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L'allevamento del rombo chiodato:possibilità di introduzione in Italia in gabbie sommerse.
L'allevamento del rombo chiodato:possibilità di introduzione in Italia in gabbie sommerse.
An SNP in the goat CSN2 promoter region is associated with the absence of beta-casein in milk.
So far, at least eight alleles in the goat CSN2 locus have been associated with different levels of beta-casein expression in milk. Alleles CSN2(A), CSN2(A1), CSN2(B), CSN2(C), CSN2(D) and CSN2(E) have been associated with normal content (allele effects of about 5 g of beta-casein per litre), whereas the CSN2(0) and CSN2(01) alleles have been associated with non-detectable levels of beta-casein. Analysis of the coagulation properties of milk with and without beta-casein demonstrates that milk without beta-casein shows longer coagulation times (about three times the normal value, 15-25 min vs 4-7 min) and low curd firmness (so low that it is impossible to measure). Most of these alleles have been characterized genetically. Herein, we report the identification of a previously unreported SNP in the goat CSN2 promoter region (AJ011018:g.1311T>C), which is associated with the absence of beta-casein in the milk. Given the absence of the beta-casein in animals with this allele, it is possible that this mutation is involved in gene regulation processes. It is also possible that this allele is in linkage disequilibrium with a causative mutation for lack of expression. Sequencing of the complete genomic region of the CSN2 gene in these animals is needed. Finally, we developed a PCR-based method that allows detection of this mutation
A SNP in the goat CSN2 promoter region is associated with the absence of β-casein in the milk
Summary: So far, at least eight alleles in the goat CSN2 locus have been associated with the level of [beta]-casein expression in milk. Alleles CSN2A, CSN2A1, CSN2B, CSN2C, CSN2D and CSN2E have been associated with normal content (allele effects of about 5 g of [beta]-casein per litre), whereas the CSN20 and CSN201 alleles have been associated with non-detectable levels of [beta]-casein. Most of these alleles have been characterized genetically. Herein, we report the identification of a previously unreported SNP in the goat CSN2 promoter region (AJ011018:g.1311T>C), which is associated with the absence of [beta]-casein in the milk. Furthermore, we developed a PCR-based method that allows detection of this mutatio
Individuazione e caratterizzazione di un microsatellite al locus LTF nella specie caprina.
La lattoferrina è una proteina estremamente polifunzionale
caratterizzata da un ampio spettro di attività biologiche (azione immunostimolante, attività antinfiammatoria, antitumorale, ecc..). La sua funzione più nota è senz’altro l’attività antimicrobica contro molte specie patogene, esplicata sia attraverso meccanismi diretti che indiretti. È ormai noto che singoli polimorfismi a livello del gene LTF possono influenzare la funzionalità della proteina, modificandone la sua capacità battericida. Nella specie umana ad esempio, sono state individuate e caratterizzate due varianti che differiscono per l’attività battericida
contro specie Gram-positive coinvolte in patologie periodontali.Nella specie caprina, un test condotto su E. coli O111 ha dimostrato che alcune capre originarie della Corea producono una lattoferrina con una maggiore attività antibatterica rispetto a quella di capre Saanen (Lee et al., 1997). Particolare attenzione pertanto va dedicata a tutti
i marcatori che si ritrovano nei geni coinvolti nella resistenza alle infezioni, come microsatelliti e SNPs. Il presente lavoro riporta l’individuazione, nella specie caprina, di un microsatellite al locus della lattoferrina (LTF), e valuta la sua naturale variabilità in alcune popolazioni allevate nell’Italia meridionale
Analisi preliminare del gene che codifica l'Acil Coa:Diacilglicerolo Aciltransferasi (DGAT) nella specie bufalina.
L’Acil CoA:diacilglicerol aciltransferasi (DGAT) è un enzima microsomiale che svolge un ruolo centrale nel metabolismo dei glicolipidi a livello cellulare e catalizza l’ultimo step nella sintesi del triacilglicerolo utilizzando come substrato il diacilglicerolo (DAG) e gli acil CoA dell’acido grasso.Nella specie bovina il gene mappa sul cromosoma 14 bovino, nella regione che comprende il QTL del grasso del latte (Winter et al. 2002).L’obiettivo della ricerca è quello di studiare la variabilità genetica al locus che codifica l’Acil CoA:diacilglicerol aciltransferasi (DGAT) nella specie bufalina allevata in Campania
Il DNA genomico è stato estratto dai leucociti ottenuti da campioni di sangue di 3 bufale allevate nella provincia di Caserta e che producono latte con diverse caratteristiche quali-quantitative.L’amplificazione del gene DGAT1 bufalino è stata realizzata per mezzo di PCR utilizzando primer disegnati sull’omologa sequenza bovina (EMBL n°AJ318490). I prodotti di amplificazione sono stati purificati e sequenziati
A tutt’oggi è stato amplificato l’intero gene DGAT1 di bufala per un totale di ~8300 nt ed è stato sequenziato il tratto di DNA che va dal 4° esone al 12° introne per un totale di 1576 nt.Il gene DGAT1 bufalino presenta un’architettura estremamente frazionata essendo costituito da 17 esoni e 16 introni e si caratterizza per una maggiore percentuale di G/C rispetto al contenuto di A/T (68,26% vs 31,74%).Il confronto delle sequenze bufaline ottenute non ha messo in evidenza nessuna differenza nucleotidica a livello esonico, mentre sono state individuate due mutazioni a livello intronico: una trasversione C-G al 69° nt del 7° introne, responsabile della scomparsa di un sito di restrizione dell’endonucleasi DdeI,ed una transizione CT realizzatesi al 14° nt dell’8° introne che determina la creazione di un sito di restrizione dell’enzima MspI.Entrambe le mutazioni si sono realizzate nell’individuo che si caratterizza per una maggiore presenza di grasso nel latte.Le sequenze bufaline a tutt’oggi disponibili mostrano un’omologia con le corrispondenti sequenze bovine depositate in Banca Dati pari a ~95,1%.Tale differenza è dovuta, oltre che a singole sostituzioni/delezioni nucleotidiche realizzatesi sia a livello intronico che esonico, ad una inserzione/delezione di 18 bp (TCGGCCCGGGCGGGAAGG) tra il 4° ed il 5° nt del 10° introne
I marcatori genetici fino ad ora evidenziati nel bufalo possono essere utilizzati per interpretare le affinità o diversità tra le specie e per la messa a punto di protocolli rapidi per l’analisi di biodiversità finalizzata alla tracciabilità/rintracciabilità dei prodott
Analisi preliminare del gene sarcoplasmic endoplasmic reticulum Ca(2+) atpase (Serca1) in Xiphias Gladius.
