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    The “seismic behavior” of urban complex systems

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    Looking at the damages caused in different cities by earthquakes, it is possible to note that damage has many faces, changing from time to time starting from the earthquake instant. Nevertheless, most of the studies aimed at describing the damages due to a seismic event, looking at the city as “sum” of elements (buildings and network infrastructures), have been focused on physical damages, occurring immediately after the event and on consequent loss of human lives. Very few studies, looking at the city as a whole, tried to highlight the multiple dimension of damage, focusing on all the different faces of urban damage (physical, functional, economic, social) and on the different periods of time they generally occur after the earthquake. With reference to these considerations and basing on the analysis of the earthquake phenomenology, this study aims at understanding how the city, considered as a complex system, responds to an earthquake. In detail, starting from the analogy between the behaviour of a complex system hit by an external stress and the city hit by an earthquake, the study outlines the “seismic behavior” of urban systems. The analysis of the “seismic behavior” of cities highlights the role of urban planning in the seismic risk mitigation, pointing out that the mitigation of seismic risk requires both structural interventions on buildings and infrastructures, both actions facing the seismic problem in its “urban” dimension. Hence, the final goal of the research work is to define urban planning actions for improving the capacity of the city, interpreted as a whole, to respond to a seismic event or, in other words, to improve the “seismic behavior” of the city. With reference to this goal, the main objectives of this study can be synthesized as follows: - to set up a conceptual framework for analyzing the seismic behavior of a city; -to set up tools aimed at describing and forecasting the seismic behavior of a city

    Sostenibilità e pianificazione urbanistica: una procedura per la valutazione di efficacia dei piani

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    Negli ultimi due decenni, anche a seguito dell’affermarsi del concetto di sviluppo sostenibile, si è diffusa una cultura innovativa della trasformazione che, ponendo come indifferibile il superamento della dicotomia tra ambiente antropizzato e ambiente naturale, è incentrata sulla ricerca di condizioni di equilibrio dinamico tra domanda d’uso da parte dell’uomo e capacità di carico dei sistemi naturali. Nelle più recenti esperienze di pianificazione a scala comunale, l’assunzione del principio di sostenibilità come criterio informatore delle strategie di governo delle trasformazioni urbane ha condotto alla definizione di una pluralità di obiettivi che trascendono largamente quelli tradizionalmente perseguiti da un piano regolatore, assegnando nuova centralità al progetto delle aree verdi e determinando una sostanziale revisione delle modalità di interazione pubblico/privato nei processi di attuazione e gestione delle scelte di piano. In riferimento a tali considerazioni, questo studio, che costituisce una prima sistematizzazione di un lavoro di ricerca volto ad indagare le relazioni tra sviluppo sostenibile, politiche del verde e meccanismi perequativi in ambito urbano, si articola in una fase teorico/metodologica orientata alla messa a punto di criteri per la valutazione di efficacia delle previsioni di piano relative alle aree verdi, e una fase applicativa che, sulla base dei criteri definiti nella prima fase, propone un confronto comparativo tra alcune esperienze recenti di pianificazione a scala comunale

    Dalle tecniche per la conoscenza agli strumenti urbanistici per la mitigazione del rischio idrogeologico in ambito urbano

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    Pur essendo ormai riconosciuta la necessità di integrare le strategie di mitigazione dei rischi naturali nelle politiche per il conseguimento di obiettivi di sostenibilità e, soprattutto, nei processi di governo delle trasformazioni urbane e territoriali, si registra ancora una rilevante difficoltà a trasferire sul piano delle pratiche urbanistiche correnti il consistente bagaglio di conoscenze acquisite sui rischi naturali. Le analisi di rischio solo in pochi casi dialogano efficacemente con le regole e le norme della strumentazione urbanistica ordinaria: le accurate analisi di pericolosità e gli indici sintetici di rischio, generalmente disponibili, possono guidare la definizione di future destinazioni d’uso, la programmazione degli interventi e l’allocazione delle risorse, ma risultano di dubbia utilità sia per graduare l’intensità e definire la forma d’uso dei futuri insediamenti che per implementare strategie di mitigazione del rischio negli insediamenti esistenti. Sulla base di tali considerazioni, il contributo delinea un metodo per la conoscenza del rischio connesso alle colate rapide di fango finalizzato alla definizione di azioni di mitigazione da implementare attraverso gli strumenti ordinari di governo delle trasformazioni urbane. Il metodo è oggetto di un’applicazione sperimentale sul quartiere di Soccavo, una delle conche vulcaniche a più elevata urbanizzazione nel contesto urbano di Napoli

    Damage and the built environment

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    The contribution provides a review of the different types of damage due to natural hazards in built environments, focusing on direct and indirect damage on the potential chains of damages and on the techniques for measuring damage
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