessione sulla musica di Bach e sul suo utilizzo cinematografico da parte di Pier Paolo Pasolini, la critica della musica cinematografica di Nino Rota e quella che si è focalizzata su un celeberrimo film: "Way Down East" di David W. Griffith (1920)
Le nuove scritture musicali per il cinema
La nuova generazione di compositori di musica per film dispone oggi di postazioni di lavoro digitali in grado di comporre una score per orchestra di notevole complessità, attraverso la creazione di cosiddetti mockup. Una diversa prassi compositiva, ben lontana da quella dei più acclamati compositori del passato che componevano le loro partiture cinematografiche con l’ausilio del pianoforte e del tradizionale foglio pentagrammato, ove è possibile ascoltare direttamente il timbro strumentale previsto dalla partitura, velocizzando così la prassi produttiva: grazie alle accurate demo digitali, il regista non deve più immaginare la colonna sonora orchestrale mentre il compositore suona i temi principali al pianoforte. Il presente volume vuole compiere un primo passo nell’indagine di questo nuovo universo creativo in seno all’ambiente accademico italiano. Sono qui raccolti saggi e testimonianze di studiosi e autori che si sono confrontati con nuove pratiche di scrittura, con l’intento di metterne in luce le peculiarità, in uno scenario che vede opporsi una spinta innovativa che corre alla velocità fulminea dell’avanzamento tecnologico a pratiche scrittorie che affondano fino alle radici dello stesso ‘fare musica’. Scritti di Roberto Calabretto, Kristjan Stopar, Ilario Meandri, Gabriale Gilodi, Luca Cossettini, Saverio Rapezzi, Roberto Frattini, Riccardi Giagni, Critiano Alberghini, Giancarlo Guarrera e Michael Levine
Musica per film. Riflessioni storico-teoriche
Il volume raccoglie una serie di contributi di studiosi europei dedicati alla riflessione teorica sulla musica per film, esaminando alcuni testi noti e altri meno conosciuti che hanno pur sempre esercitato un ruolo di grande importanza nella storia del cinema
Luigi Dallapiccola. Figure oltre il presente.
Il volume prende in esame aspetti e snodi della figura di Luigi Dallapiccola non ancora indagati approfonditamente. I saggi sono dedicati alla sua presenza all'interno del dibattito sulla nazione, ai suoi rapporti con Biagio Marin, con la dodecafonia, con il cinema. Non ultimo fa conoscere l'interpretazione che Lisetta Carmi fece della sua opera e la presenza di Gaspar Cassadò nella genesi compositiva della sua Ciaccon, Intermezzo e Adagio
Gianfranco Plenizio, un musicista friulano
Il volume indaga la figura di Gianfranco Plenizio esplorando la sua attività nell’universo delle immagini in movimento che lo ha occupato per un lungo periodo della propria vita. Plenizio si è sentito sempre e profondamente friulano e proprio alla sua terra di origine ha dedicato nei suoi ultimi anni di vita una bellissima antologia di racconti: Philò. Questo volume vuole essere una prima riflessione, a pochi mesi dalla morte del maestro, a cui si spera possano seguire altri momenti dedicati agli altri ambiti della sua attività musicale e musicologica
Luciano Berio e il cinema
L'articolo prende in esame un aspetto poco conosciuto del catalogo di Luciano Berio, ossia la sua produzione per il cinema. Ripercorre le sue principali collaborazioni, i progetti mancati e le sue dichiarazioni di carattere teorico. Compila inoltre una filmografia del compositore
Dedica a Luciano Berio
Il volume contiene gli interventi del convegno dedicato a Luciano Berio la cui carriera è ripercorsa nello specchio degli autori più amati e vicini, nell'analisi di alcuni lavori e in alcuni percorsi teorici
Robert Schumann. Chopin e il virtuosismo romantico. Viaggio sentimentale attorno al pianoforte. Raccolta delle Schriften a cura di Roberto Calabretto
Attento lettore e profondo esegeta del Romanticismo, nel corso della propria esistenza Robert Schumann è stato anche critico musicale. Le sue "Gesammelte Schriften über Musik und Musiker" sono così divenute un privilegiato osservatorio per cogliere le istanze che hanno animato un’intera età, con le sue tensioni e le sue aspirazioni. Il volume raccoglie le recensioni dedicate al pianoforte suddividendole in alcuni ambiti che possono racchiudere l'universo della musica romantica in tutta la sua complessità (il filisteo, il gusto, la contrapposizione genio-virtuoso)
La musica cinematografica per me, in ogni caso e' una componente naturale del mondo dei suoni
Nel proprio cinema Andrej Tarkovskij ha operato delle scelte musicali e sonore destinate inevitabilmente a porsi come magistrali, a divenire dei veri e propri
exempla a cui guardare con stupore e ammirazione. Basti pensare al singolare utilizzo dei repertori classici, quelli bachiani in primis,
oppure all’altrettanto significativo e pionieristico uso della musica elettronica. Non ultimo, va sottolineata la maniera con cui egli si è servito dei rumori, in sintonia con quanto altri registi illuminati, e non a caso da lui amati, allora stavano facendo e la ripetuta presenza di metafore musicali, talvolta coglibili nei dialoghi dei protagonisti, che tradiscono l’enorme fascino esercitato dalla magia sonora nei confronti della sua poetica. Tutti questi elementi pongono le colonne sonore dei film di
Tarkovskij su un piano di interesse molto elevato, al punto da farne un osservatorio privilegiato per cogliere le complesse vicende della musica per film nella seconda metà del ventesimo secolo
«... qualche strofetta non del tutto indecente». I Cori di Zanzotto per E la nave va
Il coinvolgimento di Andrea Zanzotto nell'allestimento del film di Federico Fellini "E la nave va" può destare stupore. Qui, infatti, troviamo il poeta nelle insolite vesti dell'autore dei versi per i "cori operistici" del film. L'articolo descrive la collaborazione fra Zanzotto, Fellini e Plenizio e analizza la funzionalià dei versi nel contesto del racconto cinematografico
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