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    Restauro e adeguamento normativo di un teatro all'italiana: il Sociale di Camogli

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    Inaugurato nel 1876 su progetto dell’Ingegner Salvatore Bruno, il Teatro Sociale di Camogli rappresenta un ottimo esempio di “teatro all’italiana”, con pianta a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi e loggione superiore. L’originaria struttura in legno rese necessari, negli anni Trenta, radicali lavori di adeguamento strutturale, occasione per realizzare una nuova struttura in cemento, nonché consistenti modifiche planimetriche. Le normative degli anni Ottanta relative alla sicurezza antincendio, tuttavia, hanno determinato una trentennale chiusura del teatro per inagibilità. A tale situazione ha posto rimedio l’intervento di restauro e adeguamento normativo dello Studio Berlucchi di Brescia. Il progetto - definito nel 2006 e completato nel 2016 - ha perseguito, in primo luogo, l’obiettivo dell’adeguamento sismico, verificato con un modello agli elementi finiti della struttura. L’accessibilità è garantita da un nuovo ascensore che serve tutti i livelli dell’edificio, mentre gli impianti elettrici, meccanici e di climatizzazione sono stati completamente rinnovati in conformità con gli standard di un teatro contemporaneo. A seguito di un’approfondita campagna diagnostica, sono stati progettati interventi di restauro delle superfici, che hanno consentito un recupero filologico della facies anni Trenta del foyer. Le scelte fatte in termini di colori e finitura dei materiali sono state guidate dal rispetto nei confronti della preesistenza. Gli interventi suddetti hanno permesso di ripristinare la destinazione originaria del teatro, nel pieno rispetto della sua estetica originale e di tutti gli standard contemporanei di sicurezza e comfort

    Protezione e conservazione. Rapporto con la preesistenza, caratterizzazione costruttiva, invecchiamento ed efficacia delle coperture nell'area archeologica di Ostia antica

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    La presente tesi di dottorato indaga le coperture protettive dei siti archeologici come soluzioni per la loro conservazione in situ, analizzando casi studio e prospettive metodologiche all'interno del contesto mediterraneo e approfondendo il caso del Parco archeologico di Ostia antica. Attraverso una panoramica storica e un’analisi dello stato dell’arte, viene affrontata l’evoluzione delle pratiche di copertura e i diversi approcci conservativi che hanno influenzato il modo in cui i resti archeologici sono stati protetti e resi fruibili. Il Parco di Ostia antica, sito estensivo e costruttivamente omogeneo di cui è stata adeguatamente restituita la vicenda edificatoria, di scavo e di sistemazione moderna e che presenta un palinsesto di soluzioni variegato e stratificato nel tempo, ha rappresentato un caso studio ideale per approfondire il tema sotto diversi aspetti. È stato infatti possibile studiare l’efficacia delle coperture a livello tecnico, percettivo e gestionale, analizzando i materiali, le geometrie e l’impatto delle strutture sul contesto storico-paesaggistico e sulla materia dei beni archeologici. La tesi propone un approccio multidisciplinare, sottolineando la necessità di una pianificazione preventiva per assicurare che le coperture rispondano pienamente alle esigenze di conservazione del sito. La ricerca cerca di giungere a un’integrazione tra le valutazioni tecniche dei dispositivi messi in opera e una disamina sulle relazioni formali che questi interventi hanno determinato, per fornire uno strumento adatto su cui fondare un adeguato piano di manutenzione delle coperture nell’area archeologica ostiense

    Il Castrum medievale di Rocchettine

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    L'articolo ripercorre le vicende edificatorie del Castrum medievale di Rocchettine (RI), descrivendone lo sviluppo urbanistico: da apparato ossidionale a residenza fortificata dei Savelli, fino all'espansione tardo secentesca e al definitivo abbandono novecentesco

    Urbanistica e ordini religiosi. Rieti e Bitonto, due casi studio sul ruolo della spiritualità nello sviluppo delle città tra Medioevo ed Età Moderna

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    Le comunità religiose hanno profondamente influenzato i cambiamenti architettonici e urbani tra il XII e il XV secolo: la fondazione di chiese e conventi ha contribuito a trasformare il volto delle città. Le fonti documentali, l’eredità archeologica, lo studio delle architetture ancora presenti e delle topografie urbane consente di analizzare i processi di espansione dei conventi medievali e soprattutto il loro impatto sulla morfologia urbana. Il contributo intende indagare questi aspetti in relazione ad aggregati urbani geograficamente distanti, ma in cui gli ordini religiosi ne hanno determinato le medesime direttrici di espansione: Rieti e Bitonto

    Metodi, applicazioni, tecnologie. Colloqui del Dottorato di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura. Prima edizione

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    Nell’anno 2010, dall’unione dei Dipartimenti di Storia dell’Architettura, Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici, e di Rilievo, Analisi e Disegno dell’Ambiente e dell’Architettura, è nato il Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, il quale si offre oggi come centro di ricerca e di formazione sui beni culturali in generale, e sul patrimonio architettonico, urbano e paesistico in particolare. Le attività del DSDRA si concentrano in differenti ambiti: dalle teorie e i metodi storiografici allo studio di edifici storici, città, centri minori e paesaggio; dai metodi e dalle tecniche integrate di rappresentazione e di rilievo, alla visualizzazione e alla comunicazione, dal rilievo dell’architettura, della città e del territorio alla grafica e al design; dalle teorie e metodologie operative, alla valutazione e progettazione di interventi di conservazione, prevenzione, restauro e manutenzione programmata di materiali e strutture. Oggi i dottorandi del Dipartimento, nonostante la conservata suddivisione nelle sezioni dei tre settori scientifico-disciplinari, si trovano a frequentare un ambiente interdisciplinare e a confrontarsi con colleghi dai profili a loro complementari. I Colloqui del Dottorato in Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, che si è tenuto il 14 dicembre 2020 nella sua prima edizione, vuole essere un momento di incontro e di confronto tra le tre sezioni del dottorato: una piattaforma di scambio di metodi ed esperienze sulle recenti ricerche. I dottorandi che hanno manifestato interesse a partecipare all’evento hanno presentato un loro contributo. Tali contributi confluiranno in un volume di atti che porterà all’attenzione della comunità scientifica metodi, materiali e risultati delle ricerche svolte negli ultimi anni dai dottorandi del DSDRA

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Il Thermopolium ostiense. Storia e restauro di un wine-bar di età imperiale

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    The Thermopolium in Via di Diana, in Ostia antica, is a building dating back to the 3rd century AD. Used as an inn for wine mixing, inside you can still recognize the serving counter, shelves and marble tubs for washing dishes and a particular still-life, which must have recalled the products served in the room. An internal courtyard, with a fountain and masonry seats, allowed the local patrons to consume outdoors. The guise in which it appears today owes much to the restoration carried out by Guido Calza and Italo Gismondi in the 1920s. Initially, for the restoration of the façade, a layer of plaster was envisaged, the drawings of which are still preserved. Starting from 1923, however, the new project – later implemented – established to leave the brick facing in sight, partly for philological reasons, but above all for a stylistic change dictated by the new propaganda language of the regime. The contribution intends to focus attention on the events of the 20th-century restoration that affected the Thermopolium and on today’s conservation issues, especially of the masonry palimpsest in sight

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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