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Le Archeidi di Giulio Turcato problematiche conservative e proposte di intervento
Le Archeidi, gruppo scultoreo composto da cinque elementi realizzati con laminati di ferro a struttura tubolare assemblati artigianalmente, sono alte circa quattro metri e il loro ingombro varia tra gli ottanta e i novanta centimetri. Vennero realizzate da Giulio Turcato nel 1989 per la città di Salerno, in occasione della prima edizione di “Salerno Incontri d’Arte”, parallelamente alla mostra “Giulio Turcato per/Corso”, tenutasi in tre gallerie della città “La Bottegaccia”, “Il Catalogo” e “La Seggiola”. Il gruppo scultoreo era composto da quattro elementi che erano stati scherzosamente definiti dal maestro “aculei” e da un quinto che ricordava le sembianze di un “fiore”. Purtroppo, appena le opere vennero collocate lungo il percorso cittadino, una subì un atto vandalico mentre un’altra venne trafugata. Le cinque sculture furono realizzate, seguendo il progetto dell’artista, nella bottega di un fabbro salernitano e successivamente trattate cromaticamente. Le ragioni principali del degrado delle Archeidi sono legate alla collocazione in ambiente esterno e al fatto che l’aspettativa di vita dei materiali utilizzati non garantisce la durabilità del gruppo scultoreo. Quattro strutture, di proprietà del Comune di Salerno, si presentano oggi in un precario stato di conservazione, aggravato dall’umidità dello spazio dove sono conservate. Ad un’osservazione preliminare si riscontra un viraggio completo dei colori e la presenza diffusa di ruggine. Le opere, dopo un accurato intervento di restauro, attendono di trovare una nuova collocazione che risponda alle necessità di una buona conservazione e al tempo stesso alla natura di “opera ambientale” così come ideata dall’artista
Il Grano di Pietro Gaudenzi. Stato di conservazione e problematiche di intervento
L’opera Il grano (“dipinto murale su intonaco applicato a masonite”, cm 249x434, Pinacoteca del Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona) viene realizzata da Pietro Gaudenzi nel 1940 per la seconda edizione del Premio Cremona istituito da Roberto Farinacci nel 1939, a seguito della necessità di rafforzare il mercato e le quotazioni d’arte attraverso mostre e premi che richiamassero i valori dell’ideologia fascista in campo artistico. I cartoni preparatori degli affreschi eseguiti da Gaudenzi a Rodi, raccolti nella recente mostra (2015) Pietro Gaudenzi: gli affreschi perduti del Castello dei Cavalieri a Rodi [1], ritenuti l’ultima testimonianza rimasta delle pitture murali che occupavano la Sala del pane e la Sala della famiglia del Castello - ricostruito dagli italiani dal 1936 al 1940 - evocano il trittico che vincerà il premio Cremona nel 1940. Diversamente dalle tecniche sperimentali che hanno caratterizzato molte delle opere del ritorno alla tradizione decorativa murale, Gaudenzi dipinge il trittico su un intonaco composto da un aggregato silicatico e calce. Il disegno è stato eseguito tramite incisioni dirette da cartoni preparatori, successivamente ripassate con un tratto bruno, i colori sono stati scelti tra quelli tradizionalmente usati per questo tipo di pittura, unitamente a pigmenti inorganici minerali sintetici in uso a partire dal XIX secolo. L’opera, realizzata su pannelli rigidi (masonite), risulta – sul fondo – impermeabile al vapore acqueo che, in situazioni di variazione dei parametri microclimatici ambientali e a causa delle frequenti movimentazioni del dipinto, provoca sollevamenti localizzati di forme tondeggianti (a bolla). La pellicola pittorica, resa leggermente plastica dalla vernice, si rigonfia distaccandosi dal supporto in quantità talvolta, estese. I conseguenti necessari interventi di manutenzione, mirati al consolidamento dei sollevamenti, risultano particolarmente complessi per l’impossibilità di intervenire dal retro: la necessità di attraversare il film protettivo e penetrare la pellicola pittorica in assenza di crettature ha evidenziato l’estrema fragilità sia del film pittorico che della materia sottostante. Lo studio presenta alcune metodologie di intervento utilizzate, nel tempo, per consolidare il trittico. La possibilità di poter analizzare alcuni microframmenti ha richiesto l’applicazione di una strategia analitica basata sull’uso di microscopi e microsonde. La successione degli strati tecnici è stata definita in microscopia ottica (OM) ed elettronica a scansione (SEM), su “cross section”. Le tessiture e la composizione chimica dei leganti e dei pigmenti dei singoli strati sono state determinate utilizzando un sistema di microanalisi in dispersione di energia (EDS) e in spettrofotometria FT-IR. Questi dati integrano le informazioni ottenute con le tecniche non invasive d’immagine (luminescenza UV, riflettografia IR e riprese IR in falso colore) e puntuali (XRF) realizzate in situ
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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