le pompe ATPasiche del Rticolo Sarcoplasmatico sono importanti meccanismi di estrusione del calcio in grado di ripristinare la concentrazione di tale ione all’interno della cellula permettendo così al muscolo di rilassarsi e di riottenere la conformazione tridimensionale preafflusso. In Danio rerio il gene che codifica per tale pompa protonica (SERCA1) è mappato sul cromosoma 3, costituito da 21 esoni e 20 introni e si estende su un tratto di DNA di circa 9450 bp.
L’obiettivo della ricerca è quello di individuare eventuali marcatori molecolari specie specifici per differenziare il pesce spada dal blu marlin.
Il DNA gnomico è stato estratto dal tessuto prelevato da campioni di pesce spada congelati pescati nella zona FAO 27 (Atlantico Nord Orientale), 34 (Atlantico Centro Orientale) e da campioni di marlin.L’amplificazione parziale del gene SERCA1 del pesce spada è stata realizzata per mezzo di PCR utilizzando primer disegnati sull’omologa sequenza del marlin (EMBL). I prodotti di amplificazione sono stati purificati e sequenziali.
Il gene SERCA1 del pesce spada è stato amplificato per un totale di 3312 bp ed è stato sequenziato il tratto di DNA che comprende gli esoni 6-7-8-11-12-13-14-15-17-18-20-21 e gli introni 6-7-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20.attualmente le regioni esoniche disponibili hanno mostrato un’omologia molto alta con le corrispondenti sequenze del marlin depositate in Banca Dati.Da tale confronto è stato possibile evidenziare diverse mutazioni puntiformi.
Dall’analisi dele regioni introniche è stato osservato a livello del 7° introne un poli T che risulta costituito dalla successione di 25 T e a livello del 16° introne due sequenze microsatelliti GTGTGT e GTGTGTGT.
Studi futuri prevedono il sequenziamento delle restanti regioni esoniche ed introniche del pesce spada al fine di individuare eventuali marcatori molecolari utili per differenziare le due specie prese in esame. Tale studio suggerisce la possibilità di mettere a punto tecniche rapide ed efficaci per la rintracciabilità dei prodotti ittici
Gene structure analysis of caprine and ovine Mannose Binding Lectin (MBL)
The Mannose Binding Lectin (MBL) is an important factor of natural immunity which acts as a primordial antibody, capable to activate the complement and to link to some sugars (such as mannose) present on the surface of some bacteria as Brucella. In the present study, we report the partial structure of the gene coding for the MBL in sheep and goat as well as the analysis of their promoters. By using as template genomic DNA from leukocytes obtained from individual blood samples we sequenced from -961 nt of the promoter to the 397th nt of the 4th exon of four sheep (EMBL Acc. no. AM933378) and from -978 nt to the 471th nt of the 4th exon of four goats (EMBL Acc. no. AM933377), for a total of 4461 bp and 4515 bp, respectively. By comparing the homologous sequence of the bovine MBL gene (EMBL Acc. no. NC007327), it was possible to determine the size of the exons, similar in both investigated species: 200 bp (exon 1), 117 bp (exon 2), and 69 bp (exon 3). The comparison of the sequences between goat and sheep shows an homology of 92.2%. The differences are due essentially to insertions/deletions at intronic level: the sheep presents with respect to the goat a deletion at the 1st intron of 11 nt, two insertions at the 2nd intron, respectively of 29 and 41 nt, and at the 3rd intron a stretch of eight Guanine in the goat vs. eight Thymine in the sheep. The length of the three introns was 395 bp vs. 385 (intron 1), 1278 bp vs. 1347 (intron 2), and 1028 bp vs. 1019 (intron 3) respectively in goat and sheep. For both species, all the splice junctions follow the common role 5'GT/ 3'AG. The ORF (Open Reading Frame) encodes for 249 amino acid residues, whereas the leader peptide is composed by 19 amino acids. The starting codon (ATG, Methionine) is located between the 10th and the 12th nt of the 1st exon, while the stop codon (TGA) between the 372th and the 374th nt of the 4th exon. While from the comparison of the exonic sequences, 23 SNPs were identified, 10 of which give rise to an amino acidic change. The sequence analysis of the promoter region in sheep shows the presence of the following putative binding sites for transcription factors: TATA-box (ATAAA) and CCAAT-box (CCAAAT) in position -49 and -140 nt, respectively. Furthermore, two glucocorticoid responsive elements (GRE) were identified: in position -765 (AGATCAGA) and -971 (ACTGATCT). The promoter analysis for goat was found to be analogous to that of sheep but it shows the disappearance of the regulatory site GRE (ACTGATCT). Further studies need to be performed in order to verify whether the markers identified in the present study can be associated to the resistance to pathogens such as Brucella melitensis by carrying out suitable test for antimicrobial activity
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