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Il deficit di vitamina D può rappresentare un fattore di rischio per la poliabortività attivando i meccanismi dell’immunità cellulare e dell’autoimmunità
La vitamina D è in grado di modulare la risposta del sistema immune, bloccando la produzione di citochine Th1 e promuovendo una risposta immunitaria Th2, che solitamente è associata alla gravidanza normale. Inoltre, possiede un’attività immunoregolatoria sulle cellule B, di cui inibisce la proliferazione e la differenziazione, con conseguente riduzione della sintesi delle IgG. La valutazione dei livelli circolanti di vitamina D e la sua supplementazione, quando è insufficiente, può rappresentare un ausilio per incrementare le possibilità di portare a termine con successo la gravidanz
Efficacia e sicurezza del trattamento con un impianto sottocutaneo di octreotide in pazienti con acromegalia
Gli impianti sottocutanei di octreotide hanno un’efficacia terapeutica paragonabile a quella dell’octreotide LAR, avvalendosi però di un rilascio continuo del farmaco. Pertanto, il dispositivo sottocutaneo può essere considerato un’opzione terapeutica aggiuntiva, specie nei pazienti candidati al trattamento prolungato con octreotide
Toll-like receptor 5 nell’obesità. Il ruolo del microbiota intestinale e dell’infiammazione del tessuto adiposo
Nel lavoro di Pekkala et al., sono state analizzate le interazioni tramicrobiota intestinale, infiammazione del tessuto adiposo e obesità in rapporto al sottotipo TLR5, che riconosce specificamente la flagellina. Lo studio è stato condotto in 8 donne selezionate in base al profilo dei geni coinvolti nel metabolismo glico-lipidico e nella cascata infiammatoria, ottenuto dall’esame bioptico del tessuto adiposo: 4 di esse presentavano un’alta espressione di geni indotti dall’attivazione di TLR5 (H-TLR) e 4 una bassa espressione di tali geni (L-TLR). Questo studio rafforza in maniera significativa l’ipotesi di un ruolo centrale dei TLR nell’attivazione del sistema immunitario e nel conseguente stato infiammatorio che legano patogeneticamente la disbiosi, l’insulinoresistenza e l’obesità
Espressione dell’indice di proliferazione Ki-67 e di HER2 nel carcinoma papillifero della tiroide: correlazioni istopatologiche e cliniche
SCOPO: Valutare l’espressione dell'indice di proliferazione Ki-67 e del recettore per il fattore di crescita epidermico HER2 nel carcinoma papillifero della tiroide (PTC) e correlare l’espressione di tali marcatori con le caratteristiche istopatologiche e cliniche della neoplasia.
PAZIENTI E METODI: Sono stati selezionati retrospettivamente 74 pazienti sottoposti a tiroidectomia totale e con diagnosi istologica di PTC. L’espressione di HER2 e dell’indice proliferativo Ki-67 sono state determinate mediante tecnica immunoistochimica. La presenza di nuclei immunoreattivi per Ki-67 è stata espressa in percentuale e classificata in 4 gruppi: score <1%, score 1.1-3%, score 3.1-5%, score >5%. All’espressione di HER2 è stato attribuito un punteggio da 0 a 3+: 0 e 1+ espressione negativa, 2+ espressione debolmente positiva indagata con test di conferma con amplificazione genica mediante tecnica di ibridazione fluorescente in situ (FISH), 3+ espressione positiva.
RISULTATI: L’espressione di HER2 è stata valutata in 60 pazienti ed è risultata negativa, debolmente positiva e positiva, rispettivamente, nel 58.4%, 33.3% e 8.3% dei casi. Nei 20 pazienti con score 2+ il test di conferma mediante FISH ha rilevato l’iperespressione di HER2 in 12/20 pazienti. Pertanto, l’iperespressione finale di HER2 è risultata negativa in 43/60 pazienti (71.7%) e positiva in 17/60 pazienti (28.3%). L’espressione dell’indice proliferativo Ki-67 è stata valutata in 67 pazienti ed è risultata < 1% in 47/67 (70.1%), tra 1.1-3% in 16/67 (23.9%), tra 3.1-5% in 4/67 (6%). Analizzando l’espressione dell’indice proliferativo Ki-67 e l’iperespressione di HER2 non sono emerse differenze statisticamente significative in termini di espressione di tali marcatori e caratteristiche istopatologiche e cliniche di aggressività della neoplasia. Le uniche differenze significative sono emerse nei pazienti classificati a rischio di recidiva intermedio-alto e con carcinoma multifocale che hanno mostrato più frequentemente un’espressione di Ki-67 >1.1% rispetto ai pazienti a basso rischio di recidiva (p=0.014) e con neoplasia unifocale (p=0.0304).
CONCLUSIONI: In circa un terzo dei carcinomi papilliferi è stata rilevata un’iperespressione del recettore per il fattore di crescita epidermico HER2 e nel 70% circa dei campioni istologici è stato evidenziato un basso indice proliferativo Ki-67. L’iperespressione di entrambi i marcatori non correla con i parametrici istologici e clinici di aggressività della neoplasia ad eccezione di una maggiore attività proliferativa riscontrata nei pazienti a rischio intermedio-alto di recidiva e con carcinoma multifocale
Il ruolo della morfometria vertebrale nella gestione clinica delle complicanze scheletriche della Sindrome di Cushing
Le fratture vertebrali sono una complicanza molto frequente della sindrome di Cushing e richiedono una diagnosi radiologica mediante tecnica morfometrica. La morfometria vertebrale è di semplice esecuzione, consiste nel misurare le altezze dei corpi vertebrali e consente di identificare precocemente i pazienti fratturati da sottoporre a terapia osteo-attiva indipendente dal trattamento dell’ipercortisolismo endogeno
Osteopatia acromegalica: diagnosi e trattamento
L’ipersecrezione di GH e IGF-I induce una stimolazione eccessiva del rimodellamento scheletrico con conseguente incremento del riassorbimento osseo, deterioramento della microstruttura scheletrica trabecolare e corticale con aumentato rischio di fratture vertebrali (FV). Circa un terzo dei pazienti affetti da acromegalia sviluppa FV, in stretta relazione con la durata di esposizione a elevati livelli di GH e IGF-I e ad alterazioni microstrutturali sia dell’osso trabecolare che corticale. La gestione dell’osteopatia acromegalica è complessa, in quanto la predizione del rischio di fratture è incerta, il controllo dell’ipersecrezione di GH non sempre favorisce il ripristino della normale struttura scheletrica e la riduzione del rischio fratturativ
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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