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    Il WebGIS delle Emergenze geologiche nella provincia di Parma: caratteristiche costruttive e modalità d'uso

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    Scopo di questo lavoro è la descrizione della struttura e delle modalità di utilizzo del WebGIS delle Emergenze geologiche nella provincia di Parma. Il WebGIS, accessibile all’indirizzo http://webgis.geo.unipr.it, contiene una descrizione dettagliata delle Emergenze geologiche, geomorfologiche e paleontologiche presenti nel territorio provinciale, giudicate interessanti e meritevoli di segnalazione in quanto testimonianza di processi che hanno determinato l’attuale distribuzione delle forme del paesaggio. Le prerogative che caratterizzano le Emergenze proposte sono comuni anche ai geositi, il cui censimento è in atto a livello nazionale e per i quali sono previsti interventi di tutela. Secondo la definizione ISPRA (2009): “I geositi sono elementi, zone o località di interesse geologico di rilevante valore naturalistico ed importanti testimoni della storia della Terra. Essi rendono peculiari i luoghi e le aree territoriali in cui sono inseriti per i loro specifici fattori fisici, morfologici, climatici e strutturali”. Tale definizione fissa dei requisiti di peculiarità per i quali sono previste norme successive di vincolo e valorizzazione. La scelta dei geositi rappresenta dunque un passaggio ulteriore e più vincolante rispetto al censimento proposto in questo WebGIS che, pur mantenendo il rigore scientifico necessario, con l’utilizzo, ove indispensabile, di terminologia specialistica, include siti a diverso livello di interesse e quindi usufruibili da diverse tipologie di utenti. La scelta delle Emergenze proposte e dei siti in cui effettuare le relative osservazioni, è soggettiva, in quanto legata all’esperienza dei singoli autori che ne hanno curato la descrizione. I 58 siti sono suddivisi in tre gruppi con prevalenza di quelli a carattere geologico (33), rispetto a quelli geomorfologici (21) e paleontologici (4). I siti a carattere geologico descrivono affioramenti rocciosi particolarmente significativi, strutture sedimentarie, esposizioni di valore stratigrafico e strato-tipi; in alcuni casi corrispondono a ridotti o poco appariscenti affioramenti rocciosi, scelti per la valenza scientifica legata alle vicende geologiche che ne hanno determinato le caratteristiche. I siti geomorfologici, in genere facilmente riconoscibili ed accessibili, comprendono forme del terreno significative in quanto testimonianza dei processi naturali che le hanno generate; nei casi in cui, nel territorio provinciale, siano presenti più siti appartenenti ad una stessa tipologia, si è scelto di descrivere il più significativo e meglio conservato. Essi comprendono forme di tipo glaciale, fluviale, carsico, strutturale, gravitativo. I siti paleontologici corrispondono ai principali luoghi di rinvenimento di organismi fossili nel parmense; vengono descritte le specie e i relativi paleoambienti. Per ogni sito è stata allestita una scheda descrittiva, strutturata in quattro paragrafi che ne descrivono le modalità di accesso, le caratteristiche, i motivi della scelta e i riferimenti cartografici. Il lavoro è il risultato della collaborazione di diversi ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Parma. Più precisamente: A. Clerici e D. Peis hanno curato l’aspetto informatico, A. Artoni e P. Vescovi hanno descritto le emergenze geologiche, S. Perego, C. Tellini e P. Vescovi le emergenze geomorfologiche e P. Monegatti quelle paleontologiche. Per la realizzazione del WebGIS è stato utilizzato esclusivamente software open source, vale a dire software gratuito che può essere scaricato, utilizzato ed eventualmente modificato liberamente. In particolare, per l’acquisizione ed elaborazione dei dati georeferenziati è stato utilizzato il GIS GRASS (GRASS Development Team, 2009; Neteler e Mitasova, 2008), mentre per la costruzione del WebGIS è stato utilizzato MapServer (http://mapserver.org), tramite il front-end p.mapper (http://www.pmapper.net), un’interfaccia interattiva di facile utilizzo che offre numerose funzionalità e diverse configurazioni (Lorenzetti et alii, 2006)

    A method for drawing slope maps from contour maps by automatic data acquisition and processing

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    A method for drawing slope (angle) maps is described. After the contour lines of a topographic map have been expressed in digital form by a digitizer, the ground surface is considered as a set of partly overlapping trend surfaces. Slope values then are calculated at the mesh points of a grid superimposed on each of these mathematically expressed surfaces. The final map consists of a set of isolines (isoclines) obtained by slope values interpolation. The computer is used to determine the slope values, whereas the final map is obtained by a plotter
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