1,721,013 research outputs found

    Fashion Design Networking. Il modello decentrato della Moda

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    La richiesta degli utenti di consumare merci che gratificano se- condo Lipovetsky è il volano del nuovo paradigma del ‘capitali- smo artista’ come propulsore per l’estetizzazione del mondo. Il processo di creazione nella produzione delle merci nasce in am- bienti da cui ha origine la dinamica relazionale in termini di Design networking. L’impatto sociale e culturale del prodotto-merce al centro di un sistema relazionale promosso dalle ICT coinvolge e introduce nuovi modelli produttivi. Il sistema della Moda agisce nei nuovi processi di creazione del valore mirando alla realizza- zione di esperienze continuamente aggiornabili. Il modello da perseguire parte dal bisogno di condividere aspettative e desideri (wants) e corrisponde ad un sistema di relazioni che si traduce in un modello decentrato di produzione del valore. La personaliz- zazione diventa impegno sociale, si diffonde nei contesti di vita, necessita per svilupparsi di condizioni locali ‘profittevoli’; si indi- viduano le capabilities, rese opportunità per trasformarsi in fun- ctionings (Sen 2003) e, grazie ai “fattori di conversione” (Robeyns 2003), dispiegano il loro valore attraverso la “filiera cognitiva” (Rullani 2004) in network multifunzionali

    Sul metodo. Un’indagine laboratoriale tra design e biologia

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    Il saggio illustra alcune delle metodologie del design making, attraverso un’indagine laboratoriale che usa, come strumenti della ricerca, le attrezzature e i materiali affini al settore scientifico della biologia. Al confine tra programma e imprevisto, metodologia e libera sperimentazione, il design non si preoccupa solo di realizzare oggetti finiti e industrializzabili, ma esplora mondi, inventando pratiche di progettazione condivisa e nuove manipolazioni della materia. Il paradigma produttivo si trasforma da una vecchia concezione di prodotto industriale verso un nuovo orizzonte di manifattura vivente. Le possibilità offerte dalle più recenti tecnologie di lavorare con organismi in grado di evolversi secondo una propria natura, insieme a una serie di sperimentazioni pilota nel campo della biologia sintetica e della medicina rigenerativa, conducono a nuove frontiere finora considerate inesplorabili. In questa direzione, la ricerca ha esplorato le nuove pratiche della DIY Biology strettamente connesse al settore della microbiologia e dell’ingegneria delle macchine, in relazione alla loro possibile applicazione nei processi di stampa 3D. L’esito della ricerca ha condotto all’elaborazione di protocolli produttivi al confine tra tecniche di 3Dprinting e bioprinting, attraverso l’adozione di organismi viventi come funghi, muschi, cellulosa microbica

    Il design per la moda e l'industria culturale. Nuove strategie per il made in Italy.

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    Il Laboratorio FA.RE. Fashion Research Lab dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli è un laboratorio di ricerca internazionale nel campo della moda che integra i saperi maturati nell’ambito del design e del design per la moda con le discipline nel campo delle nuove tecnologie, degli advanced materials, della comunicazione e della valorizzazione dei giacimenti culturali della moda italiani. Promuove la ricerca avanzata nel campo della moda e i nuovi talenti creativi e scientifici, collaborando con le istituzioni internazionali, gli enti e le aziende più prestigiose nel campo della moda per incentivare la ricerca e il miglioramento competitivo delle imprese fashion oriented. Il Laboratorio si configura come una fabbrica creativa capace di integrare saperi complessi allo sviluppo di nuovi prodotti-servizi materiali e immateriali nel settore fashion oriented. Promuovendo lo sviluppo di sistemi produttivi avanzati e sostenibili nel settore della moda e processi democratici nella definizione di nuove modalità di consumo. Il saccio presentato propone alcune delle ricerche condotte dal laboratorio FA.RE. con aziende del territorio campano per la valorizzazione dei giacimenti culturali della moda italiani

    Design e territorio: un rapporto in evoluzione

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    Parlare del rapporto tra design e territorio significa ripercorrere una storia relativamente recente, in cui assistiamo ad un ampliamento e arricchimento degli approcci e degli obiettivi, in linea con l’evoluzione socioeconomica e dei bisogni degli utenti. Il concetto stesso di territorio, di per sé già complesso e dinamico, assume connotazioni diverse in rapporto a fenomeni congiunturali e a spinte culturali opposte, tra vecchi e rinnovati globalismie localismi. Oggi il territorio è riconosciuto come un valore e un attore economico significativo nei mercati competitivi riguardanti non solo il settore turistico, ma anche il settore culturale e imprenditoriale in generale. Senza dimenticare il ruolo di habitat, ovvero di sistema sociale, ambientale e culturale in sintonia con le necessità di chi lo abita e in equilibrio rispetto alle istanze di sostenibilità economica e ambientale e di qualità della vita. Il design, nella sua ampia fenomenologia dal prodotto alle strategie, ha sempre avuto un rapporto dialogico con il territorio. Proveremo a ricostruire un quadro aggiornato di cosa significhi oggi parlare di design per il territorio attraverso il racconto delle attività del network di ricerca D4T Design for Territories del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Extracapillary glomerulonephritis during Etanercept treatment for psoriatic arthritis

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    ABSTRACT:Juvenile psoriatic arthritis was diagnosed in a girl of 15 and a half years old, who presented with severe poly-arthritis and psoriasis. Treatment with etanercept 25mg by subcutaneous injections, twice a week was started. After 5 months of treatment, she developed microscopic hematuria, proteinuria and progressive acute renal failure with anaemia and hypertension. Renal histology, IF, and EM findings were consistent with severe extracapillary crescentic pauciimmune glomerulonephritis. The histology findings, the onset of renal symptoms after beginning treatment with etanercept, and the absence of any abnormality in the urine tests before administration of the drug, support the hypothesis of a rare case of secondary nephropathy due to treatment with an anti-TNF-α dru
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