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    CORTE COSTITUZIONALE, SENTENZA N. 242 DEL 25 SETTEMBRE 2019: UNA DECISIONE STORICA CON ALCUNE FORTI CONTROSTERZATE

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    Gli Autori, a partire dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 24 settembre 2019, affrontano la questione dell’aiuto medico al suicidio ed i suoi profili problematici. A fronte del rischio che questa procedura possa coinvolgere le persone più fragili, quelle più vulnerabili e quelle senza protezione, propongono un percorso di aiuto al suicidio con organi di garanzia per evitare abusi. Ed auspicano che la medicina legale italiana sappia impegnarsi in questa direzione, facendo sentire la sua voce

    L'istanza etica dell'autonomia della persona umana ed il diritto alla salute: consenso informato o consenso comunicato?

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    Molteplici sono le cause che condizionano, oggi, in misura negativa, il porsi concreto dei professionisti sanitari riguardo al tema dell’ informazione, della comunicazione e del consenso alle cure. Il processo di giuridizzazione (contrattualizzazione) della medicina e la diffusa e prevalente tendenza di assiomatizzare la cura rischiano: a) di appiattire i contenuti, le modalità ed i valori di riferimento che ispirano l’esercizio professionale; b) di strutturare, nella comunità professionale, una serie di “luoghi comuni” e di “stereotipi” culturali sulla spinta di pressioni di ordine economico e, parallelamente, di istanze di ordine difensivo. Questa tendenza, spinta a proceduralizzare anche la relazione informativa (comunicativa) tra il professionista della salute e la persona ed a codificare il “consenso informato” quale adempimento orientato su automatismi volti a prevenire le sanzioni, induce a condizionamenti culturali deteriori e alla perdita, per la nostra professione, di autonomia, di ruolo e di credibilità sociale. Recuperare e re-interpretare (al passo con i tempi) i valori ed i principi autonomamente elaborati dalla nostra tradizione professionale è oggi un impegno morale forte e da condividere; e la Medicina Legale deve, in tale processo, esercitare un ruolo attivo, pedagogicamente finalizzato a ri-orientare la responsabilità medica sull’ impegno e sulla solidarietà, senza ricorrere ai “luoghi comuni”, ai formalismi ed alla pre-costituzione di cause di giustificazione

    Riforma Cartabia, nuovo regime di perseguibilità delle lesioni personali e suo impatto sull’obbligo del referto

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    Gli Autori analizzano, in questo breve saggio, quella par- te della riforma del processo e del sistema sanzionato- rio penale (legge ‘Cartabia’) che ha modificato il regime di procedibilità di alcune figure di reato. E lo fanno in prospettiva pratica con l’obiettivo di verificare il se ed il come la novella legislativa abbia modificato il perimetro degli obblighi informativi posti in capo al medico ed agli altri professionisti della salute. Gli Autori si focalizzano, in particolare, sulle situazioni di minorata difesa della per- sona procurate o dall’esistenza di una infermità o dalla sua età anagrafica; soprattutto di quelle più anziane visto e considerato che la protezione della vecchiaia è una frontiera della giustizia poco frequentata, nonostante la particolarità delle istanze e dei bisogni espressi dalla mol- titudine delle persone che ne fanno parte. E che appella- no la nostra umanità chiedendo a chi ha la responsabilità della cura di non abbassare il livello di guardia imposto dalle regole della solidarietà e del diritto di cittadinanza

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Medical overuse, medicina difensiva e nuova riforma della colpa professionale

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    Reflecting on the inappropriateness (medical overuse) and on defensive medicine, the Authors wonder whether the new Italian reform of professional guilt, desired at all institutional levels, will actually contain the high economic costs produced by these large and widespread phenomena. After having characterized the medical overuse and the defensive medicine indicating the common traits and main differences, the reflection is conducted by exploring the many scientific evidence that does not document any causal link between the decriminalization of professional conduct and the containment of the costs produced by the prescriptive inappropriateness. They conclude by stating that, for their containment, a third reform of professional liability will not be helpful. Instead, it must focus on other issues, mainly addressing the excessive reliance on judicial recourse. It should provide for mandatory out-of-court conciliatory mechanisms and clarifying the protective umbrella of the doctor's non-criminality.Full Tex

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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