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    PORBEC, un sistema integrato di narrazione e monitoraggio del patrimonio storico artistico

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    Le vicende di questi ultimi anni hanno spostato sempre più l’attenzione degli addetti del mondo dei beni culturali sul ruolo che devono assumere le tecnologie digitali nel rapporto del pubblico con la cultura in generale e nel particolare con la fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. L'articolo presenta le caratteristiche di una piattaforma pensata e realizzata per integrare conoscenza, fruizione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico

    Progetto L'ARCA

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    Il lavoro presenta il progetto L’ARCA che nasce da una stretta collaborazione tra il Distretto DATABENC e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania (USRC) per operare nel contesto del mondo degli istituti d’arte e dei licei classici campani con un obiettivo preciso e ambizioso: avvicinare i giovani al patrimonio culturale e ambientale del loro territorio non solo attraverso un percorso di scoperta ma anche di conoscenza e di successiva valorizzazione

    La pizza tra storia e arte. Progetto di una mostra

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    La pizza è un simbolo identitario della cultura napoletana che va oltre il semplice cibo per la capacità di suscitare ricordi, emozioni e sensazioni. Il suo profumo è inebriante, la sua visione da sola sazia ed è difficile resistere alla tentazione di tagliarne un triangolino, ripiegarlo in due e farne un boccone. Per questo suo fascino, ma soprattutto per la sua popolarità, a New York è nato il MOPI (Museum Of PIzza), che ha individuato, nell’immagine della pizza, la principale icona di un linguaggio universale, capace da sola di superare, nell’epoca della comunicazione digitale, barriere geografiche o temporali. Senza polemizzare sui perché nella patria della pizza non si sia mai pensato di organizzare un museo o una mostra per valorizzare e comunicare una così importante immagine positiva di Napoli e della Regione Campania, con questo volume si vuole lanciare l’idea progettuale di una possibile esposizione, temporanea o stabile, a chi un domani vorrà e potrà realizzarla. Il lavoro raccoglie i risultati di ricerche effettuate nei campi letterario, artistico, cinematografico, canoro e multimediale aventi per tema l'icona della pizza

    OLTRE (Ologrammi per Teatri Reali), un’idea progetto per il futuro

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    Ormai in ogni articolo scientifico, su ogni rivista, sul web, all’interno di discussioni social si parla molto di questa fantomatica Intelligenza Artificiale, spesso anche a sproposito. Non poteva essere diversamente: anche nell’arte e nella cultura non si può fare a meno di parlarne. Gli ambiti di questa nuova tecnologia, ormai assunta a “filosofia” scientifica sono infiniti. La si trova, infatti, inserita all’interno dei robot aspirapolveri di casa, nei frigoriferi, nelle automobili, praticamente ovunque. L'articolo presenta una possibile ricaduta che essa può avere all’interno della fruizione e della valorizzazione del patrimonio artistico. In particolare, si discute della possibilità di utilizzare una evoluzione dei sistemi di riproduzione di ologrammi al fine di renderli interattivi e capaci di far rivedere personaggi ormai scomparsi attraverso le tecniche dell'IA

    Trattati dell\u27azione possessoria, della purgazion di mora, e dell\u27etimologia di alcuni vocaboli del diritto civile fatti dall\u27avvocato Leonardo De Sanctis

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    Napoli : dalla tipografia Chianese, strada Stella num. 10, 1830 Segn.: [pigreco]/4 1-18/4 Legatura in mezzapelle e carta decorata. Cantonali in pelle Legato con: Trattato su la nunciazione di nuova opera ... (1831) e altri. https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99002134441020604

    Letter to CSU Northridge from Robert Chianese

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    Robert Chianese writes a letter to CSU Northridge requesting reimbursement for expenses on the California Urban Environmental Research and Education Center (CUEREC) funded project. Council worked on the Final Report since February 2001 and did a power point presentation event in Oxnard. With translation and printing fees the total is $1,950.00

    L'editoria aumentata a servizio della tradizione e della cultura

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    Presentazione dell'innovazione introdotta dalla realtà aumentata nel settore dell'editoria tradizionale per promuovere la tradizione di un territori

    Chianese, Dominic

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    INTERVIEWER: Mark Naison, Oneka LaBennett INTERVIEWEE: Dominic Chianese SUMMARY BY: Patrick O’Donnell Dominic Chianese is a Bronx native and a well-known actor and singer. He was born 2/24/1931 in the Bronx. His paternal grandfather was from Naples, Italy, and his mother’s side was from near Sorrento. He was raised in the Arthur Avenue neighborhood, and attended public school. Most of his classmates were Italian, although there were some Jewish and Hispanic children as well. Despite the fact that Chianese had German, Irish, Italian, and French-Canadian friends while growing up, the Italian and African-American communities were quite separate: he didn’t know any African-Americans until he went to college. Music, sports, and school were a large part of Chianese’s childhood. He played the violin, sang in groups with his friends, played a number of sports, and he was an excellent student. He was admitted to the selective Bronx Science high school, where about 80% of his classmates were Jewish. After graduating, he worked off and on for his father, who was a stonemason, and began to think about pursuing singing as a serious career. Two years later he went to SUNY Champlain (now SUNY Plattsburgh) for college. Although he had always been encouraged to sing while growing up and had already had a number of gigs, he fully developed the intention to sing as a career in college. He was part of an all-male a cappella group. Unfortunately, SUNY Champlain was closed down to serve as soldier’s barracks during the Korean War, and Chianese never earned his bachelor’s degree. Later on, Chianese learned about African-American and rock music, and he began to play the guitar. He worked on Broadway for a while, where he met his first wife. He joined a Gilbert and Sullivan repertoire company and toured the US singing G and S operettas. However, he did not get his big break until he was 68 years old, when he played Junior on The Sopranos. In the past, he supported himself via a number of odd jobs and sporadic performances. In the 60’s, he attended night school at Brooklyn College, met his second wife, and gradually got turned on to acting. His first role was in Thurber’s “The Male Animal,” and he toured the United States and Canada as part of the company. Combining his love of singing and acting, he held down a job as the emcee of Folk City in the Village from 1964-1971. He had earned a BA in Speech and Theater from Brooklyn College, and he taught elementary school in Bed Stuy for a few years. However, he felt handcuffed by the curriculum, since innovation was discouraged, including his attempts to get the children involved in drama and music. Today, Chianese looks upon his part in The Sopranos as his finest role, and is very proud of it. He has a great deal to say about the way in which the arts and bring communities together, and he is committed to using this unifying power of art in all aspects of his life
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